martedì 13 novembre 2007

Soldi ben spesi/3

Conoscendo lo stato della libertà e dell'indipendenza dell'informazione in Italia, non meraviglia che il nostro paese sia solo al 35° posto della classifica di Reporter sens frontière preceduto anche dal Costa Rica e dal Ghana.
Il problema è che l'informazione è in mano a chi detiene il potere economico, da un lato i proprietari dei grandi giornali (banche comprese, vedi ultima puntata di Report) e il proprietario di tre reti televisive nazionali su sette e dall'altro (non dimentichiamolo!) i grandi inserzionisti pubblicitari, cioè le multinazionali. Infine la Rai che non si riesce a liberare dai partiti politici. Come può un giornalista, magari precario, sentirsi libero di avanzare critiche al potere?
Sì, poi c'è la rete. La rete, per il momento, è un gran bello spazio di libertà ma purtroppo nel nostro paese è accessibile solo ad una minoranza di persone ed inoltre bisogna prendere con le molle ciò che è pubblicato in rete perchè, proprio grazie alla sua libertà, vi si trovano informazioni sbagliate e fuorvianti.
Ecco allora l'importanza di sostenere, anche economicamente, ogni più piccolo spazio di controinformazione. Ogni voce che possa levarsi fuori dal coro.
Personalmente ho deciso di sostenere:
- Controradio (tessera annuale di sostegno 50 euro), una radio locale che trasmette in Toscana e che è inserita nel circuito di Popolare Network. In realtà non ho tempo di ascoltarla e sinceramente non mi piace la musica che trasmette, ma i GR di Popolare Network e il Microfono aperto serale sono un per me un punto di riferimento importante.
- Altreconomia (abbonamento annuale di base 27 euro, sostenitore 35 euro), di cui ho più volte parlato, rivista edita da una serie di associazioni noprofit, che rappresenta una piccola voce per un'economia diversa da quella liberista.
- Altroconsumo (abbonamento annuale 74 Euro), la rivista storica dell'omonima associazione di consumatori e che offre le note indagini comparative su prodotti, servizi, ecc. ed inoltre, ai propri soci, consulenza in molti campi.

- Arcoiris TV, un grande archivio di video e audio, di interviste, convegni, documentari, grazie al quale riesco a partecipare, anche se in differita, a iniziative della società civile. Arcoiris TV è completamente gratuita ma trovo che sia importante contribuirvi.

4 commenti:

  1. E ci dovremmo meravigliare?... Non credo...

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  2. Tot. 186 euro, si potrebbe sostituire al canone RAI!!! Purtroppo non tutti se lo possono permettere, ma il sasso nello stagno parla chiaro. Personalemnte, che ho la fortuna di lavorare nel mondo della comunicazione, posso accedere sia per formazione ed opportunità, che per scelta personale, ad altre fonti di informazione. Ma è quasi un lavoro, porta via tempo. Mi rendo conto che per molta gente che arriva stanca a casa, tutto vorrebbe fuorchè mettersi a navigare in Internet. Ma il problema dell'informazione è serio. Io "frequento" articolo21, un buon panorama. Quanto ai precari, no, non possono fare esattamente ciò che vogliono, anche perchè il caporedattore gli dice: vai la e seguimi l'evento, fammi tre cartelle, oppure un servizio TV di 2 minuti e dentro ci devi mettere il cappello, l'intervista, la vox populi, il commento e fammelo avere sul tavolo fra 45 minuti! Se lavori per Il Giornale, puoi parlare male del governo e bene dell'editore, per il sole24ore non puoi trattare male confindustria, se lavori per liberazione puoi criticare il governo ma da sinistra. Un buon giornale libero è Il Manifesto.
    Scusa la lungaggine! Duccio

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  3. Sai che cosa mi piace tanto di te? La concretezza. Meno proclami e qualche mossa concreta
    sei forte
    ciao marina

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  4. donnanonmoderna16 novembre 2007 10:59

    La situazione non è rosea infatti, i nostri giornalisti fra l'altro sono tutti raccomandati figli di papà o parenti di qualcuno e spesso sbagliano o dicono scemenze volute dagli altri...hai ragione in pieno...ti seguo...Carmela.

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