lunedì 23 luglio 2007

Perchè fare un viaggio a piedi?

Tempo di vacanze. Che ci si aspetta dalle ferie? Relax? Divertimento? Emozioni? Arricchimento culturale? Evasione dallo stress e dalle insoddisfazioni del resto dell'anno? O un po' tutto questo?
Per me che sono un'iperattiva e che non riesco a stare ferma è categoricamente esclusa la vacanza balneare. Da quando poi mi pongo il problema di ridurre la mia impronta ecologica, ho qualche resistenza a fare viaggi che comportino trasferimenti in aereo o in macchina. Inoltre non mi piace il ruolo del turista classico che visita paesi molto diversi dal suo, scatta un centinaio di foto da far vedere ad amici e parenti e torna a casa sua con il suo tenore di vita assai più alto di quello delle popolazioni che ha incontrato.
Da un paio di anni a questa parte per me la vacanza significa un viaggio a piedi. Non mi piace definirlo "trekking" perchè non riguarda solo sentieri e dislivelli e perchè non nasce dal bisogno di fare una prestazione atletica, stile CAI per intendersi.
Che cosa porta sempre più persone a scegliere di fare un viaggio a piedi?
Un viaggio a piedi in gruppo significa condividere con 10/15 persone sconosciute un percorso. Non so nulla di loro, non so che lavoro fanno, non so la loro storia, non conosco le loro idee politiche. Spesso provengono dalle più diverse parti d'Italia. Camminando c'è chi chiacchiera molto e c'è chi, come me, sta spesso in silenzio. La sera a cena mi diverto a farmi un'idea piano piano di chi sono mettendo insieme elementi del puzzle da quello che dicono, dalle battute che fanno, dai piccoli gesti. C'è la bancaria, c'è il fisico, c'è l'insegnante, c'è la psicologa. Ma questo lo scopro dopo, per caso, o forse solo alla fine quando ci scambiamo gli indirizzi email.
Un viaggio a piedi significa non avere fretta, non "divorare" chilometro dopo chilometro ma "possedere" quel pezzo di mondo, scoprirlo lentamente, assaporarlo. La guida ci mostra una cima o un paese in lontanza e ci dice che oggi arriveremo là. Ecco arrivarci a piedi è un po' come conquistarsi la meta. Una senzazione simile a quella che provavo quando arrivavo nei porti durante le mie vacanze in barca a vela della mia gioventù.
Un viaggio a piedi significa stanchezza, quella stanchezza tipica del secondo o terzo giorno che ti fa preoccupare di arrivare in fondo alla settimana. Poi improvvisamente a metà viaggio ti svegli una mattina e ti accorgi che le gambe non ti fanno più male e anche la schiena e il collo stanno bene e ti sembra ti poter continuare a camminare in eterno.
Un viaggio a piedi significa ricordarsi per quanti secoli gli uomini hanno coperto le distanze così, un passo dietro l'altro.

Camminare come terapia

6 commenti:

  1. Mi piacerebbe viaggiare a piedi, ma mio marito mai mi seguirebbe in una simile avventura e,credo, neanche gli amici più fidati.
    Comunque, pur usufruendo di treni, autobus, navi ed aerei, credo di essere come te una viaggiatrice, curiosa dei posti e delle persone. Mi piace conoscere a fondo il posto che vado a scoprire e di assorbirlo a pieno.Grazie al cielo il mordi e fuggi non fa per me! Ho avuto a che fare con persone come quelle che tu descrivi, quelle che vanno nei posti tanto per dire "ci sono stato"....le ho mollate per strada :))

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  2. donnanonmoderna24 luglio 2007 19:21

    Che bello: un passo dietro l'altro!
    Questo è il significato della vita. quella vera che si conquista dopo giorno...
    Tutti dovremmo provare un viaggio così...
    ciao carissima...
    Carmela

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  3. Fabioletterario24 luglio 2007 21:33

    Cara Artemisia, non sono pigro: è solo che Kataweb sta rinnovando la piattaforma e ha bloccato tutto sino a domani! :-)

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  4. Fabioletterario25 luglio 2007 08:54

    Cara Artemisia, non mi sono mica risentito della tua presa in giro! Era evidente che era in risposta alla mia, e ne sono ben lieto! :-)

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  5. il mio primo trekking è stato la via degli dei: Bologna Firenze.
    Poi è diventato un vizio.
    Allora pensavo che quel percorso lo avevano fatto, nei secoli in tanti... e a piedi. E in sandali.

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  6. Condivido pienamente quello che hai scritto. Trovo straordinaria l'esperienza di percorrere lunghe distanze a piedi: le settimane da rifugio a rifugio sono le mie preferite... veramente rigeneranti...
    Ciao illa:-)

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