giovedì 11 giugno 2009

La stanchezza di una blogger

Sara' l'estate che avanza. Sara' la dolce eredita' che mi ha lasciato la vacanza in Corsica, quel distacco dagli affanni quotidiani cosi' lenitivo della mia solita ansia di riuscire a far tutto nei tempi giusti. Non lo so. E' come se dentro di me si fosse fatta finalmente spazio la convinzione che il mondo va avanti anche senza di me, senza il mio arrabattarmi, senza il correre di qua e di la'. E diciamolo: anche senza il blog.
Il blog e' un ottimo strumento e può servire agli scopi più diversi.
Nato come sfogo diaristico, questo blog era diventato per me un luogo di piacevole luogo di socializzazione. Ho conosciuto delle ottime persone attraverso il blog. Persone che non avrei mai conosciuto visto che vivono lontane. E mi piaceva confrontarmi con loro su vari temi, chiedere loro consiglio, condividere speranze e delusioni. Tutto questo non necessariamente "a casa mia", cioè sul mio blog, ma anche tranquillamente a casa loro, dove capitava.
Uso il passato perché mi sembra che non sia più cosi'. Già nel post del bicompleanno ho cercato di spiegare questa sensazione. Il trend e' continuato nella medesima direzione.
Dopo quel post, dopo quella riflessione, mi sono detta: "Va bene, probabilmente ho travisato il ruolo che può avere un blog. Ritorno al blog sfogo diaristico." E infatti (probabilmente non si e' notato) ho messo un po' da parte le preoccupazioni "vetrina" (variare gli argomenti, cadenza giusta dei post, attenzione a non fare post troppo lunghi, porre quesiti che stimolino commenti, usare un linguaggio un po' ad effetto, ecc.) dando la precedenza al diario. Stesso leggero disimpegno sui blog degli altri: leggo ancora tutti i 40 blog di amici ma commento solo quando ho qualcosa da dire o solo se voglio lasciar loro un saluto (prima mi sforzavo sempre e comunque di lasciare un segno di passaggio perché sapevo quanto fosse importante per chi tiene un blog).
In realtà diversi di questi 40 amici non postano più (oppure lo fanno raramente). Penso che alcuni si siano orientati verso altri strumenti tipo Facebook (che continua a non attirarmi per niente), forse più veloci e meno impegnativi.
Ed invece io penso che una delle caratteristiche più belle del blog (almeno per me) e' che ti costringe a costruire un discorso che gli altri possano comprendere. Per quanto mi riguarda e' un ottimo esercizio antiinvecchiamento di recupero di un'attività che risale ai tempi della scuola: scrivere, stare attenta all'ortografia, alla sintassi, alla chiarezza, alla sintesi. Questo aspetto del blog rimane comunque e, anzi, devo dire che e' diventato la motivazione principale, insieme all'esigenza di non dimenticare le cose che mi succedono.
Quindi, cari amici che ancora passate di qui, ci sono e ci sarò. Sarò solo un po' più "approssimativa". Per esempio, questo post non lo rileggerò, l'ho scritto di getto direttamente nella finestra di blogger e lo lancio in rete cosi' com'e'.

25 commenti:

  1. Tenere un blog, aggiornarlo, seguirlo e leggere quello degli amici dovrebbe essere considerato più un hobby che un fardello. E certamente non è facile, considerato il tempo a disposizione. Da parte mia continuerò a postare, magari riducendo a due articoli a settimana, forse meno nell'estate, anche perché noto un sempre più disinteresse generale. Ma non importa io seguo il mio cammino.
    Così come seguirò venendo a leggerti e a scambiare quattro parole con te.

    Un abbraccio.
    Rino, estivo.

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  2. Grazie Rino!
    Io non l'ho mai considerato un "fardello", per carita'! Semmai un'attivita' che mi richiede un certo impegno ma che mi da' anche qualche soddisfazione (e quale attivita' da' soddisfazione senza sforzo?).
    Vedo che percepisci anche tu un certo "disinteresse generale". So che condivido con te l'amore per una certa cura anche nella forma. Ecco, per quanto mi riguarda mi sa che sacrifichero' un po' di questo amore.
    Un abbraccio anche a te.

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  3. Che strano che tra blogger si espandano periodicamente come virus alcune sensazioni e pensieri comuni, quasi come se una comunità di blogger che si leggono fra loro diventasse un pochino una sovraunità, in grado di influenzarsi vicendevolmente.
    Questo per dire che mi sembra di vederla in molti amici questa stanchezza (per dire, il periodo che unodicinque aveva deciso di sbomballarci con le immagini modificate, perchè aveva voglia 0 di scrivere...); tu dici che è frutto della tua rinnovata serenità, e del pensiero che il mondo, o la rete, va avanti anche senza il tuo impegno preciso o puntuale. Il che è vero, nel senso che forse vivere il blog come un impegno con scadenze fisse e impegni inderogabili rende stressante una cosa che non lo dovrebbe essere, ma è pur vero che io un blogroll senza "Message in the bottle" non lo vorrei mai ! Insomma, pigliala con calma, ma non ci abbandonare, eh! :)
    PS:scusa il commento fiume!

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  4. Uhm, e' un approccio che mi piace.
    Fermo restando che penso proprio che in ogni caso sono sicuro che se per un paio di post non ricevi neanche un commento, allora ti cadono le palle e smetti di avere voglia di scriverne un terzo. Almeno cosi' capita a me. Costantemente, direi, visto che non c'e' assolutamente alcun dialogo.

    Chissa' se sono uno dei quaranta?!?!

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  5. ;-) come vedi, anch'io, nei commenti, scrivo di getto senza nemmeno rileggere

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  6. Cara Arte,
    non da blogger ma da lettrice (ed anche solo ciò è impegnativo) di non molti blog ho comunque avvertito quanto tu dici e mi pare sia comunque un sentire molto diffuso.
    Ritengo che tenere, ma anche leggere e commentare, un blog debba essere un piacere, uno stimolo e si sa gli stimoli danno idee, energia!
    Se poi così non è più fai molto bene a correggere la rotta.
    Io continuerò comunque a leggerti!!
    Ti abbraccio, sperando di farlo personalmente quanto prima! :-)
    Stefi

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  7. Per prima cosa mi asciugo le lacrime di commozione...
    Scherzi a parte, fa davvero piacere ricevere risposte cosi' immediate e rassicuranti.

    Ragazzi, mi rendo conto che la comunicazione non e' affatto un'attivita' facile. Non volevo per niente lamentare uno stress o fardello che sia. Poi pero' mi sono accorta che il titolo (e anche la foto) fanno proprio pensare che il punto sia quello. Ecco, vedete l'importanza di rileggere e meditare su cio' che si scrive.
    Qualcuno mi potrebbe dire che l'impulso mi ha fatto scrivere quello che sentivo e che invece il meditarci sopra me lo avrebbe fatto censurare. Chissa'!

    Belphagor: le scadenze fisse e inderogabili (si fa per dire) me le do da sola perche' sono fatta cosi' e perche' so che se mi concedo deroghe poi, come tutti, ne approfitto. E comunque postare e leggere i post e' un piacere ASSAI SUPERIORE a quello di tante altre cose che faccio a scadenze fisse (le faccende di casa, l'accompagno alle partite di calcio, ecc.)

    Comunque, Belphagor, il contagio e' chiaro. Credo che tra le migliaia di blog si formino "comunita'" piu' o meno chiuse e che quindi certi fenomeni si propagano all'interno per forza. D'altra parte come a te ti ho conosciuto grazie a Unodicinque, Marina grazie ad Anna, Chiara grazie a Marina e cosi' via, se qualcuno rallenta o si stufa gli altri ne risentono necessariamente.

    Dario: obviously che sei tra i 40 e vi prego di non guardare la lista "amici blogger" perche' quella non riesco proprio a tenerla aggiornata. Anzi, mo' che me ce fai pensa' il prossimo compitino che mi ripropongo sara' proprio quello di aggiornarla.

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  8. Cara Artemisia
    il tuo blog è una ventata di aria fresca, sei stata tu a stimolarmi a scrivere e anche per me scrivere ha significato aggiornarmi su molti argomenti e confrontarmi con altre persone con cui percorro la stessa strada, poi, alla lunga, trovare nuovi argomenti diventa più difficile e anche molti commenti diventano banali, ti ritrovi a scrivere: "condivido quanto da te espresso" e
    allora pensi che è meglio saltare il commento, pur sapendo quanto gradito sia riceverli.
    Sperando di incontrarti nei giorni del
    solstizio un abbraccio con affetto.
    Sileno
    stizio

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  9. lo "stizio" finale è un intruso.
    Sileno

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  10. all'inizio è un mondo nuovo, tutto incuriosisce.
    poi è naturale che l'entusiasmo cali un po', ma se ti piace davvero continui. io sono tre anni che lo tengo e lo farò finchè avrò voglia. ho pochissimi amici e spesso zero commenti, ma è il mio sfogo, qualcosa dove posso parlare delle cose senza preoccuparmi di quello che pensa chi ho di fronte.
    i tuoi post sono molto belli, colti ed equilibrati, e devo dire che scrivi in maniera... correttissima, fluida, equilibrata anche in questo. anche quando sono diaristici.
    ciò qualche volta mi ha fatto anche pensare che è uno spreco che questa tua dote non riesca ad utilizzarla di più. ci vorrebbe più gente che scrive sulle pagine ufficiali col tuo buon senso, la tua capacità di analisi precisa e semplice allo stesso tempo.
    anche questo tuo post che non hai riletto... è perfetto come sempre :)

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  11. Grazie, Sileno, sempre molto carino.

    Liber: quello che mi hai scritto mi ha fatto ingrassare tre kili (pensa che invece volevo dimagrire ;-)) anche perche' so che tu non sei un tipo da complimenti facili.
    Pensa che il tuo e' uno dei modelli di blog che tengo sempre presenti, caratterizzato proprio dall'intimita' dello sfogo diaristico senza per questo essere privo di spunti di riflessione interessanti.

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  12. Direi che non è il caso di preoccuparsi, Arte:-)
    In tre anni e mezzo di blog le fasi di stanchezza e di noia sono state moltissime, e credo di aver annunciato la chiusura del blog almeno due volte...
    Che esista un problema collettivo di stanchezza è possibile: il blog richiede un impegno fisico e mentale notevole, e l'arrivo dell'estate segna un po' il bisogno di rallentare.
    Nel mio caso, poi, mi rendo conto che sto diventando (con l'età mia e l'età del blog) decisamente più selettivo. I post scritti di getto sugli argomenti "di giornata" sono sempre meno, ed è sempre più frequente che un post mi impegni in una scrittura "offline" che dura magari anche un giorno per curare i dettagli, rifinire la forma, integrare i link che permettono di approfondire il tema affrontato: offrire insomma un "prodotto" migliore a me stesso e a chi mi legge, perchè è normale che dopo un percorso così lungo si veda un miglioramento della qualità.
    Sempre più spesso e volentieri rinuncio a scrivere post di "reazione epidermica": lo ritengo ormai abbastanza inutile e velleitario.
    Non abbiamo più bisogno di raccontarci quanto faccia schifo il mondo, ed in particolare questo paese governato da personaggi impresentabili e dalle azioni devastanti, ma abbiamo bisogno di incominciare a creare il mondo nuovo. E allora parlare del mondo (e dei valori a cui teniamo) attraverso i libri, il teatro, il cinema, gli eventi e non solo attraverso la politica-spettacolo, mi sembra un percorso evolutivo naturale per questo "diario" pubblico.
    Sento anche il bisogno di far evolvere il blog passando dall'uso pressochè esclusivo della parola, che continua ad essere la forma di espressione che mi è più congeniale, all'introduzione delle immagini, cosa che ho sempre usato poco perchè "non sono bravo": immagini create da me, se riesco a riattivare questa modalità di comunicazione che un tempo usavo molto, in modo a volte anche talentuoso, e che ho "addormentato" negli anni.
    Io credo che il blog non morirà mai (non parlo del mio, ma di questa forma espressiva), perchè sentiremo sempre il bisogno,come dici tu, di impegnarci a costruire una comunicazione analitica, approfondita, ragionata, che richieda impegno.
    E se questa comunicazione, sempre più profonda (e probabilmente sempre più esclusiva per sua natura, nel senso che si scrive sempre più per dire cose "ragionate" che per appiccicare scemenzuole sulla vetrina del proprio negozio per attrarre clienti) è stato il mezzo affinchè potessimo "vederci ed incontrarci" sul serio, senza maschere, e scoprire quanto possiamo davvero volerci bene ed agire "insieme", beh, già solo per questo motivo sarò eternamente grato al blog ed a chi lo usa come strumento.
    In questa ultima settimana, per motivi legati alla campagna elettorale (ed alla insana idea che "bisogna esserci"), mi sono riregistrato su Facebook: e la sensazione è esattamente orribile come la prima volta che ci sono entrato (e ne sono uscito dopo un giorno).Mi sento come se fossi sperduto in un ipermercato. Non fanno per me le facezie, i gruppi scemi, le comunicazioni istantanee del proprio stato d'animo, le amicizie di massa, la dispersione della propria energia ed intelligenza in microcazzate a raffica (fatti i due interventi che dovevo, mi rifiuto di entrare nel gioco, resto passivo, e penso che entro la settimana disattiverò l'account e potrò rimettere orgogliosamente sul blog un marchietto antifacebook:-)
    Come noto non sono mai stato un grande e prolifico commentatore: ma posso assicurarti che sono un tuo lettore fedele, e che continuerò ad esserlo anche se non dò particolari soddisfazioni:-)))
    Non preoccuparti dunque della stanchezza, o del fatto che ci sono periodi in cui si comunica di meno: mi sembra normale e legittimo.
    Scusa per la prolissità del commento, ma visto che commento poco spero che per una volta me lo passi...:-)

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  13. Ti dico la verità: posto meno, ma proprio molto meno di prima, e non perché ho trovato di meglio da fare, ma perché forse il giochino mi ha un po' stufato...il blog è come un giardino: se non lo curi si riempie di erbacce (o erbaccie?), e meno lo curi peggio diventa, e peggio diventa, meno voglia ti viene di prendertene cura. E' un circolo vizioso.
    Mah.

    PS: anche se non ti commento più (non commento più nessuno!), ti leggo sempre ;-)

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  14. Caspita, Lupo, con questo bellissimo commento ti sei rimesso in pari e avvantaggiato per il futuro!
    Mi sento di condividere tutto quello che scrivi e sono ammirata per come lo hai espresso bene.

    Facebook: anch'io ho sbirciato un po' tramite i miei figli e tramite una mia collega e sono rimasta inorridita. Poi mi dico che forse sono snob pero' francamente la sensazione e' proprio quella che dici tu: un ipermercato di cazzate a raffica senza riflettere, senza nessun impegno e cura. Probabilmente sono "gerontocomica" come dicono a Parla con me, ma non fa proprio per me.

    All'evoluzione del blog da sfogatoio immediato a mezzo per costruire qualcosa di buono non avevo mai pensato. Mi sembra ambizioso. Magari!

    A differenza di te pero' io non riesco ad essere selettiva. Lo so che questo mi costa pero' ho paura di "perdermi qualcosa" e questo non riesco ad accettarlo. Prendiamo l'ultima acquisizione: la comune amica Licia Titania. Mi ha commentato, mi ha incuriosito, ho dato una scorsa al suo blog, mi e' sembrata una persona interessante (lei non tanto il blog) perche' non aggiungerla a google reader?

    Tanto per fare una fotografia in tempo reale del mio google reader:
    549 elementi da sfoltire di cui
    77 post di amici da leggere
    37 "dowload" cioe' post da siti dove scarico i podcast
    343 post etichettati "politici"
    23 post "politica Firenze"
    5 varie
    Tempo a disposizione (pausa pranzo) 45 minuti. La vedo dura ;-)

    Heike: dimostrazione pratica che questo tipo di post di autocoscienza (giuro, non l'ho fatto apposta!) risvegliano le "cellule dormienti". Sono d'accordo sulla metafora blog/giardino. Tant'e' che il mio giardino (quello vero) di erbacce ne ha a sfare. Al contrario invece al mio blog ci tengo :-)

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  15. Che bello questo tuo post.. Siccome hai espresso benissimo cose che anch'io stavo pensando, l'ho ciato sul mio blog; spero che non ti dispiaccia. E mi raccomando...continua a scriverci. Sai, l'approssimazione degli uni, è l'eleganza degli altri; voglio dire, magari a te sembra di essere stata approssimativa, invece è venuto fuori un post piacevolissimo:-).

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  16. Leggo solo ora gli altri commenti e vedo che mi hai citata! Grazie della simpatia, però vorrei precisare una cosa: il mio blog, c'est moi!:-))). A presto.

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  17. Scusami, Licia. Rileggendo quello che ho scritto, non è che pensassi che il tuo blog non sia interessante. Volevo dire che, in generale, per quanto un blog possa essere bellissimo a me interessa di più la persona che ci sta dietro.
    Anche il mio blog "sono io" ma io sono anche molto altro, probabilmente anche molte cose non troppo positive. Basta chiedere ai miei figli :-)))

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  18. Carissima, con l'inizio della bella stagione, un po' di rilassamento è comprensibile. La tua vetrina è sempre interessante e vera: quando ti leggo trovo spunti riflessivi e di dialogo, ciò che un blog deve offrire.
    Non ci abbandonare e prenditela comoda, serve a ricaricarsi.
    Un caro abraccio domenicale.
    Annamaria

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  19. "Minacciosa" premessa: non pensare di abbandonare il blog o, almeno, se decidessi farlo preavverti, perchè come avrai verificato ci si dissolve nella blogosfera senza un perchè. E come si era cominciato così si finisce. Il blog, spesso, non viene neppure cancellato, ma resta una malinconica data a segnalare l'ora della... morte. E' triste.
    Seconda premessa zuccherosa, ma sincera. Leggerti è sempre un piacere, non tanto (o non solo) per gli argomenti proposti, ma per l'impostazione del ragionamento, per la cura nella scrittura, per la curiosità che emerge dalle domande che poni, un invito quasi automatico ad aderire.
    Sarebbe lungo un discorso sul blog, sulla personale concezione, sulle modifiche che assume durante gli anni. Potrei definirlo un cambio di linea editoriale. E qui penso al mio.
    Tuttavia quello dell'impegno mi pare un argomento, tra gli altri, meritevole di attenzione. Sarà pur vero, come è, che il mondo va avanti senza i personali blog - e ci mancherebbe - tuttavia diventa con il passare dei mesi, in questo caso anni, un automatico approdo per tutto. E' inevitabile.
    La situazione da gestire non è semplice, perchè si verifica un intreccio di situazioni che sono poi relazioni, sempre crescente.
    Cambiano poi gli umori, gli stati d'animo ed è con essi che occorre confrontarsi. Però penso anche che risulta, in fondo, benefica questa appendice virtuale, autentica liberazione dalla quotidianità. L'immersione è terapeutica.
    Un dare e ricevere che aiuta e che non dovrebbe scoraggiare. La tentazione di abbattersi è forte, se fosse un lavoro diventerebbe piacevole eppure... Si tratta di trovare la giusta cifra per procedere.
    Un'annotazione che ho colto: il pensare a certi blogger quando si scrive un post e la delusione che poi può scaturire se la replica è inadeguata, inadatta, impoverita.
    Accade anche a me, talvolta.
    Alla conclusione di tutto c'è quello che riscontri anche tu: il grande patrimonio umano che altrimenti non si sarebbe mai conosciuto. I nick che sono ormai familiari e allargano la comunità.
    E' naturale la stanchezza, ma l'idea di poter comunicare a qualcuno le proprie idee ancora prevale. E il confronto, che non è quello urlato della tv, sempre gradevole, come ogni volta che le intelligenze s'incrociano.
    Ciao Artemisia :-)

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  20. Grazie del lungo commento, Frank. Nessuna minaccia. E poi se dovessi decidere davvero di chiudere il blog, avvertirei senz'altro. Non mi piacciono quelli che non salutano quando escono come fanno i miei figli. :-)

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  21. Vale a dire perfetto.
    Sai Arte,più passa il tempo e più mi rendo conto che tengo un blog molto simile a un diario di genere annotativo.Butto giù quello che mi colpisce sfavorevolmente,con poche parentesi personali.
    Mi leggo i post degli amici bloggers,magari senza commentare,l'importante è trovarvi.
    Ho appreso molto da te,e ora cercherò di selezionare la carne,seguendo i tuoi consigli
    Cristiana

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  22. Grazie, Cristiana. Sei sempre la benvenuta.

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  23. La ringrazio per Blog intiresny

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