domenica 11 maggio 2008

Quello squillo così odioso

Chissà perché odio tanto il telefono. Eppure a 17 anni, ai tempi del mio primo grande amore, passavo delle ore al telefono con il mio ragazzo. Il telefono era allora una sorta di spiraglio aperto sull'anelato "mondo di fuori" per me che mi sentivo reclusa in casa. Quella casa che avevo soprannominato "prigione" con tanto di secondini (i miei genitori) e di compagna di cella (mia sorella).
Invece adesso ogni volta che sento quello squillo, a casa o in ufficio che sia, impreco. Mi dà fastidio essere interrotta in quello che faccio, sia che stia sbrigando una pratica amministrativa, sia che stia cucinando, sia che stia leggendo un post (senza contare che a casa ogni volta che arriva una telefonata cade la linea ADSL!).
Per fortuna a casa la gran parte delle telefonate è per i miei figli e quindi ho gioco facile nel gridare: "Rispondete! Tanto è per voi!".
Il resto delle telefonate sono di qualcuno che ci vuole vendere qualcosa, tipicamente un nuovo contratto telefonico o un biglietto di teatro per uno spettacolo di beneficenza. Non ce la faccio ad essere gentile. Lo so che sono ragazzi che non hanno trovato di meglio come lavoro, il libro della Murgia e il film di Virzì ce lo hanno illustrato. So anche che probabilmente prolungando semplicemente la telefonata possono guadagnare quei centesimi di più che prevede il loro contratto. Ma trovo talmente irritante che mi si voglia vendere qualcosa, per lo stesso motivo per cui detesto la pubblicità, figuriamoci quando entrano a casa mia e irrompono, non richiesti, nella mia giornata. Come si permettono? Allora non faccio loro nemmeno terminare la frase e riattacco con un "La ringrazio, non mi interessa!".

47 commenti:

  1. Eccellente post che mi fa riflette, anche perché aborro il telefono, lo adopero solo per vera necessità. Dopotutto il mio numero lo sapranno, sì e no, una decina di persone.
    Felicità

    Rino, muto.

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  2. Neanche il film di Virzì me li rende simpatici.

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  3. Io ho sviluppato un senso di colpa e così sopporto pazientemente. Ma che sforzo!
    marina

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  4. Anch'io detesto il telefono (e in particolar modo la sua variante mobile), e non solo ricevere, ma anche fare telefonate è proprio una tortura.
    Con la pubblicità poi ... quando va bene tronco con un "No grazie", però a volte non ce la faccio, e allora esagero. Purtroppo però me ne rendo conto solo dopo ;-(

    Pace e benedizione
    Julo d.

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  5. Il telefono in se non ha nessuna colpa.
    È uno strumento potente e utilissimo.

    Non bisogna 'diffamarlo' per colpa di chi ne abusa.
    (non è un rimprovero eh!?)
    Se mi perdo posso sempre chiamare qualcuno (sopratutto se come sai, mi trovo all'estero :P).
    Certo se poi c'è chi ci fa pubblicità e scherzi, allora hai ragione.

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  6. Pandoro, certo che e' utile, anche nella sua variante mobile, ed e' per questo in fondo che qui dentro (si puo' dire "dentro" per indicare lo spazio di commento di un blog post?) tutti ce l'abbiamo. Uhm.... forse e' proprio questo il punto. Il cellulare, ad esempio, e' utile?... Io la mia adolescenza l'ho passata senza cellulare. Eppure ho avuto una adolescenza felice... be'... forse non tanto felice, ma il telefono non c'entrava niente... Quando tardavo rispetto l'ora di rientro dovevo chiamare con il gettone, cosa che ho sempre odiato fare, perche' questo significava che la telefonata avrebbe fatto incazzare i miei che se la dormivano beata davanti al televisore. Ma le regole dei genitori van rispettate, quando sei adolescente, senno' son dolori!
    Invece il cellulare ho l'impressione che sia un oggetto inventato per caso, e solo una imponente operazione di marketing a posteriori ("uhm... 'zzo e' questo coso? E mo' che ne facciamo?") lo ha imposto dentro le tasche di tutti noi. In realta' non serve a niente, eppure siamo convinti che sia utile. Io me lo porto sempre dietro, nella tasca del mio inseparabile marsupio. Eppure dev'essere almeno tre settimane che e' li' dentro con la batteria morta... a dire il vero non sono manco sicuro... 'spetta... Eccolo li'! come prevedevo scarico...
    No, anch'io ho sempre avuto un rapporto di odio con quell'oggetto (e, soprattutto, Pandoro, con quello che rappresenta). Tanto per cominciare non mi piace l'idea di essere contattato in modo cosi' facile. Se uno vuole la mia compagnia dovrebbe accettare tutto, mica semplicemente un "ciao come stai" e coscienza a posto senza nemmeno ascoltare la risposta.
    Secondo, fondamentale, quando parlo, e' il linguaggio gestuale. Senza gesticolare non riesco ad esprimermi, e gesticolare al telefono mi sembra cosa tanto scema che mi sento impacciato (con la lingua scritta e' piu' facile perche' si rilegge, si aggiunge, si toglie...)
    Inoltre come dici tu bisogna smettere di fare quel che si sta facendo, indipendentemente dalla priorita'. E bisogna farlo subito, perche' se interrompere una cosa importante per il telefono e' brutto, non c'e' niente di peggio che rispondere e sentire che l'altro ha riattaccato perche' si e' scocciato di aspettare. Ma che cacchio ti scocci? Mi hai chiamato tu, cazzarola!
    Infine, lo strumento peggiore che sia stato inventato dall'umanita' e' la segreteria telefonica... Non so mai che cavolo dirle... "ehm... ciao... sono dario... volevo dirti una cosa... richiamami".

    No... il bronzo, la ruota, il fuoco... quelle si' che sono invenzioni, non il telefono!

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  7. Si' certo, Pandoro, non bisogna demonizzare il telefono. Come tutti gli strumenti puo' essere utile, anche quello mobile. Volevo solo esprimere un mio odio del tutto personale. Probabilmente e' anche generazionale, perche', come ho scritto, da ragazza desideravo tanto ricevere telefonate. Poi con gli anni le sole telefonate che ricevi sono di venditori oppure, in ufficio, di scocciatori, e allora comincia a non piacerti piu' tanto quello squillo.

    Dario: anch'io sono cresciuta senza cellulare mentre ora e' ritenuto impensabile farne a meno. Ma i tempi cambiano, caro Dario, bisogna prenderne atto e al solito utilizzare la tecnologia senza diventarne schiavi. Ora sono io che quando i miei figli escono mi raccomando sempre che portino con se' il cellulare (cosa che puntualmente loro NON FANNO!). Forse si difendono cosi' dalle ansie materne ;-)

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  8. Bah... mi fa piacere che i tuoi figli non siano dominati da quell'aggeggino, perche' sembra proprio che la maggior parte dei teenager tristemente lo sia.

    Il cellulare, visto dal punto di vista dei genitori, e' uno strumento di controllo ("Mizze! Perche' non mi hai telefonato? Non ciavevi il telefonino?"), un po' peggio di quello che rappresentava il telefono a gettone ai nostri tempi. E quindi, in quanto tale, apprezzato dai genitori. Anche i miei avrebbero fatto come te se fossero esistiti i telefonini allora!

    No, non accetto il ragionamento sulla tecnologia, quando si tratta di consumismo. Non accetto che a me mi tocca comprare il telefono, sprecando soldi, inquinando sia con il prodotto sia con le strutture per farlo funzionare, e, in altre parole, divaricando la forbice tra ricchi e poveri solo perche' quello stupido che l'ha inventato non sapeva dove metterlo. Ma che se lo ficcasse su per...

    be'... a parte gli scherzi, il mondo ricco e' pieno di oggetti inutili che servono solo a "far girare l'economia". E noi siamo condizionati ad entrare in questo gioco. Il telefonino e' uno di questi.

    Werd

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  9. Dario, sono d'accordo con te: si vive benissimo anche senza telefonino. Pero' vedi, una cosa e' ricomprarselo ogni due mesi perche' e' uscito fuori un nuovo modello, altra e' averne uno di seconda mano da cinque anni, display monocromatico, senza fotocamera e tenuto insieme da un elastico (sto parlando del mio!). Non credo di sottostare all'avidita' delle multinazionali in questo modo. Riguardo alle ricariche, quando offrono 50 euro di telefonate gratis io non accetto. Mi dirai: ma sono gratis. Non me ne importa. Se me le offrono vuol dire che a loro conviene e quindi io non accetto. Mi faccio bastare la mia ricarica di 25 euro l'anno e non aumento il traffico solo perche' e' gratis.
    Piu' o meno e' la stessa posizione tua che ce l'hai scarico nel marsupio...

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  10. Oops... scusa, Artemisia. Non volevo assolutamente accusare te o nessun altro. Okay ecco la mia posizione, spiegata un po' meglio e senza inserti di colore:

    Secondo me il telefonino puo' essere utilissimo. Anzi, lo e', dato lo stile di vita che tutti conduciamo. Per alcuni lo e' di meno (cito a puro esempio il tuo tenuto insieme con l'elastico e il mio scarico nel marsupio... per altro il mio non e' totalmente inutile, per esempio oggi devo prendere un appuntamento dal meccanico e lo sfoderero', visto che le telefonate private dall'ufficio sono viste male, se non vietate), per altri lo e' di piu'.
    Pero' e' proprio lo stile di vita che conduciamo che mi da' l'impressione ad essere funzionale, in generale, al consumismo.
    Il quale consumismo a sua volta non e' funzionale, come dichiara, alla redistribuzione della ricchezza, ma all'accentramento di essa nelle mani di pochi, o comunque all'accrescimento del divario tra poveri e ricchi.
    Ed il telefonino (non il mio o il tuo, ma in generale all'oggetto visto dal punto di vista sociale) e' un esempio per me emblematico. Per me lo e' proprio perche' e' un oggetto di cui non sentivo affatto la necessita' e non ne percepivo l'utilita' finche' non ne ho avuto in mano uno (il mio primo l'ho comprato perche' mi costava meno della spesa necessaria per l'allacciamento di un fisso). Da quel momento e' diventato qualcosa di cui non poter fare a meno

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  11. Non c'e' bisogno che ti scusi, Dario. Ero solo per dirti che siamo sulla stessa lunghezza d'onda e cio' mi fa molto piacere.

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  12. Mia figlia usa molto il cellulare per i contatti con le sue amiche,a noi genitori serve per controllarla a distanza.Quello che però ho notato è l'abuso del mezzo tra di loro per comunicare anche sentimenti.Ho spiegato a mia figlia che usare il cellulare per ricevere proposte del tipo"perchè non ci mettiamo insieme?" da compagni di classe che conosce dai tempi della materna sinceramente lo trovo aberrante.Lo so, appartengo al giurassico, evedentemente ora funziona così.Adolescenti troppo timidi,incapaci di esprimere i propri sentimenti, la paura del rifiuto(che puntualmente avviene),il voluto isolamento empatico in famiglia fanno usare la tecnologia in modo errato.Personalmente il cellulare spesso "mi dimentico" di accenderlo!

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  13. Carla, come spesso mi accade, pur avendo 43 anni tendo ad identificarmi piu' nell'adolescente che nel suo genitore (visto che non ho figli).

    Francamente penso che quelle robe che dici tu (timidezza, incapacita' di esprimere i propri sentimenti, paura del rifiuto - che puntualmente avveniva) sono proprio le cose che mi emozionavano quando avevo quell'eta'. Rinunciare a quelle era come rinunciare all'emozione, il che, in amore, o anche, per non metterla giu' dura, semplicemente nelle cotte adolescenziali, significa rinunciare a tutto.

    I messaggini? Li odio, anche per un'altra ragione. Sono imbranato e a scriverli ci metto trent'anni.
    Credo che vadano bene per messaggi di informazione spicciola (tipo "butta la pasta che arrivo"), anche se siam sempre li', e' un tipo di comunicazione che non avrebbe senso se non ci si fosse ridotti cosi' (significa non perdere tempo che la pasta cuocia, il che significa non chiacchierare quando la si aspetta eccetera eccetera...)

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  14. Qui in Gran Bretagna c'e` un servizio a cui chiunque puo` registrare il proprio numero di telefono gratuitamente chiamato "Telephone preference service".
    Le aziende che telefonano a casa della gente per fare promozioni sono obbligate per legge a controllare l'elenco di chi si e` iscritto a questo servizio e non possono telefonare a chi compare in questa lista. Una vera manna!

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  15. hai provato con un semplic filtro ADLS; si applica all'ingresso, cioè dove attacchi il telefono, la presa principale per capirci, dovrebbe evitare il problema. Per il resto sono d'accordo con te; odio le intrusioni nella mia privacy specialmente perchè con il telefono sei indifeso, nel senso che non puoi far altro che rispondere. Pensa che quando ho iniziato questo lavoro telefonare era fondamentale per acquisire nuovi clienti, ebbene io avrò fato si e no una decina di telefonate, poi ho stabilito che non era il sistema adatto alla mia personalità ed ho cambiato.

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  16. con me sfondi una porta aperta, evito il telefono ogni volta che posso... odio essere rintracciabile!
    un abbraccio
    Sara

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  17. che ricordo i telefoni a gettoni...
    l'altro giorno, in una delle rare occasioni in cui mi serviva il telefonino era scarico, andando verso la citta' sono riuscita a reperire una cabina telefonica, ricordavo di avere una scheda nel portafogli ed in effetti c'era ma il telefono pubblico me l'ha risputata in un batter baleno... accidenti penso, come mai? Ma mamma dice mia figlia... e' scaduta dal 2003! :-)
    A parte gli scherzi penso che l'utilita' del telefono non giustifichi il suo uso senza controllo da parte della massa.
    un caro saluto
    Dona

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  18. Io AMO il telefono. Me lo sposerei :-))

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  19. Io non riesco a trovarmi a mio agio al telefono... un pò perchè mi disturba come a te, un pò perchè non mi dà modo di concentrarmi ed esprimermi al meglio...
    Quando arrivo a casa infatti la prima cosa è spegnere il cellulare.. mentre per fortuna non ricevo molte telefonate pubblicitarie la cui risposta è sempre la medesima frase "grazie.. ma non ne ho bisogno!"

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  20. Anche a me piace sempre meno. Dipende dall'età? Dai miei 54 anni? Perchè un tempo il telefono mi era simpaticissimo, mentre adesso porta solo (o prevalentemente) scocciatori oppure cattive notizie.
    http://lucianoidefix.typepad.com/

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  21. Io uso il cellulare molto poco, pochissimo, quasi nulla. Qualche mese fa ero tentato da non portarmelo più dietro ma mia moglie non ha voluto...per le emergenze...non si sa mai. In ogni caso non mi crea problemi visto il tempo di utilizzo. In ufficio, durante le mie 8 ore quotidiane, arrivo anche ad avere 30/40 telefonate..sono ormai quasi un telefono amico per i miei utenti ma è il lavoro. A casa come giustamente dici tu, se arriva una telefonata non è per me, se è per me è per vendite e per sondaggi ma sono contento di parlare con questi ragazzi, in fin dei conti è il loro lavoro, li capisco o cerco di capirli. A volte sono addirittura io ad anticipare ciò che mi dovranno chiedere. C'è poco da fare, mi piace la gente e mi piacciono i contatti umani, quando posso....

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  22. Max, fai bene a cercare di capire questi ragazzi ma non si può dire che lasciarli recitare la loro formuletta di rito possa essere considerato un rapporto umano.
    Mi viene in mente la scena del film di Virzì quando la protagonista venditrice incappa con una affettuosa vecchietta che le dice che la nipote si è suicidata. A quel punto non ce la fa a continuare il suo lavoro. Lì si è dovuta togliere la maschera e non ce l'ha fatta a continuare.

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  23. visto che a irrompere sono quasi sempre le compagnie telefoniche, è l'unica forma di pubblicità che paghiamo noi invece di chi la fa.

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  24. Io davvero non ce la faccio a trattarli bene.
    Intendiamoci, gli operatori hanno tutta la mia solidarieta', perche' mi immagino che nella quasi totalita' siano solo dei ragazzi che cercano di guadagnarsi la pagnotta onestamente (anche se l'onesta' non c'entra proprio niente).

    Pero' in quel momento io non me la prendo con loro, me la prendo con la societa' che li ingaggia per fare quello sporco lavoro.
    In quel momento non e' che mi dicono "ciao dario, sono Filippo, ho un papa' alcolizzato e una mamma depressa, una sorellina allo sbando, la mia fidanzata mi ha lasciato e ho fame, e quindi per favore sottoscrivi un abbonamento a Sky o almeno ascoltami mentre tento di convincerti". No, quello mi dice "Buongiorno, sono Filippo e chiamo da parte di Sky, le posso fare alcune domande?" o qualcosa del genere. E allora io gli dico di non scassare i cabbasisi e di non chiamarmi mai piu'. Ma non glielo dico a Filippo, lo dico a Sky. E questo e' evidente, anche se la mia risposta rende odioso il lavoro del buon Filippo. Del resto, che altro strumento ho per difendermi da questi attacchi di commercialismo? Io il checkbox sul modulo della telecom per vietare la diffusione del mio numero per scopi commerciali l'ho checkato, e questo e' proprio il contenuto della mia risposta, e cioe' che la societa' che mi sta chiamando sta violando la legge sulla privacy, e quindi che non mi si chiami piu' perche' altrimenti prendo provvedimenti legali. Ma quelli chiamano ancora e ancora!!!!

    boh!

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  25. Uno, il piu' odioso che abbia mai ricevuto, era un signore dell'associazione degli artigiani bla bla bla... (insomma non era un callcenter organizzato, ma solo uno che voleva pubblicizzare il proprio prodotto...). Alla mia domanda "scusi, ma lei come l'ha trovato il mio numero?" mi ha ingenuamente rispost "sull'elenco telefonico!".

    Ci ho litigato.

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  26. Dario, ti capisco. Una volta, mossa a compassione, dissi ad una di quelle ragazze che ero solidale con lei per il lavoro che era costretta a fare ma che non avevo nessuna intenzione di comprare Sky. Lei mi rispose (risposta probabilmente preparata) che lei invece era talmente convinta di quello che vendeva che l'aveva venduto persino a sua madre. E allora, bimba mia, non so che farci!
    Poi, leggendo il libro della Murgia scopro che anche lei, di fronte alle varie scuse che le povere vittime accampavano, si chiedeva perche' non rispondessero semplicemente con un bel "vaffanculo". Da allora mi sono sentita meno in colpa.

    Sulla privacy hai perfettamente ragione, fa ancora piu' incazzare. Nota il commento di Marco da Londra che ci racconta come fanno in paese civile.

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  27. Si'... l'ho letto il commento di Marco, ma... boh... fanno cosi' anche qui in Italia, sul modulo di adesione alla Telecom. Solo che poi non lo rispettano. La colpa e' ancora delle societa' che ti chiamano.

    A parte il fatto che poi la trovo una cosa davvero aberrante. E' come la pubblicita', ma e' piu' intrusiva perche' richiede una partecipazione attiva, se non altro nel tirar su' la cornetta e rispondere.
    Caspita, che esiste Sky lo so benissimo, non e' che mi raccontano niente di nuovo. E se non faccio l'abbonamento a Sky e' perche' ho deciso di non farlo, mica perche' sono disinformato.
    Non credo che alla fine questi convincano proprio nessuno. Nessuno gli dira' mai "okay, mi hai convinto, ti faccio l'abbonamento...".
    Lo scopo secondo me e' un altro, piu' subdolo. E cioe' trapanarti il cervello finche non te lo distruggono completamente e tu ti fai persuaso che dell'abbonamento a Sky non ne puoi proprio fare a meno.

    Insomma, un po' come la bottiglietta della cocacola che richiama la forma sinuosa di una danzatrice hawaiiana seminuda. O come la parola SEX scritta a caratteri subliminali sulla guancia di Jimmy Carter sui manifesti della campagna elettorale.

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  28. Dario, ho letto (anche se in ritardo) la tua risposta.

    Penso ci sia di mezzo comunque anche l'età.
    Chi è più "anziano" (e non inteso per 80enne), non approva -o almeno in parte- quello che viene inventato dalla tecnologia...
    Chi è più "giovane" tace e acconsente.
    Più in la saremo pure noi vecchi e criticheremo qualche nuova invenzione.

    E a parer mio non credo sia un'operazione di marketing. È nato come grande prodotto e come ogni grande prodotto col passare degli anni è stato pubblicizzatto e martellato nella nostra mente.

    Però in se, ha scopi utili e non bellici contro noi stessi.

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  29. Pando'... a quale risposta ti riferisci?

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  30. Ah... scusa, Pandoro... mi ero perso nella molteplicita' dei commenti!
    Cacchio se e' bello questo blog, vero? Mica come il mio :-(

    Allora, ecco la mia risposta alla tua risposta.
    Primo. Io cio' 43 anni, ma a detta di tutti ne dimostro 20 di meno. Diciamo che tutti fanno la cresta per lusingarmi, ma in fondo credo di dimostrarne almeno 15 in meno. Il che fa 28, credo comunque piu' di quanti ne hai tu, ma definire "anziano" uno di 28 anni mi sembra un po' una forzatura. Quindi la prossima volta che usi quella parola riferendoti a me, mettici da parte uno smile-ino altrimenti mi offendo. Ahahah... be'... scherzavo dai, mica me la prendo! :-)
    Pero', sara' perche' non mi sento anziano, o sara' perche', tra gli anziani, sono l'eccezione che conferma la regola, io non ho affatto paura della tecnologia in se. Approvo. Approvo eccome. Anzi, mi sento entusiasta della tecnologia. Forse in modo diverso dai "boccia" come te :-)))))), ma ne sono attratto come un adolescente maschio in piena tempesta ormonale dalla regazzi' della porta accanto biondissima con quegli occhi da cerbiatta e quelle tettine adolescenziali.
    La differenza e' che io sono attratto dai meccanismi della tecnologia piuttosto che dai risvolti sociali che la tecnologia offre. Insomma, a titolo di esempio: quando il prezzo e' diventato affordabile, mi sono subito comprato un pocket pc con GPS SirfStarIII integrato, su cui non ci ho montato solo il banale TomTom, preinstallato dal distributore dell'aggeggino, ma anche altri sistemi di posizionamento utilissimi nel caso di escursioni montane (ecco uno dei miei hobbies non sufficientemente praticato). Al di la' di smontare il palmare, cosa che, son certo, non servirebbe a niente, perche' ci troverei solo delle schede stampate di impossibile interpretazione umana piu' dei chip e simili (forse l'unica cosa che riuscirei ad individuare e a comprendere la' dentro sarebbe l'altoparlante e il microfono), la prima cosa che ho fatto e' stata informarmi di come funzionasse la triangolazione satellitare in ricezione, la correzione dell'errore, il posizionamento dei satelliti, il software per il fixing e varie cosine di questo genere. Io non so se tu hai un sistema GPS, ma se anche ce l'hai, se anche hai tutti quei tool che in genere gli "anziani" guardano con sospetto, ma non sono certo che tu abbia la minima idea di quello di cui sto parlando.
    Tanto per fare un esempio piu' terra terra, io non solo utilizzo blogger e tutti i vari tool annessi e connessi di Google, ma mi sono imparato Ajax, Asp.NET e tutte le cosine software tecnologiche che lo rendono strumento cosi' fruibile dalle masse ignoranti di "bambocci" :-))))) che si troverebbero spaesati con una interfaccia un tantino piu' complicata.

    Per quanto riguarda invece l'aspetto sociale di queste innovazioni tecnologiche hai ragione pienamente. Io le guardo con sospetto, e credo che cio' sia dovuto proprio al fatto che sono "anziano".
    Perche' io, da "anziano", ho avuto la possibilita' di vedere meglio di chi ha vissuto di meno l'evoluzione del mondo.
    E, a mio modesto parere, noto che il mondo come era quando io avevo la tua eta' (cavoli solo gli "anziani" si esprimono cosi'!!!") era decisamente migliore. Mi ricordo quando da adolescente passavo intere giornate a casa di Lucia con quel genio di Cento, che poi e' diventato pianista di fama internazionale, con l'Amboldi, il cecato con quel pacchetto di stop senza filtro rubate allo zio, che facevano schifo ma erano le uniche sigarette gratis, con il Berta, un po' snob, la dolcissima Renata, che in gita divideva il pranzo al sacco con il mendicante, la Chiara dai capelli lunghissimi di cui ero innamorato alla follia. Tutti seduti a gambe incrociate in cerchio a dividerci whisky, sigarette, marijuana e parole.
    Ecco, queste cose formato la mia coscienza politica, i miei interessi, hanno modellato le cose che amo e l'amore che ho per esse. In una parola, queste cose hanno fatto di me quello che sono.
    Ora li vedo, 'sti adolescenti, che si trovano tutti ancora a casa della loro Lucia, si siedono a gambe incrociate in cerchio, forse si dividono porcherie simili a quelle che usavamo noi, ma non comunicano piu', perche' sono tutti impegnati a scrivere messaggini sul telefonino. Questa e' una questione di evoluzione tecnologica? Boh... non credo proprio.

    Pandoro. Spero che tu non sia come questi adolescenti idioti che ho descritto qui sopra, ma se non lo sei e' perche' sei diverso dalle masse di "sbarba" che io vedo in giro.
    Il problema di noi "vecchi" non e' accettare la tecnologia, ma il mondo che quella tecnologia ha creato per colpa di quei fessi di esseri umani che non hanno saputo utilizzarla nel modo giusto.

    ciao
    dario

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  31. Oops. Ho postato il commento senza nemmeno rileggerlo, e, in uno dei miei soliti attacchi di autostima l'ho riletto dopo averlo postato. Scusate gli inglesismi e gli errori formali, spero che i contenuti ne passino indenni attraverso.

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  32. Oh Dario, il mio blog non ha mai avuto tanti commenti da quando ti ho conosciuto! Visto i complimenti che mi hai fatto ti faro' un buon prezzo a mq per i tuoi commenti oceanici. :-P
    Eh, si', caro Dario, i tempi sono cambiati ed anch'io penso che siano cambiati in peggio. Forse avrai visto l'impietoso affresco sulla gioventu' che hanno presentato nell'ultima puntata di Anno Zero. Deprimente.
    Come preoccupante quello che racconta Carla sui preadolescenti che esprimono i propri sentimenti via SMS.

    Pandoro, che compie domani 15 anni, e' un pochino vittima del consumismo. Pero' e' un ragazzo solare, positivo, entusiasta di tutto, estroverso e anche disponibile al confronto. Quindi credo che sia ancora recuperabile. Comunque penso che sabato, quando i suoi finalmente gli concederanno il computer (genitori con le OO, mica come me!) ti rispondera' direttamente lui.
    Un caro saluto,

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  33. Perfortuna oggi ho barattato e non ne vengo privato.

    Allora, in risposta a Dario, volevo precisare che naturalmente anziano (:D) non era riferito appunto a un 80enne ma ad una persona con l'età tua insomma, ma naturalmente io ho usato il termine anziano perchè tra me e te ci sono da quanto ho capito 28 anni di differenza, che io li vedo come un periodo luuuuuuunghissimo, e mooooolto lontano, come la vecchiaia. Non volevo di certo intendere che ti reggi col bastone!

    Artemisia dice che sono un pochino vittima del consumismo, ma io mi sento normale. Ma questo perchè i ragazzi di oggi con cui ho a che fare, sono tutti vittima del consumismo, chi più chi meno, e passando (come poi deve essere) la mia vita adolescienziale con loro, ho assunto le loro sembianze. Non sono certo quello che se non ha il telefono appena uscito o la giacca di armani inizia a lamentarsi e a frignare.
    Però comunque che la moderna tecnologia sia rivolta più alle nuove generazioni, che a quelle meno recenti.

    -ps: l'unica cosa che non ho capito, come dicevi te, è triangolazione satellitare in ricezione, la correzione dell'errore, il posizionamento dei satelliti, il software per il fixing e varie cosine di questo genere. :P

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  34. Pandoro, si scherza, non mi offendo perche' mi dai del vecchietto con un piede nella fossa.. figurati! :-)

    Secondo me per forza la commercializzazione delle nuove tecnologie si rivolge alle nuove generazioni, fondamentalmente per due motivi. Metti il caso del telefonino, per esempio.
    Io ho il telefonino e lo uso poco, i piu' giovani lo usano molto di piu', i miei genitori ne hanno uno ma non lo usano perche' non lo sanno usare. E non perche' son scemi, ma perche' non hanno mai voluto imparare ad usarlo. E perche'?
    Perche' non ne hanno mai avuto bisogno. Hanno vissuto dignitosamente senza il bisogno di avere (e quindi di usare) un telefonino, quindi perche' mai dovrebbero cambiare il loro stile di vita per adeguarsi ad usarlo? Ecco qui il primo motivo: le nuove tecnologie si adattano a stili di vita nuovi, e gli stili di vita nuovi appartengono alle nuove generazioni. Chi vende ti convince prima che hai bisogno del prodotto. Ma non potevano convincere i miei genitori del loro bisogno del telefonino, perche' allora non esisteva, e quando ha cominciato ad esistere ormai non avevano motivo di cambiare il loro stile di vita. Questo non significa che le nuove generazioni siano piu' boccalone delle vecchie: anche le vecchie generazioni, quando erano giovani, si sono fatte convincere dai venditori di fumo tecnologico, solo che si parlava allora di telefono, di automobile, di rasoio elettrico, di televisione, di telecomando... ai miei tempi c'era l'impianto HiFi, il sintetizzatore digitale, l'autoradio con il subwoofer nel bagagliaio, il walkman, il videogioco da bar... La tecnologia continua a sfornare cazzate pressoche' inutili che i venditori di cazzate rifilano di volta in volta ai giovani delle ultime generazioni. Il secondo motivo e' che convincere un quindicenne che stare al passo con i tempi riguardo all'ultimo modello di telefonino e' di fondamentale necessita' e' piu' conveniente perche' ora che muore, 'sto quindicenne, ci passera' ancora un buon tre quarti di secolo, mentre un vecchio al limite lo convinci a comprare uno o due nuovi modelli, e poi schiatta.

    Ma ripeto il concetto. Tutto cio' ha a che fare con il marketing, non con la tecnologia. Lo stesso discorso si potrebbe fare con gli hamburger del McDonald, oppure con le Barbie, o con i prodotti di makeup, con gli yogurt della Marcuzzi, con la musica pop, con i profumi e l'abbigliamento firmato eccetera eccetera. Ogni prodotto innovativo o che abbia la faccia di esserlo viene pubblicizzato per un target giovanile innanzitutto, perche' e' quello piu' conveniente. Un pollo da spennare. E questo non ha niente a vedere con la tecnologia, mi pare.

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  35. Ben detto! Brutale, ma efficace.

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  36. Mmmh... sara' l'arteriosclerosi? Ho sentito che domani Pandoro compie 15 anni? Domani?

    Tanti auguri, Pandoro!

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  37. L'unica cosa su cui ho da ridire è sul chiamare quello che la tecnologia sforna cazzate.

    Se non sbaglio te stai scrivendo da una tastiera che hai dovuto comprare perchè ti hanno venduto un computer, per non parlare del mouse e delle casse.
    Poi c'è tutta l'elettricità consumata che non te la regalano di certo.

    Hai per caso abboccato??

    Ricordiamoci che dietro alla nascita di un oggetto tecnlogico c'è tanto lavoro dietro (leviamo il fatto degli sfrutti dei bambini etc). La televisione è stata possibile perchè i fisici hanno scoperto gli elettroni che componevano l'immagine sullo schermo etc etc...
    Non è cosa che ci inventiamo così, tutto ad un tratto.

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  38. Bella risposta, Pandoro!

    Senti visto che hai scritto che le correzioni di italiano le accetti solo da me: "sfrutti" = sfruttamento
    :-)))

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  39. Io sono solito scrivere a valanga, ma credo che questa discussione sia interessante per cui proseguo profittando del buon prezzo al metro che mi fa Artemisia.

    Eh, no. Le casse no. Quelle non ce le ho (in ufficio e' vietato disturbare i compagni con rumori inutili).
    Pandoro, e' vero, ho semplificato troppo dicendo che la tecnologia sforna solo cazzate.
    Secondo me dipende dall'esatta definizione della parola "cazzate" che e' tutt'altro che banale.

    Faccio un esempio e poi lo spiego.
    Immagina l'interfaccia uomo-macchina di un ipotetico PC fosse composta, invece che da tastiera, video e mouse, da una "penna elettronica" con cui scrivere su un foglio di "carta elettronica" connesso al PC.
    Ecco, a prima vista sembra una figata, ma se ci pensi bene dici: che cazzata, io voglio vedere immagini fotografiche, video, ascoltare musica, mentre sulla carta appaiono solo schizzetti buoni per disegnatori meccanici. Non so tu, ma io scrivo molto piu' velocemente sulla tastiera che a mano, mettendo forse qualche errore di battitura, ma senza problemi di grafia. E poi, con un modello di PC come quello non ci sarebbe l'equivalente di un laptop (che come dice la parola stessa e' fatto per essere utilizzato tenendolo in grembo), perche' la carta elettronica funziona solo se la appoggi al tavolo.
    Okay cambio idea, la mia proposta innovativa e' in effetti una cazzata.
    Ma metti che i computer fossero stati inventati in quel modo e che monitor, tastiere e mouse non fossero mai stati inventati. Ora sarei qui a scriverti a mano su un foglio di carta elettronico proponendoti di ipotizzare un modello di PC con monitor, tastiera e mouse.
    Invece che guardare un video guarderei (come sarebbe piu' naturale) il foglio di carta. La mia manualita' di scrittura a mano sarebbe decisamente meglio allenata e quindi sarei molto piu' veloce con la penna che con una ipotetica tastiera, con una calligrafia decente e comprensibile. Non mi spaccherei la vista rimanendo otto ore al giorno appiccicato ad un monitor e non avrei bisogno di spostare la mano in continuazione per afferrare un topo.
    Se fossimo stati in quel mondo e quel Dario avesse proposto a quel Pandoro un PC fatto di monitor, tastiera e mouse, quel Pandoro avrebbe detto "che figata!", ma poi, pensandoci su, avrebbe ritenuto l'idea una gran cazzata.

    Quel che voglio dire e' che, nel nostro discorso, giudicare una cosa una "cazzata" o una "figata" (notevole la divagazione che si potrebbe fare sull'uso estetico dell'organo sessuale maschile e femminile in queste espressioni...) non dipende dal funzionamento di quella cosa, ma da quanto bene quella cosa si applica alle necessita' di chi la usa.
    Il PC, cosi' com'e' fatto, con monitor, tastiera e mouse si adatta alla perfezione alle esigenze dell'umano medio nella societa' in cui viviamo. Ma quelle esigenze sono appunto condizionate dalla societa' in cui viviamo. Sono davvero autentiche, o sono state create ad hoc da chi aveva interessi a farlo, manipolando a proprio piacimento la societa'?

    Perche' se tu vai da McDonalds a prendere un fish burger con fries e cocacola perche' il tuo organismo necessita di quella quantita' di proteine vitamine e alimenti vari che sono perfettamente soddisfatti da quel pasto da McD, allora fai bene ad andarci. Ma se ci vai, anche se non hai fame, anche se sei gia' obeso, sapendo che quella dieta ti fa male, ma ci vai perche' sei goloso e pensi che sia buono perche' la pubblicita' e il tenore di vita sociale ti hanno fatto il cervello a fettine per convincerti, allora e' meglio considerare quel pasto una gran cazzata. E mi pare che, tra quelli che frequentano i McD, quest'ultimo stereotipo costituisca una larga maggioranza.

    In altre parole, Pandoro, io sono qui ad usare il computer non perche' mi piace usare il computer, ma perche' mi piace discutere con te, e questo non ha niente a che vedere con il mezzo di comunicazione utilizzato. Francamente, visto che sono un matusa ormai destinato a schiattare da un momento all'altro :-), avrei di gran lunga preferito incontrarti di persona al bar con una birra, o meglio un chinotto per te e un bicchiere di merlot per me e parlare tutta la sera. Ma perche' non lo facciamo?
    Non lo facciamo perche' siamo condizionati dall'environment culturale che la societa' ci impone. E ce lo impone in questo modo perche' conviene di piu' a chi vende i computer, le tastiere, i monitor, i mouse, l'energia elettrica per farli funzionare, il petrolio per produrre energia elettrica, le armi per accaparrarsi il petrolio, le industrie siderurgiche per produrre le armi, i panettieri che fanno il pane per sfamare chi lavora nelle industrie siderurgiche, i contadini che fanno il granoturco per fare le farine per fare quel pane... Insomma, viviamo in un modello di societa' che e' unico (non perche' una alternativa non sia possibile, ma perche' quell'alternativa non esiste, visto che esiste questa realta'). Ed e' il migliore, visto che e' l'unico.

    La tecnologia per far funzionare il televisore (gli elettroni che eccetera eccetera) non ha niente a che vedere con il fatto che non trasmettano niente di buono in TV, ma soprattutto non ha niente a che vedere con il fatto che, nel modello di societa' in cui viviamo tu sia costretto a passare davanti alla TV gran parte del tuo tempo libero. Ma perche' invece non scolpisci il legno, o non fai oggetti in ferro battuto, non leggi, non passi il tuo tempo libero appeso con i piedi al soffitto e invece stai seduto davanti alla TV? Perche' la TV e' un oggetto tecnologicamente avanzato? Non credo proprio.

    E nota che non e' che ti sto accusando. Tu sei vittima del sistema almeno quanto lo sono io. Ed entrambi cerchiamo di vivere la nostra liberta' limitata dalle nostre coscenze, che sono pero' a loro volta condizionate dall'ambiente in cui viviamo.

    So che i miei commenti sono lunghissimi, ma spero davvero di non annoiare troppo.

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  40. Botta-e-risposta sempre più avvincente.

    Premetto che l'inizio mi è sembrato un po' difficile da comprendere, perciò se sbaglio a commentare è perchè non ho immagazzinato bene.

    Allora, se ho capito bene, dici che se al posto del video, mouse e tastiera ci fosse un foglio di carta elettronico su cui scriverci con una penna elettronica (che poi esiste una cosa del genere), connessa a sua volta al pc, ciò sarebbe una cazzata?
    Se è quel che ho capito, penso non sia una cazzata. Aldilà del fatto che se io scrivo e tu ricevi questo insieme di oggetti (per moi) equivale ad un misto tra cellulare, portatile e palmare. E poi in questo caso se il pc c'è, chi l'ha inventato deve aver trovato anche un modo per far comparire l'immagine, ma questo è un'altro discorso.
    E non penso sia comunque una cazzata in quanto di lavoro dietro ce ne sta; la catena di eventi dal tizio che lavora, che usa energia etc, e arriva al panetterie è un esempio azzeccato. Anzi di più.
    Più o meno tutto quello che viene creato ha un lungo processo di creazione alle spalle. Il designer (non so se si scrive così), per fare anche un bicchiere deve prima disegnare il progetto, poi trovare chi glielo mette in produzione etc etc.

    Anche il McDonald's pur essendo una fabbrica di grassi, se per esempio voglio farmi un lavoretto di un mese, so dove andare.
    Se non c'è un ristorante nei pressi e non si ha tempo c'è il McDonald's. Si, il cibo è quel che è, ma se pensiamo a questo, non dovremo mangiare NIENTE.
    Ma non perchè c'è lo sfruttamento (grazie Arte!), scusa che siamo abituati a dare a tutte le cosiddette multinazionali, ma perchè dietro a quasi tutti gli alimenti c'è qualcosa di strano che non sappiamo.
    Da gamberi scaduti da 10 anni, uova con pulcini putrefatti all'interno, grano 'velenoso' usato per la pasta da grandi marchi, benzene (maquesto è più articolato come discorso, non lo scrivo tutto :P) in coca-cola e altre bevande, e tantissime altre cose.
    Pensa che a scuola abbiamo fatto un confronto tra due merendine, una normale, e una 'delight' della stessa marca, lo stesso prodotto quindi.
    Beh abbiamo scoperto che quella delight conteneva più grassi, calorie, carboidrati e quant'altro rispetto a quella 'normale'. Un'altra fregatura che ci danno, e noi abbocchiamo.
    Ma forse così divago troppo, torniamo a noi.

    Comunque sia quando hai comprato il computer l'idea di sicuro non era di discutere con me...
    Di rinnovarsi forse? Penso sia stato un bene.
    Quello che dico sempre io è che siamo noi a decidere se qualcosa deve funzionare bene o male. Se usiamo bene il computer possiamo sentirci meglio, come il contrario.
    Perciò, e ora vado al campo televisivo, se abbiamo una televisione possiamo farla funzionare per soddisfarci o meno.
    In Italia per quello che pensano la maggior parte delle persone la tv non funziona bene, nel senso della qualità di ciò che trasmette, secondo me va così e così. A New York qualche settimana fa, mi sono divertito a guardare cartoni animati mai visti (davvero molto divertenti!) o programmi comici.

    Qua siamo a chi dice che Colorado Cafè Live è più che magnifico...

    Forse ho commentato un po' lberamente senza trattenermi al tuo commento, ma che ci posso fare, sono vittima parzialmente scremata del consumismo!

    happy birthday to me...

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  41. :-) Pandoro, mi piaci perche' non ne vieni a una. Tale e quale a me!!! eheheh...

    No, dai, scherzo.

    La verita' e' che mi sa che non mi sono spiegato. Riprovo, un po' piu' concisamente.
    Io dico che i prodotti di consumo, tra cui anche la tecnologia, si applicano come risposta ad una domanda. La domanda e' il nostro bisogno, la risposta e' la soddisfazione di quel bisogno. Il che non e' di per se una cosa negativa, secondo me.

    Pero' la mia considerazione e' che nel mondo consumista in cui viviamo, in genere, il bisogno non e' dato da una richiesta biologica, genetica, o almeno dettata da una libera decisione proveniente da una naturale evoluzione della nostra coscienza, ma da una manovra pilotata da chi trae vantaggio dal nostro consumo di quel prodotto che risponde al nostro bisogno.

    Faccio un esempio: la nostra esigenza e' quella di non bagnarci quando piove. L'ombrello risponde adeguatamente a questa esigenza, e quindi di per se e' un prodotto tecnologico buono.
    Tuttavia il giorno che scoprissi che la pioggia non e' affatto un evento naturale ma e' l'effetto di una manovra subdola pilotata dalla multinazionale degli ombrelli, troverei la cosa quantomai disonesta.

    Ora, io non dico che l'esigenza di possedere un computer sia stata causata direttamente da chi prouce computer, ma e' indubbio che questo meccanismo e' inserito in una macchina piu' ampia, che crea bisogni per giustificare la necessita' di fornire prodotti in risposta ad essi.

    E, secondo me, proprio un prodotto che si adatta esattamente a questo discorso, e' proprio il telefonino.
    Sono certo che tu non riuscirai a comprendere appieno quel che sto dicendo, perche' sin da quando tu hai raggiunto l'eta' della ragione ti sei visto telefonini accanto. Ma io mi ricordo che un po' prima, ad esempio quando io avevo la tua eta', i telefonini manco esistevano. Sono certo che tu nemmeno riesci ad immaginare una vita senza telefonini. E, francamente, anch'io ho dei problemi a ricordarmi com'era. Ma ti assicuro che allora non se ne avvertiva l'esigenza, nella vita comune.

    E allora, lungi da me l'idea di dire che chi ha inventato la tecnologia del telefonino e' un imbecille. Anzi! E' un genio. Ti diro' di piu', sarebbe un genio anche se la sua invenzione non fosse servita assolutamente a niente.
    Lo stronzo invece e' il venditore furbo che ha venduto a tutti quell'oggetto che non serve a nessuno.
    Ora, non e' che tutti sono stupidi e hanno comprato qualcosa che non gli serve.
    Il venditore furbo l'ha fatta molto piu' sottile. Non ha bussato alla mia porta per dirmi se volevo un telefonino, perche' altrimenti gli avrei chiuso la porta in faccia. Ha prima creato un bisogno in me. Come ha fatto? Propaganda! Mi ha educato alla societa' con il telefonino, e poi mi ci ha sbattuto dentro. Ed io, boccalone, ci sono cascato, e ho cominciato a credere di non poter fare a meno del telefonino.

    L'esempio che ti ho fatto del computer fa acqua, perche' non si capisce. Cercavo solo di definire un modello di societa' alternativo in cui l'oggetto computer cosi' come lo conosciamo non esiste ma esiste un modello alternativo che fa cose un po' diverse. Lo so che esiste la carta elettronica, ma speravo che tu non lo sapessi. In ogni caso non e' oggetto cosi' di uso comune come il computer.

    E' facile immaginare una societa' in cui la TV e' meglio di quella Italiana. E' facile anche immaginarne una in cui e' addirittura peggio. Quello che non e' facile immaginare e' una societa' senza TV.
    Quando uno compra una casa nuova e la vuole arredare, fa conto di spendere una certa quantita' di soldi per l'acquisto di un TV. Nemmeno si chiede se e' un oggetto che gli serve oppure no, perche' sa che ha l'esigenza di possederne una. O bella. Ma che e', obbligatorio? C'e' scritto nei suoi geni? Su questa terra siamo in sei miliardi, e la maggior parte vive bene senza TV (o meglio, vive piuttosto male, ma non per la mancanza di una TV). E allora da cosa dipende questa esigenza?
    Secondo me dipende dalla macchina del consumismo, che ce ne impone una, cosi' come un ristorante deve avere un menu.

    happy birthday to you. Ma quanti ne fai, 15 o 16?

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  42. Ohibò (ora mi è presa la fissa di dire Ohibò... OHIBò!)

    L'esempio dell'ombrello è esatto.
    Come anche la lampadina... Come l'energia elettrica serve a far funzionare le lampadine che tu compri.

    Per ciò non vuol dire che chi vende lampadine (come ogni altra cosa) è uno stronzo.
    Il problema è che il prodotto in se viene pubblicizzato troppo...
    Ma se non fosse così la gente come guadagnerebbe?
    Se fossi un negoziante faresti di tutto per vendere un prodotto, come se fossi un calciatore faresti di tutto per fare un goal.
    E pure in quel caso vieni 'pubblicizzato' dai giornali, siti sportivi, televisione etc..

    Ma perchè 'odiate' tutti voi -ripermettimi l'uso di questo termine- 'anziani' (:D) la televisione?!?!

    Perchè si fa condizionare dagli ideali politici?
    Perchè non si parla del v-day?

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  43. Se io fossi un venditore farei di tutto per venderti il mio prodotto. Ma se vivessi in una societa' dove non esistono i venditori, tu non mi proporresti di immaginare di essere uno di essi.

    Noi "vecchi" ce l'abbiamo con la TV non tanto perche' si fa condizionare dai politici, ma perche' condiziona i telespettatori.

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  44. Non amo il telefono se non a piccole dosi, detesto il cellulare: l'idea di essere sempre reperibile per chiunque mi mette in ansia... Ho volgia di momenti solo per me e il telefono mi sembra a volte un'intrusione indesiderata. Giulia

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