sabato 23 maggio 2026

Cantare insieme


Da un paio di anni faccio parte di un coro, attività che mi ero ripromessa di fare appena fossi andata in pensione. Ci sono tanti cori nella mia città e molti non chiedono particolari competenze musicali. Il mio coro è davvero "accogliente". Non serve essere particolarmente intonati, né saper leggere lo spartito e il repertorio è basic (musica leggera e canti tradizionali). Siamo quasi tutte donne (come spesso accade, i maschi o sono molto bravi e puntano in alto oppure stanno a casa). Le mie compagne sono gentili e simpatiche. E poi il grande vantaggio: le prove sono al circolo a pochi minuti a piedi da casa mia. 

Mi è sempre piaciuto cantare e, tranne qualche lezione individuale in un certo periodo della mia vita, non ho competenze musicali né canore. Ho scoperto di essere un contralto (in effetti non ho mai pensato di saper fare grandi acuti) e, ahimé, ho capito che la parte dei contralti è sempre più difficile perché si discosta il più delle volte dalla melodia più nota di un certo pezzo (che di solito corrisponde alla parte dei soprani). Ma alla fine questa è la cosa che mi piace di più perché è sfidante. 

Il punto demotivante invece per me è il repertorio poco vario e poco stimolante e il fatto che la nostra insegnante non si sforza granché di variare e poco di farci migliorare.  L'anno scorso abbiamo fatto più concerti (natalizi, partigiani, ecc.). Quest'anno invece ci siamo esibite principalmente nelle RSA e quindi la scaletta era molto "popolare" (Dadaumpa, Ma che musica maestro, ecc.). Ma l'idea di prendere un mezzo per andare a cantare in un altro coro fa pendere sempre la bilancia per rimanere in questo.

Oggi, 23 maggio, l'ultimo concerto dell'anno in RSA. Devo dire che fa piacere intrattenere questi anziani ed essere per loro un'occasione di musica e socialità. Un gruppo di loro ci ha cantato dei pezzi in karaoke e mentre una figlia (della mia età) riprendeva la madre che cercava malamente si cantare una canzone, non ce l'ho fatta a trattenere le lacrime. Inevitabile (e troppo doloroso) pensare a mio padre che abbiamo dovuto ricorverare in quella terribile e triste RSA dove ci ha lasciato la vita. Qui almeno mi sembra che gli ospiti siano sereni.

martedì 28 aprile 2026

Figlio mio, così misterioso...

Ti guardo e non so quanto ti conosco. Alto, magro, con gli occhiali da intellettuale, la barba accennata e quegli occhi verdi che si illuminano quando sorrisi. Eppure sei un mistero. Hai scelto una professione tanto cerebrale quanto poco "piazzabile" sul mercato del lavoro. Eppure ti calza a pennello. Chissà a cosa pensi quando taci, cioè quasi sempre. Chissà cosa ti frulla in quel bel cervello. 

Hai sempre presentato un muro davanti agli altri, soprattutto genitori e insegnanti. Solo quando stai male e mi chiedi aiuto, si spalancano brecce e scopro inaspettatamente la tua parte più tenera e fragile di te, che prontamente si chiude appena stai meglio.

Talvolta invece ti vedo un fanciullo poco cresciuto, quando non cogli l'opportunità di certi tuoi comportamenti, quando la partita della Fiorentina è più importante di un'occasione di socialità, quando si capisce che alla fine quello che ti piace di più è "giocare", che siano videogiochi o che sia pickleball.

Altre volte scopro lati del tuo carattere che non mi piacciono. Sei una persona seria ed affidabile, ma se un lavoro non ti piace o ti costa sforzo, non sei disposto al sacrificio, neanche per il bene degli altri. Ammetti che il tuo fare networking (come lo chiami tu) è carente, ma non ti sforzi di cambiare, perchè rifuggi la noia come la peste. Dici che stai male senza una compagna, ma non ti accontenti di niente di meno della donna dei tuoi sogni. Non ho capito se è presunzione o paura, o tutte e due, ma io continuo a sognare per te una ragazza estroversa, intraprendente, un uragano, che ti capisca e ti apprezzi sì, ma anche ti schiodi da quella zona di confort nel quale ti sei rifugiato. 

Grazie di essere venuto in campagna con noi in questi giorni, anche se nel viaggio in auto ti sei isolato infilandoti gli auricolari nelle orecchie, anche se ti abbiamo visto solo a cena, anche se ho dovuto insistere per farti fare un giro nel podere a cui noi dedichiamo tanto tempo e fatica. Grazie lo stesso, figlio mio, così misterioso e torna presto a trovarci.

giovedì 16 aprile 2026

Partecipazione (non so se è libertà ma...)

Per la prima volta ho partecipato ad una delle assemblee consultive che la Coop ogni anno indice per presentare il proprio bilancio ai soci. Eravamo stipatissimi nella sala del mio circolo di zona. Il direttore del negozio dove faccio la spesa ha fatto la sua bella presentazione dove la Coop è stata dipinta come una benefattrice. Non solo va benissimo economicamente ma distribuisce i propri ricavi ai soci attraverso sconti e promozioni. E poi fa tante belle cose: corsi di affettività per gli adolescenti, aiuti alla martoriata popolazione di Gaza, favorisce i produttori locali, concede ai propri dipendenti neo-padri quattro settimane di permesso in più per stare con i figli e tanto altro.

Non so se davvero è tutto così bello nella Coop, ma di sicuro è una catena di grande distribuzione preferibile ad altre, magari di proprietà di multinazionali, che mirano solo al profitto e "strozzano" i produttori con condizioni capestro.

Almeno la Coop una parvenza di democrazia la mette in scena, anche se, parliamoci chiaro, quanti delle migliaia di soci parteciperebbeo all'assemblee se come ricompensa non ci fosse un pezzo di formaggio? Sarei proprio curiosa di saperlo.

Probalmente qualcuno di quelli che sono intervenuti e che non hanno certo commentato il bilancio ma riportato lamentele più o meno pittoresche come clienti del supermercato. Devo dire che questa è stata la parte più divertente, anche perché il 99% dei partecipanti era di età ben avanzata e c'è stato anche chi di questo si è lamentato!

Altra "vetrina" a cui ho partecipato in questi giorni è stato l'evento di lancio dei "Custodi del verde", un gruppo di cittadini e di associazioni che, secondo una trovata del mio Comune, dovrebbero "sorvegliare" il verde pubblico della mia città, segnalare eventuali problemi e, chi vuole, dare anche una mano in semplici lavori di manutenzione. Io mi sono iscritta perché mi piace il verde, mi piace fare cose e anche per curiosità. Tuttavia dagli eventi a cui ho partecipato finora, compreso questo ultimo in grande pompa, temo che si tratti parecchio di chiacchiere. Spero di sbagliarmi.

Libertà è partecipazione? Non lo so. Di sicuro a me piace.

 

mercoledì 8 aprile 2026

Benefici del verde (e dell'azzurro)

Cominciavo a sentirmi insofferente alla città, al cemento, al traffico, all'assalto. Questa parentesi in Lunigiana mi ci voleva proprio. Sarà anche che dopo tanti giorni di pioggia, vento e freddo, abbiamo finalmente avuto delle giornate bellissime con il sole caldo (ma non torrido) e il cielo terso. Tante ore di luce e di aria, uccelli che cantano tutto il giorno, fiori di tutti i colori. Che meraviglia!

Alcuni studi scientifici dicono che stare in mezzo alla natura non solo rilassa la psiche, ma fa bene anche al nostro corpo. Penso che sia vero. Quando sono qui non riesco a sedermi neppure sulla sdraio in terrazza (tanto meno ad un tavolo in casa). E' irresistibile per me andare su e giù per il podere (che pure è bello ripido) a fare manutenzione ma anche solo a fare foto o a guardare le montagne all'orizzonte.

Mi piace anche fare fatica, se all'aria aperta. Adoro ripulire le mie piantine dalle erbe spontanee che le soffocano, anche se è scomodo e bisogna stare accoccolati o in ginocchio. Le vedo riemergere alla luce. Ritrovo la loro forma e scopro le nuove foglie e i nuovi rametti.

Anche l'escursione di ieri, senza bisogno di spostare l'auto, è stata bella. Sentieri di collina panoramici o dentro il bosco, che ancora non è troppo frondoso. Scoprire le fioriture del sottobosco. Osservare tutto per non perdersi nulla. Neppure la nascita di un castagno: una cosa che non avevo mai visto e che mi pare una sorta di miracolo:

 


 

domenica 22 marzo 2026

A Torino con Libera

Dopo più di dieci anni (per l'esattezza dal 2015 a Bologna) ho partecipato alla manifestazione nazionale in memoria delle vittime di mafia. Stavolta a Torino e partendo il giorno prima onde evitare levatacce e strapazzate in pullman. 

Sì, questa giornata è un rito. Non serve certo per sconfiggere le mafie. Tuttavia sono stata contenta di parteciparvi. A parte il fatto che per fortuna era una bella giornata e percorrere in su e giù questo corteo colorato che sfilava in questa bella città è stato piacevole. Inoltre penso che sia importante non far sentire soli i familiari delle vittime, l'ottanta per cento dei quali (come ha detto Don Ciotti dal palco) non ha ancora avuto verità e giustizia sulla morte innocente dei propri cari.

Ma la cosa più bella è stata, una volta tanto, sentirmi in minoranza come età anagrafica. Rincuora vedere tanti giovani partecipare e anche tanti bambini, scout, scolaresche, giovani genitori con i loro piccoli nel marsupio o nel passeggino. Si capisce che ci sono tanti giovani che hanno un bisogno fortissimo di partecipazione, di far sentire la loro voce, di credere alla possibilità di una società più giusta, di non pensare che la vita sia solo "nasci, lavori, consumi e muori". E' confortante e fa sentire bene. 

Usciamo dalle nostre case e dalla nostra routine e troviamoci più spesso in piazza.

venerdì 6 febbraio 2026

Strategie antinvecchiamento


"Vivete nel qui e ora", dice la psicologa che sta tenendo una conferenza in biblioteca sul tema “Relazioni con il tempo. Imparare a vivere nel tempo presente”. "Concentratevi su quello che state facendo, spengendo il chiacchiericcio che porta la nostra mente a distrarsi in mille rivoli..."

"Fate funzionare questa meravigliosa macchina che è la nostra memoria", consiglia il medico che tiene il corso “Il cervello che cambia: scoperte e strategie per un invecchiamento di successo” all'università per la terza età e specifica: "Imparate a memoria qualcosa ogni sera (il numero di telefono dei vostri figli, una poesia, una canzone, una ricetta), andate a dormire e vedrete che il giorno dopo il vostro cervello avrà fissato nei vostri neuroni le proteine per ricordarvi quella cosa. Così contrasterete la perdita di massa cerebrale dovuta all'età."

Sempre il prof: "Le intelligenze umane sono ben nove (logico-matematica, linguistica, musicale, sociale, ecc.): è utile allenarle tutte perché il cervello è plastico a tutte le età! Vi farete una riserva cognitivo che potrà tornarvi utile se, in età avanzata, sarete colpiti da una malattia degenerativa". Quindi invita a parlare, socializzare, vedere persone, leggere, cantare, ballare, fare parole incrociate, scrivere, studiare una lingua, ecc. Consiglia in particolare di scrivere a mano almeno un quarto d'ora, meglio mezz'ora al giorno, per allenare la manualità, la coordinazione fine e la precisione motoria.

E poi è tutto un coro: ATTIVITA' FISICA COSTANTE! Contrasta la sarcopenia e l'osteoporosi, regola la pressione, attiva il metabolismo e la circolazione e persino aumenta la massa cerebrale.

Inoltre, vogliamo dimenticare la salute dei dischi intervertebrali (quindici anni di ginnastica posturale mica li possiamo gettare al vento)? No di certo! E allora via con le sospensioni alla spalliera o alla barra...

Altro consiglio ricorrente a chi, come me, sta invecchiando: IMPARARE SEMPRE COSE NUOVE. E giù con apprendere balli caraibici, coreografie di danza sportiva, brani per il coro, corsi dell'università per la terza età (storia, arte, filosofia, neuroscienze, botanica), ascoltare podcast sugli argomenti più disparati, leggere libri su carta, in digitale, in audiolibro, visitare mostre, partecipare a conferenze in biblioteca, al quartiere, al circolo, sull'attualità, sulla storia, sui cambiamenti climatici, sulle esplorazioni scientifiche, sull'astronomia, .

Il mio compagno dice che sono "bulimica" di cose da fare ed eventi a cui partecipare. Io mi definirei più "ingorda", ma comunque è vero che non so rinunciare a nulla, non c'è evento che non mi interessi. E tra una poesia a memoria, un passo di salsa cubana, un giro in bicicletta, una seduta di ginnastica, un corso e una conferenza, ce la farò a contrastare un briciolino la mia decadenza senile?

giovedì 22 gennaio 2026

Sposarsi a sessant'anni

Non è facile trovare un compagno o una compagna dopo che un matrimonio è naufragato. Ci si abitua a badare solo a noi stessi. Si radicano abitudini che non siamo tanto disposti a cambiare. Si tollera meno le inevitabili invadenze nella nostra quotidianità di un altro essere umano.

In passato mi elencavi i difetti degli uomini a cui ti stavi avvicinando e si capiva quanto avresti voluto trovare un affetto duraturo con cui condividere gioie e difficoltà. 

Ecco che sei stata coraggiosa. Hai lasciato il tuo confortevole appartamentino per andare a stare in campagna, con la suocera incombente, con la terra e le galline da curare, con un branco di cani che ti svegliano la mattina saltellandoti sul letto. 

Ma sei felice. Si vede. Nonostante le perplessità che noi, che ti vogliamo bene (a freddo) nutriamo sulla situazione in cui ti sei buttata anima e corpo e anche un po' sull'uomo di cui ti sei innamorata, oggi siamo felici per te. Incrociamo le dita e ti auguriamo tanta serenità, perché te lo meriti.

Auguri, sorellina! 👰💝