domenica 28 gennaio 2024

Potature

Inverno, tempo di potature. Sempre tanti dubbi quando mi accingo a questa operazione, che tra l'altro mi piace da impazzire. Taglio molto? Poco? Quali rami? Farò bene? Farò male?


Stavolta ci sono andata pesante sul vecchio albero di prugne. Faceva tante prugne deliziose da luglio a settembre. Ricordo marmellate squisite. Poi da un paio di anni fa pochissimi frutti che marciscono prima ancora di maturare. Anche le foglie si accartocciano e sembrano malate. Così abbiamo deciso di dargli una bella potatura e vedere se così si rinvigorisce. 

Dispiace tagliare rami dove si vedono le gemme, ma d'altra parte, adesso le fronde avranno più luce e chissà se l'albero ne beneficierà.


Ho tagliato anche tre o quattro grossi rami del nespolo giapponese. Anche questo albero nel 2019 fece tanti bei frutti ma successivamente non siamo riusciti pi a mangiare una nespola. I piccoli frutti verdi marciscono prima ancora di diventare color arancio. Vediamo se, creata luce tra i rami, si vedrà qualche miglioramento.

Certo, i rami tagliati sono proprio ferite inferte in un essere vivente che non parla e che non può scappare. Cerco di farmi perdonare spalmando il mastice per potature che dovrebbe disinfettare e aiutare l'albero a cicatrizzare. Ma nel mio cuore, piango.

sabato 20 gennaio 2024

Terzo tempo

  

Il bellissimo quadro di Giorgione, che ho ammirato di recente alla Galleria Palatina di Firenze, ci ricorda che ci sono tre età nella vita. Quando si arriva alla terza, e possibilmente vi si arriva in salute, non serve piangere sul tempo perduto oppure cercare di ignorare il fatto che davanti ce ne resta poco. Inutile restare aggrappati a quello che siamo stati, come fanno tanti uomini (un po' meno, mi pare, le donne). Ridicolo far finta che siamo sempre gli stessi, con le stesse capacità e con la stessa collocazione nel mondo. Si rischia di suscitare compassione. Meglio farsi da parte e reiventarsi una nuova esistenza. Si può fare (se la salute ce lo consente)!

E' vero che ci sono vecchi talmente in gamba che hanno ancora molto da dare nel loro campo. Magari riuscire ad arrivare alla nona decade con la lucidità di un Luciano Canfora o addirittura alla decima come un Silvio Garattini! Ma sono eccezioni, solo dei modelli a cui ispirarsi. 
 
L'importante, amio parere, è vivere questo terzo tempo con entusiasmo, con grinta, reinventandosi ogni giorno, facendo progetti, sperimentndo cose nuove, avendo cura del nostro fisico ma anche della nostra mente. Con saggezza e consapevolezza dei nostri limiti, andare incontro più serenamente possibile alla nostra morte.

sabato 13 gennaio 2024

Cultura che circola

Continua il decluttering.

Più di mille libri a Firenze, uniti a circa mille e cinquecento in Lunigiana, fanno una biblioteca di tutto rispetto. Considerando però che dobbiamo restringerci e oltretutto che ultimamente leggiamo principalmente ebook o libri in prestito dalla biblioteca, si pone la necessità di liberarsi della maggior parte dei libri in città senza affollare la casa in Lunigiana (dove gli scaffali sono pieni) e possibilmente senza destinarli al cassonetto, che dispiace particolarmente. Tra l'altro i nostri libri sono belli, soprattutto quelli di mio marito, grande lettore sin dall'infanzia: narrativa in italiano e in inglese, saggistica di vari argomenti, scienza, storia, sociologia, antimafia, antifascismo, ecc.

Ma i libri, ahinoi, non si regalano con molta difficoltà. Coloro che amano la lettura, e che sono sempre meno, sono già pieni e coloro che non leggono non hanno intenzione di cominciare. Troppa la concorrenza di televisione e internet, poco il tempo, molta la stanchezza, i lettori sono razza in via di estinzione. 

Non mi sono scoraggiata e ho cominciato a divulgare la lista a destra e a manca, amici, parenti, colleghi, associazioni. Che piacere quando si semina e qualche si raccoglie! Oltre alle richieste spicciole, una collega ha preso volentieri un paio di scatole di classici; una vicina di casa ne ha presi quattro scatoloni; quelli per bambini sono andati alle mie colleghe giovani mamme; ad una biblioteca comunale (tramite un mio collega) le quattro scatole della foto (che quindi rimangono patrimonio della collettività); una costituenda biblioteca universitaria ha preso circa 150 libri scientifici. Insomma una bella soddisfazione.

Aspetto ancora risposte e spero di poter donare ancora qualcosa dei circa cinquecento rimasti. La cultura deve circolare.