mercoledì 2 settembre 2026

Biodiversità

Una mattina scendi a fare colazione e scorgi in un angolo qualcosa che si agita: è un Onychogomphus forcipatus, una libellula che inavvertitamente è entrata in cucina e che tu accompagni gentilmente alla porta. 


 

 


Un altro giorno mentre ti accingi a lavare i piatti scorgi sul rubinetto una Pholidoptera griseoaptera, una sorta di grillo. Lo prelevi delicatamente e lo depositi sull'erba. 

Poi c'è quella volta che sul tagliere ci fa visita un bush cricket, cioè un grillo verde. 

E che dire delle volte che attaccato alla portafinestra scorgi un "insetto-stecco"? Chissà cosa cerca sul vetro!

Senza contare le falene che si rifugiano la notte sulle nostre pareti o la cicala moribonda che stavi per pestare in terrazza. 

Esseri eterei come questa Distoleon tetragrammicus

 

 

 

 Le mantidi religiose sono nostre habitué e talvolta cercano invano di rompere il soffitto di cristallo.  

Non tutti i piccoli esseri però sono benvenuti: questa estate le aliene ricanidi asiatiche (insettini un po' ragnetti e un po' farfalle) hanno funestato il nostro orto e i nostri alberi di fico.

Poi ci sono gli amici che non vediamo ma sentiamo: usignoli, cinciallegre, pettirossi, ecc. e purtroppo anche quelli che fanno danni: oltre ai devastanti cinghiali, i rosicchianti caprioli, tassi, ghiri e tutto un popolo che si aggira di notte nel nostro podere.

Alzo la testa verso il cielo azzurro e scorgo una poiana che volteggia sopra la nostra casa. E allora penso che qui in campagna (pur non vivendo in una casa isolata ma sulla provinciale all'inizio del paese) l'essere umano non è così padrone esclusivo dell'habitat come in città ma deve convivere con gli esseri più diversi. E' anche questo che mi fa amare questo posto.