Dedicato a tutti quei ragazzi e quelle ragazze che entrano nel mondo del lavoro e si scontrano con persone destabilizzanti.Ho cominciato a lavorare a diciannove anni come impiegata amministrativa presso un ente pubblico. Nell'ufficio eravamo tutte ragazze giovani tranne la capufficio, una donna sulla quarantina. Questa donna aveva creato un clima di terrore psicologico. Alternava dei giorni in cui aveva nei nostri confronti un atteggiamento materno (ci chiamava "topine") e ci stimolava a parlare del nostro privato dandoci "saggi" consigli, con dei giorni in cui ci strigliava perchè non facevamo il lavoro esattamente come voleva lei. Una mattina si alzava con la convinzione che gli utenti non meritavano la nostra dedizione e ci costringeva ad andare a fare delle passeggiate nei dintorni dell'ufficio, salvo poi il giorno dopo rimproverarci perchè avevamo lasciato qualche pratica indietro. Un altro giorno si svegliava e, non ritenendosi soddisfatta dell'impresa delle pulizie, ci costringeva a dotarci di gabbanelle e piumini per pulire l'ufficio insieme a lei. Il fatto che criticasse qualcuna di noi in sua assenza faceva pensare, a ragione, che riservasse questo trattamento a tutte indipendentemente dagli apparenti buoni rapporti. La cosa che mi costava di più non era però accondiscendere alle sue bizzarie, bensì la sua pretesa che ciascuna adottasse lo stesso comportamento vessatorio con la vittima di turno, pena il cadere dalle sue grazie.
Nonostante noi fossimo in una botte di ferro (contratto a tempo indeterminato senza nessuna possibilità di licenziamento nè di trasferimento) eravamo terrorizzate e non avevamo il coraggio di parlarne neanche tra noi. Il fatto è che anche gli utenti e il direttore stesso la temevano perchè la responsabile dell'amministrazione ha, di norma, un potere di ricatto notevole.
Dopo dieci anni di questa situazione (che solo dopo ho capito essere un tipico caso di mobbing) finalmente siamo riuscite a parlarne prima tra noi e poi con il sindacato. Io ed altre due colleghe siamo riuscite a ribellarci ed abbiamo ottenuto addirittura la creazione di un nuovo ufficio indipendente da lei con nuovi compiti.
Oggi sono io la responsabile dell'amministrazione. Probabilmente come capufficio ho tanti difetti ma una cosa rappresenta il mio primo punto di impegno: la serenità dell'ambiente dove ognuno si possa dedicare al suo lavoro senza angosce.
Purtroppo i ragazzi di oggi spesso non possono ribellarsi in casi del genere a causa della precarietà della loro posizione. Il mio consiglio comunque è di non scoraggiarsi e di non pensare mai che non ci sia nulla da fare. Non c'è niente di peggio che subire una situazione di frustrazione sul lavoro in quanto questa si ripercuoterà in tutto il resto della propria vita con effetti devastanti.
