mercoledì 23 marzo 2016

Nella gelida tramontana, passo dopo passo, osservo il risveglio della natura

Oggi, 23 marzo, camminando sulla via di ritorno lungo il solito canale battuto da una gelida e sferzante Tramontana, oltre ai consueti germani e alle solite gallinelle d'acqua, ho visto che sono arrivate le rondini. Nella foto non si vedono perchè volteggiavano velocissime e imprendibili anche per l'obiettivo ma erano davvero tante.


L'arrivo della Primavera è salutato anche da questa tenerissima nidiata di piccoli germani

 oppure da questi begli olmi campestri fioriti.


Mentre nel nostro mondo umano abbondano motivi di tristezza, di ansia, di angoscia e di rabbia, la natura, indifferente, non perde un appuntamento. Per quanto mi riguarda, riesco a placare le ansie e trovare conforto solo così: osservando questo spettacolo mentre cammino, passo dopo passo.

martedì 15 marzo 2016

Noi siamo i nostri ricordi


Mio padre è affetto da Alzheimer. Per fortuna, è ancora all'inizio della malattia e sta bene fisicamente ma la sua memoria è sempre più labile. Fa impressione toccare con mano come le cose e gli eventi non restino nella sua mente. Lui sembra prenderla bene, almeno in apparenza, ma dentro di sé chissà.
Giorni or sono mi diceva: "Io vivo del presente. Non mi preoccupo né del prima né del dopo. Mi basta star bene nella mia piccola quotidianità. Non mi interessa altro." Sì, peccato però che, appena perde di vista mia madre, sembra un bambino abbandonato. 
E' triste quando provo a ricordargli qualche episodio di quando eravamo piccole e lui non ricorda. Penso che sia un po' come morire piano piano perché in fin dei conti noi siamo i nostri ricordi.
Lo conferma anche Pierdante Piccioni, medico, autore del libro "Meno dodici" nel quale racconta che, a seguito di un brutto incidente, si è risvegliato con dodici anni completamente cancellati dalla memoria. Nella sua intervista a Fahrenheit Radio 3, Pierdante Piccioni racconta, anche con spirito e autoironia, le difficoltà incontrate a causa di questo trauma e il suo faticoso ma caparbio ricostruire il pezzo della sua vita che gli manca.
"Mi sentivo un marziano, fuori tempo e fuori luogo."
"Ora riempio i file ai quali non ho accesso con quello che dovrò fare. Ho un sacco di interessi e di passioni. Sto riempiendo di prospettive il buco che mi manca." 
"I miei familiari e i miei amici mi hanno riempito di ricordi indotti tanto che ho quasi ricostruito tutto, ma mi mancano le emozioni per le quali darei dodici anni della mia vita." 
Davvero impressionante.

martedì 8 marzo 2016

Non mimose, ma un salario dignitoso

Nella città dove l'economia gira intorno al turismo e dove infatti i turisti aumentano di anno in anno, ci sono cose che non aumentano mai, anzi, diminuiscono sempre più: il salario e i diritti dei lavoratori del settore.
Oggi, 8 marzo, le lavoratrici del Novotel di Firenze sono scese in sciopero perché hanno visto, con il cambio di appalto, ulteriormente diminuito il loro già magro salario e, contemporaneamente, aumentare il loro carico di lavoro. Per molte di loro si tratta dell'unico reddito in famiglia e alternative non ci sono o sono addirittura peggiori. 
Ecco il loro presidio di stamani. Ho dovuto oscurare la loro identità perché non debbano subire anche ritorsioni.

Per fortuna, alla fine della mattina l'azienda si è dichiarata disponibile ad accogliere le loro richieste ma la prova l'avranno solo con la prossima busta paga.
Basta con mimose e streaptease maschili, le donne vogliono che il loro lavoro sia riconosciuto e remunerato dignitosamente. Questo significa l'8 marzo.

lunedì 7 marzo 2016

Com'è doloroso riepiegarsi nell'individualismo

Assemblea di sezione ANPI. Ho tentato di esprimere il mio stato d'animo: mi sento demotivata perché sento che quello che faccio, le energie e il tempo che ci impiego non servono a nulla. Sì, ho ottenuto la stima dei compagni e credo che mi siano grata per essermi data da fare in questi ultimi due anni per far conoscere le attività dell'ANPI, la resistenza, l'antifascismo. 
Ciò nonostante, c'è troppa indifferenza nelle persone. La gente corre a destra e manca pressata da mille incombenze e, se le avanza un po' di tempo, ha altre priorità piuttosto che venire a sentire una testimonianza, una conferenza e anche partecipare ad un'assemblea per discutere di qualcosa, di qualunque cosa che non sia il proprio condominio. Preferisce un "mi piace" su un social, costa poco sforzo e mette in pace la coscienza. Le persone, anche quelle più sensibili a certi temi, non vogliono responsabilità, non prendono impegni. Preferiscono sganciare 10 Euro l'anno e mettersi a posto la coscienza antifascista.
Francamente a me così non piace. Anch'io sono stanca la sera per andare alle riunioni. Anch'io, finito il lavoro, vorrei mettere a riposo il cervello. Quindi preferisco dirlo subito e chiaramente: "Compagni, non sono disponibile a ricoprire alcun incarico all'interno dell'associazione." Ma come!? Ma perché? Cosa è successo? Non hanno capito.
Io invece penso che sia meglio essere chiari che promettere e non mantenere, come fanno tutti del resto, anche all'interno dell'ANPI. E se questo vuol dire che la sezione chiuderà, pazienza! Mi dispiace e non è affatto indolore prenderne atto (basta vedere l'insonnia che mi ha tormentato in questi giorni), però non vedo altre soluzioni e non credo che in molti si accorgeranno della cosa.
C'è solo un fatto che non riesco ad affrontare: il senso di colpa verso i partigiani che ho conosciuto e che mi hanno dato tanto. Per non parlare poi di quelli che non ci sono più, come Laila e le sue compagne che vedete in questo film:

Non ci è stato regalato niente Trailer from Eric Esser on Vimeo.

"Quello che più ci fa male oggi è il grande individualismo per cui non esistono più i valori dell'umanità e della solidarietà che esistevano un tempo e che per noi sono stati la base della nostra esistenza" dice Laila nel film. "Non puoi aspettare che il Padre Eterno ti dia le condizioni per diventare partigiano! Io ne avrei fatto molto a meno di diventare partigiano, il mio ragazzo non sarebbe morto e avrei avuto un'altra vita."
Ecco forse, invece che perdere tempo in riunioni inconcludenti, è meglio impegnarsi, per esempio, a far conoscere la storia di Laila e delle sue compagne.

Chi è interessato ad avere una copia del film, scriva a nonciestatoregalatoniente@gmail.com