Ogni tanto nel mio piccolo gruppo di amici blogger qualcuno manifesta il desiderio di interventi di dissenso. Non capisco molto questa esigenza. Non è che bisogna essere sempre tutti d'accordo su tutto, per carità. Sarebbe noioso. Io trovo che in questo, come in altri blog che seguo, ci sia scambio di opinioni ma per fortuna non quelle polemiche sterili che si leggono su certi siti molto frequentati con interventi che spesso sfociano nell'insulto fine a se stesso di chi non ha nessun interesse verso l'interlocutore o verso il suo pensiero quanto solo bisogno di dar sfogo alle proprie frustrazioni.Francamente mi guardo bene dal frequentare blog e siti che hanno questi toni e mi conforta un bell'articolo di Leonardo Tondelli su L'Unità di qualche tempo fa che spiegava bene quella che è l'esperienza di chi come me bazzica la rete ormai da qualche anno.
Cito qualche passo anche se ne consiglio la lettura integrale:
"Voi praticoni di internet avete i vostri riferimenti, i vostri feed, le persone simpatiche ed esperte di questo o quel settore che avete selezionato in anni di frequentazioni, ed è questo a rendere la vostra finestra così colorata e interessante."
"Internet è piena di melma, inutile negarlo (nessuno infatti ci ha provato). Però in mezzo alla melma ci sono cose straordinarie che valgono tutta la bolletta, e persone che sostengono, come me, che è inutile criticare la melma: l'unico sistema per migliorare la qualità è creare piccole oasi di cose intelligenti e interessanti, in zone non troppo remote da quelle dove passa il grande traffico. I blog che leggo quotidianamente sono una realizzazione imperfetta di questa idea di oasi: mi riassumono i fatti importanti del giorno in modo esauriente e divertente, mi raccontano notizie singolari e importanti che da solo non avrei trovato mai, a volte mi fanno arrabbiare, ma sempre per un'idea diversa dalla mia, non per uno schizzo d'odio. Però ci ho messo anni a selezionarli, e ho dovuto vincere il fascino per la melma, per i deliri dei dementi, che soprattutto all'inizio mi soggiogavano e mi facevano perdere tempo prezioso (tuttora, a portata di clic, c'è la perdizione). Insomma, ci ho messo anni per rendere davvero efficiente e interessante quella che una volta si chiamava “navigazione” su Internet."
E' proprio così. A cosa serve mettersi a litigare con chi non ne sa affatto più di te ma crede di poterti insegnare come stanno le cose? Oppure con chi si sente il diritto di giudicarti da qualche frase che lasci in rete senza sapere nient'altro di te? La realtà di tutti i giorni è piena di gente che ti aggredisce, di gente nervosa e prepotente. Per questo mi tengo cara la mia piccola oasi.


