martedì 8 novembre 2022

Maria Letizia

 

Mi hai accolta da subito con calore e simpatia e mi hai sempre fatto sentire come se fossi sempre stata una parte della vostra famiglia. Mi piaceva chiacchierare con te. Eri intelligente, colta e molto signorile. 

Rimasta senza il tuo Giulio, mi stringeva il cuore vederti in quella casa buia in balia di estranee e ancora di più saperti in RSA, senza poterci vedere, toccare, abbracciare, aspettando che qualcuno venisse a provvedere ai tuoi più elementari bisogni. Non era una vita dignitosa.

E così te ne sei andata. Silenziosamente, una mattina di autunno inoltrato, hai tolto il disturbo.

Ci mancherai, Maria Letizia! Spero che, dovunque tu sia, potrai ascoltare la tua amata radio, compagna di tanti notti insonni e ultimamente spesso negata per incuria.

Riposa in pace.

venerdì 28 ottobre 2022

Stati Uniti d'America

Stavolta il gioco si fa duro. Stavolta non si parla più di andare qualche mese in qualche città europea per approfondire gli studi. Stavolta si parla di un contratto di lavoro di un anno, probabilmente rinnovabile e poi chissà. E poi magari ti trovi bene, ti fai apprezzare, ti fai strada, metti radici e "ciao, Italia!". Italia che non ti ha voluto, che ti ha formato e poi ti ha chiuso tante porte in faccia.

E così oggi sei partito per oltreoceano. Per il "paese delle opportunità", con la tua valigia, il tuo bagaglio di ansie ma anche di curiosità. E noi rimaniamo qua e chissà quando ti rivedremo.

Si mette al mondo un figlio, si alleva meglio che si può, si ama, si cura, si accudisce, si fa istruire, ci si investe tempo, soldi, energie, se ne fa una bella persona e poi questo figlio vola via lontano. Qualcun altro godrà della sua compagnia, della sua profondità di pensiero, della sua intelligenza. Ma è giusto così. I figli non sono "nostri". Sono piantine che annaffiamo e concimiamo ma, al contrario delle piante, hanno gambe e se ne vanno per il mondo.

Buona fortuna, figlio mio! 

So che ti farai valere! 💗

giovedì 13 ottobre 2022

Non posso permettermi di dichiararmi infelice


Viviamo. Sempre un po' in corsa. Sempre con qualcosa di lasciato a metà. Con qualche rimpianto. Ma sempre con progetti, propositi, programmi più o meno importanti per il futuro. Ho diversi film registrati da vedere. Una lista di libri da leggere. Qualche lavoro nella mia amata casa in campagna da fare. E poi voglio vedere come crescono le mie piante, voglio vedere la loro fioritura la prossima primavera, e magari qualche frutto da gustare. E poi vorrei vedere mio figlio maggiore sistemato professionalmente, magari chissà... anche sentimentalmente. E poi devo fornire la mamma di libri da leggere, film da vedere, fare insieme a lei qualche banchino dell'usato. Insomma viviamo la nostra vita piuttosto confortevole, progettando sempre un futuro, ambizioso o tranquillo che sia.

Poi un giorno ti arriva una telefonata. C'è bisogno di un approfondimento medico. Ci sono buone probabilità che si tratti di una semplice cautela (e sempre sia lodato il nostro sistema sanitario perché, nonostante tutto, funziona!). Ma c'è anche una possibilità più nefasta. Non so con quanta probabilità, ma c'è. 

Ed ecco che tutto intorno ti si trasforma: il futuro ci sarà? O per lo meno, sarà più o meno come te l'eri immaginato o sarà profondamente diverso? Tutto passa in secondo piano. Pensi ad una data neanche troppo lontana e ti chiedi: "Ci sarò? E comunque cosa sarò in grado di fare?" Scacci via il pensiero ma l'ansia sta lì, annidata nella tua mente e riemerge appena cedi un attimo alla concentrazione.

Eterni quei quaranta minuti in attesa del risultato dell'approfondimento e poi: "Signora, tutto a posto. Può andare."

Sollievo. Ma ricordatelo, Artemisia! Ti sia di lezione quando ti lamenti di stupidaggini e quando ti arrabbi di sciocchezze. Non ti puoi permettere di dichiarati infelice. Ogni giorno della tua vita, se in salute tua e dei tuoi cari, è un giorno felice, che va vissuto e apprezzato.

giovedì 22 settembre 2022

Gesti che stupiscono e rincuorano

 Il mio percorso quotidiano in bicicletta per andare al lavoro passa lungo un argine di un torrente. Un bel posto, dove ti senti lontana dalla città, dal traffico e dai rumori. Ne parlai in questo post

Percorrendolo più o meno alla stessa ora ogni giorno capita di incrociare le stesse persone: un'anziana che con grande costanza fa la sua camminatina incerta, una coppia che cammina spedita chiacchierando (chissà cosa si dicono tutti i giorni, in realtà parla quasi sempre lei), i ragazzi che aspettano di entrare alla scuola di agraria, e una giovane donna che cammina spedita con i guanti e un sacco della spazzatura sempre bello pieno. Dapprima ho pensato ad una operatrice della scuola che ripulisse i dintorni per evitare rifiuti pericolosi per i ragazzi. Ma poi il giorno dopo la incrocio più lontana e comincio a notare che tutto l'argine è pulito (saranno un paio di chilometri). Niente lattine o bottiglie di plastica o scatole di sigarette.


 

Sempre più incuriosita, alla fine mi sono fatta coraggio e le ho chiesto se stesse facendo quel lavoro volontariamente o no. "Sì, mi ha risposto, venivo qui a passeggiare e mi arrabbiavo tanto. Così ho deciso di tenere pulito questo posto." 

Mi ci sono rivista perché facevo anch'io qualcosa di simile quando camminavo (non con la sua costanza devo dire) e, oltre a fargli i miei complimenti e ringraziamenti, da allora ammiro con piacere il nostro (cioè di tutti) argine pulito.

Ci sono anche persone così. E rincuorano. 



sabato 27 agosto 2022

Vacanza: ventisettesimo (e ultimo) giorno

 Tabella di marcia:


1) piantare l'alkekengi sotto l'albero di prugne. L'alkekengi è una bella pianta annuale da sottobosco (me la fece scoprire la mia amica A. durante una passeggiata) che fa dei bei frutti arancioni a forma di lanternine. E' molto facile da riprodursi. Di inverno sparisce ma a marzo puntualmente rispunta. Dopo averla tenuta in vaso un paio di anni ho capito che sta meglio in terra basta che sia all'ombra e innaffiata regolarmente durante l'estate. E così questa, che è la seconda che ottengo da seme, ho deciso di metterla a dimora sotto il vecchio albero di prugne. Vediamo se si piacciono 😊

2) Pillottare l'arrosto di maiale con le nostre erbe aromatiche (salvia, alloro, rosmarino, timo e nepitella) alle quali ci aggiungo chiodi di garofano e un po' di cannella. L'arrosto è dell'azienda locale Cormezzano che fa ottimi formaggi e carni. Lo cuciniamo questo pomeriggio così domani arrivati in città abbiamo già la cena pronta.

3) Breve seduta di ginnastica. Non sono riuscita a mantenere il ritmo cittadino delle tre sedute settimanali ma è anche vero che qui in campagna non sono mai stata costante nella ginnastica e poi non sto certo tanto seduta!

4) Mentre R appende la lampada che abbiamo "salvato" dal mercatino del riuso (era tutta arrugginita ma, una volta restaurata abbiamo visto che non è niente male), passo l'aspirapolvere all'interno dell'auto piena di foglie ed erba secca.

5) Finalmente filtriamo e diluiamo il nostro primo amaro fatto in casa. Alla fine di luglio abbiamo infatto messo sotto alcol le nostre erbe: alloro, salvia, rosmarino, timo, cedrina, finocchietto selvatico, basilico (unico acquistato), nepitella, mirto, melissa, artemisia, mallo di noce e arancio amaro. Non è male come primo esperimento e comunque è una soddisfazione.


 

6) Questo pomeriggio si comincia a riporre le cose, ad imballare quello che c'è da portare via, a fare qualche pulizia, l'ultima innaffiatura (i temporali previsti non si vedono all'orizzonte) e si finisce con grigliata finale in terrazza.

Risparmio di raccontare il magone e dico solo che sono davvero contenta di questa vacanza così lunga e così bella. 

venerdì 26 agosto 2022

Vacanza: ventiseiesimo giorno


 

 Mentre R ritoccava la ringhiera, ho dato il protettivo sulle pitture murali da preservare (essenzialmente quelle lasciate dagli ospiti).

Altro lavoro da fare prima di partire, la pulizia delle superfici marmoree che stanno alle intemperie. Si tratta di un muretto e di un tavolo che poggia su una base di ferro. Ahimé, malaugurata idea di dare un'occhiata alla struttura di ferro! Si rivela infatti molto molto più arrugginita di quanto si poteva presagire! Non rimane che correre ai ripari con antiruggine e una copertura plastica per salvare il salvabile. E' incredibile come, finito un lavoro, ne spunti subito un altro!!!


 

La lista emergenziale è esaurita. Il resto può essere rimandato all'autunno (o forse anche al prossimo anno).


Approfitto dell'occasione per parlare delle nostre compagne vespe. Ad inizio vacanza abbiamo infatti scoperto un vespaio tra le piante di sedum del "giardino verticale" (si tratta di una piccolissima scarpatina che aggetta proprio sulla terrazza). Tutti gli ospiti che abbiamo avuto in questi giorni ci hanno consigliato di distruggere il vespaio e di liberarsi delle sue autrici. Ma noi abbiamo pensato che, se l'ecosistema ha previsto l'esistenza di questo vespaio, un'utilità ci deve pur essere e abbiamo deciso di convivere con le nostre amiche vespe. In realtà sono state davvero rispettose, ci hanno "allietato" svolazzando durante tutti i nostri pranzi ma non ci hanno mai aggredito. Chissà, dal loro punto di vista, siamo noi che abbiamo invaso casa loro.... 



giovedì 25 agosto 2022

Vacanza: venticinquesimo giorno



In mattinata, mentre R finisce di dare la prima mano, io attacco la seconda. Il compito più che altro è scovare nelle miriadi di angoli e interstizi qualcosa di tralasciato, e qualcosa c'è sempre. La superficie è ruvida e porosa (purtroppo ci siamo resi conto che la scartatura doveva essere ben più drastica). Un lavorino lungo e di pazienza quindi accompagnato dall'ascolto di podcast. Io scelgo "Ex Voto" di Marco Damilano: interessante anche se un po' deprimente. L'elettore italiano non ha imparato nulla dal passato, ahinoi!

Prima di cena riusciamo a concludere la seconda mano! Per domani rimane solo da fare i ritocchi dei punti trascurati, che ci saranno sicuramente, ma siamo contenti di aver praticamente finito.

Stasera invece finisco di vedere su RaiPlay "Una donna", uno sceneggiato del 1977 con Giuliana De Sio, tratto dal romanzo di Sibilla Aleramo. Lo stile oggi fa un po' sorridere ma la storia è interessante e quanto mai attuale.