"Sapete che i libri hanno un po' l'odore della noce moscata o di certe spezie d'origine esotica? Amavo annusarli, da ragazzo."R.Bradbury, Fahrenheit 451
L'amore per la lettura è una gran bella cosa. Inoltre, reduce dalla lettura di Fahrenheit 451, non posso negare l'importanza quasi sovversiva dei libri.
Consapevole che quello che sto per scrivere mi farà perdere popolarità tra alcuni amici blogger, devo però dire che non capisco il rapporto un po' morboso che molti lettori forti (quale io non sono con mio rammarico) hanno con l'oggetto libro.
I lettori forti, quelli con la "L" maiuscola, generalmente sono gelosissimi dei propri libri: accettano mal volentieri di prenderli in prestito da una biblioteca, li prestano ancora più malvolentieri perché, purtroppo è vero, spesso non ritornano indietro. Non si parli poi di apprezzare gli audiolibri o degli ebook (quelli da leggere sul palmare). Come ho scritto in passato, sono una fan degli audiolibri mentre mio marito (grande lettore) viaggia con il palmarino in tasca dove tiene ebook da leggere in ogni occasione della giornata.
Capisco che chi ha passato tante ore indimenticabili con un libro in mano tenda a dargli un valore affettivo, però, scusatemi, secondo me si va nel puro feticismo in affermazioni come questa che ho letto su un blog:
"Io adoro il contatto delle pagine sulla pelle, il profumo della carta, mi piace osservare i diversi caratteri di scrittura. E poi prima dell’acquisto “sentire” mio il libro e abituare la mano ad esso."
Io penso che l'importanza dei libri stia nel loro contenuto.
Per questo io sono favorevole allo scambio, al prestito ed anche, perché no, a regalare i propri libri. Certo ci sono libri a cui siamo particolarmente affezionati, magari legati a momenti speciali della nostra vita e in tal caso è giusto e comprensibile che non ce ne vorremmo mai separare per nulla al mondo. Ma si tratta di casi eccezionali.
Io trovo molto carina per esempio la "Caccia al libro", la rubrica di Fahrenheit (Radio3) dove alcuni ascoltatori cercano libri introvabili mentre altri telefonano per offrirli. La condivisione è sempre una bella cosa, secondo me.
Qualche tempo fa ho prestato ad una conoscente iraniana "Leggere Lolita a Teheran". Ora l'ho un po' persa di vista e so già che questo libro non ritornerà. In realtà la cosa che mi dispiace di più è di non sapere le sue impressioni di donna che ha lasciato il suo paese, ha preso la cittadinanza italiana e si è completamente occidentalizzata. Il libro, se proprio mi venisse voglia di rileggerlo, posso ritrovarlo in biblioteca o ricomprarlo.
Consapevole che quello che sto per scrivere mi farà perdere popolarità tra alcuni amici blogger, devo però dire che non capisco il rapporto un po' morboso che molti lettori forti (quale io non sono con mio rammarico) hanno con l'oggetto libro.
I lettori forti, quelli con la "L" maiuscola, generalmente sono gelosissimi dei propri libri: accettano mal volentieri di prenderli in prestito da una biblioteca, li prestano ancora più malvolentieri perché, purtroppo è vero, spesso non ritornano indietro. Non si parli poi di apprezzare gli audiolibri o degli ebook (quelli da leggere sul palmare). Come ho scritto in passato, sono una fan degli audiolibri mentre mio marito (grande lettore) viaggia con il palmarino in tasca dove tiene ebook da leggere in ogni occasione della giornata.
Capisco che chi ha passato tante ore indimenticabili con un libro in mano tenda a dargli un valore affettivo, però, scusatemi, secondo me si va nel puro feticismo in affermazioni come questa che ho letto su un blog:
"Io adoro il contatto delle pagine sulla pelle, il profumo della carta, mi piace osservare i diversi caratteri di scrittura. E poi prima dell’acquisto “sentire” mio il libro e abituare la mano ad esso."
Io penso che l'importanza dei libri stia nel loro contenuto.
Per questo io sono favorevole allo scambio, al prestito ed anche, perché no, a regalare i propri libri. Certo ci sono libri a cui siamo particolarmente affezionati, magari legati a momenti speciali della nostra vita e in tal caso è giusto e comprensibile che non ce ne vorremmo mai separare per nulla al mondo. Ma si tratta di casi eccezionali.
Io trovo molto carina per esempio la "Caccia al libro", la rubrica di Fahrenheit (Radio3) dove alcuni ascoltatori cercano libri introvabili mentre altri telefonano per offrirli. La condivisione è sempre una bella cosa, secondo me.
Qualche tempo fa ho prestato ad una conoscente iraniana "Leggere Lolita a Teheran". Ora l'ho un po' persa di vista e so già che questo libro non ritornerà. In realtà la cosa che mi dispiace di più è di non sapere le sue impressioni di donna che ha lasciato il suo paese, ha preso la cittadinanza italiana e si è completamente occidentalizzata. Il libro, se proprio mi venisse voglia di rileggerlo, posso ritrovarlo in biblioteca o ricomprarlo.



