mercoledì 30 ottobre 2013

Il caro estinto

La morte è rimasta praticamente l'ultimo tabu del mondo odierno. Non se parla e si fa finta che non esista. Eppure la morte fa talmente parte della vita e della società che intorno ad essa ruota tutta un'economia che non si immagina nemmeno.
Da una singolare, coraggiosa e anticonvenzionale, puntata di La storia siamo noi (che di tanto tanto affronta anche temi economici e/o sociologici) apprendo le cifre del giro di affari annuale del caro estinto in Italia: 550.000 decessi l'anno, 1 miliardo di fatturato, un indotto di oltre 25000 posti di lavoro.
Scontato pensare alle imprese di onoranze funebri, spesso a conduzione familiare come quella delle due sorelle Bellomunno a Napoli, impresa che vanta un secolo di storia: "Abbiamo sempre a che fare con persone che soffrono. Fortunatamente viviamo in un'atmosfera molto allegra" dice la bionda titolare.
Ma oltre a questa attività la Federazione del Comparto Funerario contempla produttori di urne cinerarie (in legni pregiati, vetri di Murano, ceramica artistica, pietre, ecc,), di bare e cofani personalizzati in ogni particolare, imbottiture, trasformatori di auto in carri funebri, arredi in marmo o bronzo, sale del commiato private, fino alla realizzazione di fotoceramica con il ritratto del morto o di tombe dal design avveniristico fornite di monitor con immagini del defunto.
Nel documentario un impresario mostra modelli di urna ad un'anziana signora (non ho capito se per lei o per il marito) e illustra il preventivo (quale auto, quale addobbo floreale e persino il testo dei manifesti "naturalmente senza data").
Anche i necrologi (che sembrano essere una passione di molti) creano ricchezza. La piccola emittente privata Teleclusone nel Bergamasco ha raggiunto grande notorietà (persino all'estero) con la rubrica di necrologi via etere intitolata "Oggi ci hanno lasciato".
Il fascino dei cimiteri invece lo condivido perfettamente, soprattutto dei bellissimi cimiteri monumentali. Leggere le lapidi, in particolare quelle antiche, mi è sempre piaciuto e mi fa pensare ai Sepolcri di Ugo Foscolo o alla splendida Antologia di Spoon River di Edgard Lee Masters. Nel libro "Colpito in fronte da nemica palla" Bruno Gambarotta ha raccolto decine di epigrafi, belle anche dal punto di vista letterario.
Si scopre infine che esiste sull'argomento la rivista Oltre Magazine, che parla di valori etici, psicologia, elaborazione del lutto, e che c'era persino una rivista letteraria, La Buona Sera di Giampaolo Ormezzano.
"La morte c'è" dice saggiamente il giornalista "tanto vale parlarne per tempo, in modo da essere calmi quando è il momento. Tanto arriva". 

6 commenti:

  1. Oggi ci hanno lasciato!!! E' vero dalle nostre parti è un appuntamento fisso, soprattutto per le persone anziane.
    Inutile dire che io l'ho visto solo da mia nonna...Ma ogni tanto nei discorsi senti "l'ho visto ieri sera ad oggi ci hanno lasciato..."

    Tanto arriva...

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  2. Mh... a me tutta 'sta storia della morte invece, oltre all'impressione che mi fa pensare che prima o poi, probabilmente, arrivera' anche per me, mi pare tutta una cosa macabra per i vivi.
    I cimiteri mi sembrano dei luoghi dove le persone vanno vicino ai cadaveri in putrefazione ad onorare, se non ci credi, il ricordo di coloro che erano stati (prima di diventare cadaveri in putrefazione, appunto), se ci credi invece l'anima di coloro, che pero', direi, sta altrove.
    Per quanto mi riguarda, mi piacerebbe essere cremato e che le mie ceneri fossero sparse... non so dove... ma in qualche posto dove non potessero mai essere recuperate, tipo per esempio l'oceano. Che non si possa riconoscere un posto dove mettere un fiore. Non tanto per il fiore, i fiori mi piacciono. ma per il posto.
    Tra l'altro mi angoscia l'idea (infondata, naturalmente, ma mi angoscia lo stesso!!!) di potermi risvegliare nella bara e rendermi conto appunto di essere stato sepolto accidentalmente vivo. Questo rischio, con la cremazione, svanisce.

    Insomma, mi piacerebbe rimanere nei ricordi delle persone a cui voglio bene. Ma non mi piacerebbe affatto che si facesse culto del mio cadavere.

    Mi piacerebbe uscire di scena scomparendo del tutto.

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    1. Anch'io sono favorevole alla cremazione e sono iscritta da alcuni anni alla società per la cremazione.
      I cimiteri infatti sono luoghi per i vivi ed alcuni sono molto belli, in posti che stimolano pensieri profondi oppure ricchi di opere d'arte come quelli monumentali.
      Infatti nel documentario si parla delle visite guidate al cimitero monumentale di Milano.

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  3. Ne so qualcosa perché sono passata di lì e non ne sono ancora uscita... Nello stesso tempo, credo, che il culto dei morti è una cosa antica, più antica di noi e oggi ne capisco le ragioni più profonde. Peccato che nella nostra società diventi tutto businnes. Ma tu non dovevi venire a Torino?

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    1. Ti ho scritto un email proprio ora. Spero che tu lo abbia ricevuto.

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  4. Segnalo che esiste anche un sito web "inmiamemoria" con tombe virtuali dove si possono lasciare fiori, candele, pensieri per i defunti. Penso nasconda un bel bussiness...

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