venerdì 31 luglio 2015

Se il cetriolo si nasconde

Che trovata simpatica l'orto sul balcone! Certo però, non bisogna essere ambiziosi. Finché ci si limita, come abbiamo fatto negli anni passati, al basilico, al prezzemolo o all'insalatina, tutto bene.
Quest'anno invece il marito ha puntato in alto, anzi, "in largo" e ha piantato tre piantine di zucchine e tre di cetrioli.
Le zucchine hanno fatto solo qualche fiore e poi sono seccate. I cetrioli hanno sparso i loro tralci per tutta la terrazza senza produrre niente.
Abbiamo scoperto così che trattasi di piante che hanno bisogno di superficie ed allora abbiamo provato a legarle per permettere loro almeno di arrampicarsi in alto.


Ma con grande rammarico del marito dei cetrioli solo striminziti embrioni finché un giorno....
... per caso, rovistando tra le foglie... eccolo là!


Il nostro primo cetriolo dell'orto! Ora abbiamo imparato che il cetriolo non ama palesarsi. :-)

giovedì 23 luglio 2015

Campo di Libera ad Ottaviano

"E' il primo campo di Libera che fai?"
"No, veramente, sono al sesto campo..."
Immancabilmente l'interlocutore sgrana gli occhi: "Accidenti! Il sesto campo!"
Ebbene sì, mi sento un po' marziana, ma alla mia veneranda età di 52 anni mi sono fatta il sesto campo antimafia ad Ottaviano, paese alle pendici del Vesuvio, tristemente noto come patria di Raffaele Cutolo.
Un campo diverso dai precedenti per vari motivi. Innanzitutto non si trattava di collaborare con una cooperativa agricol, ma con i volontari del Parco Nazionale del Vesuvio e soprattutto di Legambiente. Il parco è molto bello ma purtroppo deturpato da continui abbandoni di rifiuti, che in parte abbiamo contribuito a ripulire. I volontari sono veramente eroici nella loro quotidiana lotta contro le ditte illegali che abbandonano scarti di lavorazione ma anche semplici cittadini che buttano di tutto tra i bei boschi di lecci, querce e sughere.
Un'altra sopresa è stato il gruppo. Dopo un paio di campi overage, mi sono toccati una ventina di adolescenti dai 15 ai 21 anni. Adoro i giovani e li preferisco senz'altro ai pensionati, ma inevitabilmente il gap generazionale si sentiva, anche se mi divertivo a spiare le loro personalità e i loro comportamenti nel gruppo. Mi ha colpito come affrontassero nelle loro conversazioni temi difficili e profondi, tipo sull'esistenza di Dio o sul senso da dare alla vita.
Infine il campo è stato particolarmente pesante per il caldo (altri campi nello stesso periodo non erano così), e per la logistica infelice.
Insomma, torno stanca e tormentata da una noiosa nevralgia, però contenta di avercela fatta e poi... alla fine... mi mancano i "miei" ragazzi con le loro facce pulite e i loro sguardi aperti sul mondo.


lunedì 13 luglio 2015

Anche la ragioniera vuole il figlio dottore


Ti ho visto agitato stamattina. Tu che cerchi sempre di mostrare autocontrollo, rivelavi un sovraccarico di adrenalina che, comprensibilmente, premeva dentro di te e ti faceva trovare bello sveglio alle sette. Ti ho visto sudare (e non solo per il clima) in giacca e camicia davanti alla commissione, mentre un bel pubblico di parenti e amici alle tue spalle faceva il tifo per te. Ti ho visto raggiante all'annuncio del tuo 110 "al quale la commissione ha aggiunto la lode" (come ha detto il tuo professore). 
Che emozione, figlio mio! Sono proprio orgogliosa di te!

sabato 11 luglio 2015

E sono 1000!



Caro mio vecchio blog,
compagno di gioie, dolori, speranze e arrabbiature da oltre otto anni. Scusami se ti trascuro da un po' di tempo a questa parte. Ti penso spesso e sovente mi riprometto di scrivere post, ma poi il tempo che scorre spietatamente si mangia il mio proposito e quell'idea, quello spunto che avevo pensato non lo ricordo più o comunque non è più attuale. 
Ma sappi che ci tengo a te e sono contenta di festeggiare con questo

il post numero 1000!

Cin cin!

mercoledì 8 luglio 2015

Troppo caldo per il amico Francesco


"oggi sono stato a letto col ventilatore soffitto al massimo per me è troppo caldo"
Queste le ultime parole che mi hai scritto qualche giorno fa. Ti conoscevo poco, ma quanto basta per apprezzare la tua intelligenza, la tua simpatia, il tuo senso dell'umorismo, il tuo sguardo buono. La tua morte mi ha spiazzato, Francesco. E mi ha fatto rimanere molto male. Avrei voluto approfondire la tua conoscenza, sapere di più del tuo passato di musicista, di attivista politico. Mi avevi promesso di raccontarmi del tuo paese sul Pollino e di darmi consigli per escursioni in quella zona, che deve essere bellissima.
Non te ne dovevi andare, Francesco, e soprattutto non così... da solo... davanti al frigo aperto in cucina...
Non ci dovevi lasciare, Francesco. Ci mancherai!