Sempre più persone hanno perso fiducia nella medicina tradizionale o convenzionale e cercano di curarsi con i rimedi più strani. Sviluppando un commento che ho lasciato sul blog del mio amico Davide , io sono del parere che prima di ricorrere ai farmaci tradizionali bisognerebbe chiedersi se è proprio necessario. Innanzitutto non si dovrebbe cadere nella trappola delle multinazionali farmaceutiche che cercano di "medicalizzare" anche i disturbi più comuni che di norma passerebbero anche da soli. Inoltre i farmaci contengono, insieme ai principi attivi, anche sostanze tossiche che sarebbe meglio non prendere se non ce n'è effettivamente bisogno. D'altra parte, secondo me, bisogna anche stare attenti alla tendenza opposta cioè di rifiutare la medicina tradizionale per malattie serie. Sono abbastanza scettica sull'efficacia della maggior parte delle cosiddette "medicine non convenzionali". Di solito esse hanno un approccio più attento al paziente nel suo complesso e meno mirato a considerarlo a pezzi, ma vi sono, secondo me, pochi controlli sulla professionalità di chi le esercita e sulle controindicazioni dei rimedi.A titolo esemplificativo racconto la storia di due miei disturbi cronici.
Soffro di lombalgia, cioè di mal di schiena, che mi ha procurato in passato i classici "colpi della strega", cioè quelle forti fitte causate da un banale movimento che ci fanno rimanere bloccati per diversi giorni. Questo tipo di episodi erano diventati sempre più frequenti con gli anni e ogni volta il tempo di recupero si faceva sempre più lungo.
Ho consultato tre ortopedici (con tre diagnosi/cure diverse), ho fatto due radiografie, una risonanza magnetica, ho provato due tipi di fisioterapia, una serie di sedute di medicina manuale, una punturona di antiinfiammatorio, varie sedute di agopuntura, cerotti antiinfiammatori transdermici, gel all'arnica ed infine, dall'inizio del 2005, faccio ginnastica medica posturale. Devo dire che quest'ultima mi sta permettendo di mantenere la situazione sotto controllo nel senso che adesso so quali attività, quali posizioni, quali movimenti devo evitare per prevenire i "colpi della strega".
L'altro mio disturbo cronico è la cistite di cui soffro da anni. Non mi consola molto sapere che una donna su quattro ne soffre. Per un periodo ho seguito avidamente un forum su Internet sull'argomento dove ho letto di donne che stavano messe peggio di me e che stavano provando di tutto. Dopo aver girato vari ginecologi e un urologo, fatto varie analisi e provato vari antibiotici, da circa un anno e mezzo cerco di non prenderne più e di curare le fasi acute con riposo e tisane rinfrescanti (malva, gramigna e uva ursina). Ciò non basterà ad evitare altri episodi ma ho notato che essi si sono diradati perchè probabilmente gli antibiotici, di efficacia sicuramente più immediata, alla lunga abbassano le difese naturali e creano casi di resistenza batterica.
Con questo racconto non voglio dare consigli a nessuno perchè, come giustamente scrive Davide: "non ci sono due malati uguali", ma semplicemente spiegare cosa intendo per evitare di intossicarsi di farmaci se ne possiamo fare a meno.


