giovedì 14 giugno 2007

Del mio meglio

Premesso che da bambina mi sarebbe piaciuto tanto essere una scout ma non mi è stato permesso. Premesso che spesso l'attività di scoutismo piace tanto ai genitori, che la ritengono giustamente educativa, formativa e divertente. Premesso che raramente quello che piace ai genitori piace anche ai figli ed è giusto che sia così. Premesso quanto sopra, permettetemi uno sfogo sul mio fallimento di madre di scout.
Mio figlio più grande si è fatto i suoi quattro anni di lupetto negli scout laici (CNGEI ). Si è divertito nonostante non ci siano stati grandi successi nello sciogliere il suo carattere timido e riservato. Dopo il primo anno di reparto (12-15 anni) non ne ha voluto più sapere perchè non si è trovato bene nel nuovo ambiente.
Mio figlio più piccolo è partito invece molto più motivato ed entusiasta ma recentemente ci ha annunciato che non ne vuol sapere nemmeno di finire questo che è il suo terzo anno.
Mi sento molto frustrata perchè vedo gli altri bambini e bambine, ragazzi e ragazze che si divertono e fanno cose che difficilmente i ragazzi hanno la possibilità di fare in termini di avventura, di libertà, di autonomia. I ragazzi grandi, chiamati Rover (16-18 anni) partecipano ad attività di volontariato interessanti e formative. I capi scout possono essere più o meno bravi e coinvolgenti ma sono comunque ragazzi e ragazze che sacrificano parte del loro tempo e delle loro energie in questa attività di volontariato sociale.
E' vero che l'aspetto rituale (cerchi, gerarchie, saluti e cerimonie) può risultare talvolta un po' pesante ma devo dire che su questo punto la CNGEI, rispetto all'AGESCI, è meno rigida e non ha la parte "catechistica" che invece ha l'AGESCI.
Da quello che mi hanno insegnato al finesettimana per genitori (ebbene sì, mi sono fatto pure quello) lo scopo dello scautismo è quello di "creare cittadini consapevoli". Chissà se l'attività fin qui svolta dai miei figli servirà in questo senso.
Comunque sia, visto che il motto dello scout è "del nostro meglio", io la mia parte come mamma sento di averla fatta (5xmille compreso!).

16 commenti:

  1. A posteriori avrei voluto fare anch'io lo scout, ma mi ricordo che da bambino la sola idea mi terrorizzava. Lo sai già, ma il motivo per cui i tuoi lupi vogliono lasciar perdere probabilmente è legato al fatto che non siamo tutti uguali, ci sono esperienze adatte a qualcuno ma a qualcuno no. Sono sicuro che la loro cittadinanza consapevole se la sapranno costruire in altri modi (in fondo tu cittadina consapevole lo sei,anche senza essere stata scout, no?)
    Un saluto

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  2. Ogni bambino penso che sia diverso e quello che piace ad uno non è adatto ad un altro. Su queste cose credo che possano scegliere. Sono d'accordo anch'io ci saranno altri modi, se vorrà, per costruirsi come cittadino consapevole. del resto io conosco degli ex che non lo sono molto. Ciao Giulia

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  3. donnanonmoderna15 giugno 2007 16:26

    Dice bene accakappa, cara Artemisia i figli sono persone diverse da noi, lasciagli scegliere quello che vogliono fare e se non vogliono fare attività collaterali va bene lo stesso. Impareranno da te ad essere brave persone e poi, te lo dico in tutta sincerità, quando vedo passare questi ragazzi e anche adulti vestiti in quel modo, non so perchè mi prende la tristezza!
    Noi mamme vorremmo tante cose per i nostri figli ma dobbiamo accontentarci che stiano bene e che siano educati, il resto lo faranno da soli...i tuoi figli sono già fortunati perchè hanno te vicina...
    Grazie per le tue letture al mio blog...
    un caro saluto
    Carmela

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  4. complimenti per il blog

    davvero interessante!

    mi piacerebbe linkarlo sei d'accordo e ricambiando il favore, metti un link di www.cohoba.blogspot.com sul tuo ;-)

    grazie

    ti aspetto sul mio blog per una conferma. Alla fine dobbiamo tutti aiutarci

    ancora complimenti..

    ciao ciao

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  5. io non ho mai voluto far parte degli scout della mia città
    affascinanti quanto vuoi, ma io preferivo andare a sciare con mio papà e mia mamma
    e sono comunque diventata una persona consapevoli che si è dedicata al sociale
    lascia che i tuoi figli seguano la loro strada senza rendere la loro vita infelice
    non fare mai la mamma che sceglie x loro quello che non ha potuto fare lei
    e prima di ogni esame lascia che abbiano un pomeriggio libero x rilassarsi e... concentrarsi meglio!!!
    ciao un saluto erica

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  6. Grazie a tutti per i consigli. E' ovvio che non imporrei mai ai miei figli un'attività che non vogliono fare. Vorrei solo chiarire che:
    1) non sono preoccupata che non sappiano diventare cittadini consapevoli ma dispiaciuta che rifiutino le attività proposte che trovo divertenti (soprattutto se l'alternativa è giocare ai videogiochi di calcio 8-10 ore al giorno [su questo, spero, converrete!]),
    2) ho paura che sulla scelta del piccolo abbia pesato l'influenza dell'allenatore di calcio perchè ultimamente sembra interessato solo a quello. Francamente la "concorrenza" del mister mi scoccia alquanto.

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  7. l'influenza dei mister del calcio spesso si è scontrata anche con me
    come insegnante spesso ho disapprovato e molto questi mister micidiali che si imponevano sui miei alunni e li plagiavano al punto che non studiavano neppure più x andare a giocare a calcio o a pallavolo o a basket !!!!!

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  8. Qui rispondo con un post...:-)
    http://luposelvatico.blogspot.com/2006/11/back-to-mother-cronache-da-una-caccia.html

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  9. Indirizzo troppo lungo...ecco un accesso alternativo...

    http://luposelvatico.blogspot.com/search/label/scout

    Anche i miei figli sono scout CNGEI (qui in provincia di Torino ci sono solo tre gruppi, per fortuna uno dove abitiamo noi...), e felicissimi di esserlo:-)

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  10. Per me, il CNGEI non è una forma vera di scoutismo.
    Io faccio parte dell'AGESCI, ed è da 7 (o 8 non mi ricordo) anni che faccio scout.
    Le basi che ha l'AGESCI sono completamente diverse dal CNGEI.
    Non sto qui a spiegarti il perchè, ma l'AGESCI, la ritengo l'unica associazione scoutistica che ti possa insegnare qualcosa di serio.

    E poi credimi, per insegnare qualcosa di serio, non intendo sulla religione.

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  11. Ben tornato, Pandoro!!!!
    Spero che ci racconterai qualcosa della gita!

    Vai giù un po' duro sul CNGEI, eh!? Lo so che quelli dell'AGESCI sono molto più "inquadrati" basta vedere come sono rigidi sulla divisa mentre quelli del CNGEI sembrano degli sfigati. Ma io questo lo trovo positivo e non negativo.
    I miei figli quando hanno avuto attività insieme a quelli dell'AGESCI si sono spaventati per la scarsa disciplina dei loro lupetti. Muò essere stato un caso. Bisogna sempre stare attenti a non generalizzare!

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  12. Pandoro, questo tuo commento mi destabilizza. Come fai ad affermare una sciocchezza del genere? ("Per me, il CNGEI non è una forma vera di scoutismo.")

    CNGEI ed AGESCI fanno parte entrambe, e con pari dignità, della Federazione Scoutistica nazionale.

    A parte il colore delle divise e il non obbligo (per la CNGEI) di andare a messa, i progetti educativi sono gli stessi e si riferiscono agli stessi valori.

    Io sono contentissimo che i miei figli siano scout, la disquisizione sull'etichetta la lascio volentieri a te.

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  13. sinceramente avrei anch'io preferito gli scout "laici", però a onor del vero debbo dire che qui da noi non c'è tutta questa rigidità nè sulla divisa nè sui "contenuti"; considera che mia figlia non ha fatto nemmeno la prima comunione! Per il resto contano i valori, effetivamente, e quel "del mio meglio" che tanto farebbe bene a molti ragazzi di oggi che tendono invece al "del mio peggio". Per quanto riguarda gli abbandoni, purtroppo , li ho subiti anch'io; il figlio di mezzo ha lasciato dopo il primo anno di reparto, altri interessi,altri stimoli.

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  14. No, 1di5, nemmeno nella CNGEI sono rigidi sulla divisa, anzi, se li vedi appaiono proprio una banda di sfigati. Probabilmente dipende dai capi.
    Per gli abbandoni: capisco "altri interessi" ma mi piacerebbe che fossere "interessi sociali" non videogiochi o partite viste alla TV!

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  15. Io agli scout ci sono stata 10 anni: da quando ne avevo 8 alla maggiore età. In quel periodo c'era solo l'Agesci mi sembra, e poi figurati se, con la famiglia super cattolica che mi ritrovavo, mi mandavano al gruppo ateo!
    Finché ci son stata mi sono divertita molto e adesso mi rendo conto che eravamo dei precursori degli ecologisti in un decennio, gli anni '70, in cui di ecologia si parlava poco. E' vero, sono stata affascinata dalla libertà, la vita all'aria aperta, i giochi, tutto era un gioco, anche i discorsi seri li facevamo giocando.
    Però un difetto c'era: ci sentivamo degli eletti, credevamo di essere meglio degli altri, più bravi, quelli che fanno le scelte giuste e guardano con la puzza sotto il naso gli snob e chi segue la moda. Poi, col tempo, ho visto che anche noi la seguivamo e come la moda, la nostra moda. Quindi eravamo identici agli altri.
    Ne sono uscita con un po' di rammarico e molta delusione quando mi sono accorta che non riuscivo più a stare al passo col gruppo, o forse loro non stavano più al passo con me; insomma ho perso l'interesse, non mi piaceva più e li ho lasciati. Con la convinzione che tanto chi è stato scout lo rimane per sempre.
    Non esiste niente di perfetto, questo è ovvio e quel gruppo non era un'eccezione. Sono contenta di esserci stata e di aver imparato quanto bella sia la natura e starci dentro. Mi è dispiaciuto lasciarli, ma per me era cambiato un periodo e non c'era altro da fare. Che strano, non ho più visto nessuno per anni, quasi 30, cavoli!

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  16. Rodocrosite: la CNGEI è stata fondata nel 1912 quindi credo che ci fosse anche quando eri piccola :-)
    Beh mi sembra che la tua esperienza sia stata positiva. Poi è chiaro che crescendo si cambia e certi ambienti possono cominciare a starci stretti.

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