sabato 2 marzo 2013

La giusta dose per la felicità

Musica per le mie orecchie ascoltare la nutrizionista Lucia Bacciottini decantare a Controradio le virtù del cioccolato, uno dei dieci superfood, cioè i dieci cibi che devono essere assolutamente presenti in una dieta.
A condizione imprescindibile che sia di altissima qualità, cioè fatto con ingredienti buoni e privo di grassi diversi dal burro di cacao, il cioccolato è raccomandato perché:
- ha potere antiossidante e stimolante del sistema nervoso (fornisce quindi energia cerebrale utile dall'infanzia all'età avanzata);
-  dà piacere e quindi aiuta a controllare la "compulsione ossessiva a cercare gratificazione nel cibo";
- il cioccolato fondente, grazie ai polifenoli e alla vitamina E, è anticolesterolo.
- non è vero che fa venire l'acne.
Quello che la nutrizionista non ha detto (e che temo smonti l'entusiasmo dei più) è che, dato l'alto potere nutritivo, la dose giornaliera raccomandata di questo cibo degli dei (presente, pare, persino nelle diete delle ballerine) sia abbastanza al di sotto delle nostre voglie (almeno delle mie).
Interessante tuttavia la questione della teobromina, contenuta nel cioccolato. Lucia Bacciottini afferma infatti che si è persa quella capacità cognitiva attraverso il gusto e i percorsi sensoriali gustativi che avevamo nel passato. "Oggi i giovani non assaggiano ma ingurgitano" dice la nutrizionista. E qui mi è venuto in mente mio figlio che adora farsi per cena degli orribili pastoni con farro integrale, wurstel, frittata a pezzetti, formaggio, verdure, senape ed altre strane salse. Massimo Montanari la chiamerebbe "cucina di sintesi".
Insomma questa famosa teobromina contenuta nel cioccolato pare che passi la barriera metencefalica e giunga al "centro del piacere" che sta nel nostro cervello, aiutandoci a contrastare le fatiche degli stress neurochimici che la vita impone.
"Il centro del piacere rappresenta il motore della nostra voglia di vivere e viene rinforzato anche con i circuiti gustativi."
Nella società del benessere, svincolati ormai dal mangiare per sopravvivere, si dovrebbe farlo per essere felici. Il mio quadretto giornaliero di cioccolato (di qualità) rappresenta così il mio strumento di consapevole energia per affrontare la vita attraverso il cibo, la mia piccola dose di felicità.

4 commenti:

  1. Sottoscrivo quest'ode al cioccolato. È uno degli alimenti per cui venderei anche mia madre. Quello fondente non mi è mai piaciuto molto; prediligo invece quello al latte (e non disprezzo quello bianco).
    Poiché la mia è una famiglia di golosi, e attenersi alle dosi giornaliere da te consigliate è una pura e semplice utopia, l'unico modo per non ingrassare a dismisura è non comprare cioccolata e dolciumi vari. In casa mia non si vede la Nutella da anni... è forse vita questa? T_T

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    1. La Nutella non è cioccolato perchè piena di grassi (tipo olio di palma) che non c'entrano niente col cioccolato.
      Capisco che è "limitarsi" è la cosa più difficile.

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    2. Non è propriamente cioccolato, ma rientra comunque nelle "cose bone". Anche se dubito che un medico ne consiglierebbe una dose quotidiana.

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  2. Uh, questo forse può ridurre un po' il mio senso di colpa...io divoro quantità industriali di cioccolato!:-)

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