domenica 18 novembre 2007

Le difficili scelte del finesettimana

Sabato mattina. Finalmente si può dormire un po' di più. Ma ecco che il figlio grande (l'unico che va a scuola il sabato) si alza, si lava cantando e scende le scale sbattendo i piedi. Provo a riaddormentarmi ma dopo cinque minuti sussulto perchè i suoi compagni suonano il campanello. Ho capito: non c'è speranza. Mi alzo e vado a fare colazione in pasticceria.
Il sabato è una calamita che attira tutto quello che non si è riusciti a fare durante la settimana. Se si considerano le aspettative questa giornata dovrebbe essere di 120 ore. Bisogna quindi fare delle scelte. Il frigo è vuoto. Ci sono un paio di bollettini da pagare alla posta. Bisogna andare a comprare le scarpe ai figli, ai quali i piedi crescono a vista d'occhio. C'è anche da fare un certificato all'anagrafe. E poi ci sono le partite dei figli, non si può sempre svicolare. Il sabato e la domenica poi sono gli unici giorni in cui si può cucinare e mangiare qualcosa di decente, che non siano avanzi riscaldati o cibi comprati in gastronomia.
Ma oggi, approfittando che l'adorato marito si offre per fare da solo la spesa settimanale, scelgo la cultura e me ne vado ad una visita guidata a cura degli Amici dei Musei. E' sempre piacevole andare a Palazzo Pitti e ricordarsi che un tempo la Toscana era considerata uno stato ricco e importante ed i Medici una famiglia di successo, imparentata con i regnanti di mezz'Europa. L'oggetto della visita di oggi sono gli affreschi nelle prime quattro stanze del Museo degli Argenti. Affreschi del 1600, opera di Giovanni di San Giovanni, Angelo Michele Colonna e Agostino Mitelli (non mi dite che non li conoscete!) che celebrano la grandezza della casata medicea.
Dopo pranzo ci dividiamo. A me tocca la partita del figlio grande, a lui quella del piccolo.
La seconda parte del pomeriggio va via a cucinare. Dopo cena tocca la "serata culturale", cioè il tentativo di strappare i figli dai videogiochi almeno per una sera e convincerli a guardare insieme un film. Dopo un bel po' di discussioni l'unico film che accettano di vedere è Frankenstein junior! Meglio che nulla!
Domenica. Ci sono diverse opzioni possibili, ciascuna con i suoi vantaggi e con i suoi difetti:
a) la "domenica utile": consiste nel fare tutte le cose che non è possibile fare in altri giorni come l'odiosissimo cambio di stagione e faccende varie che mi fanno persino desiderare il lunedì. Certo però di solito sono attività che non sono riuscita ad eliminare e che quindi mi ritrovo fatte. Le donne mi capiranno...
b) la "domenica familiare": a pranzo dai suoceri oppure dai miei genitori. Ogni tanto fa piacere.
c) la "domenica nella natura": una bella escursione a piedi sui monti toscani suggerita dalla mia carissima "lettrice silente" di Lammari, sempre piena di idee in merito. Sono le domeniche che mi ricaricano di ossigeno e di energia (anche se c'è da svegliarsi presto e si torna stanchi). Purtroppo non sempre il tempo lo permette e poi le cose di cui al punto b) rimangono tutte lì da fare.
d) la "domenica di sbraco": la preferita del marito. Fare solo cose rilassanti, prendersi tempo, senza pretese: leggere il giornale, navigare per blog, lasciare commenti qua e là, scaricare e guardarsi un video di Arcoiris. Purtroppo il mio inseparabile senso di colpa non riesce mai a farmi scegliere questo tipo di domenica. Qualcosa me lo ritaglio, certo, ma una domenica di sbraco totale non se parla proprio!

venerdì 16 novembre 2007

Che giornata!

Ore 6:50 Suona l'odiosa sveglia. Il marito scatta subito in piedi ma io ho bisogno di qualche minuto per rendermi conto di dove sono e per stirarmi la schiena. Mi alzo, mi lavo, mi vesto. "Buon giorno, ragazzi! Coraggio! Bisogna andare a scuola!" Colazione, saluti ed esco per prendere il bus delle 7:40. Il viaggio in bus è una delle poche oasi di pace. Mi metto gli auricolari nelle orecchie e mi lascio trasportare. Oggi sono nei mari tropicali con Melville oppure nella Pietroburgo di Dostoevskij oppure nel ghetto di Varsavia. Accidenti, sono già arrivata alla mia fermata!

Ore 8:00 entro in ufficio, accendo il computer, una sbirciatina alla posta personale. Evviva, ci sono un paio di commenti dei miei amici blogger! Un caffè veloce alla macchinetta e affronto le mie scartoffie. Ci sono un sacco di ordini, trasferte e mandati di pagamento da controllare e firmare. Ora di pranzo. Mentre tutti i mei colleghi vanno a mensa, io mi chiudo nel mio ufficio, mangio il mio yogurt e apro Google Reader per leggere i miei 25 blog preferiti. Caspita, quanti nuovi post! Da dove comincio? Ad A come Accakappa o da V come Verrocchio. Beh, peschiamo nel mezzo e cominciamo dalla saggia Giulia. Lascio qualche commento ma presto è l'ora di ricominciare a lavorare.

Ore 16. Corro per prendere il mio bus. Arrivo a casa. "Salve, ragazzi, come va?" Nessuna risposta eppure sono in casa. "Ci siete o nooo!!!" Ecco che arrivano un paio di "Ciao!" scocciati. Mi faccio una bella tazza di tè (con companatico!) e mi informo sulle novità a scuola ("avvisi? note? bei voti? brutti voti? morti? feriti? dispersi?").

Oggi è martedì (oppure giovedì), preparo la borsa, inforco la bici e vado in palestra. Torno alle 19:30 e il maritino mi fa trovare la cena pronta (che tesoro!).

Oggi invece è lunedì (mercoledì o venerdì) e ho un paio di ore libere. Libereeee???? Sì, infatti c'è da caricare la lavatrice, ripiegare e riporre i panni asciutti, risentire tedesco al figlio maggiore, risentire storia al piccolo, stirare qualche camicia, cucinare le verdure, fare l'orlo ad un paio di pantaloni, stendere i panni... meglio di gran lunga la palestra!

Dopo aver cenato e sparecchiato, ecco forse (forse!) un po' di pace. Apro il computer portatile e mi leggo qualche altro post, se ce la faccio ne pubblico uno anch'io oppure guardo i miei programmi preferiti registrati tramite Vcast (Report, Anno Zero, Parla con me). Se non ci fosse la rete!

Ore 23. Gli occhi cominciano a chiudersi. Provo a leggere qualche pagina di un libro ma la mia forte fibra cede. Meno male che domani è sabato!
Buona notte.

martedì 13 novembre 2007

Soldi ben spesi/3

Conoscendo lo stato della libertà e dell'indipendenza dell'informazione in Italia, non meraviglia che il nostro paese sia solo al 35° posto della classifica di Reporter sens frontière preceduto anche dal Costa Rica e dal Ghana.
Il problema è che l'informazione è in mano a chi detiene il potere economico, da un lato i proprietari dei grandi giornali (banche comprese, vedi ultima puntata di Report) e il proprietario di tre reti televisive nazionali su sette e dall'altro (non dimentichiamolo!) i grandi inserzionisti pubblicitari, cioè le multinazionali. Infine la Rai che non si riesce a liberare dai partiti politici. Come può un giornalista, magari precario, sentirsi libero di avanzare critiche al potere?
Sì, poi c'è la rete. La rete, per il momento, è un gran bello spazio di libertà ma purtroppo nel nostro paese è accessibile solo ad una minoranza di persone ed inoltre bisogna prendere con le molle ciò che è pubblicato in rete perchè, proprio grazie alla sua libertà, vi si trovano informazioni sbagliate e fuorvianti.
Ecco allora l'importanza di sostenere, anche economicamente, ogni più piccolo spazio di controinformazione. Ogni voce che possa levarsi fuori dal coro.
Personalmente ho deciso di sostenere:
- Controradio (tessera annuale di sostegno 50 euro), una radio locale che trasmette in Toscana e che è inserita nel circuito di Popolare Network. In realtà non ho tempo di ascoltarla e sinceramente non mi piace la musica che trasmette, ma i GR di Popolare Network e il Microfono aperto serale sono un per me un punto di riferimento importante.
- Altreconomia (abbonamento annuale di base 27 euro, sostenitore 35 euro), di cui ho più volte parlato, rivista edita da una serie di associazioni noprofit, che rappresenta una piccola voce per un'economia diversa da quella liberista.
- Altroconsumo (abbonamento annuale 74 Euro), la rivista storica dell'omonima associazione di consumatori e che offre le note indagini comparative su prodotti, servizi, ecc. ed inoltre, ai propri soci, consulenza in molti campi.

- Arcoiris TV, un grande archivio di video e audio, di interviste, convegni, documentari, grazie al quale riesco a partecipare, anche se in differita, a iniziative della società civile. Arcoiris TV è completamente gratuita ma trovo che sia importante contribuirvi.

sabato 10 novembre 2007

Eccole, eccole, eccole...

Anche Giuliano Marrucci, il simpatico giornalista di Report che si occupa delle Good News, mi ha confessato la sua difficoltà a trovare buone notizie che avvengano in Italia.
Non avevo dubbi. Però oggi sarà che c'è il sole, sarà che mi sono svegliata bene... e allora eccole qua. Piccine, insignificanti, irrilevanti, ininfluenti, ma fa tanto piacere trovarle!

Treviso: E il venerdì il parroco trasformò la chiesa in moschea per gli islamici
(L'Unità, sabato 10 novembre 2007)
E' una chiesa. Ma tutti i venerdì diventa moschea, per favorire l'integrazione religiosa. Accade a Paderno di Ponzano Veneto (Treviso), dove il parroco di Santa Maria Assunta, don Aldo Danieli, ha deciso di riservare alcuni locali della parrocchia alla preghiera e all'incontro degli immigrati musulmani. A Ponzano i nuclei familiari di immigrati stranieri sono 232, circa 650 persone, prevenienti soprattuto dal Nord Africa e dall'Est Europa. "E' inutile parlare tanto di dialogo se poi gli sbattiamo la porta in faccia. Papa Woytila li ha chiamati cari fratelli musulmani - precisa il sacerdote-, come si fa allora a chiudergli la porta? Per me sono tutti figli di Dio". Così, agli immigrati di fede musulmana. Don Aldo, 69 anni, ha spalancato le porte, mettendo loro a disposizione per la preghiera del venerdì l'oratorio della parrocchia, con annessa cucina e palazzetto. "Loro me l'hanno chiesto e io ho detto di sì - precisa il parroco-. Gli oratori del resto rischiano di fare le ragnatele". Una iniziativa avviata due anni fa, che all'inizio ha fatto storcere il naso a più di un parrocchiano con le conseguenti perplessità del vescovo e della Curia. "Il vescovo quando l'ho incontrato non ha avuto il coraggio di dirmi niente. Se me lo avesse proibito, non avrei obbedito".

Più bici in città: arriva un fondo di 15 milioni
(L'Unità, sabato 10 novembre 2007)
Quindici milioni di euro dal Fondo triennale per la mobilità sostenibile e per promuovere l'utilizzo del trasporto ciclistico urbano e l'intermodalità tra bici e mezzi pubblici. A questi stanziamenti va aggiunto il milione e 250 mila euro per finanziare i primi 11 progetti di bike sharing presentati da altrettanti comuni. Sono alcuni degli interventi a favore dell'utilizzo della bicicletta stanziati dal ministero dell'ambiente in occasione della prima Conferenza nazionale della bicicletta. "Possiamo quindi essere più fiduciosi. L'obiettivo di proporre un sistema integrato che incentivi l'utilizzo dei mezzi pubblici, riduca la pressione del trasporto privato e favorisca la mobilità dolce, è più vicino. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo è necessario da parte delle istituzioni, locali e nazionali, uno sforzo congiunto per aiutare al bicicletta e, con essa, tutti noi" Percoraro Scanio ha così annunciato che il prossimo impegno sarà di istituire un Servizio Nazionale della Bicicletta presso il Ministero dell'Ambiente, in collaborazione con le istituzioni interessate. Il servizio nazionale dovrà farsi carico dell'elaborazione di un piano della mobilità ciclistica nelle città anche intervenendo sul codice della strada e favorendo servizi come, per esempio, il bike sharing.

Promosso!
(Artemisia's blog)
Vi ricordate Kambale il bambino congolese che sosteniamo a distanza tramite al Reach Italia?
Oggi è arrivata la sua pagella del 2 luglio 2007. Non solo è stato promosso ma ha riportato ben 12 Excellent e 5 Bon. 221 giorni di presenza a scuola su 222. Questo il giudizio:
"Le garcon est corageux en classe, il travaille bien en classe. Il passe dans la classe superieure avec 79 pourcent".
Lo so che di questa notizia non importerà nulla a nessuno, ma io sono contenta.

giovedì 8 novembre 2007

Quando per scrivere ci vuole coraggio

Vedere fare scempio della propria terra in nome del profitto può anche lasciare indifferenti. Ma Roberto Saviano non è rimasto indifferente. Ha preso la penna e ha scritto il suo ormai famoso "Gomorra, Viaggio nell'impero economico e nel sogno di dominio della camorra". Il "romanzo no fiction", come lo chiama lui, vuole farci capire che la camorra non è una questione solo criminale, ma è soprattutto un fatto imprenditoriale. I boss sono sempre più dei manager che pongono il profitto al di sopra di ogni cosa, al di sopra della loro stessa vita. Inoltre l'autore vuole sfatare il mito che la camorra, come del resto la mafia e le altre organizzazioni di questo tipo, sia solo un problema del sud Italia. L'immensa quantità di soldi che girano in queste attività trovano possibilità di essere investiti nel nord d'Italia, ma anche d'Europa.
Saviano dice che il libro nasce dalla sua volontà rabbiosa di scrivere e di raccontare con lo strumento letterario questo potere. La letteratura come qualcosa che urla e soprattutto che mostra. Dice di essersi ispirato in questo a Don Peppino Diana e al suo documento "per amore del mio popolo non tacerò".
Il romanzo ha avuto uno strepitoso successo, probabilmente inatteso. Tantissime copie vendute, tradotto in molte lingue, numerosi premi vinti.
A chi non lo avesse letto consiglio almeno l'intervista di Fahreneit (22 min.) o il video-articolo sul sistema Camorra (40 min.) pubblicato su Arcoiris.
Domenica sera mentre guardavo la sua intervista a Che tempo che fa mi sono chiesta chi gliel'ha fatto fare a questo ragazzo di 28 anni, un po' timido, dallo sguardo limpido e profondo, che è stato minacciato di morte dai boss del Casalese e ora vive sotto scorta 24 ore al giorno.
Alla domanda di Fazio, Saviano ha risposto che non si è pentito di quello che ha fatto.
Stiamo vicini a questo ragazzo.

martedì 6 novembre 2007

Non mi sento motivata

Ascoltando la presentazione dei progetti europei a cui partecipa il mio ente, ho capito cosa c'è che non va nel mio lavoro. Manca la motivazione e il senso di appartenenza. Delle varie proposte presentate con grande enfasi, la mia struttura partecipa solo ad una e solo tramite un piccolo gruppo distaccato.
Come faccio a sentirmi un tassello, pur piccolo, ma indispensabile di qualcosa che si sta costruendo?
Io penso che la dirigenza dovrebbe coinvolgere di più il personale perdendo, per esempio, quella mezz'ora in più per spiegare all'impiegato amministrativo, quale sono io, cosa serve quell'oggetto che sta ordinando o al tecnico cosa serve quel circuito elettronico che sta montando.
Nella mia struttura locale avverto un appiattimento generale, un "tirare a campare". Non è motivante notare che durante la settimana in cui sono stata assente si sono semplicemente ammucchiate un po' di carte in più sulla scrivania ma alla fine non cambia quasi niente se io ci sono o non ci sono. Per carità, fa piacere andare in ferie senza ansia, ma è anche triste sentirsi solo un passacarte.
Trovo poco sensate cose come il "fare squadra" o la mission o "l'orgoglio aziendale" e altre stupidaggini che cerchiamo di importare dagli USA. D'altro canto però se in TV o sul giornale si parla di qualcosa di cui si è fatto parte, anche solo scaricando un camion o pagando una fattura, fa piacere perchè ci dà l'idea di non aver semplicemente scaldato la scrivania.
Perchè i nostri capi questo non lo capiscono?

domenica 4 novembre 2007

Auguri, babbo!

Quando ero piccola ti adoravo. Mi ricordo che prendevo in giro la mamma perchè questo ti faceva ridere. Poi mi sentivo in colpa ma la tentazione di averti come spettatore era troppo grande. Mi ricordo che cercavo di correre più forte degli amichetti e dei cugini maschi perchè sentivo così di conquistare la tua ammirazione.
Da adolescente, la tua rigidità e la tua ansia mascherata da principi morali mi ha fatto soffrire non poco. Ma se non ho fatto sciocchezze, se non ho ceduto alla tentazione di colpi di testa, è stato grazie ai valori che tu e la mamma mi avete saputo trasmettere.
In questi ultimi anni sto apprezzando la saggezza che hai raggiunto con la vecchiaia. Sono contenta che tu abbia imparato a metterti in discussione, ad ammettere le tue debolezze, ad ammettere che non sempre hai ragione tu.
Vorrei dirti quanto mi fate tenerezza tu e la mamma perchè vi becchettate continuamente ma si capisce che siete sempre più importanti l'uno per l'altra.
Oggi compi settant'anni. Non so come ti senti. Io credo che sia un buon periodo per te. Nonostante gli acciacchi dovuti all'età, credo che tu possa vivere con serena tranquillità la tua nuova condizione di patriarca.
Auguri babbo!