Domani è annunciata una perturbazione che, secondo i meteorologi, metterà fine all'estate, un'estate torrida, sopra le righe e sopra la media, che ha messo a dura prova tutti. Per me invece è stata un'estate gradevole, attiva e felice.
La mia seconda estate in Lunigiana (salvo una manciata di brevissime incursioni in città). Leggo il resoconto dell'anno scorso, scritto proprio in questo periodo, e mi rendo conto che potrei scrivere quasi esattamente le stesse cose: notti fresche, natura, verde, aria buona, lavori nel verde e sulla casa. Qualche differenza nei raccolti: fichi tantissimi ma ormai finiti, cotogne ancora verdi e quindi da lasciare, raccolto incredibilmente abbondande di mandorle, zero mele (ahinoi).
Corro con la mente al 27 maggio quando sono arrivata qui e non posso evitare la malinconia. La messa a dimora di nuovi alberi, la trasformazione dell'abetaia, la novità dell'orto, il restauro della casetta del forno. E poi le chiacchiere pomeridiane dai nostri amici della casa di fronte, le gradite visite di nostro figlio, della mia compagna di coro e della nostra cara amica S. che viene tutti gli anni a trovarci e ad incrementare il nostro murales. E poi la routine tranquilla di due pensionati: svegliarsi senza sveglia, colazione con il pane di mio marito e le nostre marmellate casalinghe, le insalatone per pranzo, le cene con vista tramonto. Che si può volere di più? Per quanto mi riguarda, nulla.
Costa un certo sforzo tornare in città. Non certo il magone di quando lavoravo ed erano finite le ferie (rappresentato egregiamente dalla foto sotto del 2023), ma comunque dispiace, anche se ci aspettano il nostro bell'appartamento, le nostre attività, i nostri affetti. A presto Lunigiana mia!


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