giovedì 27 marzo 2008

Ottopermille consapevole

In questo periodo di 730 e di CUD, credo che sia importante spiegare, per chi non lo sapesse già, come funziona il meccanismo di ripartizione dei fondi dell'otto per mille in modo che ognuno faccia una scelta consapevole.
I Patti Lateranensi del 1929 prevedevano il finanziameto alla Chiesa Cattolica tramite la congrua, cioè lo stipendio pagato dallo Stato Italiano al clero. Con la legge 222 del 1985 si è introdotto il meccanismo dell'otto per mille che, almeno apparentemente, sembrerebbe più democratico perchè i finanziamenti alle varie confessioni religiose accreditate arriverebbero in proporzione alle adesioni ricevute dai contribuenti.
I sette possibili destinatari sono: Stato, Chiesa cattolica, Unione Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, Assemblee di Dio in Italia, Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, Chiesa Evangelica Luterana in Italia, Unione Comunità Ebraiche Italiane.
Si potrebbe pensare che le quote non espresse vengano reincamerate dallo Stato (come avviene in altri paesi) ed invece vengono redistribuite secondo le stesse proporzioni di quelle espresse. Nel 2003, per esempio, solo il 39,52% di contribuenti ha scelto una delle opzioni (dati Ministero delle Finanze). Quindi se in quell'anno la Chiesa Cattolica aveva ottenuto il 35,24% di preferenze, con il meccanismo redistributivo ha avuto l'86,19% del fondo. Tanto per avere un'idea dell'entità del finanziamento, si sta parlando di circa un miliardo di euro all'anno (più del triplo di quello che era previsto con i Patti del 1929).
In conclusione, qui come in altri casi (le elezioni si avvicinano!), non scegliere equivale ad avallare le scelte degli altri.

Per approfondire consiglio:
Otto per Mille: Anche se non firmi, finanzi la Chiesa cattolica (e altri)

Chiesa, c'è un 8 per mille segreto Ecco dove finisce un miliardo di euro di Curzio Maltese

I conti della Chiesa Cattolica, ecco quanto ci costa di Curzio Maltese

Telmo Pievani: i privilegi e le ingerenze del Vaticano (Arcoiris, durata 24 minunti)

Telmo Pievani e Carla Castellacci "Sante Ragioni, Dal nascere al morire - La mano della Chiesa sulla nostra vita" ed. Chiarelettere

19 commenti:

  1. Bel tema, difficile risposta. Non ho le idee chiare in proposito, purtroppo sono delle cose che non riesco a capire.

    Rino, dubbioso

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  2. Se non si potesse pagare sarebbe ancora meglio.

    (GRR! Che complicazione questi verbi!)

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  3. Cara Artemisia,
    quello stabilito dai patti lateranensi si chiamava 'congrua' perchè rappresentava il congruo risarcimento per gli espropri effettuati con l'unità d'Italia. Difatti veniva pagato solo a quei parrocci (o altri enti ecclesiastici) che avevano avuto delle espropriazione, e non a tutti i preti.
    Con la revisione del concordato si è deciso di stabilire che una parte dei redditi da imposte (l'8 per mille) venisse stanziato per interventi di tipo sociale, e venne anche deciso che fossero i cittadini a poter scegliere a chi andasse la propria parte.
    Come nelle elezioni, chi non sceglie decide di lasciare agli altri cosa fare. Difatti non è che il numero dei parlamentari dipende dal numero di persone che hanno votato.
    Inoltre essendoci lo Stato tra le possibilità di scelta non sarebbe corretto che si incamerasse tutto, sarebbe come se alle elezioni un partito si incamerasse tutti i voti di chi non è andato a votare.
    Un'altra cosa. Per legge i bilanci dell'otto per mille devono essere pubblici. E difatti ogni anno quelli della CEI, che NON è il Vaticano, vengono pubblicati da vari giornali, tra i quali anche la Repubblica, che si fa anche pagare. (si vede che Curzio Maltese non legge neanche il giornale su cui scrive).
    Pace e benedizione
    Julo d.

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  4. Julo, sono d'accordo con te: chi non firma lascia decidere gli altri. Basta pero' che questo sia noto a tutti come (SPERO!) lo e' per chi non va a votare. Temo pero' che invece molti non lo sappiano. Il 60% che non firma da nessuna parte lo fa veramente consapevole di lasciare la scelta a chi firma?

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  5. Che bel tema quest'oggi... julo mi ha anticipato la risposta (che era esattamente quello che volevo dire).. ma vorrei spostare la vs attenzione sull'altro fondo (quello del 5 per mille) che potremmo considerare benissimo fittizio e depistante in quanto lo Stato (vedi per quello anche il mio odierno post se ti va), concede (in base alle percentuali espresse dalle persone) NON l'intero patrimonio a disposizione MA fino ad un massimo definito a priori (mi pare 400 mil.) che suddiviso per le migliaia di associazioni equivale a fare appunto beneficienza

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  6. Ho sempre valutato anno per anno e cosi' faro'.... di certo che e' l'ennesimo modo per fare cassa!
    Un caro saluto.
    Ps: interessante post anche il precedente... per una che vive tra i monti le possibilita' o per meglio dire le offerte non sono moltissime ma cerchiamo di afferrarne il piu' possibile.
    Ciao ciao
    Dona

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  7. Spero che il centrosinistra - spero-incrociamo le dita- tocchiamo legno - diciamo un mantra- quando andrà al Governo, abbia il coraggio di rivedere questi Patti o,quantomeno, non rendere tutto così automatico.

    Cristiana

    grazie per le gradite visite

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  8. Ciao Artemisia hai fatto un bel lavoro. Prima lo davo sempre alla Chiesa valdese, poi ho cominciato a finanziare ogni anno un progetto diverso.Penso che quest'anno lo darò a Lunaria.org.
    So come lavorano e quindi so che saranno ben dati.
    ciao e grazie per la tua attenzione.
    Ogni tanto ci sono degli smottamenti, ma passano ;-)
    ti abbraccio marina

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  9. Pandoro, posso azzardare una piccola correzione?

    I verbi vanno bene, ma l'ordine delle parole è sbagliato, ne esce fuori un significato diverso dall'idea che sicuramente volevi esprimere.
    Se si potesse NON PAGARE sarebbe meglio.

    mi perdoni?
    con affetto marina

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  10. Cara Artemisia,
    io spero sempre che ogni personaquando fa una scelta (anche quando decide di non scegliere) lo faccia in maniera consapevole.
    Ma come dice mia moglie io sono un illuso.
    ;-)
    Pace e benedizione
    Julo d.

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  11. Bel lavoro Artemisia... Io lo do in genere alla Chiesa Valdese perchè qui fa un bel lavoro... ma dipende anche dai progetti. Giulia

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  12. io scelgo sempre a chi dare i soldi per la...beneficenza!
    e anche mia mamma sceglie
    però preferirei che non fosse lo stato ad impormi questo obbligo
    perchè io già do' dei soldi in beneficienza a chi ha bisogno e a chi conosco!

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  13. Il fatto è che noi che leggiamo qui lo sappiamo bene tutti. Come sempre il Vaticano, che scopro essere una cosa diversa dalla CEI,lucra e specula sull'ignoranza delle persone. Io devolvo all'Istituto Mario Negri.

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  14. Avviso ai lettori: l'otto per mille si può dare SOLO ED ESCLUSIVAMENTE ai sette destinatari che ho citato (Stato + 6 istituzioni religiore).
    Non c'entra niente con il 5 x mille (che si può devolvere a diverse associazioni tra cui probabilmente le citate Lunaria e Istituto Mario Negri). Sono altri fondi e NON SONO IN ALCUN MODO ALTERNATIVI TRA LORO. Quindi se si firma per il 5xmille ma non per l'8 x mille si rientra tra coloro che non hanno espresso la loro scelta.

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  15. Sì Arte, lo sapevo. La mia era solamente un'informazione aggiunta. Scusa se ho creato confusione.

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  16. Su Konrad, il mensile che dirigo (disponibile anche on line al www.konradnews.it) ci siamo occupati più di una volta dell'otto per mille.
    Cito da un recente articolo di Walter Chiereghin: "In realtà nessuno destina per davvero il proprio otto per mille: il meccanismo assomiglia di più a un sondaggio, completato il quale si “contano” le scelte e si calcolano le percentuali ottenute dai sette destinatari. In base a queste percentuali, vengono poi ripartiti i fondi. Esempio: il 3% dei contribuenti firma per la Chiesa XXX ed essa percepisce il 3% dei fondi. Fin qui il meccanismo sarebbe equo e logico, ma a questo punto scatta la “mostruosità giuridica”. Infatti, la mancata scelta di una delle sette opzioni non viene presa in considerazione. E così l’intero gettito dell’otto per mille viene ripartito in base alle sole scelte espresse (la maggioranza – il 60 % dei contribuenti – non firma per nessuno). E allora il 36% di firme effettivamente rivolte in favore della Chiesa cattolica si trasforma magicamente: quel 36% è il 90% delle firme totali? Bene, diventa anche il 90% dei soldi da incassare. Voilà!
    Ma l’opinione pubblica (così occhiuta nei confronti della “casta” politica) si disinteressa del denaro che lo Stato versa alla Chiesa. Forse per la considerazione che tali importi servono a finanziare opere di rilevante interesse sociale, aiuti alle famiglie disagiate, opere di carità, sostegno al volontariato. Ma si tratta solo di una mezza verità: come si evince dai dati (in questo caso forniti dalla CEI), il solo venti per cento della raccolta totale dell’otto per mille (per l’anno corrente, 205.000.000 euro sui 991.278.769,09 totali) è destinato a opere definite “interventi caritativi”. Mentre tutto il resto (я 789.278.796,09) serve per il mantenimento delle strutture ecclesiastiche, per il sostentamento del clero e per altri scopi istituzionali.
    Non è chiaro invece da quali voci vengano le ingenti somme pubblicitarie destinate alle campagne promozionali che esortano ad assegnare alla Chiesa l’otto per mille (l’ultima campagna pare sia costata nove milioni di euro). Si sarebbe indotti a pensare che la cifra venga attinta proprio dal venti per cento destinato agli “interventi caritativi”: in fondo i messaggi pubblicitari richiamano proprio tali attività.
    In pratica, su dieci euro incassati dalla Chiesa cattolica grazie all’otto per mille soltanto due vanno a opere di rilevante interesse sociale.
    Ma c’è chi agisce diversamente dai cattolici. Ad esempio le chiese cristiane Metodiste e Valdesi, che destinano l’intero importo dell’otto per mille ad attività di solidarietà sociale, riservando soltanto il cinque per cento ad attività di promozione. In pratica, su dieci euro assegnati a tali confessioni cristiane ben nove e mezzo sono utilizzati per opere di rilevante interesse sociale, contro i due gestiti dalla Chiesa cattolica".
    (http://lucianoidefix.typepad.com/

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  17. La legge 222/85 stabilisce l'obbligo per chi ha firmato la convenzione con lo Stato italiano di fare opera di informazione e sensibilizzazione sull'8per mille. A tale scopo la C.E.I. destina l'1% delle somme percepite.

    La convenzione Stato-CEI prevede che i fondi del'8permille percepiti vengano utilizzati per:
    1) esigenze di culto e pastorale della popolazione;
    2) sostentamento del clero
    3) intervanti caritativi in Italia e nel mondo.

    Per quanto riguarda il discorso delle preferenze espresse/ripartizione totale dei soldi ho già dato una risposta sopra.

    Pace e benedizione
    Julo d.

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  18. In pratica, Julo conferma quanto avevo scritto io. E quanto sta nei fatti e nei documenti ufficiali, forniti dalla stessa CEI. E cioè che la chiesa cattolica destina la stragrande maggioranza delle proprie quote "ottopermille" non alle attività sociali (solo il 20%), bensì al proprio nutrimento. A differenza della chiesa valdese, che dà alle attività sociali il 95%
    http://lucianoidefix.typepad.com/

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  19. Anche se sono ateo, l'8 per mille lo lascio da sempre ai Valdesi. E' una comunità che conosco (mi è facile, visto che è localizzata pressochè solo in Piemonte), stimo e rispetto profondamente. Il loro atteggiamento è molto più laico e tollerante di quello di molti "atei devoti", prostrati ormai in una scandalosa sottomissione culturale al Vaticano. In questi ultimi tempi sto diventando visceralmente anticlericale, come ero in gioventù: non tollero più le continue aggressioni ai diritti civili ed alle leggi dello Stato.

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