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mercoledì 2 settembre 2026

Biodiversità

Una mattina scendi a fare colazione e scorgi in un angolo qualcosa che si agita: è un Onychogomphus forcipatus, una libellula che inavvertitamente è entrata in cucina e che tu accompagni gentilmente alla porta. 


 

 


Un altro giorno mentre ti accingi a lavare i piatti scorgi sul rubinetto una Pholidoptera griseoaptera, una sorta di grillo. Lo prelevi delicatamente e lo depositi sull'erba. 

Poi c'è quella volta che sul tagliere ci fa visita un bush cricket, cioè un grillo verde. 

E che dire delle volte che attaccato alla portafinestra scorgi un "insetto-stecco"? Chissà cosa cerca sul vetro!

Senza contare le falene che si rifugiano la notte sulle nostre pareti o la cicala moribonda che stavi per pestare in terrazza. 

Esseri eterei come questa Distoleon tetragrammicus. 

 

 

 

 Le mantidi religiose sono nostre habitué e talvolta cercano invano di rompere il soffitto di cristallo.  

Non tutti i piccoli esseri però sono benvenuti: questa estate le aliene ricanidi asiatiche (insettini un po' ragnetti e un po' farfalle) hanno funestato il nostro orto e i nostri alberi di fico.

Poi ci sono gli amici che non vediamo ma sentiamo: usignoli, cinciallegre, pettirossi, ecc. e purtroppo anche quelli che fanno danni: oltre ai devastanti cinghiali, i rosicchianti caprioli, tassi, ghiri e tutto un popolo che si aggira di notte nel nostro podere.

Alzo la testa verso il cielo azzurro e scorgo una poiana che volteggia sopra la nostra casa. E allora penso che qui in campagna (pur non vivendo in una casa isolata ma sulla provinciale all'inizio del paese) l'essere umano non è così padrone esclusivo dell'habitat come in città ma deve convivere con gli esseri più diversi. E' anche questo che mi fa amare questo posto. 

martedì 26 maggio 2026

Noi boomer così vogliosi di imparare

Alla mia voracità di apprendimento continuo, rispondono perfettamente i corsi della cosiddetta "Università della Terza Età", che nel mio comune chiamano in modo assai più bello, "Università dell'Età Libera". In questo caso benedico il fatto di vivere in città e soprattutto in un comune che destina risorse anche a queste cose. A parte i laboratori che hanno durata annuale e che non ho mai provato, i cosiddetti "corsi d'ascolto", circa un ottantina, durano un mese ciascuno e consistono in cinque lezione di due ore ciascuna, una volta alla settimana. Alcuni sono in presenza (presso grandi aule di biblioteche o teatri), altri sia in presenza che a distanza, pochi solo a distanza. I docenti sono per la maggior parte professori universitari o "esperti della materia". I corsi spaziano dalla medicina all'arte, dall'astronomia alla storia, dalla musica all'economia. Fosse per me, come si sarà capito, li farei tutti! 

L'anno scorso ne ho fatti tre in presenza e tre a distanza. Due mi sono piaciuti poco, due mi hanno interessata abbastanza e due mi hanno entusiasmato. Quest'anno non ho resistito e mi sono iscritta a ben otto corsi (ovviamente spalmati tra novembre e aprile) e praticamente quasi tutti a distanza. E' vero che in presenza la lezione "riempie" la mattinata, costringe ad uscire e ad andare in centro città, permette di vedere e parlare con le persone. Tuttavia le attività e i motivi per uscire non mi mancano. La fruizione a distanza è troppo più comoda perché può essere in diretta (con possibilità di fare domande in chat) o anche in differita se, per qualche motivo, non si è potuto seguire la lezione.

Tra novembre e dicembre ho seguito un corso sul Liberty a Firenze. La docente, una guida turistica molto appassionata e disponibile, per "riempire" le 10 ore di lezione, visto anche il carattere rinascimentale della mia città, è stata costretta a spaziare sull'Art Nouveau di tutta Europa. Si è resa disponibile anche a delle visite guidate agli edifici liberty della nostra città, che vanno un po' cercati con il lanternino. Interessante.

Nel periodo gennaio-febbraio ho seguito un avvincente corso sul funzionamento del cervello e soprattutto sulle strategie antiinvecchiamento. Il professore, un medico anatomopatologo, simpaticissimo, ci ha illustrato puntualmente ma in modo comprensibile e accativante il funzionamento del nostro sistema nervoso centrale. Ci ha spiegato che esistono tanti tipi di intelligenza (non solo logico-matematica, ma anche spaziale, musicale, linguistica, sociale, ecc.) e che ognuna va coltivata e ci ha raccomandato di rafforzare le nostre capacità cognitive con piccoli quotidiani esercizi. Da allora cerco ogni giorno di imparare qualcosa a memoria (poesia o canzone) e di scrivere a mano almeno quindici minuti.


Affascinante anche il corso di filosofia anche se un po' meno rigoroso di quello dell'anno passato. Il tema era la speranza (e anche la sua controparte, la disperazione). Per me che non ho mai fatto filosofia a scuola, queste lezioni servono un po' per capire meglio il lavoro di mio figlio e un po' perché mi danno spunti di riflessione che mi allargano la mente e mi fanno vedere il mondo in modo diverso dal quotidiano e dal materiale. 

Febbraio-marzo è stato occupato da "La memoria umana al tempo di internet e degli smartphone: un viaggio fra luci e ombre", corso di Psicologia Sociale, e "Barriera sangue-cervello: segreti e nemici invisibili". Il primo mi è piaciuto molto perché ha cercato di focalizzare gli effetti sulla nostra mente della tecnologia che ha stravolto la nostra vita, evitando ansie e paure ma anche imparando ad usarla con consapevolezza. Siamo esseri che si adattano e il nostro cervello è plastico. Quindi internet, Google maps, i social, ecc. ci cambieranno profondamente ma non è detto che sarà in peggio. Il corso sulla barriera sangue-cervello invece mi ha un po' deluso perché troppo tecnico. I due docenti che si sono alternati hanno descritto in modo forse troppo particolareggiato il sistema nervoso che è una cosa di una complessità inimmaginabile. Avrei dato un taglio più divulgativo all'argomento che altrimenti rischia di essere di interesse solo per ex addetti ai lavori.

Molto brava la professoressa Capretti che, nel suo corso su Masaccio, ci ha illustrato mirabilmente le opere di questo grande pittore che rappresenta una svolta nella storia dell'arte. D'altra parte conoscevo già, grazie agli Amici dei Musei, il suo rigore, la sua competenza e la sua capacità didattica.

Non mi è piaciuto per niente invece il corso intitolato "I pazzi della storia: sovrani e personaggi famosi tra follia e genialità". Pensavo che ci spiegasse cosa succede quando una persona non sana di mente sale al potere (ahinoi, di attualità), che conseguenze ci possono essere sui cittadini di quello stato, che cosa ciò comporta per chi lo circonda. Invece è stata una semplice rassegna di particolari biografici di molti re, regine e nobili con problemi psichici, veri o presunti, che non ha approfondito nulla. Quello che il docente ci ha raccontato (talvolta anche con particolari macabri e truculenti) si può, a mio parere, tranquillamente trovare su Wikipedia.

Interessante invece l'unico corso che ho seguito in presenza: "Alberi e foreste". Il professore in realtà non si è rivelato tanto esperto di botanica o agraria, quanto di Scienze Forestali, cioè si occupa di "gestione delle foreste". Ci ha comunque insegnato molte cose sia sul funzionamento degli alberi, sia sulla distribuzione delle foreste e sulla loro funzione nell'ecosistema. 

Con l'odierna visita alla bellissima Riserva Naturale di Vallombrosa, guidati dal nostro professore di Scienze Forestali, si conclude il mio secondo anno accademico. Guardo i miei compagni che seguono con attenzione la sua spiegazione e lo subissano di domande e curiosità. Sono persone della mia età, donne e uomini ancora vivi e desiderosi di imparare, alcuni di loro oserei dire belli, di quella bellezza fuori dagli schemi ma che rivela ricchezza interiore. Ci scambiamo pareri e consigli sui corsi che abbiamo fatto.

Non vedo l'ora che esca il nuovo catalogo. 

Faggeta a fustaia

mercoledì 8 aprile 2026

Benefici del verde (e dell'azzurro)

Cominciavo a sentirmi insofferente alla città, al cemento, al traffico, all'assalto. Questa parentesi in Lunigiana mi ci voleva proprio. Sarà anche che dopo tanti giorni di pioggia, vento e freddo, abbiamo finalmente avuto delle giornate bellissime con il sole caldo (ma non torrido) e il cielo terso. Tante ore di luce e di aria, uccelli che cantano tutto il giorno, fiori di tutti i colori. Che meraviglia!

Alcuni studi scientifici dicono che stare in mezzo alla natura non solo rilassa la psiche, ma fa bene anche al nostro corpo. Penso che sia vero. Quando sono qui non riesco a sedermi neppure sulla sdraio in terrazza (tanto meno ad un tavolo in casa). E' irresistibile per me andare su e giù per il podere (che pure è bello ripido) a fare manutenzione ma anche solo a fare foto o a guardare le montagne all'orizzonte.

Mi piace anche fare fatica, se all'aria aperta. Adoro ripulire le mie piantine dalle erbe spontanee che le soffocano, anche se è scomodo e bisogna stare accoccolati o in ginocchio. Le vedo riemergere alla luce. Ritrovo la loro forma e scopro le nuove foglie e i nuovi rametti.

Anche l'escursione di ieri, senza bisogno di spostare l'auto, è stata bella. Sentieri di collina panoramici o dentro il bosco, che ancora non è troppo frondoso. Scoprire le fioriture del sottobosco. Osservare tutto per non perdersi nulla. Neppure la nascita di un castagno: una cosa che non avevo mai visto e che mi pare una sorta di miracolo:

 


 

domenica 22 marzo 2026

A Torino con Libera

Dopo più di dieci anni (per l'esattezza dal 2015 a Bologna) ho partecipato alla manifestazione nazionale in memoria delle vittime di mafia. Stavolta a Torino e partendo il giorno prima onde evitare levatacce e strapazzate in pullman. 

Sì, questa giornata è un rito. Non serve certo per sconfiggere le mafie. Tuttavia sono stata contenta di parteciparvi. A parte il fatto che per fortuna era una bella giornata e percorrere in su e giù questo corteo colorato che sfilava in questa bella città è stato piacevole. Inoltre penso che sia importante non far sentire soli i familiari delle vittime, l'ottanta per cento dei quali (come ha detto Don Ciotti dal palco) non ha ancora avuto verità e giustizia sulla morte innocente dei propri cari.

Ma la cosa più bella è stata, una volta tanto, sentirmi in minoranza come età anagrafica. Rincuora vedere tanti giovani partecipare e anche tanti bambini, scout, scolaresche, giovani genitori con i loro piccoli nel marsupio o nel passeggino. Si capisce che ci sono tanti giovani che hanno un bisogno fortissimo di partecipazione, di far sentire la loro voce, di credere alla possibilità di una società più giusta, di non pensare che la vita sia solo "nasci, lavori, consumi e muori". E' confortante e fa sentire bene. 

Usciamo dalle nostre case e dalla nostra routine e troviamoci più spesso in piazza.

lunedì 5 gennaio 2026

Opera Pop

Oggi non è il blue monday (il giorno più triste dell'anno) però il cielo è livido. Fuori sono sette gradi. Ogni tanto brevi piovaschi che non hanno nemmeno il fascino della neve prevista.

In casa sono sedici gradi e mezzo (il gas costa un'esagerazione) ma io sto bene e mi sento su una torre dorata. Ho spruzzato le mie piantine d'appartamento, ho pulito gli scarichi con un po' di bicarbonato ed aceto, ho spazzato la mia non troppo grande casa. E ora mi metto al computer, non prima di aver indossato il poncho che tenevo in ufficio per quando si guastava il riscaldamento (abbastanza di frequente). 

Mi sento in una torre dorata. Non si sente il rumore della città. Ho tutto quello che mi serve. Mi faccio un caffè lungo con il solubile biologico che mi sono portata dagli USA e lo accompagno con un paio di datteri equi e solidali che mi piacciono molto (e poi ho scoperto che sono scrigni di ottime sostanze nutritive). 

Ho un Wi-Fi abbastanza veloce e senza muovermi dalla mia torre posso navigare in tutto il mondo. Per esempio posso sentire un bellissimo podcast che ho scoperto di recente: OperaPop. Lo cura l'attore e regista Luigi Orfeo, che racconta le opere liriche passo passo, facendoci calare nella vicenda con voce suadente e anche qualche simpatico commento alla napoletana e aggiungendo aneddoti e qualche curiosità. Dopo tanto tempo che non lo faccio (anche perché mi sa che siete in pochi a leggere questo antico blog) mi sento davvero di consigliare questo podcast. 

Scultura di Nikos Floros dedicata a Maria Callas
(fino al 14 gennaio di fronte al Teatro del Maggio)

Come già ho accennato in questo post, l'opera lirica mi è sempre piaciuta, grazie mio padre e mia nonna che me la fecero apprezzare. Poi da giovane passai un altro periodo di riavvicinamento comprandomi diversi dischi e imparando a memoria alcune arie famose. In seguito misi da parte questa passione per mancanza di tempo e di energia, che, come scritto più volte, erano completamente assorbiti da lavoro e figli piccoli.

Come mi ripromisi l'anno scorso dopo aver assistito alla Traviata e a Madama Butterfly al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, quest'anno ci sono tornata per vedere la Bohème e ho comprato i biglietti per la Tosca. Sì, l'opera è una passione che non voglio trascurare perché è estremamente coinvolgente. Sono storie di altri tempi ma parlano di sentimenti intramontabili: amore, odio, morte, discriminazioni sociali, gioventù che se ne va, ecc. E poi è la musica che ti penetra dentro. La stessa vicenda, le stesse parole recitate senza musica non ci direbbero quasi nulla, ma con la musica dei più grandi maestri quelle scene sono da brivido garantito e da lacrima sul ciglio (almeno per me).

venerdì 19 settembre 2025

Bilancio del primo anno di libertà dal lavoro

Più o meno un anno fa, sono andata in pensione. Mi sembra passato tanto tempo. Ancora la notte sogno talvolta i colleghi (non so perché, nei sogni sono sempre in trasferta e quasi mai in ufficio). Un anno intenso che ho riempito di tante cose, anche importanti ed emozionanti.

Un grosso impegno di tempo ed energia è stato cambiare casa con tutto ciò che questo ha comportato. Anche il viaggio di tre settimane negli Stati Uniti è stato un evento memorabile, così come straordinario è stato vivere in campagna per quasi tutta l'estate.

Mi sono resa conto che un anno è passato (sarei per dire "volato") stamani recandomi a fare la prima attività "da tempo libero" che ho fatto appena andata in pensione: fare la volontaria nella giornata di sensibilizzazione dell'uso della bicicletta distribuendo merendine e volantini ai ciclisti. Anche quest'anno mi sono divertita e anche rinfrancata constatando quanti si muovono con la bici (complice ovviamente la bellissima giornata). 

 Mi aspetta un anno sicuramente più tranquillo, ma comunque sono contenta perché so che lo riempirò di varie attività interessanti e divertenti (coro, Balla&Snella, corsi dell'età libera, volontariato, ecc.). E nello stesso tempo, incrocio le dita perché il futuro non si sa mai cosa ci riserva.

mercoledì 5 febbraio 2025

Michela e la sua casetta di libero scambio

Michela Noli era una giovane donna che lavorava all'Aeroporto di Firenze e viveva nel quartiere in cui sono approdata. In realtà conoscevo già la sua triste fine (uccisa a coltellate dal suo ex marito) e le tante iniziative che sono prese in sua memoria. Una di queste è stata di intitolarle un giardino che costeggio quasi tutti i giorni perché vi passa la pista ciclabile che mi conduce verso l'Arno e da lì verso il centro di Firenze. E' un piccolo giardino ricavato in una piazza. Vi sono i giochi per bambini, la fontanella, le panchine. Ultimamente ho scoperto che c'è anche una piccola casetta di legno, come quelle che hanno messo in tanti giardini e che servono per libero scambio di libri.

Quanto vedo i punti di bookcrossing sono sempre curiosa di guardare i libri che vi sono. Spesso sono schifezze che la gente mette lì invece che nel cassonetto, ma talvolta qualcosa di interessante ci si trova. Dalla free library dedicata a Michela ho preso un libretto sulla Coop del quartiere (curioso), uno su come i Senegalesi vedono gli Italiani (non l'ho finito perché troppo retorico) e l'autobiografia di Giorgio Amendola (le autobiografie sono la mia passione). Mi piace dare un'altra vita ai libri. Una volta letti (o almeno iniziati) li rimetterò nella casetta. Magari qualcun altro li leggerà.

sabato 25 gennaio 2025

Ginnastica per il corpo e per la mente

 Sono già due mesi che viviamo nella nostra nuova casa e sono quasi cinque mesi da quando sono in pensione. Incredibile come fugge il tempo! Ancora dobbiamo svuotare completamente la vecchia casa e già questa mi sembra così familiare!

Intanto le giornate si riempiono e non solo di incombenze noiose. Oltre al coro, questo mese due corsi dell'Università dell'Età Libera: uno sui giardini toscani non entusiasmante e uno di filosofia invece molto stimolante, anzi, sfidante (come dice la simpatica prof).

Ho cominciato anche un corso a metà tra l'aerobica e il ballo che ha un titolo è accattivante: Balla & Snella (in realtà credo che qualcosa di simile ci sia in quasi tutte le palestre). Questo invece è presso una casa del popolo (a dire il vero un luogo molto decaduto che sopravvive proprio grazie a queste attività che sfruttano la sala da ballo). L'approccio non è stato dei migliori: difficile seguire i passi e le coregrafie, impossibile per l'insegnante correggerci perché siamo veramente tante. Ora però, dopo la quarta lezione, comincio ad orientarmi e anche a divertirmi un po'. Non mi interessa lo "Snella", perché non ho bisogno di dimagrire, quanto il "Balla". Mi sto rendendo conto quanto la musica sia importante perché diverte, aiuta l'umore e contrasta l'invecchiamento. Sono convinta che lo sforzo di concentrarsi per seguire l'insegnante e memorizzare passi e movimenti sia un buon esercizio psicomotorio, al di là di quello atletico che comunque ho sempre fatto e continuo a fare. Mi vedo nello specchio così legnosa e sgraziata ma tanto non devo dimostrare nulla a nessuno! "Età libera" vuol dire anche questo.

E anche godersi la nostra nuova bella pergola bioclimatica... 😍


 


giovedì 9 gennaio 2025

Evviva le biblioteche!

Gennaio 2023, proposito  per l'anno: usufruire della biblioteca di quartiere. Ero convintissima di averlo scritto qui sul blog ed invece lo avevo postato su Mastodon . 

(Ebbene sì, sono anche su Mastodon, e in effetti anche su Bluesky e pure su Instagram. Mi sono fatta prendere la mano dai social ma resisto a Facebook, che tra l'altro ormai è obsoleto e va bene solo per vendere la roba su MarketPlace).

Grazie a mio figlio che stava facendo il servizio civile presso una biblioteca comunale, ho scoperto lo splendido servizio del prestito interbibliotecario. Lo so, sono "antica": per me "cercare un libro in biblioteca" significava fare il giro di tutte le biblioteche della città fino a scovare quella che lo aveva. Ed invece esiste un bellissimo catalogo OPAC sul quale si può cercare il libro desiderato presso tutte le biblioteche della provincia, poi andare a quella più vicina e farselo recapitare lì, gratuitamente, in un paio di giorni. 

Finito il servizio di mio figlio, mi sono chiesta perché non continuare ad usufruire di questa ottima iniziativa. E così da inizio 2023 ho affiancato alla mia lettura di ebook quella di un libro cartaceo ottenuto tramite il prestito interbibliotecario e ritirato (e restituito ovviamente) alla sfigata bibliotechina del mio vecchio quartiere. 

In questi ultimi mesi ho interrotto queste letture perché troppo presa dai lavori e dal trasloco ma oggi, proposito del 2025, mi sono riproposta di ricominciare. Tra l'altro la biblioteca del mio nuovo quartiere è assai più bella, ben fornita, accogliente e molto attiva. Un luogo davvero piacevole da frequentare e vi lavorano giovani motivati.

Primo libro preso in prestito, "Ragazza partigiana" di Elsa Oliva, una piccola autobiografia di una partigiana. Libro sconosciutissimo ma è proprio quello che mi piace. Sono tutti buoni a chiedere i best seller. Mentre un giorno un bibliotecario ha deciso di comprare questo libretto del 1969 che probabilmente pochissimi hanno letto e/o preso in prestito.

Viva quindi le biblioteche, soprattutto quelle pubbliche! Usiamole, frequentiamole, facciamole vivere!

venerdì 22 novembre 2024

Serate all'Opera

Dopo anni sono tornata a vedere opere liriche al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Madama Butterfly un mesetto fa con la mamma e Traviata ieri sera con il mio compagno.

Sin da piccola in casa mia ho sentito parlare di opere liriche. Soprattutto mio padre e la nonna ne erano appassionati. Anche da ragazza mi piacevano, soprattutto Verdi. Il primo atto di Traviata lo conosco praticamente a memoria. Adesso forse apprezzo di più Puccini. Non sono una raffinata intenditrice di musica. Il mio giudizio vale per quel che vale.

Traviata è come un oggetto di buona fattura fatto da un abile artigiano. Tutto torna alla perfezione, non annoia, scorre bene, direi quasi orecchiabile. Anche l'allestimento di ieri corrispondeva a quanto di tradizionale ci si aspetterebbe. Gli interpreti, per quello che posso capire, corretti senza essere travolgenti.

Puccini ha invece dei momenti altissimi alternati a dei momenti di stanca. Alcune arie di Butterfly sono capaci di arrivare nel profondo dell'animo. Tutte le volte che ascolto "Un bel di' vedremo" vengo percorsa da brividi. Anche nel tragico finale non posso fare a meno di commuovermi e Carolina Lòpez Moreno ci ha messo nelle vesti della povera Cio Cio-san.

Se posso sintetizzare con due parole il mio personale giudizio sulle due rappresentazioni direi Traviata apprezzabile e Butterfly potente. 

Ma ci voglio tornare più spesso all'Opera. 

martedì 12 novembre 2024

Ecco perché si chiama "età libera"

Prima lezione per l'Università dell'Età Libera. In realtà l'avevo frequentata quando ero giovane e lavoravo, trascinata dalla mia capuffico che cercava una complice per seguire un corso di psicologia che interessava a lei. A parte la sua compagnia, l'esperienza mi era piaciuta e l'avevo trovata molto interessante. Poi le passò la fantasia e croce sopra sulla U.E.L., che rimase comunque un desidero nel cassetto.

Così quest'anno mi sono finalmente ho potuto iscrivermi e ho scelto ben sei corsi, tre da remoto e tre in presenza. Sono corsi di dieci ore, cioè cinque lezioni da due ore, e spalmati un po' per tutto l'inverno. Niente di particolarmente impegnativo dal punto di vista tempo. Gli orari ovviamente sono calibrati per persone di una certa età (dalle 10 alle 12 o dalle 16 alle 18). Io ho scelto argomenti vari: storia, urbanistica, filosofia, psicologia e botanica.

Oggi la prima lezione su "Firenze svelata", cioè monumenti e aspetti della mia città poco conosciuti o comunque cambiati nel tempo. La prima lezione è stata sul Codice Rustici, un libro scritto da un orafo intorno alla metà del Quattrocento con bellissimi disegni che riproducono chiese e monumenti della Firenze dell'epoca. Soprattutto bravi i due relatori, appassionati e appassionanti.

Il corso è in videoconferenza. Ero curiosa di vedere come se la cavavano i miei anziani compagni con queste "diavolerie" moderne. Ed invece sono stati bravi, qualche microfono aperto ma poca roba. 

Perché seguire questi corsi? Per passione ovviamente: niente esami, niente diplomi, niente obbighi. La libertà di approfondire ciò che ci ha sempre incuriosito o ciò che ci ha stuzzicato in tarda età e con tutta la comodità di orario che il nostro tempo di pensionati ci permette. Ecco perché "età libera", finalmente l'ho capito.

venerdì 20 settembre 2024

Premio per chi oggi va in bici!

Ho sempre fatto del volontariato, anche se sporadicamente, ma ora che campo alle spalle della comunità vorrei rendermi utile anche in maniera più continuativa.

Intanto oggi, giorno in cui si conclude la settimana europea della mobilità, mi sono offerta di aiutare a distribuire la colazione (succo di frutta e merendina o cracker) per chi oggi va al lavoro o a scuola in bici, iniziativa promossa da Legambiente e Firenze ciclabile con il contributo di Coop.

Così dopo tanto tempo mi sono alzata che era ancora buio e ho inforcato la bici mentre una bellissima alba dorava le nuvole. Appuntamento al circolo della mia zona per ritirare il materiale (sarebbe stato utile venire in scooter ma non ho avuto il coraggio di farlo per non passare da incoerente) e trasporto di vettovaglie e banchino fino alla piazza dove passa una bella pista ciclabile.

Sono stata piacevolmente impressionata nel vedere quanti si muovono in bicicletta, vanno al lavoro, portano i bambini a scuola anche ingegnandosi (come padre e madre ciascuno con un figlio sul seggiolino o madre con una bella bicicletta munita sul retro di due comodi seggiolini). E' vero la stagione è quella più favorevole e il meteo ha aiutato, tuttavia credo che per molti non sia stata un'eccezione.

E poi le reazioni alla nostra offerta "oggi un premio per chi va in bici". Molti sembravano diffidenti e probabilmente hanno pensato che volessimo vendere loro qualcosa ("uhm, dove starà la fregatura?"). Alcuni invece piacevolmente sorpresi. Molti altri schizzavano via di fretta quasi arrotandoci. Un giovane ha persino afferrato al volo la colazione senza fermarsi!

Un'ora e mezza circa in compagnia di una simpatica ragazza di Legambiente che ho aiutato poi a riportare il banchino e il materiale avanzato. Fa piacere (e fa bene) ogni tanto avere a che fare con i giovani (accostandosi a loro con umiltà e curiosità, senza salire in cattedra) perché altrimenti si finisce con circondarsi sempre di coetanei boomer o di anziani. E si sa, la considerazione della vita e del mondo alla nostra età è sicuramente più grigia e buia.

domenica 23 luglio 2023

Umili preziosi fiori di campo

La mia vicina di casa, qui in Lunigiana, fa tagliare l'erba nel suo podere una volta l'anno, ad estate inoltrata, per risparmiare e non dover farla ritagliare. Noi invece cominciamo ad aprile e finiamo il giro ad inizio estate, principalmente per eliminare le alte spighe delle graminacee. 

Non è che così non ricresca più, ma le spigone alte sono sostituite da altre infestanti molto più gradevoli e decorative: i fiori di campo. Avete presente la Primavera di Botticelli? Le leggiadre fanciulle non posano i piedi su un prato rasato all'inglese ma su un vero e proprio catalogo di fiori variopinti.

Mi piace la mattina quando mi alzo, mi affaccio alla finestra e vedo proprio così i pianelli del mio podere: una festa per api, vespe, calabroni e altri insetti.

 

 

 

Il giallo della costolina giuncolina la fa da padrone in questo periodo,



 

 

 

 


  

       ma anche la bellissima cicerchia selvatica


 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

Cominciano a vedersi i garofanini selvatici , 

 

 

 

 

 

mentre il dorato iperico, il cui infuso mi concilia il sonno che è un piacere, ha superato il suo momento.



Ma perché snobbare quelli più bruttini e meno appariscenti: 

i bianchi ombrelli della Daucus Carota, i minuti fiorellini della nepitella, l'ecodesign della piantaggine, la delicata linaria, il fucsia dell'acetosella? 

Ogni creatura, anche la più umile, ha il suo posto e la sua utilità. Eppure qui in campagna si continua a considerare come "pulito" un terreno rasato e povero. Ma perché l'essere umano deve intervenire sulla natura prepotentemente invece di lasciarla stare?

lunedì 10 luglio 2023

Crepuscolo sul passo del Bernina



Passo del Bernina. 

Da un lato ho la Valposchiavo, che è Svizzera ma anche già un po' Italia, e sullo sfondo le Alpi Orobie bergamasche. Dall'altra l'Alta Engadina verso Saint Moritz, che è proprio Svizzera Svizzera, con il sole che cala dietro una cresta rocciosa. 

Davanti il massiccio del Piz Cambrena con il suo ghiacciaio, un po' grigio in questa stagione, ma sempre suggestivo, che muore nel fragore dei suoi numerosi rivoli. 

In basso a destra il lago nero e a sinistra il lago bianco separati da una diga: il primo diventerà Danubio e morirà nel Mar Nero, il secondo diventerà Po e morirà nell'Adriatico.

Poi il passo, con l'albergo giallo dove dormirò stanotte, col parcheggio ormai vuoto. Non ci sono più turisti a giro, né i ciclisti, né il trenino rosso. Rimangono solo le mucche che pascolano con la loro sinfonia di campanacci. 

Mi godo questo crepuscolo in cima alle Alpi. Aspiro il profumo dei fiorellini bianchi di achillea moschata che per me sono sinonimo di pascolo di alta montagna. Mi immergo in questo silenzio, respiro forte questa aria fina pensando alla città rovente che mi aspetta a valle, alla routine, alla vita di corsa. Fare tesoro di questo momento magico e portarselo nel cuore come un amuleto per tutto l'anno.







(Promemoria diaristico: quattro giorni di vacanza con la mamma per coronare il suo sogno di prendere il trenino rosso del Bernina. Primo giorno: viaggio per Milano e poi Sondrio ed infine Tirano dove abbiamo pernottato. Secondo giorno: trenino prima fino a Bernina Hospitz, il punto più alto, poi a Saint Moritz e poi di nuovo al passo del Bernina per dormire in quota. Terzo giorno: escursione al giacciaio di Morterasch, poi recupero bagagli al passo e poi di nuovo a Tirano. Quarto giorno: viaggio di ritorno con sosta a Sondrio e rischio di perdere il treno a Milano. Tempo splendido e bellissimi posti.)


domenica 26 febbraio 2023

La Terra è meravigliosa, ma anche la stratosfera non scherza

Domenica con tempo da lupi: pioggia, vento, freddo.

D'altra parte era previsto. Il vortice polare stratosferico è sotto il major warming col secondo impulso che ha portato la nuova inversione dei venti a 10 hPa e questo impulso ha effetti importanti ai fini troposferici perché ha impatti sulla circolazione delle medie latitudini. 

In realtà mi è ancora del tutto chiaro questo linguaggio però la meteorologia sta diventando la mia nuova passione. Per tante persone basta la app sul cellulare per vedere se domani piove o fa caldo o freddo e via. Invece a me piace capire se le mie amate piante in Lunigiana andranno in carenza di acqua o rischieranno gelate o, non sia mai, c'è la possibilità di una tempesta di vento. Oppure voglio sapere in anticipo quanto sarà la temperatura minima il mattino successivo, per capire se prepararmi per andare in bicicletta al lavoro (sopra i 5 gradi) oppure se sarà freddo ma non troppo e posso puntare sullo scooter oppure se sarà un tempo proibitivo e devo accontentarmi del bus. 

Insomma, a partire da queste esigenze pratiche, ho cominciato a seguire meglio quegli affascinanti fenomeni che riguardano l'atmosfera e che incidono sulla nostra vita e anche sull'economia.

Detesto il Meteo.it perché spara titoli sensazionalistici inutili e fuorvianti ("morsa del gelo", "ultimo disperato urlo del caldo africano", "Caronte arroventa l'Italia", "sciabolata artica", ecc.).

Non male la nuova grafica dell'Areonautica Militare dove si possono confrontare le previsioni con le osservazioni.

Ma la mia passione è il Consorzio Lamma, non solo perché si concentra parecchio sulla mia regione, ma anche perché li sento "familiari" essendo ricercatori che lavorano come me al Polo Scientifico fiorentino.
Li seguo su Twitter e ora anche su Telegram ma in particolare adoro la diretta YouTube del venerdì pomeriggio durante la quale, in dieci, quindici minuti, danno un quadro della situazione e affrontano i temi del periodo, la siccità, le anomalie termiche e pluviometriche e questo benedetto vortice polare. Il vortice polare sta lassù, in cima al nostro splendido pianeta. Se fa il suo mestiere va tutto bene ma se ondeggia o si indebolisce ecco che l'aria fredda ci arriva giù da noi con giornate come questa.

Adoro anche le viste da satellite, dove si vedono i fenomeni dall'alto (sabbia del deserto soffiata verso di noi, grande area di alta pressione, nebbie, vortici ecc.). Guardare la terra dall'alto ci fa sentire piccoli ma ci fa anche ridimensionare le nostre quotidiane preoccupazioni e l'ansiogena situazione della nostra povera Italia. Come scrive il bravo Giulio Betti, la Terra è davvero meravigliosa.



giovedì 22 settembre 2022

Gesti che stupiscono e rincuorano

 Il mio percorso quotidiano in bicicletta per andare al lavoro passa lungo un argine di un torrente. Un bel posto, dove ti senti lontana dalla città, dal traffico e dai rumori. Ne parlai in questo post. 

Percorrendolo più o meno alla stessa ora ogni giorno capita di incrociare le stesse persone: un'anziana che con grande costanza fa la sua camminatina incerta, una coppia che cammina spedita chiacchierando (chissà cosa si dicono tutti i giorni, in realtà parla quasi sempre lei), i ragazzi che aspettano di entrare alla scuola di agraria, e una giovane donna che cammina spedita con i guanti e un sacco della spazzatura sempre bello pieno. Dapprima ho pensato ad una operatrice della scuola che ripulisse i dintorni per evitare rifiuti pericolosi per i ragazzi. Ma poi il giorno dopo la incrocio più lontana e comincio a notare che tutto l'argine è pulito (saranno un paio di chilometri). Niente lattine o bottiglie di plastica o scatole di sigarette.


 

Sempre più incuriosita, alla fine mi sono fatta coraggio e le ho chiesto se stesse facendo quel lavoro volontariamente o no. "Sì, mi ha risposto, venivo qui a passeggiare e mi arrabbiavo tanto. Così ho deciso di tenere pulito questo posto." 

Mi ci sono rivista perché facevo anch'io qualcosa di simile quando camminavo (non con la sua costanza devo dire) e, oltre a fargli i miei complimenti e ringraziamenti, da allora ammiro con piacere il nostro (cioè di tutti) argine pulito.

Ci sono anche persone così. E rincuorano. 



sabato 30 luglio 2022

Vacanza: primo giorno

Dopo una notte di tuoni (ma senza pioggia), l'aria è fresca e limpida.

Ci siamo. Le vacanze ora sono davvero cominciate. Tuttavia il primo giorno me lo gioco con attività ingrate (anche se necessarie). La mattina la passo a pulire la nostra grande casa. Compito noioso ma con la compagnia del podcast "La guerra di Gino" di Raiplaysound tutto è più piacevole.

W i podcast! W Raiplaysound!

Pomeriggio: mega spesa al centro commerciale. 😒

venerdì 24 giugno 2022

Acqua di San Giovanni

 


Sembra che sia una tradizione addirittura pagana, ma io non la conoscevo assolutamente prima che me ne parlasse una mia collega: raccogliere dopo il tramonto del 23 giugno un certo numero di fiori spontanei, metterli a bagno nell'acqua e lasciarli all'aperto tutta la notte a ricevere la "rugiada degli dei". L'acqua che si ottiene pare abbia proprietà miracolose.

Della serie "non ci credo ma mi diverto", ieri sera ho raccolto almeno un esemplare dei molti fiori che ho trovato nel mio podere (non tutti spontanei a dire il vero): rosa, glicine, santolina, elicriso, ibisco, sedum, lamium, cicerchia selvatica, albizia, achillea, coreopsis, trifoglio, iperico, papavero, ginestra. 


 

Non ho avuto il coraggio di lavarmi con l'acqua ottenuta pensando a quanto è suscettibile la mia pelle. Così mi sono solo bagnata le mani e le braccia e poi ho donato l'acqua sacra e il suo contenuto al cespuglio di evonimo che si è recentemente ammalato. Speriamo che sia miracolosa almeno per lui. 

 

 

domenica 4 luglio 2021

Tisane, che passione! Ma meglio con le nostre erbe

Sono amante delle tisane. Ne bevo a tutte le ore: pausa di metà mattina al lavoro, dopo pranzo, dopo cena, per scaldarmi di inverno, per raggiungere la quota di liquidi consigliata contro la calcolosi renale. Mi piacciono tutte e al naturale, senza zucchero né miele.

Per anni le ho fatte con le bustine in commercio ma da un po' di anni ho capito che sono molto più buone quelle fatte essiccando le "mie" erbe. Se ne possono fare con molte più piante comuni di quello che si immagini.

Ad esempio con la salvia e/o il rosmarino, con l'alloro o l'origano, con i fiori di tiglio, con il tarassaco, che abbonda nel mio podere in campagna (ottimo diuretico), con la melissa (individuata di recente dopo anni), con la squisita cedrina (o erba limoncina) col suo aroma di limone, con le bacche di rosa canina (essiccate e ripulite da semi e pelucchi), con i fiori di elicriso (per chi ama l'amarognolo, ottimi per il mal di gola), con i fiori di iperico (erba di San Giovanni), col finocchietto selvatico (buonissimo e digestivo).

C'è da sbizzarrirsi talmente tanto che nonostante l'uso frequente non ci si fa a finirle tra un anno e l'altro. Bisogna fare attenzione all'essicamento. No al sole perché pare che perdano la loro essenza (e proprietà). A temperatura ambiente, se il clima non è secco, tendono ad ammuffire una volta messe in barattolo. Ideale sarebbe l'essiccatrice o, in alternativa, il forno ventilato a bassissima temperatura.

Oggi raccolto di origano (antisettico, antispasmodico, digestivo ed espettorante) dal vascone in terrazza e nepitella (digestiva) dal mio giardino.



sabato 29 febbraio 2020

Comprare a peso netto

Avevo pensato di scrivere qualche riflessione sulla psicosi collettiva causata dal virus simil-influenzale COVID-19 (per gli amici Corona Virus), ma in realtà scatenata da come i media hanno trattato un'epidemia, che pur cattiva, non credo che sarà così apocalittica (se non forse per l'economia). Avrei voluto scrivere qualcosa qui giusto per ricordare un domani questo periodo e come la nostra società occidentale e la nostra agiatezza (di cui non ci rendiamo conto fino in fondo) improvvisamente sia stata messa in difficoltà da un essere così piccolo e stupido ma così forte come un virus.
E invece voglio parlare di una piccola piacevole scoperta che ho fatto di recente. Un negozio che vende prodotti sfusi di qualità: Solo peso netto. Una scommessa di una giovane donna, aiutata dalla sua famiglia, di aprire un negozio di prodotti alimentari in un quartiere di periferia, davanti ad un hard discount, va senz'altro incoraggiata.
La cosa carina (rispetto ad altre possibilità di acquisto prodotti alla spina che troviamo nella grande distribuzione) è che i clienti possono portare qualsiasi loro recipiente con il quale vi faranno la tara, senza dover comprare un determinato contenitore che poi finisce dimenticato e che non riusiamo più. Barattoli di vetro, contenitori di plastica per alimenti, flaconi vari per shampoo e detersivo. Se non abbiamo portato niente ci vengono date delle buste di carta.
I prezzi non sono bassi però la qualità è alta e soprattutto la scelta dei fornitori è molto accurata (un po' come quella dei GAS): produttori locali, spesso biologici o comunque a filiera corta. Ho trovato ottimo tutto quello che ho provato finora (pasta, riso, cous cous, té, caffé). L'atmosfera creata dalla titolare e dalla sua famiglia è subito cordiale e informale.
Questa la mia spesa di oggi (i contenitori sono miei ovviamente):

Cous cous integrale, riso Apollo aromatico (la risposta italiana al Basmati), caffé 100% arabica, semi di canapa da mettere nei cereali la mattina, cannella, pasta integrale e lenticchie rosse decorticate.

Se non siete di Firenze, cercate anche nella vostra città un negozio che vende prodotti alla spina. Abbattiamo gli imballaggi, favoriamo le piccole imprese e la filiera corta. 
 
AGGIORNAMENTO GIUGNO 2022:
Dalla newsletter di "Solo peso netto"
"Siamo arrivati a fine corsa. Come già sapranno tutte coloro che ci seguono sui social. Solo Peso Netto chiuderà il 23 giugno 2022.
Abbiamo provato a resistere con le unghie e con i denti, ma adesso non abbiamo più scelta.
Ci dispiace perché nel nostro progetto ci abbiamo creduto da sempre e con tutti noi stessi, ma evidentemente volontà e passione da sole non sono sufficienti a portare avanti un'attività commerciale."

Che peccato! E' vero che era un negozio di nicchia, con prezzi abbastanza alti, per clienti che si possono permettere di privilegiare la qualità sul prezzo. Però mi dispiace davvero.