giovedì 5 aprile 2012

Beata informatizzazione!

Bisogna arrendersi all'avanzare del progresso tecnologico (se di "progresso" si tratta) e rassegnarsi a subire l'informatizzazione della nostra vita.
E così se ho bisogno di informazioni riguardo ad una spedizione in arrivo dal Canada vado sul sito del corriere incaricato e digito il codice della spedizione. "Vuoi essere avvisato dello stato della spedizione?" Sì, certo! Peccato che il campo non accetti il mio indirizzo di lavoro che è strutturato come xxx@zzz.it e continua a dirmi "indirizzo non valido". Ma come non valido? Ci ricevo posta tutti i giorni! Scopro dopo vari tentativi che la form prevede solo indirizzi strutturati con xxx.yyy@zzz.it, cioè bisogna per forza averci un nome.cognome anche se uno il cognome sull'indirizzo non ce l'ha!
Caso due della giornata lavorativa. Il mio ufficio legale mi informa costantemente per email sulla normativa che esce. Ottimo servizio! Mi arriva così la notizia di una circolare di un ente che potrebbe interessarmi. Clicco sul link ma questo non funziona (non ho capito se è sbagliata la sintassi oppure se punta ad una pagina interna). Mal di poco: San Google mi aiuta a trovare la circolare. Penso che sia bene avvertire i colleghi dell'ufficio legale perchè magari siano consapevoli del problema. Peccato che i mail al loro indirizzo tornino indietro. Avranno configurato male l'account di posta? E chi lo sa!
La circolare in questione è veramente la ciliegina sulla torta. Nel suo ostico burocratichese ("la ratio fondamentale della novella normativa"), fa riferimento infatti ad uno dei provvedimenti di questo governo che mira appunto alla "decertificazione" e all'informatizzazione della burocrazia. In particolare, una Pubblica Amministrazione non può richiedere al cittadino certificati che sono in possesso di un'altra P.A., ma se li deve acquisire autonomamente da quest'ultima. Giusto! Sacrosanto! Ma saranno in grado le pubbliche amministrazioni di "parlarsi"? I loro sistemi informatici, tipicamente creati ognuno con criteri completamente diversi dall'altro saranno in grado di scambiarsi documenti? E i dipendenti pubblici saranno abbastanza svegli e volenterosi per lavorare in modo snello ed efficiente? Oppure ci sentiremo dire, come è successo a mio marito dall'impiegata di una biblioteca comunale, che non ci possono mandare comunicazioni via email "perché non ce l'hanno insegnato"?
Niente paura: il governo tecnico non si frega con così poco e ci schiaffa nel decreto un bel divieto, non solo di richiedere ai privati cittadini le certificazioni in questione, ma persino di accettarle se egli a tutti i costi, probabilmente per sveltire la pratica della quale è il primo interessato, le fornisce di sua volontà. "Entrambi i comportamenti costituiscono violazione dei doveri d'ufficio". Ahiahiahi, da cittadina e da pubblica impiegata mi metto le mani nei capelli! Qui prima si disegna il libro dei sogni e poi... se ci riesce... forse un domani... si realizza.
Meno male che nella circolare c'è sempre la parolina magica del burocrate: "nelle more..."

4 commenti:

  1. :-) e io che pensavo fossi una aperta sostenitrice del governo tecnico!

    a proposito dell'informatizzazione a manetta, c'e' un problema: si da' per scontato che tutti i cittadini posseggano un computer e una connessione ad internet. Non e' cosi'. La maggior parte delle persone che conosco non fanno (privato) di internet. Io stesso ho una connessione che va talmente piano (alla faccia del prezzo dell'abbonamento e del piano anti-digital-divide che millantano come realizzato) che non ci si puo' fidare, e quindi mi faccio ancora le mie file in posta, in banca, in comune...
    Per altro l'area di casa mia non e' nemmeno coperta da campo per la telefonia cellulare, quindi niente telefonino e niente sms.

    Si direbbe che vivo in un paesino sperduto del centro africa? No, nella progredita Lombardia. Solo a qualche chilometro dal centro abitato.

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  2. Sacrosante verità..
    Io che la vedo dall'altra parte della barricata posso dirti per esperienza che l'informatizzazione è un bene se usato nel giusto modo.. altrimenti crea solo ulteriori colli di bottiglia.
    D'altra parte, secondo mia personale considerazione, in Italia (la stragrande maggioranza della gente) si è abituati a rimanere fermi alle nostre abitudini: quindi o si forzano le cose o non si fa mai niente..

    Buona Pasqua!!

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  3. Buona Pasqua anche a tutti voi.

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  4. Mi scuso per la mia assenza, ma sai che torno e ti leggo sempre con piacere e soprattutto non ti dimentico.
    Buona Pasqua di cuore

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