martedì 22 settembre 2026

Si rifrulla

Tornata in città da una decina di giorni, la sensazione è quella di essere rimontata sopra un giostra. E' vero che molte attività non sono ancora iniziate ma, non so perché, la città per me è come un gorgo: quando ci sono dentro inevitabilmente ricomincio a frullare.

Sì lo so, nella maggior parte dei casi è colpa mia che non riesco a rinunciare a nulla di cui mi arriva notizia: conferenza storica alla biblioteca, giornata di volontariato per l'associazione ciclisti e per l'orto della biblioteca, visita guidata per il mio quartiere, incontro dell'ANPI, convegno sull'economia civile in Palazzo Vecchio, serata per celebrare gli ottanta anni del voto alle donne, ecc. A ciò si aggiungono le incombenze: visite alla mamma, cene con i figli, dentista, tagliando all'auto, la spesa, ecc.

Così il calendario di Google si riempie di quadratini colorati e suona continuamente la trombetta che ho messo come promemoria. 

Questo frullare non è stancante, è divertente e stimolante. Fa piacere (e fa anche bene) vedere varie persone, parlarci e interagire. L'unica cosa che mi turba è che così il tempo passa velocissimo. I granelli della clessidra sembra che cadano più velocemente e il tempo scivola via dalle mie mani...

martedì 8 settembre 2026

Un'altra estate se ne va

 

Domani è annunciata una perturbazione che, secondo i meteorologi, metterà fine all'estate, un'estate torrida, sopra le righe e sopra la media, che ha messo a dura prova tutti. Per me invece è stata un'estate gradevole, attiva e felice. 

La mia seconda estate in Lunigiana (salvo una manciata di brevissime incursioni in città). Leggo il resoconto dell'anno scorso, scritto proprio in questo periodo, e mi rendo conto che potrei scrivere quasi esattamente le stesse cose: notti fresche, natura, verde, aria buona, lavori nel verde e sulla casa. Qualche differenza nei raccolti: fichi tantissimi ma ormai finiti, cotogne ancora verdi e quindi da lasciare, raccolto incredibilmente abbondande di mandorle, zero mele (ahinoi).

Corro con la mente al 27 maggio quando sono arrivata qui e non posso evitare la malinconia. La messa a dimora di nuovi alberi, la trasformazione dell'abetaia, la novità dell'orto, il restauro della casetta del forno. E poi le chiacchiere pomeridiane dai nostri amici della casa di fronte, le gradite visite di nostro figlio, della mia compagna di coro e della nostra cara amica S. che viene tutti gli anni a trovarci e ad incrementare il nostro murales. E poi la routine tranquilla di due pensionati: svegliarsi senza sveglia, colazione con il pane di mio marito e le nostre marmellate casalinghe, le insalatone per pranzo, le cene con vista tramonto. Che si può volere di più? Per quanto mi riguarda, nulla.

Costa un certo sforzo tornare in città. Non certo il magone di quando lavoravo ed erano finite le ferie (rappresentato egregiamente dalla foto sotto del 2023), ma comunque dispiace, anche se ci aspettano il nostro bell'appartamento, le nostre attività, i nostri affetti. A presto Lunigiana mia!


 

mercoledì 2 settembre 2026

Biodiversità

Una mattina scendi a fare colazione e scorgi in un angolo qualcosa che si agita: è un Onychogomphus forcipatus, una libellula che inavvertitamente è entrata in cucina e che tu accompagni gentilmente alla porta. 


 

 


Un altro giorno mentre ti accingi a lavare i piatti scorgi sul rubinetto una Pholidoptera griseoaptera, una sorta di grillo. Lo prelevi delicatamente e lo depositi sull'erba. 

Poi c'è quella volta che sul tagliere ci fa visita un bush cricket, cioè un grillo verde. 

E che dire delle volte che attaccato alla portafinestra scorgi un "insetto-stecco"? Chissà cosa cerca sul vetro!

Senza contare le falene che si rifugiano la notte sulle nostre pareti o la cicala moribonda che stavi per pestare in terrazza. 

Esseri eterei come questa Distoleon tetragrammicus. 

 

 

 

 Le mantidi religiose sono nostre habitué e talvolta cercano invano di rompere il soffitto di cristallo.  

Non tutti i piccoli esseri però sono benvenuti: questa estate le aliene ricanidi asiatiche (insettini un po' ragnetti e un po' farfalle) hanno funestato il nostro orto e i nostri alberi di fico.

Poi ci sono gli amici che non vediamo ma sentiamo: usignoli, cinciallegre, pettirossi, ecc. e purtroppo anche quelli che fanno danni: oltre ai devastanti cinghiali, i rosicchianti caprioli, tassi, ghiri e tutto un popolo che si aggira di notte nel nostro podere.

Alzo la testa verso il cielo azzurro e scorgo una poiana che volteggia sopra la nostra casa. E allora penso che qui in campagna (pur non vivendo in una casa isolata ma sulla provinciale all'inizio del paese) l'essere umano non è così padrone esclusivo dell'habitat come in città ma deve convivere con gli esseri più diversi. E' anche questo che mi fa amare questo posto.