Ogni tanto ti penso, babbo.
Mi vengono in mente le tue battute, sempre uguali come mantra.
Oppure mi sovviene quanto eri geloso e possessivo quando ero ragazza e quanto ti detestavo per la libertà che non mi volevi concedere.
Oppure rammento come sei cambiato invecchiando, quanto ti sei sciolto di fronte ai nipoti rivelandoti tutta un'altra persona.
Oppure noto ancora le tue tracce nella casa che la mamma divide con la sua solitudine, negli oggetti più disparati che hai accumulato, nella scritta sopra la tua scrivania "il mio non è pessimismo ma senso della realtà" (e si intuisce la polemica casalinga...).
Oppure ti ricordo malato e questo mi fa tanto male.
La tua bambina più grande è ormai in pensione, babbo, e si ingegna in mille attività. La tua più piccola tra qualche giorno si risposa. I tuoi nipoti hanno quasi tutti trent'anni. Che peccato che non ci sei, babbo!

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