venerdì 16 gennaio 2026

Sette anni senza di te

Sono passati sette anni e ancora, a momenti, non ci credo. 

Ogni tanto ti penso, babbo. 

Mi vengono in mente le tue battute, sempre uguali come mantra. 

Oppure mi sovviene quanto eri geloso e possessivo quando ero ragazza e quanto ti detestavo per la libertà che non mi volevi concedere. 

Oppure rammento come sei cambiato invecchiando, quanto ti sei sciolto di fronte ai nipoti rivelandoti tutta un'altra persona.

Oppure noto ancora le tue tracce nella casa che la mamma divide con la sua solitudine, negli oggetti più disparati che hai accumulato, nella scritta sopra la tua scrivania "il mio non è pessimismo ma senso della realtà" (e si intuisce la polemica casalinga...).

Oppure ti ricordo malato e questo mi fa tanto male.

La tua bambina più grande è ormai in pensione, babbo, e si ingegna in mille attività. La tua più piccola tra qualche giorno si risposa.  I tuoi nipoti hanno quasi tutti trent'anni. Che peccato che non ci sei, babbo!


mercoledì 14 gennaio 2026

Ed anche "popolone" compie trent'anni

Quasi tutti noi conserviamo soprannomi legati alla prima infanzia. Tu, quando eri piccolissimo, eri chiamato "popolone", soprannome inventato da tuo fratello e dai suoi compagni del nido. Poi, per una storpiatura con triplo salto carpiato del tuo nome, sei diventato per un periodo "missilino".

In ogni caso oggi, il nostro cucciolo, alto più di un metro e ottanta e di ottanta chili di muscoli, compie trent'anni. Inutile dire la vertigine che provo pensando a quanto tempo è passato da quando reclamavi il mio seno e le mie energie. Scontato scrivere quanto siamo orgogliosi dell'uomo che sei diventato: bello, intelligente, serio, simpatico, affidabile e tenero quando serve.

Sono contenta che questo compleanno importante ti trovi con un lavoro soddisfacente, nella tua nuova casa, insieme con la tua compagna, così in gamba e così affiatata con te. 

Arriverà il momento in cui saremo noi ad avere bisogno delle tue cure e sappiamo che possiamo contare su di te. Spero che sarà tra molti anni e che non sarà un compito impegnativo.

Intanto buon compleanno, figlio mio! 💝

lunedì 5 gennaio 2026

Opera Pop

Oggi non è il blue monday (il giorno più triste dell'anno) però il cielo è livido. Fuori sono sette gradi. Ogni tanto brevi piovaschi che non hanno nemmeno il fascino della neve prevista.

In casa sono sedici gradi e mezzo (il gas costa un'esagerazione) ma io sto bene e mi sento su una torre dorata. Ho spruzzato le mie piantine d'appartamento, ho pulito gli scarichi con un po' di bicarbonato ed aceto, ho spazzato la mia non troppo grande casa. E ora mi metto al computer, non prima di aver indossato il poncho che tenevo in ufficio per quando si guastava il riscaldamento (abbastanza di frequente). 

Mi sento in una torre dorata. Non si sente il rumore della città. Ho tutto quello che mi serve. Mi faccio un caffè lungo con il solubile biologico che mi sono portata dagli USA e lo accompagno con un paio di datteri equi e solidali che mi piacciono molto (e poi ho scoperto che sono scrigni di ottime sostanze nutritive). 

Ho un Wi-Fi abbastanza veloce e senza muovermi dalla mia torre posso navigare in tutto il mondo. Per esempio posso sentire un bellissimo podcast che ho scoperto di recente: OperaPop. Lo cura l'attore e regista Luigi Orfeo, che racconta le opere liriche passo passo, facendoci calare nella vicenda con voce suadente e anche qualche simpatico commento alla napoletana e aggiungendo aneddoti e qualche curiosità. Dopo tanto tempo che non lo faccio (anche perché mi sa che siete in pochi a leggere questo antico blog) mi sento davvero di consigliare questo podcast. 

Scultura di Nikos Floros dedicata a Maria Callas
(fino al 14 gennaio di fronte al Teatro del Maggio)

Come già ho accennato in questo post, l'opera lirica mi è sempre piaciuta, grazie mio padre e mia nonna che me la fecero apprezzare. Poi da giovane passai un altro periodo di riavvicinamento comprandomi diversi dischi e imparando a memoria alcune arie famose. In seguito misi da parte questa passione per mancanza di tempo e di energia, che, come scritto più volte, erano completamente assorbiti da lavoro e figli piccoli.

Come mi ripromisi l'anno scorso dopo aver assistito alla Traviata e a Madama Butterfly al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, quest'anno ci sono tornata per vedere la Bohème e ho comprato i biglietti per la Tosca. Sì, l'opera è una passione che non voglio trascurare perché è estremamente coinvolgente. Sono storie di altri tempi ma parlano di sentimenti intramontabili: amore, odio, morte, discriminazioni sociali, gioventù che se ne va, ecc. E poi è la musica che ti penetra dentro. La stessa vicenda, le stesse parole recitate senza musica non ci direbbero quasi nulla, ma con la musica dei più grandi maestri quelle scene sono da brivido garantito e da lacrima sul ciglio (almeno per me).

giovedì 25 dicembre 2025

63

E così in questa giornata piovosa e fredda, compio sessantatré anni. In questa giornata che ho sempre detestato, giornata di mangiate, di sprechi, di produzione esagerata di rifiuti, di riunioni familiari dove tutti si parlano uno sull'altro e nessuno riesce a comunicare, c'è anche questa particolare attenzione nei miei confronti. Che dire? So che si tratta di affetto ma in verità ho sempre desiderato di essere nata in un giorno normale dell'anno, un giorno tranquillo, possibilmente estivo. Ma tant'è...

Comunque ora il problema è la cifra che ormai è altina... E c'è questa fastidiosa sensazione del tempo che accelera, dei giorni, delle settimane, dei mesi, degli anni che scorrono a velocità sempre più elevata. Sarà una sensazione soggettiva, ma so che la provano tutti. 

Da giovani il tempo non passa mai e si teme la noia. A dire il vero, io la noia la temo ancora, ma talvolta vorrei chiedere all'arbitro un time out e riuscire a fare quelle cose tranquille, un po' monotone, tipo fare ordine nei ricordi, nei file sul computer, nei messaggi di posta elettronica, nei segnalibri nel browser, insomma quelle cose lì che si rimandano sempre. 

Ed invece do sempre la precedenza alle novità, alle cose più accattivanti, cose che mi possono regalare emozioni a cui non voglio rinunciare. Non ci posso fare nulla, sono curiosa, avida di imparare, golosa di emozioni. Per il tranquillo riordino c'è tempo... forse... e se non ci sarà, pazienza!

Che post sconclusionato!

(PS chissà perché i compleanni con il "3" mi ispirano la civetteria di pubblicare una mia foto!)

martedì 16 dicembre 2025

Ben ritornato a casa, figliolo!

E così sono passati questi tre anni. Sembra tanto che sei partito per la tua esperienza lavorativa oltreoceano, con il tuo bagaglio di paure e la nostra zavorra di ansie, con la curiosità di metterti alla prova e le nostre chiamate sempre troppo brevi e troppo laconiche.

Quando sei partito, a fine ottobre 2022, si parlava di un anno, poi sono diventati tre e poi il grande paese "delle opportunità" ti ha restituito al mittente. Peggio per loro. Per te è stata un'esperienza preziosa. Sei tornato un po' più vecchio, sicuramente più maturo e più ricco.

Ora tuo futuro è di nuovo un punto interrogativo, ma sono sicura che ti saprai fare apprezzare.

Intanto ritrovo di nuovo le tue cose per casa ed il nostro gioco delle parti, il tuo ricalarti nel ruolo di "figlio accudito" e il mio rispolverare quello di "madre accudente". Un po' mi mancava e ora che so che puoi benissimo accudirti da solo, mi fa anche piacere.

lunedì 8 dicembre 2025

Primo pomeriggio di giorno di festa

Primo pomeriggio di un giorno di inverno. L'alta pressione regala un bel cielo azzurro. Il sole è già vicino all'orizzonte. Sono le giornate più corte dell'anno. Mi piace ricordare che questo è il periodo delle luci umane nel buio dell'universo. Non c'entra nulla la nascita di Gesù Bambino né tanto meno l'ubriacatura consumista dei centri commerciali. E' il periodo in cui l'essere umano ha paura del buio e quindi accende: le luci sul balcone, l'albero di natale, le luminarie nelle strade, accende tutto quello che può per scongiurare la morte. E la nascita del Cristo è solo una versione della speranza dell'uomo che ci sia ancora una primavera e ancora nuove vite.

Va beh lasciamo stare questi pensieri filosofico-antropologici e godiamoci questo sole tenue e questo silenzio da giorno di festa. Nella casa dove vivo da un anno a questa parte si è sempre a contatto con il cielo, con i tramonti, con gli azzurri, con le nuvole, con la luna piena, con le stelle. C'è un discreto silenzio. Il traffico è lontano. Si sente solo qualche aereo che passa.

La sensazione è sempre quella: disperato bisogno di fermare il tempo. Fermare i granelli di sabbia che inesorabilmente diminuiscono nella parte superiore della clessidra, perché la vita è maledettamente troppo corta. Tra poco compirò sessantatre anni e penso che il tempo davanti a me, comunque vada, sarà sempre troppo breve in confronto a tutto quello che voglio fare. Per questo continuo in un certo senso "a correre", anche se certamente non come quando lavoravo. 

Mi godo le notti riposanti. Finalmente dormo bene e talvolta anche a lungo. Non ho mai avuto dubbi che gran parte della mia insonnia fosse dovuta a quella maledetta sveglia puntata che mi faceva salire l'ansia.

Mi godo i ritmi giornalieri e i pasti tranquilli ad orari scelti da me e dal mio compagno. 

Mi godo attività nuove, possibilmente anche un po' sfidanti ma senza essere competitive. Aerobica, ballo, canto, lezioni e conferenze, visite guidate alla scoperta di luoghi della mia città, giri in biciletta approfittando delle giornate belle come questa, film serali senza troppi colpi di sonno.

Mi godo l'affetto del mio compagno di vita e di lotta contro la vecchiaia che incombe, con la sua ironia, il suo scetticismo, i nostri battibecchi da anziani.

Mi godo anche la compagnia della mamma, che per quanto pesante con tutte le sue paure, le sue sicurezze infondate e le sue idiosincrasie, difende con le unghie la sua autonomia e si autoaccudisce, lasciandomi il solo compito di farle compagnia una volta alla settimana. 

Mi godo l'autonomia e l'affetto distante dei miei figli che ormai sono uomini e non hanno più bisogno di me (per fortuna ancora non ho bisogno io di loro). Tra poco dovrei anche godermi la rinnovata vicinanza del maggiore che torna dagli Stati Uniti dopo tre anni. 

Il tempo è una convenzione. L'umanità lo misura in secoli, anni, mesi, minuti, perché non riesce a dominarlo. Il tempo non ci basta mai. Il tempo non mi basta e quello che ho lo riempio avidamente di parole e di incontri. Tanto avidamente che non riesco mai a fermarmi, come ho fatto adesso, per buttar giù qualche impressione sul mio vecchio blog.

sabato 20 settembre 2025

Senso di impotenza

Inondati costantemente da notizie e da informazioni, assistiamo alle ingiustizie, alla crudeltà e alla malvagità umana senza poter fare nulla. I Russi che continuano a bombardare impunemente l'Ucraina, disperati che annegano nel Mediterraneo senza che nessuno li salvi e soprattutto Israele che rade al suolo e fa strage di una piccola popolazione senza che nessun governo osi obiettare. 

E noi? Noi assistiamo impotenti nella nostra bolla, nella nostra protetta e pacifica quotidianità. Anch'io parlo di piantine, di balletti e di canzoncine e mi sento un verme.

Ammiro chi ha piantato tutto e si è imbarcato nella Global Sumud Flotilla (anche se sarà più che altro un'operazione dimostrativa, ma almeno faranno notizia).  E non sono solo giovani che non hanno nulla da fare!

Bravi i portuali di Ravenna che hanno intercettato un carico in partenza con armi destinate ad Israele! E bravi Comune, Provincia e Regione ER che hanno bloccato la sua partenza!

A noi non rimane che partecipare ad una o più delle manifestazioni di protesta, come quella di ieri della CGIL


oppure utilizzare strumenti di boicottaggio come consumatori: vedi lo stop alle noccioline israeliane a marchio Coop o la app Boycat (con la quale si possono evitare anche prodotti americani viste le assurde politiche dell'attuale governo).

E' poco, lo so. E' nulla. Ma è meglio dell'indifferenza...