martedì 22 settembre 2026

Si rifrulla

Tornata in città da una decina di giorni, la sensazione è quella di essere rimontata sopra un giostra. E' vero che molte attività non sono ancora iniziate ma, non so perché, la città per me è come un gorgo: quando ci sono dentro inevitabilmente ricomincio a frullare.

Sì lo so, nella maggior parte dei casi è colpa mia che non riesco a rinunciare a nulla di cui mi arriva notizia: conferenza storica alla biblioteca, giornata di volontariato per l'associazione ciclisti e per l'orto della biblioteca, visita guidata per il mio quartiere, incontro dell'ANPI, convegno sull'economia civile in Palazzo Vecchio, serata per celebrare gli ottanta anni del voto alle donne, ecc. A ciò si aggiungono le incombenze: visite alla mamma, cene con i figli, dentista, tagliando all'auto, la spesa, ecc.

Così il calendario di Google si riempie di quadratini colorati e suona continuamente la trombetta che ho messo come promemoria. 

Questo frullare non è stancante, è divertente e stimolante. Fa piacere (e fa anche bene) vedere varie persone, parlarci e interagire. L'unica cosa che mi turba è che così il tempo passa velocissimo. I granelli della clessidra sembra che cadano più velocemente e il tempo scivola via dalle mie mani...

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