domenica 16 giugno 2024

Meteora

Alle sei del mattino di domenica la mia città è bella e deserta. L'attraverso con te per accompagnarti al bus per Roma. 

E così riparti con la tua valigina ormai scassata, figlio mio così ermetico e così sfuggente. Due settimane di ferie a casa nostra e ti abbiamo visto sì e no per tre cene. Sempre così parco di parole, sempre distratto dalle tue cose. Una meteora. E non si può neanche dire "arrivederci a..." perché il tuo futuro è così sospeso e precario che neanche tu sai quando ritornerai in Italia.

Non ce la faccio ad aspettare il pulman che parte. Ti bacio, ti abbraccio e mi rincammino verso il sole giallo che sta nascendo sulla periferia cittadina, ingoiando il solito magone.

A presto, ragazzo mio! 💜

martedì 11 giugno 2024

Ciao, zia Giovanna

  Eri la più grande delle numerose sorelle e del fratello di mia madre. Per questo da ragazza devi esserti un po' sacrificata aiutando la nonna nella difficile gestione della famigliona. Mi sa che ti sei divertita poco da giovane. Per fortuna questo non ti ha impedito di trovare un marito affettuoso e presente fino all'ultimo dei tuoi giorni e di avere due figlie e tre nipoti.

Ricordo che ti piaceva tanto cucinare e avere tavolate di ospiti a casa. C'era infatti un periodo in cui invitavi continuamente tutti a pranzo.

Una persona semplice e gentile, timida, riservata, una donna del sud. Voglio ricordarti come in questa foto, ben prima dei lunghi anni di decadenza cognitiva e fisica e della lunga agonia.

Addio, zia Giovanna. Riposa in pace. 😢

giovedì 6 giugno 2024

Casa mia, casa mia, per vecchiotta che tu sia...

 

Oggi sono trent'anni che abito in questa casa. Ci ho cresciuto due figli. Ci ho trascorso il lockdown del Covid.

E' un terratetto dei primi del Novecento, in una zona semiperiferica molto servita e non lontana dal centro. In un quarto d'ora a piedi si raggiunge la stazione centrale. In dieci minuti si raggiungono ben due linee di tranvia. I miei figli sono sempre andati a piedi a scuola, dalla materna al liceo.

Ha un cantina, un piccolo giardino sul retro, due piani ampi e una mansarda abitabile dove dormo da trent'anni, una piccola terrazza a tasca sul tetto e i pannelli fotovoltaici. 

Certo, l'abbiamo un po' trascurata. Avrebbe bisogno di diverse riparazioni e di un bel po' di lavori di restauro e ammodernamento.

Ma noi amiamo questa casa e ci piange davvero il cuore doverla vendere.

D'altra parte, le esigenze di vita cambiano. I miei figli adesso hanno la loro casa, noi invecchiamo e prima o poi avremo difficoltà a fare le scale e comunque per noi due sarebbe una casa troppo grande.

Così l'abbiamo messa in vendita. Tanti vengono a vederla, diversi l'apprezzano ma offrono troppo poco. Speriamo di trovare qualcuno che si innamori di lei come noi lo siamo.

Intanto dal piccolo balcone a tasca mi godo per l'ultima volta lo splendido ligustro in fiore. 😢



martedì 4 giugno 2024

Se 41 anni (e 10 mesi) vi sembran pochi...

 
Venerdì scorso ho maturato 41 anni e 10 mesi di servizio. Ciò significa che, dopo tre mesi di cosiddetta "finestra" posso andare in pensione. Potrei lavorare ancora qualche anno e metter su una pensione un po' più alta. Ma il tempo è il bene più prezioso che ho e la pensione maturata oggi dovrebbe essere dignitosa, non alta, ma dignitosa.

E così oggi ho fatto domanda di pensione e ho dato le dimissioni dal mio lavoro. Un po' di magone era previsto dato che lavoro nello stesso ente da quando avevo diciannove anni. Sono stata fortunata. Ho trovato da giovanissima un buon posto di lavoro, sicuro, abbastanza stimolante per essere un posto da impiegata diplomata in ragioneria, non certo ripetitivo (o meglio ho sempre cercato compiti ed incarichi che non lo fossero). Ho imparato tante cose, soprattutto a rapportarmi con le persone. E' stata una bella palestra e quella che io sono oggi lo devo in gran parte al mio lavoro presso questo ente pubblico di ricerca. Ho passato anche periodi faticosi e impegnativi ma ho sempre sentito la stima dei colleghi, soprattutto dei ricercatori e dei direttori che si sono succeduti. Meno idilliaco il rapporto con le colleghe e collaboratrici dell'ufficio che ho diretto.

Insomma dopo più di quarant'anni sento che andare al patronato e apporre la mia firma è stato un po' come andare a divorziare, un divorzio sereno, ma pur sempre doloroso

Mi preparo a questa grande svolta nella mia vita e all'inizio del "terzo tempo"...

domenica 2 giugno 2024

Ci credevamo... (Decluttering: ritagli di giornale)

C'era un tempo (e questo blog lo sa bene) in cui non mi perdevo una manifestazione, una raccolta firme, una petizione per protestare contro lo status quo, contro i poteri forti, contro il governo che non era mai quello che avrei voluto.

Ci sentivo parecchio e, soprattutto con la mia amica R, abbiamo fatto diverse levatacce per andare a Roma e anche per tutte le manifestazioni nazionali di Libera in giro per l'Italia (Napoli, Milano, Genova, Latina). Il giorno dopo, la corsa in edicola per vedere cosa avrebbero detto i giornali. Sì proprio quelli su carta, da vere boomer...

Poi si invecchia, si diventa più ciniche e disincantate, più stanche e demotivate e non si partecipa più. Peccato! Ma forse fa parte del ciclo della vita.

E così oggi, declutterando come sempre nel fine settimana, mi è capitata per le mani la cartellina "ritagli di giornale" e buttandone via il contenuto, un po' di magone mi è venuto.

"Auguri alla nostra malandata Repubblica!" mi scrive giustamente R.

giovedì 23 maggio 2024

Posata la prima pietra, anzi, tolta

Dopo due mesi di marcatura ad uomo ai vari artigiani, carpentieri, venditori di infissi e di condizionatori, finalmente si mette mano ai lavori della nuova casa. E il primo passo, ahinoi, è la demolizione di alcuni inutili muretti e di un camino imponente che toglieva prezioso spazio.

Non una gran soddisfazione ma accontentiamoci. Almeno si comincia!



sabato 11 maggio 2024

Decluttering: la cantina

Avere una cantina, un garage, una soffitta o qualsiasi altro luogo di deposito e conservazione è una gran comodità ma che si porta con sé un pericolo. Gli spazi disponibili tendono a riempirsi e si finisce per conservare cose assurde, di improbabile utilità e di cui spesso non abbiamo neanche consapevolezza. Grande ammirazione per le persone che sanno tenere questi spazi in ordine, con contenitori comodamente accessibili, magari dotati di etichette parlanti e suddivisi per argomenti, così da trovare sempre tutto a colpo. Un sogno... 

La prigrizia fa riporre gli oggetti a caso, in modo ipocritamente "provvisorio". In realtà la roba si stratifica e ci dimentichiamo di averla. A me succede che, il giorno che devo trovare qualcosa in cantina, devo fare le contorsioni per cercarla, mi prende il nervoso e parto con grandi riordini. Poco tempo dopo la roba è di nuovo accumulata e in disordine. 

Durante il lockdown del COVID fu l'unica occasione in cui riuscii sia a liberarmi di tanti oggetti sia a fare una sorta di inventario in liste chiamate "trovaroba". Ed è stata una fortuna perché ora che tocca il decluttering pre-trasloco la cantina è sì di nuovo in disordine ma almeno ci si accede.


Non rimane che un'ulteriore selezione severa tra quello che posso destinare al mercatino Svuotacantina o a Manitese e ciò che invece merita di essere traslocato.

E lo zoccolo duro del decluttering è fatto!