martedì 14 agosto 2018

I saluti con la pioggia mettono sempre malinconia


Dopo averci lasciato il loro gradito contributo sul "muro degli ospiti", stamattina sono ripartiti  mio figlio, la sua ragazza e la nostra cara amica S. compagna dei nostri cammini. Ed ecco che salutandoli ho provato la stessa sensazione di tristezza descritta due anni fa. Saranno stati i temporaloni di stanotte, saranno le giornate che si accorciano, sarà che il periodo più caldo dell'anno è passato. Eppure la malinconica sensazione di fine vacanze mi prende, anche se in realtà manca ancora una settimana di ferie.



La casa è ritornata silenziosa ed io e il mio compagno ci rinfiliamo i guanti da lavoro e continuamo la drastica potatura della lunghissima siepe di lauro.
Lo so: anche l'autunno sarà bello, e perché no, anche l'inverno con le serate davanti al camino. E se l'emozione della poderosa cometa che abbiamo avvistato due sere fa sarà alle nostre spalle, ci saranno i bulbi da interrare, gli alberi da potare e di nuovi da piantarne (già ci attendono un alloro e un hibiscus ad alberello lasciati a balia dal vivaista).
Tuttavia ci saranno anche le preoccupazioni e le ansie: la malattia degenerativa di mio padre, il futuro professionale incerto di mio figlio, la situazione del nostro incattivito paese.
Non pensiamoci adesso. Infiliamo le scarpe comode e facciamoci la nostra camminata di due ore nella sempre più amata terra di Lunigiana.

lunedì 23 luglio 2018

Temporalone e fontana che eroga fiori. Diario del nostro podere. Quattordicesima puntata.

20-23 luglio 2018

Venerdì sera diamo una bella innaffiata di un’ora e mezza alle nostre amate piante. Il meteo prevede pioggia, ma ormai non ci fidiamo più di queste allerta farlocche. Sabato mattina si presenta con un po’ di nuvole. Facciamo la spesa giù a valle e alle 12.30 andiamo a prendere nostro figlio alla stazione. Il tempo di tornare su ed ecco che si sentono i tuoni dalla parte dell’Appennino. Tuttavia tante altre volte il temporale si è scaricato sulle montagne, risparmiandoci. Invece alle due arriva anche da noi una bella acquata con vento forte, anche se, già nel pomeriggio rispunta il sole.
Siccome non ci è mai chiaro quanta acqua effettivamente cade, mi viene l’idea di mettere sul tavolo della terrazza un bicchiere graduato. Così R fa i suoi calcoli e ne deduce che sono caduti circa 3 mm di pioggia. Infatti l’osservatorio di Pontremoli dice di aver registrato 2,6 mm che, grosso modo, torna con le nostre misurazioni casalinghe. Una bella bevuta per le nostre piante. Il fortunale ha fatto però cedere il fico che si affaccia sulla casetta, che si è adagiato un po’ sul filo per stendere e un po’ sulla siepe di lauro. Ci secca tagliare drasticamente i rami, ormai orizzontali, perché sono pieni di frutti che spereremmo di cogliere a settembre. Sacrifichiamo così quello più basso sperando che non ceda ulteriormente il resto.
R purtroppo deve andare al pronto soccorso perché il polso sul quale è caduto ieri scivolando tra i pianelli, durante il sopralluogo, è gonfio e gli duole. Per fortuna è solo una contusione e se la cava con una fasciatura.
Sempre nel pomeriggio il nostro vivaista ci porta una bella fontanella bianca per il nostro giardino. Adesso mancherebbe solo l’idraulico per allacciarla al pozzo della cantina ma si sa quanto siano poco affidabili questi artigiani e difatti il promesso sopralluogo per le misure non avviene. La fontana per il momento “eroga fior di bignonie”.
Dopo aver sperimentato la bottiglia di plastica rovesciata (con risultato dubbio) per le bignonie e i due hibiscus in difficoltà da carenza d’acqua, sperimentiamo questa settimana un dispositivo che collega, attraverso un tubino di gomma, un cono di materiale poroso con un contenitore pieno d’acqua. Il cono dovrebbe cedere al terreno una goccia per volta e supplire alle nostre innaffiature. Vedremo.
Le mele continuano a crescere mentre le buonissime prugne del giardino pensile continuano a cadere. Quest’anno sono troppo poche per farne una marmellata e così faccio di nuovo una composta in forno che è adatta soprattutto per crostate e dolci veloci.
Domenica pomeriggio decido di mettere un po’ di ordine alla cantina del ping pong. Metto tutte le cassette di legna fuori al sole ad asciugare, spazzo per terra e raggruppo gli ingombranti da buttare in vista della chiamata al consorzio.
La notte tra domenica e lunedì piove ma il nostro pluviometro ci dice che le precipitazioni sono state scarsucce. E così do un’innaffiatura generale. Poi con calma torniamo a Firenze dove invece, ci dicono, è piovuto abbondantemente tutta la notte. Beh almeno le piante fiorentine hanno avuto il loro.

domenica 15 luglio 2018

Se l'ibisco salvato ti regala un fiore. Diario del nostro podere. Tredicesima puntata.


13 - 15 luglio 2018

Arriviamo a tarda sera del venerdì e perciò non possiamo fare il consueto sopralluogo. Ma R non resiste e va a sbirciare le bignonie con la torcia: i bei fiori vermigli a forma di tromboncino sono sbocciati. E dire che abbiamo temuto a lungo che queste due piante sarebbero rimaste due esili steli!

Sabato mattina, appena spuntato il sole, non riesco a riaddormentarmi e così ne approfitto per innaffiare un po' tutto il podere, cosa che non mi sarebbe stato possibile svegliandomi tardi. Mi sento un po' crocerossina. Scopro infatti che i segni di sofferenza da mancanza di acqua si sono attenuati grazie alle nostre settimanali innaffiature. Ma soprattutto i due hibiscus, grazie anche alla bottiglia di plastica rovesciata e piantata nel terreno, mostrano di essersi ripresi e, per ringraziarci del soccorso, ci regalano degli splendidi fiori: rosa il syriacus woodbridge e bianco il syriacus redheart. Che soddisfazione!

Seccata repentinamente invece la seconda piantina di timo che abbiamo acquistato, mentre la menta sta bene.
Nel pomeriggio ci procuriamo qualche canna di bambù dalla vicina e costruiamo una staccionata per le rampicanti. Quella preesistente di plastica infatti non ci soddisfaceva. Il risultato è discreto. Speriamo che piaccia anche ai due gelsomini e alle due bignonie.
Raccolgo le poche susine gialle prodotte quest'anno (non si arriva ad un chilo) e, mescolandole con le prime prugne che stanno cadendo dal vecchio amatissimo prugno, ne faccio una composta in forno. Molto buona abbinata ad uno strato di ricotta fresca della nostra fornitrice di formaggi.

Domenica 15 luglio è la festa del santo patrono del paese e noi la rispettiamo astenendoci dal lavoro. La mattina ci facciamo la solita passeggiata ad anello ed il pomeriggio ci rilassiamo in attesa di un momento buono per metterci in autostrada.

venerdì 13 luglio 2018

Centodieci complimenti a tanta lode

 E così anche il mio cucciolo dagli occhioni scuri si è laureato. 
A tempo record e col massimo dei voti. 
Che volere di più?
Bravo, figlio mio, che ci hai regalato questa emozione e questa soddisfazione! 
E complimenti anche per aver vinto la tua personale sfida con i tuoi problemi di fluenza che ti hanno fatto tanto soffrire.
Che Phyton ti porti la fortuna che ti meriti!

lunedì 9 luglio 2018

Allarme siccità, ma siamo solo all'inizio! Diario del nostro podere. Dodicesima puntata

Iperico seccato

6 luglio
Venerdì nel primo pomeriggio scappiamo dalla città infuocata. Il meteo promette allerta gialla temporali ma non si vede una goccia neppure lungo la strada. Arrivati, il sopralluogo ci procura delle stilettate al cuore: quasi tutte le piante sono già in sofferenza per la mancanza di acqua ed alcune sono già seccate. I due iperici sul "giardino verticale" sono completamente secchi e gli altri non stanno bene. Stentano anche i due giovani ibiscus nonostante abbiano diversi bocci e qualche fiore. La catalpa ha le foglie verde pallido, pallidissimo, ed anche l'albizia, nonostante abbia fatto qualche fiore rosa piumoso, ha una parvenza non sana. Reggono bene gli alberi vecchi e quelli nel bosco (tranne il povero emaciato castagno che mostra diverse foglie marroni). Ma la pianta che ci desta più preoccupazione è l'albero di Giuda, che era così bello quando l'abbiamo comprato! 
Provvediamo subito ad una innaffiatura generale perché i promessi temporali non si vedono.

7 luglio 2018
Andiamo a prendere alla stazione nostro figlio maggiore che ci onora della sua compagnia in questo finesettimana. Nel pomeriggio si sente tuonare ma le nubi scaricano più che altro sull'Appennino mentre da noi arriva solo una spruzzatina che di certo non risolve.
Sera al ristorante Emili con ottimi testaroli e sgabei (piatti tipici lunigianesi) per festeggiare il compleanno della mia dolce metà.

8 luglio
Per lo meno il tempo secco ha dato un bello stop al proliferare della ruggine. Infatti anche l'albicocco di Thyrinthos sembra essersi ripreso. E' sua l'unica albicocca che riusciamo a raccogliere quest'anno. Povero giovane virgulto! Ce l'ha messa tutta!
Pochissime susine gialle selvatiche (un po' più grandi degli altri anni, segno che comunque la potatura ha giovato), mentre stanno maturando le prugne, i fichi e tante mele. Incrociamo le ditta e mettiamo mano all'innaffiatoio.

lunedì 2 luglio 2018

Cara Coop, che delusione!


Sono socia da molti anni di Unicoop Firenze. Come consumatrice ho sempre preferito questa catena per la sua attenzione al sociale, all'ambiente, ai produttori locali e per tante campagne sacrosante che ha supportato.
Per questo quando mio figlio, in cerca di un lavoro per l'estate, è stato assunto con contratto a tre mesi part time alla Coop, siamo stati contenti in famiglia.

Tuttavia ieri ha chiesto un cambio di turno per poter partecipare ad un concorso pubblico, a cui tiene molto e il cui esito è importante per il suo futuro, e gli è stato negato. Il direttore del negozio gli ha detto: "Mi spiace, gli orari sono stati fatti. Fatti spostare il colloquio oppure licenziati. Il lavoro è questo".

Non vi si chiede di essere dei benefattori. E' giusto che vi atteniate alle regole di qualsiasi altra azienda. E' comprensibile che pretendiate dai neoassunti impegno, puntualità, serietà. Ma da voi, il rispetto dei lavoratori, me lo sarei aspettato. Ecco perchè stamani ho fatto la spesa con risentimento.

lunedì 25 giugno 2018

Primo giorno di lavoro


Una mattina di inizio marzo del 1982 salivo la collina di Arcetri per prendere servizio come Assistente Amministrativo con contratto a novanta giorni. Avevo diciannove anni ed era il mio primo giorno di lavoro. Non ricordo il mio stato d'animo ma sicuramente ero emozionata e soprattutto molto tesa perché volevo fare bella figura e farmi apprezzare per avere buone possibilità nei concorsi futuri.

Stamattina, dopo trentasei anni e più di 1800 settimane di lavoro (dati sull'estratto conto INPS), il pensiero torna a quel giorno mentre faccio colazione con mio figlio venticinquenne che oggi va al suo primo giorno di lavoro per un contratto stagionale presso una catena della grande distribuzione.

I sociologi e giuslavoristi ci potrebbero scrivere un libro sul confronto tra il mondo del lavoro nel 1982 e quello di oggi. I sentimenti personali sono gli stessi, anche se le prospettive putroppo no. Tuttavia sono certa che si farà apprezzare.
Buon lavoro, ragazzo mio!
E buona fortuna!