sabato 20 giugno 2026

Pulizia abetaia

 - pulizia abetaia

 Questa voce era nella mia lista di cose da fare qui in campagna da almeno due anni. "Pulizia" in che senso? "Pulizia" da cosa? A che scopo?

I miei suoceri, tra i tanti alberi che hanno piantato sugli allora brulli pianelli di questa casa, acquistarono e fecero piantare in un ampio settore del podere diversi abeti rossi. Probabilmente li vendevano a poco prezzo e, visto che avevano già speso un bel po' per le altre zone con ottimi alberi da frutto, optarono per questa scelta. In più di trent'anni gli abeti sono cresciuti esageratamente, tanto che l'estate scorsa due o tre sono stati scapitozzati dal vento durante un temporale. 

E' sempre stato un nostro cruccio questa abetaia: i rami bassi seccano e danno un'aria spettrale, buia, e la legna non si può utilizzare nel camino perchè ricca di resina. Anche il prof di selvicoltura mi ha confermato che l'abete rosso trova il suo habitat sopra i mille metri in montagna e in collina non ha proprio senso.

Dal corso però ho anche capito che, dove si creano varchi di luce in questo tipo di bosco, di solito nascono altre specie che con gli anni dovrebbero soppiantare gli abeti. E infatti guardando meglio il nostro sottobosco, oltre alla onnipresente edera, abbiamo notato spontanei allori, lauri cerasi, roverelle, castagni, aceri campestri, fusaggini, lonicere pileate e le immancabili robinie pseudoacacie.

Ecco che allora la voce della lista "pulizia abetaia" acquista un significato. Abbiamo ripulito dall'edera e dalle infestanti tutti questi giovani alberi, ho segato il più possibile i rami secchi arrampicandomi sugli abeti alla maniera del Barone Rampante e abbiamo raggruppato tutti i rami tagliati sull'ultimo pianello. Ora c'è tutta un'altra luce nella nostra abetaia, è percorribile più agevolmente e sopratutto speriamo di aver dato un bello sprint alle numerose piante spontanee. 

Lavoro inutile? Forse, ma sono contenta di averlo fatto. 

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