venerdì 9 giugno 2017

Danza della pioggia

Che tristezza il torrente Mugnone in questi giorni! Tornando a casa a piedi non ho potuto a fare a meno di documentarne le condizioni. Non riesce nemmeno a sfociare in Arno arenandosi ben prima.
Questa siccità già all'inizio dell'estate mi crea ansia. Sono preoccupata per i miei alberelli in Lunigiana, ma soprattutto per le falde e per l'agricoltura.
Oggi una gallinella d'acqua con i suoi tenerissimi pulcini zampettava sopra queste acque verdastre e asfittiche.

Mi consolerò ammirando gli splendidi girasoli che colorano la piana fiorentina.

Chissà però quanta acqua c'è voluta per farli così belli! :-(

lunedì 22 maggio 2017

Cammino di San Benedetto - prima parte: da Norcia a Rocca Sinibalda

L'anziana che abita all'inizio di Monteleone di Spoleto esce per venirci incontro sul sentiero: "Così almeno vedo qualcuno. Sono sempre sola in questa casa!" E ci racconta di quella terribile mattina del 30 ottobre 2016, quando "ballava tutto in modo impressionante! I vicini che gridavano! La casa per fortuna non ha avuto danni, ma è stata una cosa da non credere."
Giusy, che gestisce l'ostello Capisterium a Norcia, ci fa fare il giro e ci mostra le mura della bella cittadina sgretolate in alcuni punti. "Ai miei bambini, per consolarli dal trauma subito, dico che almeno ora Norcia ha guadagnato un nuovo fiume", il Torbidone, riemerso a causa del terremoto
Il sindaco di Leonessa ci accoglie in un ufficio provvisorio perché il Comune è inagibile e, mentre ci mette il timbro sulla credenziale del pellegrino, ci spiega che nel suo paese, più che per i danni agli edifici (per fortuna non gravi), temono il non ritorno dei trentamila turisti che erano qui il 24 agosto 2016.
Valeriana, 93 anni, ci ripete che lei è la più vecchia di Monteleone, mentre la sua amica ottantenne Fernanda ci racconta più volte dei suoi tre figli di cui uno quarantenne che "non ne vuol sape' di sposarsi".
Pierina invece ci accoglie con un tè e una delle suo squisite crostate all'agriturismo il Colle del Capitano, dove a cena ci deliziano con salumi e carni dei loro animali e squisite focacce fatte sul momento dalla padrona di casa.
E ritroviamo anche il sempre affascinante Fra' Renzo del Convento di San Giacomo a Poggio Bustone e l'incontenibile Rita che, con la sua consueta passione, ci spiega la Rieti sotterranea.

Sei delle sedici tappe del Cammino di San Benedetto, da Norcia a Rocca Sinibalda, 100 km a piedi tra l'Umbria e il Lazio.
E cammin facendo, abbiamo lasciato un piccolo semino di speranza nel futuro consumando qualcosa (anche solo un caffè) presso questi esercizi:

Ostello Capisterium, Norcia
Hotel delle Rose, Cascia
Trattoria L'Appennino, Cascia
Gran Caffé Royale, Cascia
Norcineria Vatsyk Ganna, Cascia
Bar La Pergola, Roccaporena
Alimentari Rosati Giulia, Monteleone di Spoleto
Agriturismo Il Colle del Capitano, Monteleone di Spoleto
Bar Pizzeria 45 Giri, Leonessa
Pub Der Lowe, Leonessa
Leo Hotel, Leonessa
Alimentari Agabiti, Leonessa
Bar Il Cappuccino, Leonessa
Convento di San Giacomo, Poggio Bustone
Bar Francescano, Poggio Bustone
La Locanda Francescana, Poggio Bustone
Alimentari Petrangeli, Cantalice
Taverna dei Fabri, Rieti
B&B La Terrazza fioRita, Rieti
Gran Caffè La Lira, Rieti
Agriturismo L'Isoletta, Rocca Sinibalda
Bar La Nuvola, Rocca Sinibalda
Ristorante Pizzeria Antica Posta, Rocca Sinibalda
Bar Un Attimo, Rieti

Qui alcune immagini del viaggio

domenica 7 maggio 2017

Al CAF per l'ISEE


Elena lavora al CAF e tutti i giorni inserisce dati per le dichiarazioni dei redditi, ISEE, IMU, RED, INPS, eccetera. Mentre risponde al telefono, recupera i fogli usciti dalla stampante e li passa alla collega dall'altra parte. Poi passa velocissima a fare un conto sulla calcolatrice, mentre un'altra collega le annuncia qualcuno in sala di aspetto che aspetta "quel documento". Allora mi mette un foglio davanti e mi indica dove firmare, mentre spilla i fogli usciti dalla stampante, li controlla velocemente e li passa alla collega che li consegnerà al cliente in sala di aspetto. Mentre controlla che ci siano tutte le mie firme, risponde alla collega che le grida un dubbio dall'altra stanza. Poi ricomincia a immettere i dati per il mio ISEE e si innervosisce un po' (ma solo un pochino) perché il sito dell'INPS è oggi è molto lento. Nel frattempo risponde alla collega che passa prendendo le ordinazioni per pranzo: "Per me risotto con le zucchine, grazie!" Poi suona di nuovo il telefono e capisco che dall'altra parte c'è una persona anziana dal fatto che Elena riformula la risposta in parole più semplici e sillabando. 
Mentre siedo davanti a lei e la vedo lavorare così penso che avrà una casa da badare, magari dei figli piccoli da andare a prendere a scuola e altre mille cose che una giovane donna ha sulle spalle. E mi sento stanca per lei.
Elena è brava, competente, veloce e anche molto paziente. Sorride sempre e si scusa con me per le numerose interruzioni che ha avuto nel fare la mia pratica. Io invece mi complimento per la sua capacità multitasking e penso che lavoratrici così le dovrebbero pagare assai bene. Temo che invece il suo stipendio non sia molto alto. Sicuramente non più alto di quello delle mie colleghe che fanno una cosa per volta e si lamentano subito se incontrano una qualche complicazione o una novità da imparare.

venerdì 5 maggio 2017

Macerato di ortica

Ho visto un documentario su RAI5 della serie "L'insospettabile talento delle piante" dedicato all'ortica e alle sue straordinarie proprietà. Così ho deciso di utilizzare le ortiche del mio campo (proprio quelle che tutti gli anni cercavo inutilmente di eliminare). 
Pare che sia un ottimo fertilizzante e antiparassitario naturale. 
Il problema è che non so quando tornerò in campagna. Spero che non sia troppo "macerato" 😖

domenica 16 aprile 2017

Il giorno di Pasqua sul Monte La Nuda

Una delle mete per noi consuete quando non abbiamo voglia di svegliarsi molto presto. Appena un'ora d'auto, 600 metri di dislivello in un'ora e mezzo. Si cammina dapprima dentro un bel bosco (oggi particolarmente solitario) poi si esce nella conca glaciale del Monte la Nuda costellata di nevai e disseminata di Crocus. Si passa il Bivacco Rosario e poi si sale ripidamente. 
Oggi per evitare di scivolare sui nevai siamo costretti ad arrampicarci tenendoci con le mani alle piantine di mirtilli (mi dispiace!).
Che fatica! Ma in cima la vista spazia a 360°. 

Dalle Apuane alla valle di Fivizzano, alla pianura padana con la pietra di Bismantova e, in lontananza, le Prealpi per finire alla conca di Cerreto Laghi purtroppo deturpata dalle strutture per il turismo invernale.



lunedì 10 aprile 2017

Sulla mia pelle il vaffanculo che non riesco a dire

Ricordo un inverno di molti anni fa quando, attraversando  un periodo di particolari ansie procurate da tensione sul lavoro, scoprii sulla mia pelle macchioline rosse che squamavano. Mi dissero che si trattava di dermatite atopica, una specie di sorella minore della psoriasi.
Da allora evito saponi e bagnoschiuma e mi ungo con creme non profumate ogni volta che faccio la doccia. Nell'estate di quell'anno presi il sole al mare e la dermatite mi lasciò in pace per diverso tempo.
Poi però da alcuni anni è ricomparsa in punti sempre diversi: sotto gli avambracci, sul fianco, sulla nuca. Durante l'ultimo inverno mi ha tormentato costantemente con il suo insopportabile prurito e recentemente sta dando il meglio di sé intorno alle orecchie e sotto il mento.
So che con una crema al cortisone sparirebbe in brevissimo tempo ma so anche che, per l'effetto rebound, me la vedrei tornare implacabile e magari potenziata. Quindi evito di intossicarmi. Tanto pare che sia una malattia cronica dovuta ad un mix di genetica (mia madre ne ha sofferto per anni), di ambiente e di reattività autoimmune da stress.
Purtroppo ora è particolarmente evidente e mi fa sentire a disagio. 


Va beh, diciamo che mi faccio abbastanza schifo. Ma siccome pare che non sia una malattia pericolosa, né contagiosa, mi sono detta che alla fin fine forse è inutile farsene un cruccio. E così la pubblico a memoria di questo periodo di particolare tensione che spero non si ripeta.
In fin dei conti, mi sono detta, probabilmente la mia pelle esprime il disagio che io, per educazione, non riesco a tirar fuori di me. E quindi è bene che si veda!

domenica 2 aprile 2017

Banchini, banchini, banchini

"Sono un po' stanchina" potrei parafrasare la celebre battuta di Forrest Gump alla fine di questo fine settimana dedicato a banchini per buone cause.
Sabato mattina vendita delle uova per l'Associazione Italiana Leucemie. Non abbiamo venduto molto. Purtroppo la gente ha sempre meno soldi e le associazioni di questo tipo si fanno una concorrenza assurda facendo banchini nello stesso centro commerciale nelle stesse date. 

Domenica invece tutto il giorno a vendere prodotti di Libera presso un mercatino equo e solidale dove abbiamo realizzato un discreto incasso per gli standard della nostra bottega. Certo, l'operazione non sarebbe sostenibile dal punto di vista economico se si dovessero pagare due persone per stare al banchino dalle 9 e mezza alle cinque del pomeriggio. Tuttavia l'ho fatto volentieri ed è stato anche piacevole.
Anche se stasera sono un po' stanchina.