domenica 18 marzo 2018

#ascoltatolanotte

 

Un nuovo tag è apparso nella mia libreria di aNobii: ascoltato la notte. Da anni combatto i periodi di insonnia cacciandomi nell'orecchio che non appoggia sul cuscino un auricolare collegato con il piccolo lettore mp3 che sviaggia allegramente tra le lenzuola.
E' il mio sonnifero elettronico. Forse non fa bene all'udito (il volume è comunque molto basso) ma di sicuro è meglio degli "aiutini" chimici. Infallibile per tenermi compagnia tutte le volte che stento ad addormentarmi nei rifugi o nelle camerata; impedisce che mi salga l'ansia o il nervoso; mi isola dall'esterno ed evita che sobbalzi ad ogni minimo rumore. Certo la scelta dei brani da sentire è importante: niente musica (che rimarrebbe nel sottofondo dei miei pensieri svagolanti) ma parole, di solito conferenze e convegni da sentire anche più volte. 
Ultimamente però ho cominciato a sentire audiolibri. Ero scettica perché mi dicevo: "Se il romanzo è bello, è un peccato sentirlo a spizzichi e bocconi e con la poca lucidità che posso avere mentre mi addormento; se invece è brutto, non riuscirò a seguirlo e ad imbrigliare i miei pensieri."
Tuttavia l'esperimento sta andando bene. La scelta cade su libri "tranquilli" (niente gialli o tanto meno noir), semplici come linguaggio e come trama. Non importa se spesso perdo il segno e se risento diverse volte lo stesso punto e magari salto qualche pezzetto qua e là. Lo so, è un delitto per un lettore/uditore ma tutto sommato alla fine arrivo in fondo alla trama e riesco a farmi comunque un'idea sul libro.
E poi è così dolce addormentarsi con una voce che ti racconta (e che talvolta continua per un'oretta o due a sussurrarti nell'orecchio durante il sonno)!
Mi accorgo che, quando spengo la luce la sera, quel piccolissimo supplemento di giornata, che viene dopo la lettura serale vera e propria, mi piace come un cioccolatino che ci si concede a fine pasto.
Ormai forse è diventato un piccolo vizio e neanche troppo giustificato dall'insonnia. E però, per il momento, non ci voglio riunciare. Buona notte!

#ascoltatolanotte:

domenica 4 marzo 2018

Se 25 vi sembran pochi...



"Mi hanno dato anche la scheda per votare per il Senato!"
Eh beh, caro mio, si vede che la Repubblica Italiana ti ritiene più maturo di ieri. 
Benvenuto nel mondo degli adulti, figliolo! Forse ti spaventerà un po' non essere più il pischellino di ieri, ma pensa che il quarto di secolo che hai alle tue spalle rappresenta il tuo fagottino di esperienza preziosa che ti tornerà utile. 
E poi pensa che finalmente ti puoi svincolare dalla società calcistica che ti ha fregato a 14 anni!
Buon compleanno, carino!

lunedì 26 febbraio 2018

Metti il cappotto ai giovani virgulti. Diario del nostro podere. Quinta puntata.



23-26 Febbraio
Questo mese fine settimana lungo. Arriviamo di venerdì pomeriggio col tempo bruttino e piovoso nella serata. Le piante sono ancora addormentate tranne il mandorlo che ha già messo fuori i suoi bellissimi fiori rosa. Imprudente di un albero! Non lo sai che le previsioni danno una settimana di freddo polare con temperature sotto zero? Speriamo che gli eterei fiori di questo albero siano altrettanto tenaci dei gusci dei suoi frutti che non si spaccano nemmeno col martello.


L'altra emozione del giorno: sono spuntate le foglie di diversi bulbi che ho piantato in autunno.
Sabato in realtà viene fuori una giornata bella e con temperature gradevoli. Così, mentre Roberto sotterra il cavo della parabola per lo Wi-Fi, io mi accingo a coprire con del cannicciato tutti i tronchi degli alberi nuovi. E' un'idea che mi è venuta guardando gli alberi che il Comune ha piantato nella piazza vicino a casa mia e che ha accuratamente fasciato con dei teli. Ho letto infatti che sotto zero la linfa può gelare e spaccare la corteccia creando pericolosi accessi a funghi e batteri. Non so se questa operazione sarà davvero, utile ma almeno placa la mia ansia “materna” verso i nostri giovani e teneri alberelli, soprattutto gli albicocchi, ma anche l'albizia e l'albero di Giuda che, piantati lassù in cima al podere, sono esposti a tutti i venti.

Poi nel pomeriggio comincio a sfoltire un po' il nocciolo. In effetti mi accorgo solo ora dopo anni che i suoi rami sono tutti intrecciati e scortecciati per lo sfregamento uno contro l'altro. Chissà magari è troppo tardi per rimediare?

Domenica giornata proibitiva di nevischio mentre lunedì ci sveglia un cielo splendido ma accompagnato da un vento gelido. Niente da fare. Un paio di foto e si torna in città.

domenica 18 febbraio 2018

Cose che lasciamo e che parlano di noi

Un mio collega, che ha dovuto liberare la casa nella quale è morta recentemente sua madre, mi ha donato diverse scatole di libri di suo padre, morto invece una decina di anni or sono. Il padre era appassionato di storia e in particolare della seconda guerra mondiale, del periodo del fascismo e della Resistenza. 
Ero un po' titubante ad accettare ma invece questi libri sono davvero molto belli ed interessanti, molti non solo letti ma sottolineati o con annotazioni. Immagino quest'uomo, di cui non so nulla, come uno che ama i suoi libri e che non avrebbe avuto piacere nel saperli finiti nel cassonetto. Penso a mio padre, grande collezionista e appassionato di dischi a 78 giri che mi ha sempre detto: "Mi raccomando: quando ve ne disfarete, dateli almeno ad un collezionista che li apprezzi!"
Il mio collega prima di pensare a me, conoscendo la mia attività nell'ANPI, ha cercato di donarli a biblioteche e case del popolo ma senza successo.
Mi fa piacere salvare, almeno in parte, questa bella biblioteca.
Ce n'andiamo e lasciamo dietro di noi  il segno tangibile delle nostre passioni.

sabato 3 febbraio 2018

Caro figlio che vai a Leeds per l'Erasmus

Il tuo consueto aplomb e la tua scorza da uomo-che-non-deve-chiedere-mai si sono sciolti come neve al sole oggi, il giorno della tua partenza. L'ansia di aver dimenticato di mettere qualcosa di essenziale in valigia, le occhiaie perché stanotte sei rimasto sveglio a lungo, la ripetuta nervosa consultazione della lista. Ti capisco, figlio mio, ma anche ti invidio, tu che parti per quattro mesi di tirocinio postlaurea all'Università di Leeds. 
"Tutti i miei amici mi dicono beato te, vedrai che ti divertirai..., ma io sono troppo agitato per essere contento: ho paura di fare figuracce con la lingua, di perdermi in questa città che non conosco."
Invece io ti ci vedo in questo edificio che sembra un po' il collegio di Harry Potter, e mentre metto da parte le mie ansie di genitore, espresse bene nel bell'articolo di Massimo Giannini a cui ho rubato il titolo del post,  penso che sarà una esperienza che ti farà crescere, ti arricchirà e aumenterà la tua cultura e la tua autostima. Come scrive Giannini: "il tuo biglietto d’ingresso nella grande Madre Europa senza frontiere".

Good luck, darling!



mercoledì 31 gennaio 2018

lunedì 29 gennaio 2018

Non si pota il nespolo con la nebbia! Diario del nostro podere. Quarta puntata



26-28 Gennaio 2017
Gennaio è un mese durante il quale in campagna non succede praticamente nulla, o meglio, sembra che non succeda nulla. Infatti alla consueta ricognizione che facciamo al nostro arrivo, non emerge nulla di significativo, neppure, per fortuna, tracce di burrasche né di gelate. Le nostre piante paiono addormentate, ad eccezione del gelsomino d'inverno che continua a produrre i suoi fiorellini gialli. Il rosmarino della Silvana è sempre pallido e stentato, mentre il nostro mostra un bell'aspetto vigoroso; le piantine grasse sonnecchiano sotto la copertura; l'agrifoglio sembra molto ben ambientato come dimostrano le foglie nuove tutte gialle e le decorative bacche rosse; il sambuco trapiantato ha delle foglioline nuove, segno che si è radicato nella sua nuova collocazione; le bignonie invece sono una gran delusione perché non mostrano neanche una gemma o un rigonfiamento che possa far pensare ad un germoglio in arrivo.
Gli alberi da frutto al contrario sono ricchi di gemme, anche i nuovi albicocchi. Alcune, come quelle del mandorlo o quelle dei susini, sembrano proprio sul punto di sbocciare. Speriamo che non si facciano ingannare dal clima particolarmente mite anticipando la fioritura. Timore fondato perché sia il susino giallo che quello grande rosso hanno già azzardato l'apertura di un timido ma audace fiorellino bianco.


Purtroppo la pioggia non ci permette di lavorare fino al sabato pomeriggio. Dopo pranzo ci precipitiamo fuori con i nostri attrezzi. Roberto pianta due alberi della nebbia, due cespugli di ginestra, un bell'albero di Giuda e un acero giapponese nel giardino pensile, dopo aver estirpato con grande fatica un susino spontaneo, giudicato troppo poco decorativo e produttivo per occupare posto nel nostro podere.
Io invece mi dedico alle potature dei meli: tre sono facili e comportano solo uno sfoltimento leggero e l'eliminazione dei succhioni. Il melo grande invece mi dà filo da torcere perché è cresciuto troppo in alto e non è facile arrivare ai rami grossi saliti ad altezze fuori mano anche per la scala. Sono abbastanza contenta del risultato per quanto riguarda la forma ma un po' preoccupata per un paio di rami il cui taglio non è affatto netto, tanto che, la mattina dopo tra il dormiveglia maturo la decisione di tagliarne almeno uno alla base, quello più straziato. Letteralmente “non ci dormivo la notte” pensando a quel ramo e ai microrganismi patogeni che potevano penetrare attraverso quella brutta ferita.

La domenica mattina faccio quello che non si dovrebbe fare: potare il nespolo e per di più con la nebbia. Ma d’altra parte ho solo stamani per lavorare e la fronda che spicca sulla sommità di questo albero mi disturba la vista.
Roberto invece mette a dimora altre piante portate ieri dal vivaista locale: un cespuglio di elicriso, un susino varietà Stanley (anche se noi avevamo chiesto varietà California per far contenta la nostra cara Silvana) e un esile castagno aggiunto in omaggio e che in effetti tutto pare meno che un albero.
Prima di partire ripasso tutti i nostri alberi con il verderame per disinfettare le ferite nuove e vecchie e contrastare questo clima troppo mite e umido per il mese di Gennaio. In effetti la nebbia si è sciolta ed è venuta fuori una giornata davvero primaverile: uccellini che cantano, farfalle e un’adorabile coccinella posata sulle foglie della salvia. Troppo presto, però. Speriamo bene!