lunedì 25 novembre 2024

Addio casa della mia età di mezzo

Ultima sera nella mia vecchia casa. Mentirei se dicessi che la cosa mi lascia indifferente.

E' ovvio che arrivata a questo punto non vedo l'ora che questa operazione si concluda: è tutto imballato e inscatolato, non ho a portata di mano gli oggetti che ho usato per anni, ho voglia di abitare la nuova casa nella quale, ormai da quasi un anno, ho investito soldi, tempo, energie e ansie.

E tuttavia... ora che la vedo spoglia, con i segni dei mobili sui muri e sui pavimenti, con il laniccio della polvere che spunta da tutte le parti provo un moto di malinconia. Trent'anni e mezzo tra queste mura. Vi arrivai trentenne con un bimbo piccolo, ci ho cresciuto due figli, ci abbiamo fatto feste di compleanno, ci abbiamo trascorso il lockdown durante il COVID. Su questo divano dove sono seduta, e che sarà presto destinato alla discarica, ho passato tante serate, ho visto tanti film, ho navigato in rete, ho scritto post per questo blog. Nell'ampia cucina, quanti pasti cucinati, quante verdure pulite, tagliate e cotte, magari ascoltando podcast o programmi televisivi. La tristezza delle tante cose trascurate e che necessiterebbero riparazione e manutenzione: portafinestra del giardino che non si apre bene (e talvolta mi ha persino chiuso fuori), rubinetto di cucina che perde, porte che non si chiudono, sportellini del mobile del bagno che si staccano, parquet consumato e rigato, persiane che chiudono male, zanzariere rotte, corrimano delle scale oscillante.

Addio casa della mia età di mezzo! Difficilmente ti dimenticherò.

Stasera si conclude anche la nostra "vita in famiglia". Di solito i figli, una volta grandi, se ne vanno. Ed invece ce ne andiamo noi e lasciamo nostro figlio minore ancora per un mesetto qui, in attesa della agibilità della sua casa. Nulla di ché, saremo vicini e ci vedremo spesso.

E tuttavia... è un momento di svolta sia per noi che per lui, per il quale finisce oggi il suo "status di figlio convivente". E anche questo non può non farmi provare emozione e anche malinconia.

Vado a dormire e spero di riuscirci, perché domani sarà una giornata faticosa.

venerdì 22 novembre 2024

Godersi il foliage nel mio nuovo tempo libero

Quante volte, quando lavoravo, ho guardato fuori dalla finestra e visto passare splendide giornate di cui non potevo usufruire. Poi chinavo il capo sulle mie pratiche e tiravo dritto.

Stamani mi sono svegliata con un tempo grigio e minaccioso ma, dopo un bel acquazzone con grandine, il cielo si è aperto ed è spuntata fuori una giornata bellissima. Ecco che ora posso! Sìììì posso davvero decidere all'ultimo momento di inforcare la bici e godermi la bellissima luce autunnale, il cielo azzurro, l'aria tersa e i meravigliosi colori degli alberi di questo periodo. SI PUO' FARE!!!!









Serate all'Opera

Dopo anni sono tornata a vedere opere liriche al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Madama Butterfly un mesetto fa con la mamma e Traviata ieri sera con il mio compagno.

Sin da piccola in casa mia ho sentito parlare di opere liriche. Soprattutto mio padre e la nonna ne erano appassionati. Anche da ragazza mi piacevano, soprattutto Verdi. Il primo atto di Traviata lo conosco praticamente a memoria. Adesso forse apprezzo di più Puccini. Non sono una raffinata intenditrice di musica. Il mio giudizio vale per quel che vale.

Traviata è come un oggetto di buona fattura fatto da un abile artigiano. Tutto torna alla perfezione, non annoia, scorre bene, direi quasi orecchiabile. Anche l'allestimento di ieri corrispondeva a quanto di tradizionale ci si aspetterebbe. Gli interpreti, per quello che posso capire, corretti senza essere travolgenti.

Puccini ha invece dei momenti altissimi alternati a dei momenti di stanca. Alcune arie di Butterfly sono capaci di arrivare nel profondo dell'animo. Tutte le volte che ascolto "Un bel di' vedremo" vengo percorsa da brividi. Anche nel tragico finale non posso fare a meno di commuovermi e Carolina Lòpez Moreno ci ha messo nelle vesti della povera Cio Cio-san.

Se posso sintetizzare con due parole il mio personale giudizio sulle due rappresentazioni direi Traviata apprezzabile e Butterfly potente. 

Ma ci voglio tornare più spesso all'Opera. 

martedì 12 novembre 2024

Ecco perché si chiama "età libera"

Prima lezione per l'Università dell'Età Libera. In realtà l'avevo frequentata quando ero giovane e lavoravo, trascinata dalla mia capuffico che cercava una complice per seguire un corso di psicologia che interessava a lei. A parte la sua compagnia, l'esperienza mi era piaciuta e l'avevo trovata molto interessante. Poi le passò la fantasia e croce sopra sulla U.E.L., che rimase comunque un desidero nel cassetto.

Così quest'anno mi sono finalmente ho potuto iscrivermi e ho scelto ben sei corsi, tre da remoto e tre in presenza. Sono corsi di dieci ore, cioè cinque lezioni da due ore, e spalmati un po' per tutto l'inverno. Niente di particolarmente impegnativo dal punto di vista tempo. Gli orari ovviamente sono calibrati per persone di una certa età (dalle 10 alle 12 o dalle 16 alle 18). Io ho scelto argomenti vari: storia, urbanistica, filosofia, psicologia e botanica.

Oggi la prima lezione su "Firenze svelata", cioè monumenti e aspetti della mia città poco conosciuti o comunque cambiati nel tempo. La prima lezione è stata sul Codice Rustici, un libro scritto da un orafo intorno alla metà del Quattrocento con bellissimi disegni che riproducono chiese e monumenti della Firenze dell'epoca. Soprattutto bravi i due relatori, appassionati e appassionanti.

Il corso è in videoconferenza. Ero curiosa di vedere come se la cavavano i miei anziani compagni con queste "diavolerie" moderne. Ed invece sono stati bravi, qualche microfono aperto ma poca roba. 

Perché seguire questi corsi? Per passione ovviamente: niente esami, niente diplomi, niente obbighi. La libertà di approfondire ciò che ci ha sempre incuriosito o ciò che ci ha stuzzicato in tarda età e con tutta la comodità di orario che il nostro tempo di pensionati ci permette. Ecco perché "età libera", finalmente l'ho capito.

giovedì 31 ottobre 2024

Avanti tutta

Risolto il problema delle infiltrazioni di acqua piovana, si prosegue a gran passo verso il concretizzarsi della nostra nuova dimora. Dopo le finestre, è in corso l'imbiancatura. Questa settimana finalmente è arrivato il piano cottura a induzione (sogno da sempre del mio compagno). Ma soprattutto il pezzo forte di questi giorni: la posa in opera del parquet. In effetti ora la casa ha tutto un altro aspetto e, pur vuota, pare già calda ed accogliente tanto che il mio primo istinto è stato quello di sdraiarmi sul pavimento.

Ci rimane adesso da studiare qualche mobile per aumentare lo spazio di stoccaggio nel ristretto cucinotto e risolvere il problema della cappa aspirante, un enorme corpo a forma di camino ma assai poco funzionale.

Intanto approfittiamo di qualche giorno di alta pressione per goderci il cielo azzurro della Lunigiana e il nostro modestissimo foliage del sorbo e dell'acero americano. 

Prima del rush finale...


 



sabato 19 ottobre 2024

Pezzi del puzzle

Cercare, trovare, comprare, ristrutturare casa e trasferirvisi. Vendere e svuotare casa. Imballare, traslocare, sballare e sistemare.

Per tanti è una cosa quasi ordinaria, soprattutto per chi nella sua vita ha cambiato città o addirittura paese. Ma conosco persone che comprano e vendono casa e traslocano con grande frequenza e disinvoltura. Per queste il trasloco è quasi un evento ordinario.

Per me e il mio compagno invece è un evento epocale. Anche solo coordinare muratore, elettricista, idraulico, fornitore di serramenti, acquisto di mobili, ditta di traslochi per noi è faticoso. Sarà che abbiamo una certa età, sarà che non ci piace affatto fare acquisti, sarà che della nostra casa ci piacciono sono gli aspetti pratici e di confort, mentre abbiamo sempre trascurato ambizioni da interior designer.

Senza contare l'ansia quando l'abile gioco di incastri sembra bloccarsi. Finalmente installate le sospirate finestre, ha cominciato a piovere dal soffitto in sala. Come immaginare quindi di chiamare l'imbianchino e il montatore di parquet? Tutto fermo. Disperazione.

Ecco il muratore condominiale ha l'intuito di far ispezionare lo scarico delle acque pluviali e, ancora più fortuna, la ditta di spurghi è programmata per lo stesso giorno. Videoispezione (quante cose si imparano!) e individuazione del problema che (ancora la fortuna ci ha baciato) non è sul tetto ma sulla terrazza. Provvedimento tampone. Grandi piogge di questi giorni: soffitto asciutto. Sollievo.

Ecco che l'imbianchino si è precipitato a fare il suo lavoro e in settimana il montatore piazzerà il parquet.

Così procediamo ad ordinare letto e tavolo e a fissare con il traslocatore una data possibile tra circa un mese.

Quando i pezzi del puzzle si incastrano, ti senti più leggera e la fatica del cambiamento ti sembra più sopportabile.

Di nuovo dita incrociate e avanti tutta...

martedì 8 ottobre 2024

Il punto

Giorni e settimane frenetiche. Ho sempre preso in giro chi, in pensione, dice "non ho avuto tempo" eppure mi ritrovo a dirlo spesso. E' chiaro che bisognerebbe dire "non ho avuto abbastanza tempo" o, meglio ancora, "ho avuto altre priorità".

Se ci penso adesso che sono riuscita a fermarmi un attimo davanti al PC, mi rendo conto che ne ho fatte tante in queste cinque settimane.

Sono stata dietro ai lavori in casa nuova. Abbiamo fatto installare i condizionatori nuovi, abbiamo tolto, trattato e imballato la canna fumaria, installato lo Wifi e comprato il frigo. Infine in questo momento stanno montando le sospirate finestre, che in effetti sono molto belle.

Abbiamo organizzato già qualche evento con amici in questa casa in progress: un drink dopo cena in terrazza, una cena, una merenda con té e pasticcini, un rinfresco con gli ex colleghi.

Ho cercato anche di seguire, incastrandolo un po' a fatica, qualche evento culturale: un paio di visite guidate, un paio di conferenze e qualche evento in occasione della liberazione di Firenze.

Ho gettato le basi per un paio di attività che spero siano di lungo corso: sto facendo formazione per una attività di volontariato in una associazione che si occupa di accogliere i migranti e sto cominciando a seguire un coro.

Ho continuato lo svuotamento della vecchia casa, liberandomi di un blocco di libri in inglese e vendendo un paio di oggetti tramite FaceBook.


Ed eccomi qui, nell'angolino che ho puntato da quando abbiamo comprato questa casa: una veranda con panorama a 180 gradi. Un posto magico, circondato da alberi. So che per buona parte dell'anno non sarà vivibile. Troppo calda d'estate e probabilmente troppo fredda di inverno. Ma intanto ci sto in questa giornata grigia di autunno, con la pioggia che batte forte sul tetto di plexiglass e il PC portatile su un tavolino di recupero che avevo persino pensato di buttare.

Ho diverse ansie per le cose che sembrano non incastrarsi ma anche qualche fibrillazione per questo grande cambiamento: cambiare casa dopo trent'anni, alla mia età. Incrocio le dita e mi ributto nella mischia. Stay tuned!