
Generalmente l'essere umano si muove per convenienza. Sta nella natura umana agire sotto la spinta del proprio interesse, economico soprattutto, ma non solo. Non per niente, per promuovere comportamenti virtuosi, si ricorre ad incentivi e, per scoraggiare certe azioni ritenute dannose, si ricorre a sanzioni. E' normale che sia così.
Risulta spesso inspiegabile e desta stupore il comportamento di chi va controcorrente e, almeno apparentemente, contro il proprio tornaconto, tanto che si tende a spiegarlo come ricerca di notorietà perché ciò almeno rientra in un quadro "normale". Eppure ci sono mosche bianche di cui non si parla neppure e che pertanto risultano ancora più inspiegabili.
Devo dire che queste "varianti anomale" a me sono sempre tanto piaciute, specialmente quando sono sconosciute. Le considero un modello da seguire, mi danno speranza, mitigano il mio usuale pessimismo. E poi a pensarci bene il loro numero non è così esiguo.
Ed altre scovate più recentemente:
- Ambrogio Mauri era tra i maggiori costruttori di autobus del nord d'Italia ma non accettò di pagare le consuete tangenti al fine di avere un turno di appalto. Si tolse la vita nel 1997 perché gli soffiarono irregolarmente un appalto ma i suoi figli Carlo e Umberto continuano l'attività dell'azienda resistendo ai tentativi di corruzione del nuovo tipo (
Report, puntata del 24.10.2010, rubrica "C'è chi dice no").
- Nei giorni in cui il governo si è salvato grazie alla vergognosa compravendita di parlamentari, leggo
su Paneacqua la storia di Vincenzo Zucca, che, dopo aver lavorato per anni nello stabilimento Ilva di Savona e aver partecipato alla lotta contro la sua chiusura, fu eletto negli anni Cinquanta senatore del PCI. Alle elezioni del 1963 Zucca lasciò l'incarico di senatore per il normale turno di avvicendamento dei parlamentari (era rigoroso allora il limite delle due legislature) e rientrò regolarmente in fabbrica per svolgere il suo lavoro di operaio oltre all'attività di militante di base. Una scelta che fece scalpore: ci furono interrogazioni parlamentari ma fu volere preciso dell'interessato rifiutare altre collocazioni. Vincenzo Zucca restò in fabbrica fino al pensionamento avvenuto nel 1964.
- Su L'Unità di qualche giorno fa leggo invece di
un imprenditore di Altamura che è stato l'unico a denunciare chi gli chiedeva il pizzo ed è stato per questo isolato da tutto il paese. Una scelta che egli definisce "giusta" ma che ha sconvolto la vita di tutta la sua famiglia dalla sera alla mattina. Chi glielo ha fatto fare?, viene spontaneo chiedersi.
- Antonio Diana, titolare di Erreplast, azienda che ricicla plastica nel Casertano, eletto da Legambiente ambientalista dell'anno, si è costituito parte civile insieme al fratello nel processo contro coloro che avevano ucciso il padre perché non si era piegato alla camorra, come
racconta Il Fatto Quotidiano. “Una cosa normale – commenta Antonio – e le cose normali sono quelle che sorprendono di più in queste terre”.
Nel loro piccolo, sono "varianti anomale" tutti quelli che lasciano a casa la macchina per muoversi a piedi, in bicicletta o in bus, quelli che fanno la raccolta differenziata anche se non hanno il porta-a-porta, quelli che leggono un libro invece di guardare la televisione, quelli che non ci pensano nemmeno a passare la domenica all'outlet (anche se ci sono i saldi), quelli che chiedono la fattura di un lavoro accollandosi l'IVA anche se non la possono scaricare, quelli che quando fa freddo si mettono un maglione in più senza accendere la stufa elettrica, quelli che si ricordano di portare la borsa di tela piuttosto che chiedere un sacchetto usa-e-getta (anche bio), quelli accompagnano i figli a scuola a piedi invece che in auto anche se piove, quelli che....