giovedì 24 ottobre 2013

Se i "comunisti" lo salvano

Enrico mi apre la porta in pigiama alle cinque del pomeriggio. Un anziano da solo in casa in un palazzo di periferia è giustamente prudente, anche se al citofono mi ha riconosciuto: "Sono venuta a portarti la tessera dell'ANPI, Enrico."
Enrico non è stato partigiano perchè nel 1944 era solo un ragazzino di 14/15 anni, ma dava una mano ai partigiani del quartiere, persino trasportando dei cadaveri con un carretto.
Sembra contento di vedermi e mi mostra una parete dove sono appese numerose foto della sua gioventù e della sua attività politica. Siamo nei giorni in cui si vota per l'ineleggibilità di Berlusconi. Salutandomi mi fa: "Se anche questa volta lo salvano, mi dispiace ma io non li voto più i comunisti!"
"I comunisti??"
"Sì insomma... quelli lì... se lo salvano, io non li voto più" e mi richiama indietro per farmi vedere, con fare misterioso, che nella libreria, tra i vari soprammobili, tiene un medaglione con il profilo di Lenin.


4 commenti:

  1. E pensare che adesso l'aggettivo "comunista" e' diventato quasi un insulto...

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  2. Sono molti gli anziani che per decenno hanno votato con fede il PCI e dopo il 1989 hanno continuato a votare in nome della continuità col PCI e si sono ritrovati a fianco di coloro che hanno sempre considerato" l'avversario" politico e, con disappunto si rendono conto che gli ex-democristiani stanno fagocitando il Partito nel quale hanno sempre creduto e oggi sentono odore di intrallazzo: salvare l'innominabile per un dominio completo del potere in Italia con la sinistra evaporata.
    Ciao Artemisia

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    1. E' proprio quello che ho pensato anch'io.

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  3. Rettifico: decenno in decenni; mi scuso

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