Sessant'anni insieme sono davvero un bel traguardo!
Ai miei suoceri i migliori auguri e un grazie per tutto l'affetto che mi hanno sempre dimostrato.




E' questo lo scambio che il governo ha proposto all'accademia. Il perpetuarsi di una piramide rovesciata: pochi giovani ricercatori di ruolo (tanto ci sono i precari da sfruttare), moltissimi associati ed ordinari con un'età media che si avvicina ai 60 anni. Tutto questo in cambio del silenzio su tutto il resto: riduzione dei fondi pubblici, privatizzazione degli atenei ecc.
Un imbroglio bello e buono. Un'operazione che premia lo status quo e azzera ogni possibilità di svecchiamento delle nostre università, di stabilizzazione, attraverso una selezione seria e meritocratica, dei giovani che in queste settimane si sono spesi generosamente in una lotta che oggi viene svillaneggiata dal governo e svenduta da larga parte dei loro docenti.
Sono ragionevolmente certo, infatti, che il decreto odierno sarà salutato con favore da larga parte del mondo accademico. Esso, infatti, premia non certo il merito e la spinta al rinnovamento ma le consorterie e le baronie, il corporativismo e la clientela.
Ragazzi vi stanno imbrogliando, stanno davvero uccidendo i vostri sogni. Fatevi sentire, potete ancora cambiare le cose con la vostra mobilitazione! 
La coerenza è un tema molto sentito quando osserviamo gli altri, assai meno quando riguarda noi stessi. Spesso e volentieri infatti ad ognuno di noi piace sottolineare le ambiguità che vediamo mentre, nello stesso tempo, siamo i primi a peccare di incoerenza senza rendersene conto.
Alessandro, nato a Napoli, è Assistent Professor all'Università di Duesseldorf
Un po' di tempo fa' sentii a Fahrenheit (Radio3) definire l'attività dei blogger: "sentire il bisogno di mettere in condivisione pezzi di interpretazione della vita". Mi è piaciuta molto questa definizione. In effetti spesso mi chiedo (come ho fatto anche in altri post) il senso non solo di tenere un blog, ma anche quello di leggere i blog degli altri, il significato di lasciare un commento o di rispondere a quelli ricevuti. Non ho trovato risposte però mi è piaciuta la definizione di "condividere pezzi di interpretazione della vita".
Un'amica di cui ho perso le tracce, come spesso succede, era solita salutarmi con frasi del tipo: "Ti telefono sicuramente in settimana!" oppure "Ci vediamo assolutamente nei prossimi giorni!". Sembrava così e perentoria nelle sue promesse che io, le prime volte, mi stupivo del fatto che poi puntualmente non le mantenesse. Mio marito l'aveva soprannominata "bugiardina".