domenica 26 giugno 2016

Raccolto di San Giovanni


Fine settimana lungo (grazie al patrono di Firenze) in Lunigiana.
Ho capito perché anche un piccolo pezzo di terra (per quanto poco curato) sia comunque una ricchezza.
Abbiamo raccolto:
  • 2 chili e mezzo di susine selvatiche con le quali abbiamo fatto la marmellata;
  • fiori di iperico e di tiglio per farci tisane;
  • noci cadute la notte di San Giovanni per farci il nocino;
  • fiori di lavanda per profumare la biancheria;
  • un chilo circa di nespole;
  • un sacchetto di tarassaco da mangiare lessato (ottimo per le vie urinarie).

Chissà quanto renderebbe se avessimo tempo di curare costantemente il nostro piccolo terreno!

domenica 19 giugno 2016

Campo di Libera a Isola di Capo Rizzuto

 Tutto comincia alle sei del mattino, aspettando l'autobus nella piazza del mio quartiere, insolitamente deserta e silenziosa. Parto per la Calabria, anzi, per il Crotonese, zona che non conosco affatto.
Alla sede del campo di Libera di Isola di Capo Rizzuto mi attende una piacevole sorpresa ma anche una piccola delusione. La prima è il nuovissimo ostello, situato in una posizione magnifica, circondato di campi coltivati dalla Coopertative Terre Joniche a legumi e cereali e da tante pale eoliche. La punta di delusione invece la provo conoscendo il gruppo che dividerà con me la settimana: metà di adolescenti (che tra l'altro già si conoscono e dei quali a stento riuscirò a sentire la voce) e metà di pensionati con cui ho già avuto esperienza in precedenti campi. E così, al di là dell'affabilità dei singoli, mi accompagnerà un senso di estraneità per tutta la settima come è successo in altre occasioni.
L'esperienza però è riscattata ampiamente, oltre dal luogo sopra descritto, dal lavoro su queste terre confiscate alla ndrangheta. Vasti terreni confiscati due volte: la prima negli anni Cinquanta ai nobili latifondisti a causa della riforma agraria e la seconda negli anni Novanta alla potente famiglia degli Arena.
Ho provato grande ammirazione per i soci della cooperativa Terre Joniche che, tra mille difficoltà e molta indifferenza, riescono a mandare avanti la loro scommessa di un lavoro onesto e pulito.
Mi porto a casa l'aria fresca del mattino sulla mia pelle mentre raccolgo i fagiolini e strappo le erbacce nell'orto della cooperativa oppure mentre aiuto a ripulire dalle erbe infestanti il bel giardino aromatico del podere Cepa, anch'esso confiscato e assegnato alla cooperativa per usi sociali.

Così come mi porto a casa un campione di baccelli di ceci, cicerchie e favino a cui ripenserò quando sarò a vendere i prodotti di Libera nella bottega di cui sono volontaria.

domenica 12 giugno 2016

Vicinato

La mia vicina di casa è morta di cancro qualche settimana fa. E io l'ho saputo solo oggi, per caso.
Quando comprammo la casa dove vivo da ventidue anni, la proprietaria ci disse: "Avrete dei vicini eccezionali." "Eccezionali in che senso?" mi chiesi. Ho sempre apprezzato, oltre all'educazione e il rispetto, anche la discrezione dei miei vicini di casa. "Buon giorno!" "Buona sera!" e niente di più. Forse l'apprezzamento di chi mi ha venduto la casa si riferiva proprio a questo.
Penso allora alla signora anziana, ma di una tempra incredibile, che vive dirimpetto alla nostra casa in Lunigiana e che per noi è un prezioso punto di riferimento svolgendo tante piccole incombenze e facendoci  risparmiare un viaggio di due ore. Le siamo molto grati per averci preso a cuore. Sappiamo però che dobbiamo contraccambiare facendole visita ogni giorno quando siamo là. Un piccolo obbligo che talvolta ci pesa un po'. Va da sé che a lei non sfugga nulla dei nostri spostamenti, dei lavori che facciamo alla casa, di chi viene a trovarci, eccetera. Un piccolo sacrificio di privacy in cambio di un aiuto prezioso.
Tutto un altro stile di vicinato nella piccola frazione di campagna in confronto a quello di Firenze. Meglio? Peggio? Non so. 
Tuttavia ora che la mia vicina di Firenze è morta mi dico che forse oltre al buon giorno avrei dovuto chiederle qualcosa di più. Chissà, forse le avrebbe fatto piacere. 

Nella foto: i primi fiori della nostra ortensia nel loro pieno vigore.