mercoledì 23 agosto 2023

Contrastare il deterioramento

Manutenzione: insieme delle operazioni con cui si conserva e si mantiene in buono stato qualcosa.

Ecco la balaustra in muratura che delimita il nostro piccolo giardino pensile attiguo alla terrazza non l'abbiamo affatto manutenuta. Le intemperie, gli sbalzi di temperatura, il susino che ci ha appoggiato i suoi rami, i muschi e i licheni che l'hanno colonizzata. Anni e anni di abbandono, tanto che alla fine abbiamo pensato di sostituirla. Facile a dirsi! Non si riesce neppure ad ottenere un preventivo!

Così mi sono stufata di inseguire l'ennesima impresa edile che fa la preziosa e mi sono decisa quest'anno a salvare il salvabile. 

L'intonaco del corrimano se n'è quasi tutto andato e il calcestruzzo si sgretola. 

 

Diverse colonnine sotto hanno perso pezzi e mostrano l'anima di ferro.

Anche in questo settore mi piacerebbe saper fare: intonacare, stuccare, riparare, districarmi tra i diversi prodotti che si trovano in commercio (cemento, calce, malta, stucco, gesso, fissativo, protettivo, impermeabilizzante). Ma sono un'inetta, dotata solo di buona volontà e tenacia.

E così mi sono cimentata, dapprima in una stuccatura maldestra, poi nella stesura di un fissativo per muri deteriorati ed infine nella mia amata pittura al quarzo per esterni, che costa un occhio della testa ma che si dà con grande soddisfazione.

Altra grande difficoltà (ahimé ben nota) è ottenere, aggiungendo appositi coloranti al bianco della pittura al quarzo, la tinta voluta o almeno una costante. L'intento era un grigio chiaro ma la prima mandata mi è venuta inspiegabilmente celeste e l'ho dovuta coprire. Il colore finale è un po' più chiaro di quello che avevo in mente ma per il primo anno mi accontento. 


Che peccato non essere intervenuta prima, quando ancora si poteva salvare l'intonaco!

Vedremo se davvero ho opposto resistenza al passare del tempo e se l'anno prossimo riuscirò a fare qualcosa di un po' più efficace.


domenica 20 agosto 2023

Mobili di un tempo

La mobilia della casa in campagna che ho ereditato non incontra proprio il mio gusto. Io sarei per un arredamento luminoso e minimalista. Questi mobili invece sono scuri e pesanti.

Periodicamente però li devo curare, soprattutto con l'antitarlo e la cera. Questa operazione mi ha fatto apprezzare la loro fattura e capire che si tratta comunque di manufatti artigianali, curati come facevano una volta. Nella nostra era Ikea, scovare le etichette dei mobilifici che li hanno realizzati ha una qualche magia:


e lucidandoli si apprezzano i particolari come le maniglie


o le decorazioni un po' liberty



Mi piacerebbe essere più abile e sapere restaurare, riparare e valorizzare gli oggetti. Un po' come nella serie "Pezzi unici" che sto seguendo, dove al di là della vicenda un po' tirata per le lunghe e delle riprese da ufficio del turismo della mia città, la passione e l'abilità dell'artigiano che ridona nuova vita agli oggetti rotti o deteriorati fa da vera protagonista.

Ho scovato dentro un cassetto questo portamatite (piuttosto kitch a dire il vero):

Tenendo conto che la casa dista da Cucigliana cento chilometri e che nel 1927 non ci si muoveva facilmente come oggi, posso immaginare che l'omaggio risalga allo stesso viaggio fatto in occasione della scelta dei mobili, che quindi risalgono alla fine degli anni Venti. Mi piacerebbe saperne di più. Per esempio, perché questo acquisto importane proprio in quel periodo? Matrimonio? Eredità? Purtroppo mio suocero, a cui poter chiedere, non c'è più...

martedì 15 agosto 2023

Murales, croce e delizia

 Anche per quest'anno ho finito il restauro del murales della terrazza di cui ho già parlato qui. Quest'anno, sinceramente, ne avevo poca voglia. Sono ormai sette anni che la decorazione e la manutenzione di questo muro di ottanta metri quadri occupa diverse mattine delle mie vacanze agostane. D'altra parte un muro che sta alle intemperie tutto l'anno non si può lasciare a se stesso. Anche gli ospiti, alcuni dei quali in passato ci si sono davvero dedicati con impegno, quest'anno latitano. E quindi la fatica è tutta mia. Così la parte bianca è stata solo imbiancata e le zone di intonaco cadute sono state bene o male ripristinate. 

Il settore più difficile, il paesaggio a effetto trompe-l'œil che i miei amici realizzarono con tanta pazienza così nel 2016 

è quello più ostico per me che sono solo "un'imbianchina" (e anche maldestra). Tra l'altro è anche quello che soffre di più perchè più esposto all'acqua, al sole e agli sbalzi di temperatura.

Mentre per i panni stesi e la ringhiera bene o male si tratta di ripassare, tutti gli anni mi si pone il problema di come rifare le montagne nello sfondo e non ho ancora trovato una soluzione soddisfacente.

Nel 2016 la mia amica S. realizzò, con una spugna imbevuta nel colore annacquato, i monti sfumati stile acquarello. Molto belli ma svanirono completamente durante l'inverno.

Nel 2018 la povera S. ci riprovò con un patchwork ispirato alle "Apuane che sanguinano", ma anche quella versione si perse sfogliandosi.

Nel 2020 provai anch'io un rattoppo della serie "finisci gli avanzi degli smalti" di dubbia riuscita

Scoraggiata, nel 2021 ho cercato di andare sul facile

Quest'anno ho pensato che le montagne non possono stare "sopra" e il cielo azzurro "sotto" ed allora ho ambiziosamente pensato di rendere nello sfondo l'idea dei boschi che presentano varie zone di tonalità diverse dal grigio al verde chiaro. 

 

Il risultato, che fa tanto tuta mimetica, non mi soddisfa per niente ma la pazienza è finita, le cose da fare sono tante e gli aiuti, come dicevo, scarseggiano.

Ma come diavolo si rende un paesaggio collinare sullo sfondo di panni stesi?!?!?

Ci aggiorniamo al prossimo anno... chissà...

Post Scriptum: lo sfondo celeste della ringhiera, pur non essendo affatto realistico non si tocca perchè solo il ripasso di quello mi porterebbe via una settimana di lavoro.

domenica 13 agosto 2023

Meriggiare

 


Ovvero, secondo la Treccani: "Stare in riposo, all’aperto e in luogo ombroso, nelle ore calde del meriggio".

Domenica di agosto, primo pomeriggio caldo e assolato. Atmosfera soporifera nella mia casa in Lunigiana. Anche se in vacanza non si distinguono i giorni feriali da quelli festivi, oggi si percepisce che è domenica. Ancora meno macchine che passano sulla strada; ancora più silenzio, rotto dalle cicale, da qualche uccellino e dal fruscio del vento tra gli alberi.

L'ho scritto tante volte ma mi ripeto: come sto bene in questa casa! In tutti i periodi dell'anno ma in questo ancora di più. Non mi manca la città rovente e puzzolente, ma non avrei assolutamente voglia nemmeno delle località di villeggiatura, ora affollatissime. Ho un po' paura di diventare troppo asociale, ma sinceramente non desidero altro.

Anche se le mie giornate qui alla fine sono uguali a quelle puntualmente descritte l'agosto scorso,  non mi annoio affatto, anzi, il tempo vola: restauro del muro della terrazza, potatura della siepe di lauro ceraso, pulizia delle cantine, antitarlo ai mobili, ecc.

Le visite quest'anno si sono concentrate nella prima metà del mese e la sindrome da abbandono puntualmente si è fatta sentire alla partenza della mia amica S. e soprattutto all'ennesima partenza per gli USA di mio figlio maggiore. Ma ora rimangono ben altre due settimane di innaffiature, di cene in terrazza, di lavori all'aria aperta, di mele cotte, di foto di fiori, insetti, animalini e caffé dalla vicina.