lunedì 9 luglio 2018

Allarme siccità, ma siamo solo all'inizio! Diario del nostro podere. Dodicesima puntata

Iperico seccato

6 luglio
Venerdì nel primo pomeriggio scappiamo dalla città infuocata. Il meteo promette allerta gialla temporali ma non si vede una goccia neppure lungo la strada. Arrivati, il sopralluogo ci procura delle stilettate al cuore: quasi tutte le piante sono già in sofferenza per la mancanza di acqua ed alcune sono già seccate. I due iperici sul "giardino verticale" sono completamente secchi e gli altri non stanno bene. Stentano anche i due giovani ibiscus nonostante abbiano diversi bocci e qualche fiore. La catalpa ha le foglie verde pallido, pallidissimo, ed anche l'albizia, nonostante abbia fatto qualche fiore rosa piumoso, ha una parvenza non sana. Reggono bene gli alberi vecchi e quelli nel bosco (tranne il povero emaciato castagno che mostra diverse foglie marroni). Ma la pianta che ci desta più preoccupazione è l'albero di Giuda, che era così bello quando l'abbiamo comprato! 
Provvediamo subito ad una innaffiatura generale perché i promessi temporali non si vedono.

7 luglio 2018
Andiamo a prendere alla stazione nostro figlio maggiore che ci onora della sua compagnia in questo finesettimana. Nel pomeriggio si sente tuonare ma le nubi scaricano più che altro sull'Appennino mentre da noi arriva solo una spruzzatina che di certo non risolve.
Sera al ristorante Emili con ottimi testaroli e sgabei (piatti tipici lunigianesi) per festeggiare il compleanno della mia dolce metà.

8 luglio
Per lo meno il tempo secco ha dato un bello stop al proliferare della ruggine. Infatti anche l'albicocco di Thyrinthos sembra essersi ripreso. E' sua l'unica albicocca che riusciamo a raccogliere quest'anno. Povero giovane virgulto! Ce l'ha messa tutta!
Pochissime susine gialle selvatiche (un po' più grandi degli altri anni, segno che comunque la potatura ha giovato), mentre stanno maturando le prugne, i fichi e tante mele. Incrociamo le ditta e mettiamo mano all'innaffiatoio.

lunedì 2 luglio 2018

Cara Coop, che delusione!


Sono socia da molti anni di Unicoop Firenze. Come consumatrice ho sempre preferito questa catena per la sua attenzione al sociale, all'ambiente, ai produttori locali e per tante campagne sacrosante che ha supportato.
Per questo quando mio figlio, in cerca di un lavoro per l'estate, è stato assunto con contratto a tre mesi part time alla Coop, siamo stati contenti in famiglia.

Tuttavia ieri ha chiesto un cambio di turno per poter partecipare ad un concorso pubblico, a cui tiene molto e il cui esito è importante per il suo futuro, e gli è stato negato. Il direttore del negozio gli ha detto: "Mi spiace, gli orari sono stati fatti. Fatti spostare il colloquio oppure licenziati. Il lavoro è questo".

Non vi si chiede di essere dei benefattori. E' giusto che vi atteniate alle regole di qualsiasi altra azienda. E' comprensibile che pretendiate dai neoassunti impegno, puntualità, serietà. Ma da voi, il rispetto dei lavoratori, me lo sarei aspettato. Ecco perchè stamani ho fatto la spesa con risentimento.

lunedì 25 giugno 2018

Primo giorno di lavoro


Una mattina di inizio marzo del 1982 salivo la collina di Arcetri per prendere servizio come Assistente Amministrativo con contratto a novanta giorni. Avevo diciannove anni ed era il mio primo giorno di lavoro. Non ricordo il mio stato d'animo ma sicuramente ero emozionata e soprattutto molto tesa perché volevo fare bella figura e farmi apprezzare per avere buone possibilità nei concorsi futuri.

Stamattina, dopo trentasei anni e più di 1800 settimane di lavoro (dati sull'estratto conto INPS), il pensiero torna a quel giorno mentre faccio colazione con mio figlio venticinquenne che oggi va al suo primo giorno di lavoro per un contratto stagionale presso una catena della grande distribuzione.

I sociologi e giuslavoristi ci potrebbero scrivere un libro sul confronto tra il mondo del lavoro nel 1982 e quello di oggi. I sentimenti personali sono gli stessi, anche se le prospettive putroppo no. Tuttavia sono certa che si farà apprezzare.
Buon lavoro, ragazzo mio!
E buona fortuna!

domenica 24 giugno 2018

Quando è il tuo corpo che ti ferma. Diario del nostro podere. Undicesima (breve) puntata.

Un nuovo acquisto per l'ingresso sul retro

22-24 giugno 2018
Era da tanto che non mi prendevo un'infreddatura così. D'estate poi, non ho proprio ricordanza. Tosse stizzosa fastidiosissima, raffreddore, bruciore in gola, mancanza di appetito, pressione bassa e spossatezza. Venerdì pomeriggio parto in questo stato per la campagna.
E così questa volta è stato il mio corpo a mettere i freni alla mia iperattività e ho dovuto davvero abbassare le pretese. Certo, il minimo l'ho dovuto fare: la spesa, cucinare, ho aspirato anche un po' di polvere e ragnatele dal piano superiore. Ma niente lavori agricoli!
Ripartiamo al solito nel primo pomeriggio di domenica dopo aver fatto un gran raccolto di iperico e salvia da essiccare per tisane invernali (e non). Non a caso l'iperico è chiamata anche "Erba di San Giovanni"!

domenica 17 giugno 2018

E se non c'è niente da fare.... Diario del nostro podere. Decima puntata

la nostra catalpa in fiore

15 giugno 2018
In viaggio di venerdì mattina verso la Lunigiana, facciamo mente locale sui lavori da fare al podere. R ha sicuramente da tagliare ancora l'erba anche se è rimasta solo qualche zona marginale. 
Ma poi? Semplice! Se non ci sono altre cose da fare, forse sarà la volta buona che ci godiamo la nostra casa in campagna "sbracandoci". Non male l'idea!
In ogni caso per oggi, tra scaricare la macchina, aprire la casa, l'acqua e il gas, accendere il frigo e la caldaia, fare il giro perlustrativo e pranzare velocemente, troviamo il tempo per rilassarci un po' in terrazza (all'ombra però, il clima non permette più bagni di sole).
Sono in fiore la catalpa e i melograni. Qualche piccolo fiore lo ha fatto anche il tiglio anche se si è specializzato in frondosissimi polloni.
Dopo il caffè di saluto alla vicina, decidiamo di fare una camminata fino al passo del Cucco e ritorno (un'ora e cinquanta minuti); percorso su strada provinciale poco trafficata ed abbastanza ombrosa nel tardo pomeriggio. Rimane il tempo di preparare la cena, consumarla e bersi una tisana guardando le stelle (per quello che consente il super faro che purtroppo illumina a giorno la nostra terrazza dalla strada provinciale). Il farone non ci impedisce però lo stupore delle prime lucciole dell'estate!

16 giugno 2018
R attacca il suo lavoro con il tagliaerba, mentre io raccolgo le ciliegie maturate sugli ultimi due alberi. Si tratta di una varietà più tardiva che fa frutti piuttosto grossi ma non troppo scuri, comunque molto saporiti, forse troppo, visto che, nonostante il nostro spaventapasseri, gli uccelli le hanno già beccate provocando la marcescenza di molte di loro. Mannaggia! Ne ricavo un cestino di cui poche sane.
Scendo in pianura dal nostro vivaista per comprare una piantina di timo e una di menta e scopro che da tempo aveva in serbo per noi due piante che avevamo ordinato ma che si era dimenticato di portarci: un alloro e un ibisco a forma di alberello. Vorremmo prenderle ma adesso comincia l'emergenza siccità e forse stanno meglio posteggiate da lui che ha l'impianto di irrigazione.
Quest'anno lo dicono tutti: il raccolto di frutta è scarso. Pare che la colpa sia della gelata di febbraio che ha sorpreso molte piante già in fiore. Infatti gli unici alberi da frutti che sono stracarichi sono i meli che fioriscono più tardi. Le meline sono a gruppi di tre e anche cinque e allora, come ho letto su Internet, mi accingo a diradarle cioè a farne cadere alcune in modo che quelle rimaste abbiano più spazio e più nutrimento per crescere. Mi piange un po' il cuore sacrificarne alcune ma sono veramente pressate nei loro mazzetti.
Si fa così ora di cena e poi finalmente mi godo un film, cosa che non mi riesce mai di fare in città.

17 giugno 2018
Mentre R dà una passata di verderame agli alberi (che hanno ancora tracce di ruggine), io do un po' di acqua a tutte, operazione che porta via un sacco di tempo visto che il nostro podere è in ripida salita. Su e giù con secchio e annaffiatoio si fa una bella sudata anche di mattina (non proprio di prima mattina a dire il vero). Ma perché non abbiamo ereditato un podere in Pianura Padana?
Poi raccolgo i fiori di lavanda, bellissimi e profumati, in tre bei mazzetti che metterò a seccare mentre R raccoglie quelli di elicriso per ulteriori tisane.

Non mi rimane che ripulire il giardino pensile dai tralci invadenti del glicine e si fa ora di partire.
Puff! Ma come? Non si era detto che non c'era nulla da fare?

lunedì 4 giugno 2018

Primo raccolto ed emergenza ruggine. Diario del nostro podere. Nona puntata.


1 giugno

All'arrivo veniamo accolti da un bel fiore giallo di uno dei nostri Iperici (quello del giardino pensile) e, con grande sorpresa, da un gruppo di splendidi gigli bianchi nati spontaneamente. Ci rendiamo conto che la pianta che li ha prodotti l'abbiamo sempre estirpata pensandola una comune infestante.
Saliamo subito i pianelli e constatiamo con gioia che almeno due alberi su cinque hanno ciliegie mature pronte per essere colte. Si tratta dei due alberi più piccoli ma comunque siamo contenti che siano scampati agli uccelli.
Le nostre amate piante stanno abbastanza bene, anche se qualcuna mostra un po' di sofferenza per la mancanza d'acqua e purtroppo diverse, tra i quali due albicocchi, hanno la “ruggine” sulla parte inferiore delle foglie. Trovo in rete che si tratta di miceti e che comunque il verde-rame sembra uno dei rimedi consigliati.
Il primo raccolto di questo mese: un mezzo bicchiere di deliziose fragoline di bosco che l'anno scorso furono falciate dal tagliaerba prezzolato.

2 giugno

Munito di diversi rocchetti e fili, Roberto attacca a tagliare l'erba. Subito giunge alla conclusione che l'uso del rocchetto è sconsigliato con questa erba tenace ed alta e passa all'uso del doppio filo. Grazie alla scorta di quest'ultimo riuscirà questo finesettimana a finire praticamente il lavoro, con grande soddisfazione sia dell'occhio che della mia allergia ma anche, immaginiamo, delle piante liberate dalle erbe concorrenti.
Io invece mi dedico a ripulire il tetto della casetta dalle infestanti e dai residui aghi del pino abbattuto l'ottobre scorso. Poi ripulisco il settore delle fragoline e felci dalle altre erbe infestanti.
Nel pomeriggio però mi prendo la libertà di fare il solito anello di due ore a piedi. La temperatura è infatti ideale: sole ma non troppo caldo.
La sera ci godiamo la cena in terrazza sul nostro nuovo tavolino tondo col piano di vetro, nella pace della campagna, tra lo stormir di fronde e il cinguettio degli uccelli, lontani dalle amarezze dell'attualità.

3 giugno

Approfitto della giornata di pieno sole per mettere in terrazza tutti i materassi e i cuscini del salotto. Faticoso, ma penso al lungo inverno nel quale hanno presso umido e freddo e spero così di eliminare in modo naturale un po' acari.
Poi mi accingo alla raccolta delle ciliegie decisa a non lasciarne neanche una sui due alberi pronti. Il raccolto è molto più modesto di quello dello scorso anno: due chili scarsi. Tuttavia sono buonissime.

4 giugno
 
Prima di partire irroro diverse piante con il verde-rame ma purtroppo arriva un temporale che lava un po' il prodotto appena distribuito. Speriamo bene.

domenica 27 maggio 2018

Diario del nostro podere. Ottava puntata



27 maggio

Gioie e dolori per quanto riguarda lo stato di salute delle piante: il mandorlo sembra aver superato la malattia delle foglie rosse accartocciate (anche se non è bello frondoso) mentre due albicocchi su tre hanno della ruggine sotto le foglie. Il kaki invece è in piena fioritura, con fiori ben poco vistosi e neanche tanto profumati ma che tuttavia sono visitati dalle api. I meli hanno tanti piccoli frutti, spesso a grappoli di tre/cinque. Li sfoltisco sui rami dove arrivo. Chissà se nel gruppo scelgo quella giusta da lasciare sul ramo!
Poi ripasso con il verde-rame le piante che mi preoccupano di più: mandorlo, albicocchi, meli, prugni ed altre, distribuisco un po’ di terriccio ottenuto dalla compostiera, spruzzo un po’ di macerato di ortica qua e là. Raccogliamo anche una manciata di fragoline di bosco e un po’ di fiori di elicriso il cui infuso, una volta seccati, ci aiuterà quest’inverno a curare il mal di gola.
Prima di partire seguiamo il suggerimento della nostra vicina novantenne riguardo alla prevenzione dalla razzia di ciliegie da parte degli uccelli: il vecchio trucco dello spaventapasseri. Ci cascheranno?