giovedì 10 novembre 2016

Ma la pesca birindella vuole o no i tagli di ritorno?

Potatuta a vaso o a piramide?
Gemme apicali, ascellari o avventizie?
Succhioni e polloni vanno eliminati?
Una pianta si dice vigorosa quando è ricca di gemme vegetative o di gemme produttive?
Come si distingue la lamburda dal brindillo e dal ramo misto?
Quando è il caso di fare tagli di ritorno?
Quali specie si possono riprodurre per talea trapiantando i polloni?
Qual è il tempo di carenza della poltiglia bordolese, del macerato di ortica o del silicato di sodio?

Queste domande non mi suonano più strane dopo il corso a cui ho partecipato sabato scorso presso i Vivai Belfiore sul frutteto familiare biologico. Un posto splendido, sulle colline a Sud-Ovest di Firenze tra boschi e vigneti. Un'azienda che si occupa principalmente della salvaguardia e della vendita dei frutti antichi (che, come ci hanno spiegato, sono quelli utilizzati prima del 1850). Molto attenti ad utilizzare trattamenti naturali, come appunto la poltiglia bordolese, la propoli, il macerato di ortica, il silicato di sodio, al vivaio offrono anche un pranzo delizioso, con ingredienti della nostra regione e ricette raffinate. Curatissimo l'ambiente anche nei particolari (come il bel mazzo di elicrisio che profuma i bagni).
Il melograno vuole l'impollinazione incrociata
Quello della frutticoltura è tutto un mondo che neanche ci immaginiamo e quella della potatura un'arte che non si impara certo in un giorno. Tuttavia non vedo l'ora di provare i consigli che ho acquisito sul mio frutteto (finora trattato in modo assolutamente naturale cioè con trattamenti zero).


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