giovedì 19 marzo 2009

Il tabu di non finire un libro

Penso sia noto il mio rapporto di odio/amore nei confronti dei libri. Odio perché i libri interessanti sono sempre tanti, spesso sono lunghi e difficili, mentre il tempo è sempre maledettamente poco e il sonno incombe la sera quando finalmente mi accingo a leggere. Amore perché vorrei essere una lettrice forte e ammiro tanto quelli che leggono tanti libri e ancora di più quelli che si ricordano cosa hanno letto.
Il vorrei-ma-non-posso unito al senso di inferiorità che provo, lo ammetto, verso chi ha studiato, fa sì che molto raramente sono riuscita a godere della lettura di un libro. Sono rarissimi i libri leggendo i quali non ho guardato continuamente quante pagine mancavano alla fine. Lo confesso: leggo perché voglio imparare qualcosa e perché non voglio sentirmi esclusa quando qualcuno parla di qualcosa contenuto in un libro. Quindi quando decido di leggere un libro è sempre e solo perché mi interessa sapere cosa c'è scritto anche se sarà difficile, impegnativo e magari noioso.
Siccome sono anche una maledetta capatosta non concepisco l'idea di non finire un libro anche se non mi piace.
Lo so, sono patologica. Leggendaria fu la lettura durata ben nove mesi (tutti in casa mi prendevano in giro) de Il Secondo sesso di Simone de Beauvoir che poi alla fine è un libro interessante, peccato che quello che ha da dire poteva essere concentrato in un terzo delle pagine.
Visto che sono a fare outing vi confesso anche questa. Il romanzo che sto leggendo l'ho cominciato a metà febbraio. Già dalle prima pagine ho capito che non mi piaceva e non ci capivo un tubo di quello che vi era narrato. Sapete cosa ho fatto invece di fare quello che tutti ragionevolmente avrebbero fatto, cioè chiudere il libro e riporlo sullo scaffale? Mi sono ripromessa di finire il libro dandomi come scadenza il 31 marzo, ho suddiviso le pagine per i giorni in modo che ogni sera so esattamente se sto mantenendo il passo e infatti lo sto finendo forse anche con qualche giorno di anticipo.
Sono matta, lo so. Anzi, come dicono da queste parti: sono proprio grulla.

34 commenti:

  1. Nooo, io condivido i "diritti del lettore" enunciati da Pennac: mollare un libro se è noioso, se non ti piglia, se non te la senti, se in quel momento ti annoia, ti rompe, non ti emoziona.
    Mi capita spessissimo!
    Magari arriverà il momento in seguito! (esempio: ho abbandonato "Il nome della rosa" dopo non più di dieci pagine, per manifesta inadeguatezza: pazienza!)

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  2. Concordo con Luposelvatico: abbandonare un libro è un diritto inalienabile. Vedila così: se un quadro non ti piace, non resti ore a guardarlo, se un album non ti piace, non lo ascolti fino alla fine (oddio in questo caso forse...). Poi dipende dal libro, e da come non ti piace. Voglio dire, posso capire incaponirsi con "Guerra e pace" o "Il secondo sesso", ma ci sono libri che letteralmente MERITANO di essere lasciati da parte. E magari, come fa Pepe Carvalho, di essere usati per accendere il fuoco!

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  3. Lo so, ragazzi. Avete ragione. Ma voi non potete capire perche' a voi la lettura da' piacere. Se dovessi abbandonare i libri che mi annoiano o mi pesano non leggerei praticamente niente.
    Inoltre talvolta l'ostinazione e' stata premiata, cioe' prendendo un certo ritmo alla fine il libro mi e' piaciuto. Invece non ho nessuna difficolta' ad abbandonare a mezzo un film, per esempio.
    Per questo vi dico che e' proprio un rapporto di odio/amore. Credo anche di aver capito quando e' nato perche' da piccola non ero cosi'.

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  4. Sono d'accordo anch'io... Non l'ha ordinato il medico di leggere a tutti i costi. Forse dovresti, invece, cercare qualcosa che ti piaccia. Mi piacerebbe sapere come scegli i libri, come ti avvicini a loro. A volte con i libri ci comportiamo come i ragazzi che volgiono fare amicizia con quello che è più popolare e magari dietro l'anolgo c'è un ragazzo che potrebbe diventare il loro migliore amico.
    Qual è questo libro che stai leggendo adesso? Mi hai molto incuriosito...
    Ciao, Giulia

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  5. Cara Arte, ti capisco ma..
    Da giovane pure io ero integralista e se non arrivavo alla parola fine non mi davo pace. Oggi se, malauguratamente, m'imbatto in un libro che non mi stimola nessun tipo di interesse, o faccio fatica a procedere nella lettura, semplicemente lo "sospendo", aspettando magari il momento di riprenderlo, ma a quel punto, il più delle volte, mi tocca iniziare da capo!!..
    Poi seguendo vari stimoli mi ritrovo a leggere più di un libro in contemporanea (generi diversi di solito)e la mancanza di assoluta dedizione si riflette sulla dilatazione dei tempi..:-)
    Il leggere, il cosa leggere ed il come leggere credo siano aspetti molto soggettivi.. hai mai provato a leggere a voce alta? magari cercando di dare l'adeguato tono?..
    Il "decalogo di Pennac" citato da Lupo, che si può trovare dagli amici del GdL Vaiano, credo offra un'ampia possibilità di scelta da parte del "lettore", fosse anche solo di un "lettore di Blog" ;-)
    Un abbraccio
    Stefi

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  6. Giulia, spesso si tratta di libri che mi regalano o mi prestano. A me scoccia dire che non li ho letti o per lo meno non gli ho dato piu' opportunita'.
    Capita anche che mi deludano libri che ho comprato perche' ne ho sentito parlare a trasmissioni come Fahrenheit. Pero' in questo caso sono piu' che altro piu' difficili del previsto e non meno interessanti.

    Io pero' sono convinta (e l'ho anche sperimentato) che lo stesso libro, le stesse pagine lette ad un'altra ora del giorno oppure in un giorno di vacanza sono risultate tutta un'altra cosa. Quindi il piacere e' relativo.
    Se dovessi star dietro semplicemente al piacere, ripeto, non leggerei quasi nulla. E questo non lo voglio.

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  7. Si', Stefi, lo conosco il decalogo di Pennac. A voce alta, si' mi piacerebbe ma e' molto piu' faticoso alle 11 di sera... Per me leggere e' talmente soporifero che mi addormento anche sull'informatore della COOP :-)

    Nessuno pero' ha notato lo strabiliante aggeggio giapponese della foto?

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  8. mo mi hai rotto, co 'sta storia che non hai studiato! Io ho parlato con te tre ore e ho sentito parlare una donna COLTA, oltre che intelligente, sensibile, spiritosa e profonda. Eri tu o mi hai mandato un sosia? e mi ci so pure presa l'influenza, che te possino!
    comunque io ho la tua stessa nevrosi; magari li accantono, ma prima o poi ci torno su e me li sbobbo tutti
    che libro stai leggendo? mi incuriosisce
    baci appassionati, marina (creiamo qualche scandalo, dai )

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  9. ah, quel Renzi fa un bel po' schifo! l'ho visto ad annozero e ti ho compianta
    marina

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  10. Ciao Arte, usa i libri come comodini.
    Praticissimo. Li prendi, li molli e servono comunque come mobili. Secondo me a te piace leggere ma sbagli libri. Oltre all'insana idea che li devi finire.
    Anch'io sono curiosa...Che stai leggendo?...Io sto scoprendo Bolano che mi piace proprio un sacco...Cominci a leggere un suo libro ed è come se ne legessi 5 o 6 nello stesso momento...
    In ogni caso, quanto a me, sono più i libri non finiti di quelli finiti!

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  11. Arte, ho guardato l'aggeggio sulla fotina...Non buono! Gli manca la mano meccanica che volta le pagine...

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  12. Ti ho mandato mia sorella gemella, Marina ;-).
    A dire il vero Renzi non mi ha fatto una pessima impressione ad Anno Zero.
    Sara' che mi aspettavo di peggio...

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  13. Cara Artemisia come ti capisco! Ormai non è una novità dirti che mi ritrovo ad avere tante cose in comune con te, e questa dei libri da "portare a termine" come dovere morale, non è esclusa. Però io ho già trasgredito. Ebbene si, dall'inizio del 2008 ad oggi, l'ho fatto con due libri: uno perchè troppo impegnativo per la mia mente persa, specie nei momenti che dedico ai libri, e l'altro semplicemente perchè troppo banale, tanto da avermi fatto anche perder la curiosità per il finale, di cui non mi importa nulla sapere. E dire che quest'ultimo lo avevo comprato perchè intrigata dal fatto che fosse di uno scritore coetaneo e conterraneo..già abbastanza noto...Una delusione, per me!
    Ciao
    Frida
    P.S. Ma perchè dici che non hai studiato? Ammesso, e non concesso, che tu non abbia studiato, pensi abbia più importanza dell'avere cultura? Io penso proprio di no. E di quest'ultima tu ne dimostri tanta

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  14. Carissima Artemisia,
    io di libri ne leggo normalmente tre in contemporanea, ma se uno mi annoia lo ripongo senza problemi: leggere è un piacere, se non è bello (il libro), che piacere é?
    Un abbraccio
    Sileno
    PS: pensa, ad esempio, a chi deve appassionarsi a leggere di neutroni, neutrini e particelle....

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  15. Confesso che libri iniziati e non finiti si possono contare sulla palma di una mano. Raramente mi capita e se mi capita lo archivio immediatamente, non ho tempo per cose che non mi interessano o credevo fossero diverse. Ultimamente, poi, sto rispolverando vecchi testi, magari quelli di 3-4-5 anni fa, testi quasi del tutto dimenticati dalla memoria.
    Buona serata.
    Rino, impreparato.

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  16. L'aggeggio giapponese, ti confesso, non attrae la mia attenzione: i libri devo palparli e stringerli fra le mani!!

    Ti ri-abbraccio lasciando, per questa volta, la prerogativa dei baci a Marina.
    Stefi

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  17. Io penso che tu abbia "scelto" un libro di difficile lettura... (io l'ho abbandonato). Quindi, vai in libreria, mettiti comoda prendi i libri in mano, aprili, leggili qua e là, leggi di che parla e poi scegli partendo da te... La lettura, credo, sia molto personale come l'amicizia...
    Un abbraccio
    Giulia

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  18. dici".....perchè a voi la lettura da piacere....." ma forse gli da piacere proprio perché non si sentono obbligati a leggere ma leggono ciò che li prende , ciò che li cattura sin dalle prime pagine. Io son d'accordo con loro: ho diritto di iniziare tanti libri fin quando non trovo quello che mi rapisce fin dalle prime pagine. Vabbè, magari ora ho esagerato, però non mi dispiace chiudere un libro pensando che forse quello non è il momento, che magari tra un mese, un anno o anche mai......
    Leggere non serve per conoscere, leggere serve per capire prima di tutto se stessi, ed il libro non è dello scrittore ma del lettore ed a lui spetta l'insindacabile diritto di chiudere e riporre sul comodino o, in casi estremi , di nuovo nella libreria. Noi possediamo un numero notevole di libri ma credo che Belphagor ne abbia letti più del 50%. Io aspetto, ho tutta la vita davanti.

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  19. errata corrige : credo che SOLO Belphagor ne abbia letti.....

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  20. Quanto mi garba quando trovo un argomento che vi stuzzica!

    Il titolo del libro non lo dirò sia perchè è un regalo e mi sembra indelicato, sia perchè non voglio concentrare il discorso su QUEL libro.

    Comunque al di là del titolo non è vero che non mollo mai un libro a mezzo, solo che è molto raro.

    Quando mi metto in testa che un libro lo DEVO leggere anche se è difficile o noioso per me è una sfida e lasciarlo sento che equivarrebbe ad una sconfitta personale. Che ci volete fare. Ognuno ha le sue piccole manie.

    Per esempio io non ho il tabu del contatto con la carta, a cui accennava Stefi e che so che avete tutti voi come è emerso in questo post.

    Per chi è curioso a lato, alla voce "La biblioteca di Artemisia" ci sono i libri e gli audiolibri che ho letto/ascoltato nell'ultimo anno con tanto di parere (compreso il famigerato in corso di lettura).

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  21. tı amo!!!
    no, sono un sacco ı lıbrı che ınızıo e non fınısco... ubn po per noıa un po per ıl tempo... capıta.
    pero questo post mı ha fatto ımpazzıre!(trono prestoş prometto) =)
    un abbraccıo

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  22. (sono saretta deglı alberı) scusa...

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  23. Non c'è gusto più grande che avere tanti libri e trattarli da amanti: prendi e lasci, prendi e lasci...poi passa uno ti innamori e non lo molli più fino alla consunzione...

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  24. Non ci crederai ma anch'io ho il tuo stesso problema: mi scoccia non finire un libro che ho iniziato a leggere anche se non mi piace! Quindi sono arrivato alla conclusione che prima di avventurarmi nella lettura, mi documento prima (per quel che posso).
    Cmq un solo libro non sono riuscito a leggere (neanche dopo vari tentativi): Il pendolo di foucault di Eco.

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  25. Grazie, Spunto, mi rincuori :-)

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  26. Io non penso che sia un delitto mollare un libro e te lo dice una che a dodici anni per avere la capatosta si è letta Tolstoi senza capirci quasi niente...da tempo mi sono assuefatta ad aspettare il momento buono per ricominciare a leggere i libri che metto da parte, ho capito che a volte è proprio inutile andare avanti se quello che avevo comprato con tanto amore non rispecchia le mie aspettative...dici bene che i libri bisogna leggerli per imparare ma a questo punto della vita voglio imparare quello che mi piace di più, ho passato troppi anni ad imparare sui libri di scuola che dovevano essere per forza quelli!...riguardo alla puntata di Report io ho ancora il disgusto tanto che a fine mese dovrei andare a Catania per lavoro ma forse ci rinuncio...mi sembra che tutto si fa difficile da digerire...ho la gastrite da stress nervoso...buona giornata cara....

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  27. Ciao Carmela! Grazie per il passaggio.
    Hai colto un punto importante: l'aver letto libri per dovere di studio. E' questo infatti che mi ha deformato il rapporto con la lettura. E piu' all'universita' che alle superiori.
    Comunque non e' poi cosi' vero che alla fine i libri che ho letto come una medicina non mi abbiano lasciato niente.

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  28. anch'io ho fatto mio il decalogo di Pennac.
    cmq sta storia dello studio... certo può dare una marcia in più ma non significa niente, è solo un'opportunità. Purtroppo abbiamo una cultura per cui basta un dott. e ahhhh, allora cambia tutto.
    Io la vedo come quando vai a camminare in montagna. Ci puoi andare tutto attrezzato, scarponi super, vestiti tecnici, zaino da urlo. Ma ciò non fa di te per forza un buon camminatore, capace di osservare la natura intorno, di apprezzarla e conoscerla. Il che secondo me è la vera sostanza.

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  29. Liber, non e' che io pensi che chi ha studiato sia meglio di me. Lavoro in ambito universitario e li conosco bene i laureati.
    Rimane sempre pero' il rimpianto di certe scelte come ho raccontato in questo mio vecchio post.

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  30. a dire il vero parli di un senso di inferiorità ...
    cmq secondo me quello universitario di prof e laureati vari è un mondo a parte.

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  31. Carissima,se ti può consolare...sappi che anch'io non ho mai abbandonato un libro iniziato,per quanto deludente e noioso potesse essere.E' più forte di me.Ricordo la fatica che feci a terminare 'Il signore degli anelli' e 'il maestro e margherita'.
    Don Ciotti è tra i pochi sacerdoti che ammiro incondizionatamente e ti sono grata se gli porti un abbraccio da parte mia ( e di Giorgio e di Lilla).
    Evvai!!!
    Cristiana

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  32. Ciao :)
    Il mio approccio è completamente opposto al tuo, mi sa.

    Ho, con poche notevoli eccezioni, sempre odiato i libri che mi davano da leggere per scuola (specialmente alle medie), più che altro perché il pensiero di dovermi ricordare tutto (e a lungo, lo ammetto, ho fatto fatica a distinguere le cose importanti da quelle marginali) mi toglieva qualsiasi piacere.

    Il risultato è che ora leggo solo libri attuali e pochissimi classici: sicuramente non leggerei un libro per imparare qualcosa o perché "bisogna per forza averlo letto." E pur non avendo letto moltissimi romanzi considerati imprescindibili (non ho mai letto Mann, per esempio, e nemmeno Dostoevskij, Proust, Hugo, Hesse, Eco...) non mi sento per nulla ignorante, anzi. Tengo sempre dinanzi a me la prima regola degli esami, ovvero: c'è sempre chi è più ignorante di te.
    (La seconda, ma è giustamente messa al secondo posto, è: c'è sempre chi è più preparato di te.)

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  33. A proposito di leggere, io sono rimasta male quando ho saputo che i veri editor leggono solo le prime 10-15 pagine di un libro da pubblicare, eventualmente, e se in quel poco spazio lo scrittore non è riuscito ad affascinare il lettore, via, cestinato!
    Ti pare giusto? Penso a quel povero diavolo che magari ci ha messo l'anima nel suo scritto, ma non avendo conquistato il cuore dell'editor si può anche dare all'ippica.
    Insomma, sono come te: io i libri li finisco, magari li lascio e li riprendo per mesi, ma arrivare all'ultima parola glielo devo.

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  34. Rodocrosite, quello che mi racconti mi ricorda mio padre che iniziava a vedere un film e dopo qualche minuto diceva: "Non mi piace. Lo capisco subito: non c'è ancora un morto." :-)

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