domenica 22 febbraio 2015

Pasolini e la scomparsa della città

E' il destino delle belle menti quello di essere tirate in ballo da tutte le parti, di essere strumentalizzate, una volta che la persona è morta e non può più dissociarsi o smentire. E' il destino di Gramsci di cui ad un certo punto si è servita persino la destra per avallare le sue idee. 
E' il destino di Pier Paolo Pasolini, che talvolta, per dirla tutta, a mio modesto avviso, mi appare anche un po' snob. Tuttavia era davvero una bella mente, tale da essere stato profetico soprattutto sui pericoli della società dei consumi e sul ruolo della televisione come manipolatrice di massa.
Ho trovato in rete un'illuminante brano nel quale Pasolini denuncia i pericoli della cementificazione unita all'avidità consumistica.
Davvero profetico.

"Il vero fascismo è proprio questo potere della civiltà dei consumi che sta distruggendo l’Italia, e questa cosa è avvenuta talmente rapidamente che non ce ne siamo resi conto, è avvenuta in questi ultimi cinque, sei, sette, dieci anni… è stato una specie di incubo in cui abbiamo visto l’Italia intorno a noi distruggersi, sparire. Adesso, risvegliandoci, forse, da questo incubo, e guardandoci intorno, ci accorgiamo che non c’è più niente da fare”
(Pier Paolo Pasolini, La forma della città)


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