giovedì 28 maggio 2015

Grande Traversata Elbana

Ce la mette tutta la natura su questa bella isola a farmi dimenticare il tempo incerto, il malessere e la debolezza che mi porto dietro da giorni, le voglie cementificatorie di chi non rinuncia a farsi la villetta, per poi lasciarla disabitata gran parte dell'anno, o la trascuratezza dei sentieri conditi di bossoli lasciati dai cacciatori.
La Grande Traversata Elbana in quattro tappe, da Cavo a Porto Azzurro, Procchio, Pomonte per finire a Marciana camminando tra un trionfo di fiori e di profumi: eliocriso, ginestra, cisto, corbezzolo, lecci, asparagi selvatici e chi più ne ha più ne metta, con vista sul mare azzurro dove si staglia un'isola sempre diversa, Capraia, Montecristo, Pianosa, Giglio, Corsica.
Grazie natura generosa dell'Elba e grazie ai miei due compagni che mi hanno sostenuto nella fatica e accompagnato in questi quattro giorni.

venerdì 22 maggio 2015

Alla ricerca della voce

Ammorbata da un cattivo virus parainfluenzale, che mi ha portato prima febbre e debolezza e poi mi ha tolto completamente la voce (senza contare altre piccole magagne), mi accingo a tornare nel più grande batolite d'Europa: l'affascinante Isola d'Elba, sperando di trovarla altrettanto fiorita e profumata come otto anni fa. Soprattutto spero che la sua salubre aria ricca di iodio faccia bene alle mie corde vocali.

PS Comunque non poter parlare ha i suoi vantaggi e porta a riflessioni interessanti che purtroppo non ho tempo di trascrivere.

mercoledì 13 maggio 2015

Il camino e la rabbia

Ieri sera assemblea pubblica del comitato mammenoinceneritore, un giovane gruppo di mamme che, preoccupate per l'impatto ambientale di questo impianto su una zona già molto compromessa, cerca di fermarne la realizzazione, che pare essere imminente. Mi consulto con la mia amica R., con la quale spesso ci sfoghiamo a vicenda il nostro "scoglionamento civile": "Che si fa? Sono stanca, ma andiamo. Su, non possiamo rassegnarci all'andazzo generale."
Sala strapiena. Caldo. Zanzare. Si inizia con un servizio di Scala Mercalli dove si vede quanto sono bravi a Treviso a fare la raccolta differenziata porta a porta. Si passa poi ai cosiddetti "esperti": un rappresentante di Rifiuti Zero (intervento di buon senso), un medico che mostra delle brutte e illeggibili slide citando vagamente studi su tumori e malformazioni, un altro medico che invece si limita a illustrarci la sua posizione di contrarietà "a questa follia" e infine un avvocato che al solito la prende larga senza spiegare con chiarezza a che punto siamo con l'inizio dei lavori.
Alle 23 passate tocca ai "politici": passerella di candidati alle imminenti elezioni regionali, tutti, guarda caso, contrari all'inceneritore. La leghista sbandiera la sua recente leucemia. Il rappresentante di Fratelli d'Italia sottolinea come dietro l'operazione ci siano le cooperative rosse. L'esponente di "Popolo Toscano" dichiara che loro sono contrari all'inceneritore ma appoggiano Rossi (che invece è favorevole). L'unica rappresentante del PD (di area civatiana) si prende gli insulti dalla sala dichiarando che "il suo partito è a favore ma lei personalmente è contraria". Ce ne andiamo al momento degli interventi dal pubblico nei quali faccio in tempo a sentire che si continua a parlare di tumori.
Ora, io sono contraria alla realizzazione dell'inceneritore, non tanto per il timore delle emissioni (credo che con le nuove tecnologie queste siano paragonabili alla fila di auto che tutte le mattine è ferma in coda sull'autostrada accanto al mio ufficio, senza contare gli aerei che atterreranno nella pista che vogliono realizzare sempre lì!), quanto perché la ritengo una non-soluzione del problema rifiuti che serve solo a qualcuno per fare soldi. I rifiuti prodotti in Toscana non arrivano, a detta di tutti, alla quantità per la quale l'impianto viene realizzato. Una volta costruito questo avrà bisogno di essere alimentato (e soprattutto gli investitori pubblici/privati ci vorranno riprendere i soldi). Quindi ci scorderemo ogni impegno a ridurre i rifiuti (primo obiettivo che come società dovremmo avere) e ogni incentivo verso la raccolta differenziata. 
Detto questo, ad essere sincera, dopo una serata come questa dove si tocca con mano lo scarso livello generale di serietà e di razionalità, la superficialità e l'emotività con la quale si affronta questo tema (come tanti altri), sinceramente verrebbe quasi voglia di essere a favore di questo camino che sorgerà davanti alla finestra del mio ufficio.

mercoledì 6 maggio 2015

Sogno inquietante del mattino

E' un giorno di festa o comunque una di quelle occasioni in cui ci si ritrova in famiglia. Siamo all'aperto, in un parco o un giardino. Ci sono mio marito, i miei figli, i miei nipoti, mia sorella con un nuovo compagno, un ragazzo più giovane di lei. Vedo che c'è anche mio suocero (che è morto l'Ottobre scorso). Vengo così a sapere che ai morti è data la possibilità, in occasioni particolari e per breve tempo, di tornare tra i vivi. Mio suocero appare molto sciupato, quasi scheletrico, cammina zoppicando e appoggiandosi ad un bastone, però sembra lieto di partecipare ad una giornata in famiglia.
Ad un certo punto viene il momento di tornare a casa e mio marito si mette alla guida di un mezzo (un pulmino o qualcosa del genere) per riaccompagnare tutti. Per primo mio suocero. Siamo in un bel cimitero con alberi e tanta gente. Mio suocero scende, saluta e si avvia zoppicando verso il suo loculo che è aperto (nella realtà invece è stato cremato). Prima di uscire dal cimitero mio marito si ferma di nuovo e mi dice: "Adesso tocca a te scendere."
Così improvvisamente capisco che anche io sono morta ed anche a me è stata concessa una di quelle "vacanze dall'aldilà". Tutti sembrano accettare la cosa tranquillamente ma io invece sono atterrita. Scendo e mi chiedo come fare per trovare la mia tomba. Ma improvvisamente mi dico che io non voglio trovarla perché non voglio vedere sulla lapide scritta la data della mia morte!
In preda all'angoscia decido di uscire dal cimitero a costo di vagare per il bosco che lo circonda come una vera e propria anima in pena. "Tanto sono già morta! Cosa mi potrà succedere?"
Mi sveglio agitata.

giovedì 30 aprile 2015

Argine restituito




Dopo ben sette anni, l'argine del torrente che percorrevo in bicicletta per recarmi in palestra mi è stato restituito. Devo dire che mi sembra sia venuto un buon lavoro. Ora è percorribile a piedi e in bicicletta su entrambi i lati ed è collegato con il parco delle Cascine creando così un percorso sicuro e piacevole per le bici. 
Ho sentito che qualche abitante della zona non è contento: vorrebbe panchine, cestini e soprattutto lampioni la sera. Certo, tutto è migliorabile, però penso che ci si possa accontentare, salvo sottolineare il fatto che, nonostante questi lavori siano forniti da RFI per "compensare" la TAV, rimango contraria alla TAV e soprattutto a quella cattedrale sotterranea che dovrebbe essere la stazione Foster.


domenica 26 aprile 2015

25 Aprile sempre

Luigi* ha novant'anni. Fisico asciutto, carnagione scura, il suo bell'apparecchio acustico che ogni tanto emana un fischio ed un'energia invidiabile. Lo vado a trovare alla sua sezione ANPI e lo trovo al telefono con un altro partigiano con cui concorda un intervento per stasera ad una casa del popolo: "Vacci tu che sei più bravo a raccontare episodi di resistenza." Riattacca ostentando l'aria un po' scocciata: "Mi tocca andare a me anche stasera, stamani sono stato in una scuola elementare e domani [25 aprile n.d.A.] devo essere in tre posti." 
Vivono giorni frenetici da protagonisti questi ragazzi degli anni Venti in questo settantesimo anniversario della liberazione dal nazifascismo. Sono rimasti in pochi e soprattutto sono pochi quelli in grado di muoversi e di raccontare. Luigi è uno di questi. Una miniera di ricordi. Figlio di comunista della prima ora, era già sui monti all'indomani dell'8 settembre 1943. Fu uno dei primi ad entrare in Firenze nell'agosto del 1944 e poi, non contento, partì anche come volontario per il Nord combattendo con la divisione Friuli.

Per questo 25 aprile si dovrebbe avere il dono dell'ubiquità: ogni sezione ANPI, ogni casa del popolo, ogni paese ha preparato qualcosa. Ed anch'io, che non sono una testimone ma che sento il dovere della memoria, mi divido in tre posti come Luigi.
Al mattino atto di presenza alle celebrazioni ufficiali del Comune:


di corsa poi alla Manifattura Tabacchi dove accogliamo un gruppo in bicicletta che fa una "pedalata partigiana".


Nel pomeriggio, ricambio la visita alla Zona Altamente Partigiana (presso il popolare quartiere delle Piagge da cui erano partiti i ciclisti)


ma poi mi precipito a vedere il bel film di Samuele Rossi: La memoria degli ultimi.



Doverosa giornata piena quindi, anche se... provo una certa avversità per questo "dovere della celebrazione" che oggi, 26 aprile, è già messo dietro le spalle e i partigiani già dimenticati. Non oso pensare cosa succederà quando i ragazzi e le ragazze degli anni Venti non ci saranno più.


* nome di fantasia

giovedì 23 aprile 2015

Giorni frenetici


Ora e sempre Resistenza!