lunedì 20 marzo 2017

Il valore dello spazio nelle nostre case


Quattro giorni impegnata ad aiutare mia sorella nel trasloco. A dispetto della pura convenienza economica e contro tutti i pareri in famiglia, ha preferito vendere la villetta in comproprietà con l'ex marito (due piani più taverna, soffitta, garage, giardino e tutti i comfort) e, con la sua metà, comprare un piccolo appartamentino in città di 63 mq dove andrà a vivere con i due figli adolescenti e i due cani. Una scelta coraggiosa la cui fatica si è accollata tutta da sola nei ritagli di tempo libero da un lavoro non leggero.
I traslochi sono sempre un incubo ma concentrare la quantità di roba accumulata in una casa grande in un'altra di metà superficie è davvero un'impresa. 
Eppure l'ho vista contenta alla fine di questi giorni, distrutta, ma felice. La casa dove ha vissuto negli ultimi vent'anni non l'ha mai sentita sua, ogni oggetto le ricordava le infinite discussioni col marito alla fine delle quali la spuntava quasi sempre lui; i vicini (colleghi di lui) con i quali non è mai andata d'accordo; gli spazi da pulire e ripulire incessantemente senza poter contare nell'aiuto dei suoi familiari.
Una bella sfida attende lei e i suoi due "principini dalle mille scarpe": un sano esercizio di sobrietà. Possedere un oggetto non è una cosa neutra, bisogna valutare se è degno di occupare lo spazio che abbiamo a disposizione.
Una direttrice che ho avuto, e che aveva comprato un piccolo appartamento nel centro di Firenze anche lei dopo una separazione, che soleva dire: "Questa casa mi è costata 4 milioni di lire al metro quadro, quindi ogni cosa che compro deve essere degna di occupare il relativo spazio che è così prezioso."

sabato 18 marzo 2017

L'orto sul balcone versione 2017

Dopo gli esperimenti degli anni passati (il cetriolo nascosto, le zucchine invadenti, le fave solinghe, gli agli mingherlini), quest'anno abbiamo deciso di ridurre le ambizioni. L'orto sul balcone sarà occupato dalle piante aromatiche: accanto al generoso prezzemolo che ci dona le sue foglioline da diversi anni, ci sarà l'immancabile basilico ma anche il timo, la salvia e l'origano.
D'altro canto sperimenteremo la riproduzione per seme di piante selvatiche di cui abbiamo raccolto i semi nella passata stagione: Ginestra,
Elicriso
Magnolia
Acacia di Persia
Arancio amaro preso nella Piana di Lentini
Stay tuned!

mercoledì 8 marzo 2017

Andare in pensione come femmina

"Uhm, vedo ancora dell'attività nelle ovaie. Complimenti, signora! A cinquantaquattro anni non ci siamo ancora alla menopausa" mi dice la ginecologa durante l'ecografia transvaginale. 
Francamente, dopo più di quaranta anni di "onorato servizio" e due figli, io lascerei volentieri alle spalle la faccenda mestruazioni, assorbenti eccetera. E' vero che mi allarmano un po' i racconti delle donne sui sintomi della menopausa, dalle famose fastidiose caldane, all'ingrassare a vista d'occhio senza aver mangiato più del solito, all'osteoporosi, agli sbalzi di umore.
Così provo sentimenti contrastanti ogni volta che un ciclo salta. Non perché mi sfiori l'idea di un altro figlio (per altro quasi impossibile), ma certo si volta pagina. E' un po' come se andassi in pensione come essere riproduttivo di genere femminile.
"Mah, signora, qui è tutto fermo" mi dice invece l'ecografa scrutandomi l'addome inferiore, "io dico che ci siamo."
Beh, insomma, anche i medici sono discordanti così come le mie sensazioni verso questa nuova fase della mia vita.

lunedì 6 marzo 2017

Il contagio di @MovimentoArturo

 Si fa presto a dire "non mi farò catturare dai social". Si fa presto a dire "mi iscrivo a Twitter ma seleziono accuratamente gli account da seguire per non perdermi nel mare del chattìo". 
Poi scoppia il caso del @MovimentoArturo, nato per scherzo dalla trasmissione Gazebo, mi ci iscrivo e mi diverto un casino. Movimento Arturo nasce in risposta al nome poco felice preso dagli scissionisti del PD: MoDemPro. Nasce per voglia di cazzeggiare ma poi diventa una gara in tutta Italia, in molta parte delle Europa e persino fuori, al tweet o al gruppo più creativo e divertente facendo finta di essere veramente un partito, con i circoli, le assemblee, le mozioni e persino con la soluzione a grandi problemi del paese. Eppure alcuni tweet sono davvero geniali e i gruppi autoproclamati sono fantastici. Tutto sommato il fatto di aver collezionato in pochi giorni 36700 follower fa capire sia la potenza di uno strumento come la rete sia anche la voglia di partecipare e di condividere qualcosa, anche se leggero e futile.
Se io fossi un antropologo uno studio ce lo farei. Intanto mi vado a leggere l'ultimo tweet.

domenica 5 marzo 2017

Pranzo con i vecchi compagni di scuola

 
A dirla tutta non avevo granché voglia di andare a questo pranzo con i vecchi compagni di scuola. Da più di due mesi sul relativo gruppo Whatsapp imperversano i "buongiorno", le faccine che buttano baci, i cuoricini e la retorica dei buoni sentimenti.
Tuttavia non è andata male.
Immaginavo un evento meno rumoroso, dove ognuno potesse parlare e farsi sentire invece di urlare sul casino degli altri. Però l'atmosfera è stata serena. Niente lacrime, molti sorrisi e battute, molta goliardia fanciullesca. Non mi è sembrato (come un po' temevo) che nessuno fosse particolarmente intento a confrontare le rughe o i capelli bianchi o la pancetta degli altri con la propria.
Ci siamo lasciati tutti con il proposito di rivedersi presto. Chissà se manterremo e chissà se avrò voglia di parteciparvi. Sono cose belle perché sporadiche ma so che non ho molto da condividere con questi ragazzi e ragazze ultracinquantenni. Vedremo.

lunedì 27 febbraio 2017

Si è spento il sorriso del "mio" partigiano


Vorrei vedere ancora il tuo sorriso così buono.
Vorrei vederti ancora seduto a quel tavolino alla casa del popolo dove andavi tutti i pomeriggi.
Vorrei che tu mi raccontassi per la milionesima volta di quando, l'8 settembre 1943, eri a Gorizia e vedevi passare dei treni merci carichi di soldati che cantavano "Mamma".
Vorrei sertirti ancora finire le frasi con "eccetera eccetera" per mascherare le tue difficoltà nel trovare le parole.
Vorrei che tu mi chiedessi ancora di darmi da fare con il tesseramento ANPI perché... "ce n'è bisogno!"

E invece te ne sei andato, Alfio.
E io che ti avevo promesso di farti visita "subito dopo le feste" ho aspettato troppo e non ti vedrò.
Mi mancherà il tuo affetto sincero e la tua gratitudine perché ho cercato di mandare avanti la sezione ANPI al posto tuo che non ce la facevi più.
Mi mancherai, Alfio.

domenica 19 febbraio 2017

Come è corto il finesettimana!

Uffa, vorrei che il finesettimana durasse almeno quattro giorni. 
C'è da reimpinguare il frigorifero, c'è da cucinare le verdure comprate, c'è da fare le lavatrici, c'è da aiutare mia sorella e fare visita ai miei genitori, c'è da aprire il giardino pubblico, c'è da dare una mano alla bottega di Libera o a qualche banchino con i prodotti di Libera (come oggi) e poi c'è da camminare la solita ora/ora e mezza per mantenere la forma fisica e poi c'è da recuperare un po' di sonno dormendo anche solo un'oretta di più e poi c'è cercare quella cosa in rete e poi c'è da sistemare quei documenti che mi servono la prossima settimana e poi .... e poi... Cosa c'era poi? 
Ah, sì! Ci sarebbe anche da rilassarsi un po'.