martedì 11 agosto 2026

Gioie e dolori dell'orto

Seconda estate che ci possiamo permettere di vivere interamente nella nostra casa in campagna. E allora abbiamo provato l'esperimento di tenere un piccolo orto.

Preparazione: a marzo abbiamo seminato favino su un paio di pianelli del nostro podere e a Pasqua ne abbiamo fatto il "sovescio", antica tecnica che serve per arricchire di azoto il terreno. Nei primi giorni di giugno abbiamo realizzato un piccolo recinto con le canne di bambù della vicina e una rete leggera, giusto per evitare che il transito dei cinghiali distruggesse tutto. 

Subito dopo abbiamo messo a dimora otto piante di zucchine (varietà ad alberello di Sarzana), quattro di cetriolo, due di peperone e due di melanzane.

Già dopo una quindicina di giorni sono spuntate le prime zucchine ed è stata davvero una bella emozione.

Delle quattro piante di cetriolo ne sono attecchite solo tre, ma è stata una fortuna perché sono molto frondose, si arrampicano da tutte le parti e sono molto produttive.

Tra la fine di giugno e la prima metà di luglio, abbiamo avuto copiosi raccolti di entrambi. 

Per le prime ci siamo sbizzarriti: crude in insalata, tzatziki, risotto, frittata, impanate in friggitrice ad aria, marinate in aceto, grigliate in forno, a scapece, ripiene di carne scarpaccia viareggina (torta salata), zucchini bread (torta dolce alle zucchine), ripiene di tonno, sulla focaccia, torta salata ricotta e zucchine,  barchette con zucchine e feta.

La varietà ad alberello di Sarzana produce zucchine corte a forma di clava e colore chiaro, dal sapore delicato.

Per i cetrioli purtroppo ci sono meno possibilità. Tanti tzatziki, tante insalate, ripieni di ricotta, tonno, capperi e olive e anche una dissetante acqua aromatizzata con cetrioli e limone.

Per i peperoni e le melanzane invece abbiamo pochi frutti e molto molto lenti nella crescita. Dopo più dei sessanta giorni previsti, abbiamo avuto il piacere di assaggiare solo un paio di melanzane e anche piccole.

Passano i giorni e cominciano i dolori. 

Oidio sulle zucchine (polverina bianca sulle foglie che le porta al deperimento) e giù a spruzzare bicarbonato di potassio. Inoltre tagliamo costantemente le foglie malate e leghiamo gli alberelli alle canne perché ci sia aria e luce attorno alle piante (oltre ad una spessa piacciamatura di fieno per protezione del terreno e delle radici.

Ricanide asiatico e ricania speculum (una sorta di ragnetti/farfalline) sulle foglie dei cetrioli. 

Poi compaiono macchie marroni sulle foglie delle melanzane e dei peperoni e giù verderame. 

Inoltre, con il caldo torrido di questa estate, nonostante le costanti innaffiature due volte al giorno, le zucchine hanno smesso di produrre fiori. Abbiamo scoperto che ci sono fiori maschili e fiori femminili e sono ovviamente necessari entrambi. Nel primo mese ne facevano tanti e c'era un via vai di insetti impollinatori al mattino. Era un piacere vederli passare tra un fiore e l'altro.

Poi sono drasticamente diminuiti. Abbiamo quindi provveduto ad impollinare noi a mano, passando il polline con un pennellino dai fiori maschili a quelli femminili.

In questi giorni, invece, ahinoi, i fiori sono talmente pochi che non è proprio possibile nemmeno fare l'impollinazione manuale. E' già tanto se, su otto piante, ce ne sono tre o quattro e magari dello stesso sesso.

Abbiamo quindi dato del concime e speriamo che questo dia loro una nuova vigoria. 

Intanto i piccoli peperoni di una delle due piante sono marciti senza crescere nè maturare.

Insomma, mai visto un orto così coccolato, belle emozioni ma anche cocenti delusioni. 

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