giovedì 22 gennaio 2026

Sposarsi a sessant'anni

Non è facile trovare un compagno o una compagna dopo che un matrimonio è naufragato. Ci si abitua a badare solo a noi stessi. Si radicano abitudini che non siamo tanto disposti a cambiare. Si tollera meno le inevitabili invadenze nella nostra quotidianità di un altro essere umano.

In passato mi elencavi i difetti degli uomini a cui ti stavi avvicinando e si capiva quanto avresti voluto trovare un affetto duraturo con cui condividere gioie e difficoltà. 

Ecco che sei stata coraggiosa. Hai lasciato il tuo confortevole appartamentino per andare a stare in campagna, con la suocera incombente, con la terra e le galline da curare, con un branco di cani che ti svegliano la mattina saltellandoti sul letto. 

Ma sei felice. Si vede. Nonostante le perplessità che noi, che ti vogliamo bene (a freddo) nutriamo sulla situazione in cui ti sei buttata anima e corpo e anche un po' sull'uomo di cui ti sei innamorata, oggi siamo felici per te. Incrociamo le dita e ti auguriamo tanta serenità, perché te lo meriti.

Auguri, sorellina! 👰💝

venerdì 16 gennaio 2026

Sette anni senza di te

Sono passati sette anni e ancora, a momenti, non ci credo. 

Ogni tanto ti penso, babbo. 

Mi vengono in mente le tue battute, sempre uguali come mantra. 

Oppure mi sovviene quanto eri geloso e possessivo quando ero ragazza e quanto ti detestavo per la libertà che non mi volevi concedere. 

Oppure rammento come sei cambiato invecchiando, quanto ti sei sciolto di fronte ai nipoti rivelandoti tutta un'altra persona.

Oppure noto ancora le tue tracce nella casa che la mamma divide con la sua solitudine, negli oggetti più disparati che hai accumulato, nella scritta sopra la tua scrivania "il mio non è pessimismo ma senso della realtà" (e si intuisce la polemica casalinga...).

Oppure ti ricordo malato e questo mi fa tanto male.

La tua bambina più grande è ormai in pensione, babbo, e si ingegna in mille attività. La tua più piccola tra qualche giorno si risposa.  I tuoi nipoti hanno quasi tutti trent'anni. Che peccato che non ci sei, babbo!


mercoledì 14 gennaio 2026

Ed anche "popolone" compie trent'anni

Quasi tutti noi conserviamo soprannomi legati alla prima infanzia. Tu, quando eri piccolissimo, eri chiamato "popolone", soprannome inventato da tuo fratello e dai suoi compagni del nido. Poi, per una storpiatura con triplo salto carpiato del tuo nome, sei diventato per un periodo "missilino".

In ogni caso oggi, il nostro cucciolo, alto più di un metro e ottanta e di ottanta chili di muscoli, compie trent'anni. Inutile dire la vertigine che provo pensando a quanto tempo è passato da quando reclamavi il mio seno e le mie energie. Scontato scrivere quanto siamo orgogliosi dell'uomo che sei diventato: bello, intelligente, serio, simpatico, affidabile e tenero quando serve.

Sono contenta che questo compleanno importante ti trovi con un lavoro soddisfacente, nella tua nuova casa, insieme con la tua compagna, così in gamba e così affiatata con te. 

Arriverà il momento in cui saremo noi ad avere bisogno delle tue cure e sappiamo che possiamo contare su di te. Spero che sarà tra molti anni e che non sarà un compito impegnativo.

Intanto buon compleanno, figlio mio! 💝

lunedì 5 gennaio 2026

Opera Pop

Oggi non è il blue monday (il giorno più triste dell'anno) però il cielo è livido. Fuori sono sette gradi. Ogni tanto brevi piovaschi che non hanno nemmeno il fascino della neve prevista.

In casa sono sedici gradi e mezzo (il gas costa un'esagerazione) ma io sto bene e mi sento su una torre dorata. Ho spruzzato le mie piantine d'appartamento, ho pulito gli scarichi con un po' di bicarbonato ed aceto, ho spazzato la mia non troppo grande casa. E ora mi metto al computer, non prima di aver indossato il poncho che tenevo in ufficio per quando si guastava il riscaldamento (abbastanza di frequente). 

Mi sento in una torre dorata. Non si sente il rumore della città. Ho tutto quello che mi serve. Mi faccio un caffè lungo con il solubile biologico che mi sono portata dagli USA e lo accompagno con un paio di datteri equi e solidali che mi piacciono molto (e poi ho scoperto che sono scrigni di ottime sostanze nutritive). 

Ho un Wi-Fi abbastanza veloce e senza muovermi dalla mia torre posso navigare in tutto il mondo. Per esempio posso sentire un bellissimo podcast che ho scoperto di recente: OperaPop. Lo cura l'attore e regista Luigi Orfeo, che racconta le opere liriche passo passo, facendoci calare nella vicenda con voce suadente e anche qualche simpatico commento alla napoletana e aggiungendo aneddoti e qualche curiosità. Dopo tanto tempo che non lo faccio (anche perché mi sa che siete in pochi a leggere questo antico blog) mi sento davvero di consigliare questo podcast. 

Scultura di Nikos Floros dedicata a Maria Callas
(fino al 14 gennaio di fronte al Teatro del Maggio)

Come già ho accennato in questo post, l'opera lirica mi è sempre piaciuta, grazie mio padre e mia nonna che me la fecero apprezzare. Poi da giovane passai un altro periodo di riavvicinamento comprandomi diversi dischi e imparando a memoria alcune arie famose. In seguito misi da parte questa passione per mancanza di tempo e di energia, che, come scritto più volte, erano completamente assorbiti da lavoro e figli piccoli.

Come mi ripromisi l'anno scorso dopo aver assistito alla Traviata e a Madama Butterfly al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, quest'anno ci sono tornata per vedere la Bohème e ho comprato i biglietti per la Tosca. Sì, l'opera è una passione che non voglio trascurare perché è estremamente coinvolgente. Sono storie di altri tempi ma parlano di sentimenti intramontabili: amore, odio, morte, discriminazioni sociali, gioventù che se ne va, ecc. E poi è la musica che ti penetra dentro. La stessa vicenda, le stesse parole recitate senza musica non ci direbbero quasi nulla, ma con la musica dei più grandi maestri quelle scene sono da brivido garantito e da lacrima sul ciglio (almeno per me).