venerdì 6 novembre 2009

Donne che mi piacciono /3

Chi ha visto la puntata di Report del 18 ottobre, capirà perchè ho deciso di includere nella mia personalissima lista di donne che mi piacciono, Manuela Amadori ed Elena Ciocca. Chi sono costoro? Sono artigiane del divano, due piccole imprenditrici del distretto di Forlì, famoso per la produzione dei prestigiosi divani Made in Italy, che due anni fa si sono ribellate al sistema di concorrenza sleale che sta facendo chiudere tante piccole aziende.
Dall'ottima inchiesta di Sabrina Giannini (qui il video e qui il testo) emerge che la crisi, almeno per adesso, non c'entra in questa faccenda.
Il punto è che i grandi marchi del settore (quelli che ci tartassano di pubblicità e si vantano della qualità del Made in Italy) per fare offerte sempre più basse impongono ai terzisti dei prezzi sempre più bassi per realizzare divani e poltrone mantenendo però un certo livello. I terzisti italiani, che tra l'altro da contratto vengono pagati tre o quattro mesi dopo la consegna cioè dopo che hanno anticipato l'acquisto di quasi tutto il materiale, non rientrano nei costi a tali prezzi e hanno due possibilità o chiudere o subappaltare a ditte cinesi che garantiscono di rientrarci. In entrambi i casi devono licenziare i propri operai. I cinesi, d'altra parte, si sono fatti furbi. Invece far lavorare tutti gli operai a nero e rischiare ogni tanto la sospensione dell'attività (anche se con una multa di sole 2500 euro si può comunque riaprire) assicurano gli operai a part-time di 20 ore a settimana ma li fanno lavorare 12 ore al giorno. Così se arrivano i controlli l'ispettorato non può sapere se stanno lavorando per le ore dichiarate oppure no. D'altra parte la discrepanza tra ore di lavoro ufficialmente dichiarate e quantità di divani prodotti è tale che balza agli occhi.
Manuela Amadori ed Elena Ciocca si sono rivolte ai sindacati e alle associazioni di categoria ma l'unica cosa che hanno ottenuto per adesso è che non hanno più commesse. Per fortuna però, a seguito di una comunicazione anonima, in Prefettura è stata aperta un'inchiesta.
Interessanti anche le osservazioni dell'economista Giulio Sapelli che ci aiuta a capire perché i cinesi accettino queste forma di sfruttamento, quale dovrebbe essere l'atteggiamento meno ideologico e più lungimirante dei sindacati e come dovrebbero essere ben più severe le sanzioni a chi viene beccato a far lavorare a nero.
"Te lo fanno capire," dice Manuela nell'intervista "non hanno neanche bisogno di dirlo. Il prezzo è questo. Vedi un po' te. Perché tieni tutti questi dipendenti? Dai cinesi costa molto meno. Ed esci che hai il cuore strappato perché come fai ad entrare nella tua ditta dove vedi i dipendenti e prendere in considerazione un'alternativa a quella?"
"Si poteva fare questo giochetto," afferma invece Elena Ciocca, "tanto se volevi rimanere sul mercato, i giochetti sono tanti, però, no, io non scendo a queste schifezze. Queste sono schifezze. Punto."
Che differenza con l'imprenditore che ascoltiamo successivamente e che, quando gli viene chiesto cosa pensa del fatto che lo stesso lavoro ai cinesi costa meno, risponde: "Loro lavorano ad un certo prezzo diverso... quello è un problema loro, non é un problema mio."
Peccato che poi il problema diventa di tutto il distretto in quanto piano piano i marchi si rivolgono direttamente ai terzisti cinesi e ben presto anche lui rimarrà tagliato fuori.
Per fortuna, come dice Milena Gabanelli, non è vero che tutti abbiamo un prezzo. Speriamo che finisca bene per queste due determinate imprenditrici.

mercoledì 4 novembre 2009

Mettersi in gioco

Ieri ho partecipato alla prima riunione del "Gruppo ambiente" al liceo di mio figlio. Si tratta di un'attività volontaria di due insegnanti volta a sensibilizzare i ragazzi sulle tematiche ambientali (raccolta differenziata, acqua potabile, ecc.). E' rivolto principalmente ai ragazzi ma sono invitati anche i genitori. Mio figlio non ha voluto parteciparvi e mi ha anche preso in giro a lungo dicendomi che sarei stata l'unico genitore "tra tanti ragazzini" (salvo poi, quando sono tornata, investirmi di domande curiose per sapere chi c'era, che cosa hanno detto, cosa avete fatto ecc.).
C'erano una trentina di ragazzi (in maggioranza ragazze, tanto per cambiare) e quattro genitori. Le insegnanti promotrici hanno illustrato il programma annuale (proiezione di documentari sull'ambiente, conferenze con esperti, gite inerenti all'argomento). Dopo di ciò bisognava montare i contenitori per la raccolta differenziata e fare il giro delle classi per controllare dove questi mancavano.
I ragazzi si sono buttati subito al lavoro mentre una mamma che era con me ha chiesto timidamente all'insegnante cosa dovevamo fare noi genitori. Per un attimo infatti ci siamo sentite un po' intruse, un po' fuori luogo, ma la professoressa ci ha rassicurate dicendoci che qualsiasi nostro apporto sarebbe stato benvenuto.
Allora mi sono messa a montare i contenitori insieme ai ragazzi condividendo con loro le difficoltà, le battute e anche aiutando quelli più insicuri. Così l'imbarazzo è passato presto e mi sono anche divertita. Non è facile in occasioni come questa spogliarsi del ruolo dell'adulto che educa e mettersi a fare qualcosa fianco a fianco agli adolescenti, ma qualche volta, secondo me, è piacevole e salutare mettersi in gioco.

domenica 1 novembre 2009

Dalla parte di Don Santoro

Da atea convinta quale sono, provo ammirazione per quei preti che non scelgono posizioni di comodo ma che si mettono in gioco e corrono rischi per portare avanti quello che la fede suggerisce loro e che mettono sopra ad ogni altra imposizione dei loro superiori.
Preti come Don Giuseppe Puglisi, Don Giuseppe Diana, Padre Alex Zanotelli, Don Luigi Ciotti, il combattivo Don Andrea Gallo ma anche più semplicemente Don Aldo Danieli (di cui ho parlato un anno fa) sono religiosi che possono far riavvicinare alla comunità dei fedeli chi da tempo non si fida più di un'istituzione che spesso dimostra di essere dalla parte dei potenti, dei ricchi e persino dei mafiosi.
Don Alessandro Santoro è il parroco de Le Piagge, un quartiere alla periferia di Firenze, un quartiere difficile dove abitano i poveracci tra cui tanti stranieri. Una banlieue per intendersi. Alle Piagge Don Santoro con i suoi volontari ha messo su un'attività splendida fatta di doposcuola, alfabetizzazione per stranieri, microcredito, percorsi di accoglienza, riciclo dell'usato, bottega del commercio equo e solidale, incontri culturali, sportello legale, ecc. (vedi il grafico sopra o il loro sito AltraCittà).
Don Santoro però ha recentemente disubbidito all'ingiunzione del Vescovo di non celebrare il matrimonio tra Sandra Alvino, nata uomo ma riconosciuta donna dallo Stato Italiano nel 1982, e suo marito al quale era già sposata civilmente da anni. Don Santoro ha disubbidito e per questo adesso viene allontanato dalla parrocchia "per un periodo di riflessione e di preghiera".
Certo, Don Santoro ha voluto sfidare i propri superiori e forse non valeva la pena di giocarsi per questo la possibilità di continuare la sua preziosa attività sociale. D'altra parte però cinquant'anni fa Don Milani (altro grande prete) ci ha insegnato che "L'obbedienza non è più una virtù".
In ogni caso da osservatrice esterna, penso che le gerarchie cattoliche sbaglino ad arroccarsi in queste posizioni intransigenti basate su principi che niente hanno a che fare, secondo me, con l'amore cristiano. Che male fa questa coppia che si vuole sposare? Quale peccato compie? Certo molto meno male della banca a cui si può versare l'Obolo di San Pietro (una delle banche che "autorizza" il commercio di armi). Tanto per dirne una. Certo molto meno male di tante multinazionali che affamano milioni di poveri nel mondo e contro le quali non mi risulta che il Vaticano si impegni molto.
Personalmente mi sento di sottoscrivere quanto ho sentito dal magistrato Roberto Scarpinato in una conferenza:
"L'Italia è la patria di un Vaticano che, da un lato critica il relativismo dei valori laici, dall'altro pratica un relativismo occulto che consente a ciascuno di scegliersi il proprio Dio che gli aggrada a secondo della sua collocazione sociale senza mai sentirsi per questo in contraddizione. Il Dio dei dittatori e il Dio degli oppressi, il Dio dei mafiosi e il Dio degli antimafiosi, il Dio dei corrotti e il Dio dei poveri cristi a cui i corrotti rubano il futuro. Una Chiesa che è come il banco che non perde mai. Sartre diceva che l'etica consiste nello scegliere. Una chiesa che non sceglie è una chiesa che manca di etica.
In America latina all'ingresso di una cattedrale ho visto affisso un cartello: "Il mondo si divide in oppressi e oppressori. Tu, cristiano che stai per entrare in questa chiesa, da che parte stai?"

Ecco da che parte sta Don Santoro mi sembra molto chiaro, mentre è meno chiaro da che parte sta l'Arcidiocesi di Firenze.


Sul sito della Comunità delle Piagge si può aderire alle iniziative a favore di Don Alessandro Santoro.
Articolo di Don Enzo Mazzi (altro splendido prete di frontiera) sulla vicenda



mercoledì 28 ottobre 2009

Pollice nero

L'esperimento "giardino decente" lanciato quest'estate e di cui ho raccontato in questo post non sta dando i frutti sperati. Il trifoglino seminato a luglio è cresciuto solo nella metà dello spazio che riceve più luce. A settembre (prevedibilmente latitante il resto della famiglia) l'ho seminato ancora e dapprima faceva ben sperare perché il terreno si era cosparso di tante piantine belle fitte. Successivamente si sono riformate le chiazze che vedete in primo piano. I gatti randagi del quartiere sono tra i primi sospettati ma non ne abbiamo le prove mentre di sicuro c'è un via vai di merli che razzolano e becchettano nel terreno. In più mi sa che i figli abbiano preso troppo sul serio la mia raccomandazione di risparmiare l'acqua raccogliendola dall'acquaio e temo che ci abbiano buttato l'acqua salata di cottura magari ancora calda. Insomma il giardino fa schifo quasi quanto prima.
Nel frattempo ho anche seminato la rucola ma dopo un mese questo è il misero risultato:

Mentre la semina dei fiordalisi gentilmente offerti da Equipaje ha dato origine a dei tenerissimi virgulti che mi paiono così fragili e indifesi contro le insidie di cui sopra. Ce la faranno a passare l'inverno?


Insomma mi sento sempre di più come Nanni Moretti nel film Bianca mentre innaffiava le piante del terrazzo e continuava a chiedere loro: "Ma insomma che cosa c'è che non va? Poca acqua? Troppa acqua? Poca luce? Troppo sole?"
E poi dicono che le piante risentono dell'amore con cui vengono curate. Ma io la parietaria la odio e allora perché continua a crescere rigogliosa?

domenica 25 ottobre 2009

La scommessa e la resistenza al cambiamento


Sarà nota anche agli amici non fiorentini la notizia della pedonalizzazione di Piazza del Duomo a Firenze, decisa con grandi strombazzamenti dalla giunta del neosindaco Matteo Renzi. La chiusura a tutti i tipi di veicoli a motore dello spazio che vedete in questa foto comporta sostanziali cambiamenti soprattutto nelle linee di bus che attraversano la città da una parte all'altra e che passavano da questa piazza accanto al Battistero. Stiamo parlando di più di 2000 autobus al giorno che saranno fatti transitare nei viali di Circonvallazione impattando con il resto del traffico cittadino.
La pedonalizzazione è soprattutto l'audace risposta renziana al dibattito cittadino se far passare o no il tram accanto al Battistero e alla Cattedrale di Santa Maria del Fiore, due gioielli architettonici e simboli della città. Vi ricorderete quanto la destra cittadina avesse calvalcato lo spauracchio del tram accanto al Duomo fino a farne un referendum consultivo (lo raccontai in questo vecchio post).
Forse non a tutti è noto, ma il sindaco non ne fa mistero, che il provvedimento in questione è la contropartita promessa al governo nazionale (non ho capito cosa ci guadagnerebbe) in cambio di una "legge speciale per Firenze" cioè, in particolare, dell'uso di alcuni spazi appartenenti al demanio (pare che alcuni già passino nel giro di un mese agli enti locali).
Alcune mie considerazioni personali:
  1. I Fiorentini credono di essere ancora al tempo di Dante e amano dividersi sempre tra Guelfi e Ghibellini, cioè tra entusiasti a prescindere e decisamente contrari.
  2. I Fiorentini (ma forse un po' tutti) sono tendenzialmente conservatori, resistenti al cambiamento, "si stava meglio prima", "si è sempre fatto così", ecc. Secondo me invece va dato atto alla giunta Renzi di aver avuto il coraggio del cambiamento e non è poco.
  3. Non ho capito perché, per esempio, anche nel forum di FirenzeInBici sono contrari alla pedonalizzazione di una piazza (dove è consentito l'accesso ai ciclisti) mentre dovrebbero essere i primi ad esser contenti.
  4. Posso testimoniare che la situazione precedente (con il passaggio di oltre 2000 bus al giorno più furgoni, taxi e motorini) accanto al Battistero era indecente (altro che tranvia). Qualche mese fa stavo cercando di seguire una lezione degli Amici dei Musei sulle porte del Battistero e vi assicuro che non riuscivo a sentire nulla della spiegazione tale era il rumore.
  5. Nutro però qualche timore riguardo alle ripercussioni sul traffico perché si è constatato più volte come esso si regga su un fragile equilibrio, tanto che basta un allagamento, una manifestazione alla Fortezza da Basso o un qualsiasi problema in un punto della città che essa si blocchi e le strade si intasino. Speriamo che l'abbiano studiata bene.
  6. Il percorso dei bus si allunga e non di poco e ciò non solo non incoraggia l'uso del mezzo pubblico, del quale io sono una fervida sostenitrice, ma temo che scoraggi anche chi attualmente lo usa. Per questo io sarei stata più favorevole alla pedonalizzazione della piazza contemporaneamente all'entrata in funzione del tram.
Insomma l'operazione, secondo me, è una scommessa, forse un po' azzardata e frettolosa, ma coraggiosa. Domani vedremo se funziona.

Sull'argomento consiglio di vedere l'ultima puntata di Ambiente Italia.

giovedì 22 ottobre 2009

Perchè andare alle primarie del PD e votare Marino

IMHO:

1) Ogni possibilità di esprimere la propria opinione è sacrosanta e va difesa utilizzandola. Con una legge elettorale ignobile grazie alla quale all'elettore è concesso solo di mettere una croce su liste scelte dalle segreterie di partito, teniamoci cari questi spazi. Consiglio sul tema l'articolo di Don Farinella su Micromega.

2) Il Partito Democratico è l'unico, pur con tutti i suoi difetti (litigiosità, scarsa coerenza, collusioni malavitose, scarsa laicità), per il momento e temo ancora per poco, che ha la minima speranza di battere questa destra cialtrona e populista. Le sue probabilità di successo dipenderanno dalla linea che deciderà di adottare e di qui l'importanza di chi andrà a fare il segretario.

3) Sia Bersani che Franceschini, pur essendo persone preparate, sono uomini di apparato, politici di professione da anni e pertanto è naturale che si preoccupino più di mediare tra le correnti che di ascoltare le richieste dell'elettorato. Sarò un po' grillina ma penso che la politica debba essere un servizio che si presta a termine, non un mestiere. Ignazio Marino è un chirurgo. Si è buttato in questa avventura ma ha una sua professione.

4) L'obiezione più comune: "Marino non sarebbe male ma non ha nessuna speranza" non mi sembra una buona ragione per restare a casa. Innanzitutto non è detto (gli iscritti che hanno votato ai circoli sono alcune centinaia di migliaia, gli elettori del PD sono milioni). E poi perché arrendersi prima ancora di vedere i risultati? Al solito preferisco fare che pentirmi di non aver fatto.

5) Alla lista di Marino aderiscono, guarda caso, quelle che secondo me sono le persone migliori del PD, come Felice Casson, mentre gli altri candidati hanno degli appoggi discutibili soprattutto al Sud. Non faccio nomi perché tanto li saprete, ma questa secondo me è la più nauseante.

6) Marino non parla in politichese ma in modo chiaro e concreto. Non è un trascinatore però non è vero che si occupa solo di temi etici o di laicità come molti pensano. Nella sua mozione sono presenti proposte interessanti come il contrasto ai monopoli e alle corporazioni, la banda larga gratuita in tutto il paese, il NO al nucleare, processi equi e veloci, ecc.

7) Un amico blogger mi ha detto che diffida di lui perché ha la doppia cittadinanza. E allora? Il fatto che abbia vissuto tanto all'estero secondo me è un valore aggiunto perché probabilmente riesce a vedere meglio le storture del nostro paese che oramai noi diamo per scontate.

Insomma, perchè no?

mercoledì 21 ottobre 2009

Segnali di civilta'

Il 5 ottobre 2009, dopo analoghe approvazioni a Pisa, Vicenza, Calenzano e alla provincia di Cagliari, il Consiglio comunale di Firenze ha approvato l'istituzione di un Registro dei Testamenti biologici. Ancora una volta possiamo contare sugli enti locali per opporci al degrado civile provocato da chi ci governa.
Che lo spirito illuminista del Granduca Leopoldo (di cui tengo questo ritratto appeso nel mio ufficio) stia ancora aleggiando su di noi?

La delibera del Consiglio è stata approvata con il voto favorevole di 26 consiglieri della maggioranza, compreso il voto della lista Spini e di Un'altra città, contrari i 18 consiglieri dell'opposizione e 3 consiglieri PD (Antonio De Crescenzo, Massimo Fratini, Salvatore Scino: abbiamo anche noi le nostre Binetti!).