domenica 8 aprile 2018

Tra anziani e sedie ergonomiche, tra stagisti e pranzi multietnici

Settimana impegnativa, mio caro trascurato blog, questa appena trascorsa. Cose che mi hanno amareggiato ma anche cose positive.
Tra le prime il tentativo fallito di far frequentare a mio padre, affetto da Alzeheimer, un centro diurno che poteva essere terapeutico per lui e nello stesso tempo avrebbe sollevato mia madre per qualche ora dal gravoso compito di caregiver (come si chiamano ora i familiari di un malato). Niente da fare, non ne ha voluto sapere. Troppo forte il legame tra i due, troppa dipendenza l'uno per l'altra ma viceversa.
Tra le cose positive mi è arrivata al lavoro una bella sedia ergonomica che mi sono scelta e che spero mi aiuterà a stare più  dritta davanti al PC dove trascorro la maggior parte del mio lavoro.

Ma la novità più rilevante ed entusiasmante è l'arrivo di uno stagista che dovrebbe diventare la mia "stampella" lavorativa. Un giovane ragioniere (aspirante storico) di 21 anni, con il suo ciuffo alla moda, i suoi occhioni attenti e la freschezza che noi, mature impiegate, ci siamo dimenticate. Speriamo non si sciupi e speriamo che mantenga per questo anno di stage la curiosità che mostra per questo lavoro che a me pare così pesante e noioso!
La settimana si è conclusa con un paio di giornate all'insegna della convivialità sociale e culinaria: cena di tesseramento per la mia sezione ANPI e pranzo multietnico al giardino del quartiere. Non amo cucinare e non amo particolamente il cibo, però mi diverto sempre a fare le cose insieme agli altri e quindi non mi sono tirata indietro quando si è trattato di dare una mano.

lunedì 2 aprile 2018

Un narciso ti stupirà. Diario del nostro podere. Sesta puntata


28 Marzo – 2 Aprile (Pasqua)

Proveniendo da una Firenze piena di peri selvatici fioriti, mi aspettavo di trovare più primavera nel mio podere. Ed invece per la maggior parte i nostri alberi sono ancora silenti. Di fiorito abbiamo i susini (anzi forse già sfioriti) mentre i meli non accennano ancora.
La maggior soddisfazione me la danno i bulbi che ho interrato a novembre: diversi narcisi gialli, qualche crocus, a dire il vero già un po' ammosciato, qualche anemone ma piccolino, mentre un solo narciso tromba magnet. Possibile? Vicino al parcheggio noto però le tracce di un paio di narcisi che sono stati recisi e sospetto che qualche signora del paese abbia decorato la casa con i nostri narcisi magnet.
Per il resto tante gemme. Togliamo la copertura dalle piantine grasse del giardino verticale e le troviamo in gran parte marcite dal gelo. Che peccato! In realtà qualcuna nasconde dei ributti nuovi alla base. Speriamo che siano sufficienti per la sopravvivenza della piante. Idem per le piccole eriche che sembrano tutte marroni ma sfoltendo i rametti secchi ne emerge qualcuno verde. Il tempo non è granché ma forse un po' meglio delle nefaste previsioni: pioggia giovedì ma solo nuvole venerdì, tanto che riusciamo a potare l'ulivo grande, quello che sporge sulla terrazza e che quest'anno ci ha inondato con le sue olive. I rami sono andati molto in altezza e quindi è dura riportarlo ad una forma più contenuta, ma gli diamo comunque una bella sfoltita al suo interno. 

Sabato tempo pessimo. Facciamo un giro a Fivizzano e poi mi dedico a pulire la casa, cosa che faccio di rado perché preferisco, quando possibile, lavorare all'aperto. Nel frattempo è arrivato un nuovo albero che abbiamo ordinato: un albero della canfora (o canforo). Per il momento è un lungo stelo verde con qualche foglia in cima ma constatiamo, sfregando un paio di foglie, che davvero profumano di canfora. Sono alberi che vivono a lungo e pare ce ne sia di bellissimi nel Lago Maggiore.
Altra piccola miglioria: attacchiamo alle due entrate della casa due targhette di ceramica che abbiamo fatto decorare a Firenze raffiguranti un pino marittimo in ricordo della nostra bella conifera che abbiamo dovuto abbattere lo scorso autunno. La nostra casa quindi si chiamerò “Il pino” in suo onore. 
Domenica di Pasqua finalmente il sole! Ci mettiamo quindi subito al lavoro per la potatura degli altri cinque ulivi. Il loro aspetto cespuglioso e i loro succhioni che svettano alti ci danno filo da torcere. Una gran fatica segare i grossi rami saliti verso l'alto (quelli che il buon Diego della cooperativa di Libera a Catania chiama "i maschi", quelli che non producono nulla). Per non parlare del dolore alle braccia nel tenere sollevata la lunga pertica dello svettatore! Il risultato è discreto: la chioma ora è ariosa anche se non proprio aggraziata. Speriamo che nei prossimi anni l'operazione sia più facile.
Il pomeriggio ce lo godiamo con una bella camminata per il solito anello ammirando le cime delle Apuane che brillano innevate e allietati dai versi più vari degli uccelli.
Anche lunedì di Pasquetta è una bellissima giornata. Roberto sega vari tronchi frutto della potatura e poi comincia a tagliare l'erba partendo dall'aiuola del parcheggio e dall'allevamento di elicriso.
Io invece mi dedico a potare il nocciolo che è ricco di rami intrecciati tra loro e corrosi a causa dello sfregamento l'un contro l'altro. Il suo legno è ben più docile di quello dell'ulivo ma è comunque faticoso districare quest'albero che tra l'altro mostra segni di poca salute. In realtà non ha mai fatto molti frutti e i pochi sono sempre caduti per terra verdi e vuoti. Non vuoi mai che arieggiandolo  rinsavisca!
Prima di partire (a malincuore come sempre) faccio un giro per ammirare e scattare tantissime foto ai miei fiori da bulbo, ancora più aperti e belli col sole, che non ritroverò il mese prossimo. 

domenica 18 marzo 2018

#ascoltatolanotte

 

Un nuovo tag è apparso nella mia libreria di aNobii: ascoltato la notte. Da anni combatto i periodi di insonnia cacciandomi nell'orecchio che non appoggia sul cuscino un auricolare collegato con il piccolo lettore mp3 che sviaggia allegramente tra le lenzuola.
E' il mio sonnifero elettronico. Forse non fa bene all'udito (il volume è comunque molto basso) ma di sicuro è meglio degli "aiutini" chimici. Infallibile per tenermi compagnia tutte le volte che stento ad addormentarmi nei rifugi o nelle camerata; impedisce che mi salga l'ansia o il nervoso; mi isola dall'esterno ed evita che sobbalzi ad ogni minimo rumore. Certo la scelta dei brani da sentire è importante: niente musica (che rimarrebbe nel sottofondo dei miei pensieri svagolanti) ma parole, di solito conferenze e convegni da sentire anche più volte. 
Ultimamente però ho cominciato a sentire audiolibri. Ero scettica perché mi dicevo: "Se il romanzo è bello, è un peccato sentirlo a spizzichi e bocconi e con la poca lucidità che posso avere mentre mi addormento; se invece è brutto, non riuscirò a seguirlo e ad imbrigliare i miei pensieri."
Tuttavia l'esperimento sta andando bene. La scelta cade su libri "tranquilli" (niente gialli o tanto meno noir), semplici come linguaggio e come trama. Non importa se spesso perdo il segno e se risento diverse volte lo stesso punto e magari salto qualche pezzetto qua e là. Lo so, è un delitto per un lettore/uditore ma tutto sommato alla fine arrivo in fondo alla trama e riesco a farmi comunque un'idea sul libro.
E poi è così dolce addormentarsi con una voce che ti racconta (e che talvolta continua per un'oretta o due a sussurrarti nell'orecchio durante il sonno)!
Mi accorgo che, quando spengo la luce la sera, quel piccolissimo supplemento di giornata, che viene dopo la lettura serale vera e propria, mi piace come un cioccolatino che ci si concede a fine pasto.
Ormai forse è diventato un piccolo vizio e neanche troppo giustificato dall'insonnia. E però, per il momento, non ci voglio riunciare. Buona notte!

#ascoltatolanotte:

domenica 4 marzo 2018

Se 25 vi sembran pochi...



"Mi hanno dato anche la scheda per votare per il Senato!"
Eh beh, caro mio, si vede che la Repubblica Italiana ti ritiene più maturo di ieri. 
Benvenuto nel mondo degli adulti, figliolo! Forse ti spaventerà un po' non essere più il pischellino di ieri, ma pensa che il quarto di secolo che hai alle tue spalle rappresenta il tuo fagottino di esperienza preziosa che ti tornerà utile. 
E poi pensa che finalmente ti puoi svincolare dalla società calcistica che ti ha fregato a 14 anni!
Buon compleanno, carino!

lunedì 26 febbraio 2018

Metti il cappotto ai giovani virgulti. Diario del nostro podere. Quinta puntata.



23-26 Febbraio
Questo mese fine settimana lungo. Arriviamo di venerdì pomeriggio col tempo bruttino e piovoso nella serata. Le piante sono ancora addormentate tranne il mandorlo che ha già messo fuori i suoi bellissimi fiori rosa. Imprudente di un albero! Non lo sai che le previsioni danno una settimana di freddo polare con temperature sotto zero? Speriamo che gli eterei fiori di questo albero siano altrettanto tenaci dei gusci dei suoi frutti che non si spaccano nemmeno col martello.


L'altra emozione del giorno: sono spuntate le foglie di diversi bulbi che ho piantato in autunno.
Sabato in realtà viene fuori una giornata bella e con temperature gradevoli. Così, mentre Roberto sotterra il cavo della parabola per lo Wi-Fi, io mi accingo a coprire con del cannicciato tutti i tronchi degli alberi nuovi. E' un'idea che mi è venuta guardando gli alberi che il Comune ha piantato nella piazza vicino a casa mia e che ha accuratamente fasciato con dei teli. Ho letto infatti che sotto zero la linfa può gelare e spaccare la corteccia creando pericolosi accessi a funghi e batteri. Non so se questa operazione sarà davvero, utile ma almeno placa la mia ansia “materna” verso i nostri giovani e teneri alberelli, soprattutto gli albicocchi, ma anche l'albizia e l'albero di Giuda che, piantati lassù in cima al podere, sono esposti a tutti i venti.

Poi nel pomeriggio comincio a sfoltire un po' il nocciolo. In effetti mi accorgo solo ora dopo anni che i suoi rami sono tutti intrecciati e scortecciati per lo sfregamento uno contro l'altro. Chissà magari è troppo tardi per rimediare?

Domenica giornata proibitiva di nevischio mentre lunedì ci sveglia un cielo splendido ma accompagnato da un vento gelido. Niente da fare. Un paio di foto e si torna in città.

domenica 18 febbraio 2018

Cose che lasciamo e che parlano di noi

Un mio collega, che ha dovuto liberare la casa nella quale è morta recentemente sua madre, mi ha donato diverse scatole di libri di suo padre, morto invece una decina di anni or sono. Il padre era appassionato di storia e in particolare della seconda guerra mondiale, del periodo del fascismo e della Resistenza. 
Ero un po' titubante ad accettare ma invece questi libri questi libri sono davvero molto belli ed interessanti, molti non solo letti ma sottolineati o con annotazioni. Immagino quest'uomo, di cui non so nulla, come uno che ama i suoi libri e che non avrebbe avuto piacere nel saperli finiti nel cassonetto. Penso a mio padre, grande collezionista e appassionato di dischi a 78 giri che mi ha sempre detto: "Mi raccomando: quando ve ne disfarete, dateli almeno ad un collezionista che li apprezzi!"
Il mio collega prima di pensare a me, conoscendo la mia attività nell'ANPI, ha cercato di donarli a biblioteche e case del popolo ma senza successo.
Mi fa piacere salvare, almeno in parte, questa bella biblioteca.
Ce n'andiamo e lasciamo dietro di noi  il segno tangibile delle nostre passioni.

sabato 3 febbraio 2018

Caro figlio che vai a Leeds per l'Erasmus

Il tuo consueto aplomb e la tua scorza da uomo-che-non-deve-chiedere-mai si sono sciolti come neve al sole oggi, il giorno della tua partenza. L'ansia di aver dimenticato di mettere qualcosa di essenziale in valigia, le occhiaie perché stanotte sei rimasto sveglio a lungo, la ripetuta nervosa consultazione della lista. Ti capisco, figlio mio, ma anche ti invidio, tu che parti per quattro mesi di tirocinio postlaurea all'Università di Leeds. 
"Tutti i miei amici mi dicono beato te, vedrai che ti divertirai..., ma io sono troppo agitato per essere contento: ho paura di fare figuracce con la lingua, di perdermi in questa città che non conosco."
Invece io ti ci vedo in questo edificio che sembra un po' il collegio di Harry Potter, e mentre metto da parte le mie ansie di genitore, espresse bene nel bell'articolo di Massimo Giannini a cui ho rubato il titolo del post,  penso che sarà una esperienza che ti farà crescere, ti arricchirà e aumenterà la tua cultura e la tua autostima. Come scrive Giannini: "il tuo biglietto d’ingresso nella grande Madre Europa senza frontiere".

Good luck, darling!