mercoledì 17 settembre 2008

Il profumo delle pagine

"Sapete che i libri hanno un po' l'odore della noce moscata o di certe spezie d'origine esotica? Amavo annusarli, da ragazzo."
R.Bradbury, Fahrenheit 451

L'amore per la lettura è una gran bella cosa. Inoltre, reduce dalla lettura di Fahrenheit 451, non posso negare l'importanza quasi sovversiva dei libri.
Consapevole che quello che sto per scrivere mi farà perdere popolarità tra alcuni amici blogger, devo però dire che non capisco il rapporto un po' morboso che molti lettori forti (quale io non sono con mio rammarico) hanno con l'oggetto libro.
I lettori forti, quelli con la "L" maiuscola, generalmente sono gelosissimi dei propri libri: accettano mal volentieri di prenderli in prestito da una biblioteca, li prestano ancora più malvolentieri perché, purtroppo è vero, spesso non ritornano indietro. Non si parli poi di apprezzare gli audiolibri o degli ebook (quelli da leggere sul palmare). Come ho scritto in passato, sono una fan degli audiolibri mentre mio marito (grande lettore) viaggia con il palmarino in tasca dove tiene ebook da leggere in ogni occasione della giornata.
Capisco che chi ha passato tante ore indimenticabili con un libro in mano tenda a dargli un valore affettivo, però, scusatemi, secondo me si va nel puro feticismo in affermazioni come questa che ho letto su un blog:
"Io adoro il contatto delle pagine sulla pelle, il profumo della carta, mi piace osservare i diversi caratteri di scrittura. E poi prima dell’acquisto “sentire” mio il libro e abituare la mano ad esso."
Io penso che l'importanza dei libri stia nel loro contenuto.
Per questo io sono favorevole allo scambio, al prestito ed anche, perché no, a regalare i propri libri. Certo ci sono libri a cui siamo particolarmente affezionati, magari legati a momenti speciali della nostra vita e in tal caso è giusto e comprensibile che non ce ne vorremmo mai separare per nulla al mondo. Ma si tratta di casi eccezionali.
Io trovo molto carina per esempio la "Caccia al libro", la rubrica di Fahrenheit (Radio3) dove alcuni ascoltatori cercano libri introvabili mentre altri telefonano per offrirli. La condivisione è sempre una bella cosa, secondo me.
Qualche tempo fa ho prestato ad una conoscente iraniana "Leggere Lolita a Teheran". Ora l'ho un po' persa di vista e so già che questo libro non ritornerà. In realtà la cosa che mi dispiace di più è di non sapere le sue impressioni di donna che ha lasciato il suo paese, ha preso la cittadinanza italiana e si è completamente occidentalizzata. Il libro, se proprio mi venisse voglia di rileggerlo, posso ritrovarlo in biblioteca o ricomprarlo.

domenica 14 settembre 2008

Avere un blogger in famiglia

Piccolo sondaggio: cosa dicono i vostri familiari e amici della vostra attività di blogger? Che cosa sanno? Leggono o no i vostri post? Vi prendono in giro o partecipano alle discussioni? Commentano o vi prendono per matti o per fissati?
Per quanto mi riguarda mio marito è quello che, povero lui, rendo più partecipe della mia attività di autrice di post e di commentatrice di blog altrui. Quando ho aperto il blog era da tempo che lui mi consigliava di farlo, sapendo che da ragazza mi era piaciuto tenere un diario e che ancora oggi mi piace scrivere (attività che lui detesta). Legge puntualmente i miei post ma ovviamente commenta a voce e legge anche qualche vostro post che io gli segnalo.
I miei figli sanno che la molla che mi ha fatto aprire il blog è stata quella di sfogare le mie frustrazioni di mamma ma non se ne curano. Qualche volta leggono i post, ma raramente e solo se gliene parlo. Però mi diverto, quando mi fanno arrabbiare, a minacciarli: "Guardate che scrivo tutto sul blog!" Loro fanno finta di risentirsi ma in realtà non gliene importa un fico secco. Talvolta protestano perché dicono che violo la loro privacy pubblicandone le foto. In realtà non pubblico foto recenti e quindi sono molto diversi da come li vedete.
Da quando ha l'ADSL mia sorella invece è una lettrice fedele e anche frequente commentatrice. Ha mostrato anche a mia madre il blog e come si fa a commentare ma ovviamente lei è molto spaventata da questa diavoleria e dalla tecnologia in genere. I miei suoceri sono lettori occasionali ma troppo timidi per commentare.
Tra gli amici, S. e A. sono lettrici fedeli e mi lasciano anche qualche commento. Mi fa molto piacere questo. Mentre un'altra cara amica sa del blog, ma non ha tempo e voglia di navigare in rete e quindi non lo legge mai.
Al lavoro nessuno lo sa e me ne guardo bene dal dirlo.
E ora fatemi sapere di voi. Sono curiosa.

venerdì 12 settembre 2008

Premiare i più bravi

"Meritocrazia" è una parola che ha un brutto suono però il tema del riconoscere il talento dei più bravi ha il suo fascino, un fascino quasi utopico nel nostro paese dove dominano le raccomandazioni e il familismo.
Ho trovato interessante la puntata del 20.6.08 di Fahrenheit, nella quale Roger Abravanel presenta il suo libro che si intitola appunto: "Meritocrazia. Quattro proposte concrete per valorizzare il talento e rendere il nostro paese più ricco e più giusto".
Abravanel definisce la meritocrazia "un sistema di valori che promuove l'eccellenza indipendentemente dalla provenienza di un individuo". Per provenienza si può intendere un'etnia, un partito politico, in Italia molto spesso purtroppo è il nome che si porta cioè la famiglia di origine. La meritocrazia dovrebbe quindi azzerare i privilegi della nascita e far valere solo la concorrenza.
Abravanel racconta che la meritocrazia è nata nel 1933 a Harvard, quando il presidente di questa università ha rivoluzionato il sistema di ammissione. Prima di allora vi accedevano solo i figli degli WASP ma egli introdusse il famoso Scholastical Attitude Test, che è stato definito il segreto della meritocrazia. In base a questo test, chiunque, indiano pellerossa, nero, ebreo, povero, se aveva un SAT alto poteva con una borsa di studio accedere ad Harvard.
Secondo Abravanel però la società più meritocratica non è quella americana ma quella scandinava che ha investito pesantemente in tutto ciò che è sistema educativo creando una straordinaria mobilità sociale. Mentre gli USA hanno puntato solo sulle università (ed infatti il sistema scolastico inferiore lascia a desiderare), le migliori scuole del mondo sono in Finlandia. Solo investendo nel sistema educativo si può superare i privilegi della nascita e permettere ai più bravi di emergere qualunque sia la loro provenienza.
L'Italia (non importa che ce lo dicesse Abravanel) da questo punto di vista è un disastro. Se il livello delle scuole del Centro-Nord è nella media del resto d'Europa, al Sud c'è da mettersi le mani nei capelli, per cui un ragazzo che nasce al Sud parte già svantaggiato anche per questo.
Da noi, dice Abravanel, non essendoci fiducia in niente al di fuori della famiglia (intesa anche come cerchia di amicizie) si va avanti solo a raccomandazioni, a lobby che bloccano l'economia (e non solo l'economia, aggiungerei io) perché quello che conta è l'appartenenza. Il capitalismo familiare c'è anche all'estero ma ad un certo punto la famiglia fa un passo indietro nella gestione dell'impresa, diventa azionista, e lascia la gestione dell'azienda ai manager più bravi. In Italia invece ci si passa l'impresa di padre in figlio maschio (anche se ci sono tantissime figlie più brave dei fratelli ma vengono lasciate in secondo piano), esattamente come nella società agricola di due secoli fa si passava la proprietà della terra.
Se l'analisi di Abravanel mi è parsa puntuale ed interessante, mi hanno convinto meno le quattro proposte con cui lui pensa di risolvere il problema che mi sembrano un po' troppo tecniche e semplicistiche (se vi interessano le trovate riassunte sul sito di Fahrenheit).
Resta purtroppo vero che in Italia si rimarrà sempre indietro se si verrà assunti o promossi solo per conoscenze e raccomandazioni, se chi è semplicemente bravo troverà sempre le porte sbarrate, se il dipendente pubblico che lavora e si impegna verrà pagato esattamente come quello che non fa un tubo, se l'imprenditore che paga le tasse e fa le cose in regola sarà svantaggiato rispetto a chi non le paga e assume in nero, se chi nasce in un posto sfigato, da una famiglia povera e magari è pure femmina continuerà a trovare tutto in salita e la scuola non sarà capace di farle superare il suo handicap di nascita, quella stessa povera scuola pubblica a cui si continua a tagliare risorse.
Non è così semplice, caro ingegner Abravanel!

lunedì 8 settembre 2008

Icchè la c'ha di bono oggi?

Che nervi la spesa settimanale! Allo stress della folla del sabato mattina, del dribbling tra i carrelli, della coda alla cassa, si aggiunge quello delle ambizioni da consumatrice critica (vedi questo vecchio post): scarta i prodotti di cui fanno pubblicità, scansa quelli che contengono troppe schifezze, evita quelli con troppi imballaggi, cerca con il lanternino quelli equo-solidali ("Ma come non tenete più lo zucchero di canna solidale!"). E per ultimo, quando ormai la pazienza è in riserva, viene il settore frutta e verdura. Qui il compito è ancora più difficile perché, mentre si scarta facilmente i prodotti stranieri, quelli italiani hanno tutti il cartello "provenienza Italia" sia che vengano da vicino sia che abbiano percorso tutta la penisola. E come si fa allora a scegliere quelli che hanno fatto meno chilometri e quindi hanno inquinato meno? Ecco che sbircio sulla cassetta oppure frugo tra i pomodori e le zucchine in cerca di quel piccolo foglietto che mi dica almeno chi ha confezionato il prodotto.
Insomma non ne posso più.
Ma questo sabato ecco una boccata di ossigeno. In piazza Signoria c'era il mercatale, un mercato dove si vendono prodotti di aziende agricole della provincia o al massimo della regione venduti direttamente dai produttori al consumatore.
Esperienza positiva. E' vero, come obietta mio marito, che questa spesa non può sostituire completamente quella al supermercato e va a rosicchiare ancora quel poco tempo libero che ho. Però mi è piaciuto innanzitutto il contatto umano, chiacchierare con i contadini e anche con gli altri clienti, chiedere consiglio sulle ricette, ecc.; e poi vi dirò che il sapore di queste verdure mi ha veramente stupito.
Ho comprato delle cipolle di Certaldo (buone come quelle di Tropea ma più nostrali), delle cime di rapa veramente saporite, del radicchio e della rucola, melanzane tonde, zucchine e dei peperoni rossi piccoli buonissimi.
Prossimo appuntamento: 4 ottobre in piazza Del Carmine. Me lo segno in attesa di trovare il GAS che fa per me.

Cercate il vostro mercatale più vicino su: www.mercatidelcontadino.it

sabato 6 settembre 2008

Mamma orgogliosa /2

Oggi voglio essere positiva.
Giam ha ragione: mo' basta lamentarsi dei giovani di oggi!
Ed io rilancio: mo' basta lamentarsi in generale!
Pertanto vi segnalo che alla festa nazionale del PD una cosa valida c'è: hanno organizzato una serie di giri in bus turistico (quelli rossi a due piani con il piano di sopra scoperto) alla scoperta dei luoghi dove si è svolta la resistenza a Firenze illustrati da uno storico.
Mi è sembrata un'iniziativa originale e importante e ho pensato subito di coinvolgere i ragazzi. Mentre il piccolo (l'animalista) non ne ha voluto sapere, il grande ha detto subito di sì ed ha anche apprezzato il giro, nonostante, per dir la verità, il commento fosse un tantino retorico, per quanto molto accurato.
Così come sono stata contenta quando, quest'estate, ha accettato di venire con me a vedere il film "Gomorra".
Un'altra sua richiesta che mi ha stupito positivamente è stata quella di registrare la fiction di Canale 5 "O' professore". Per quanto abbia sempre delle remore a guardare le reti Mediaset e per quanto le fiction in genere non mi piacciano, mi ha fatto piacere vederla insieme a mio figlio e discutere con lui su certe realtà "di frontiera" e sull'importanza che può avere la scuola per questi suoi coetanei.
Sono contenta di notare in lui ogni giorno che passa dei segnali di maturità, di interessi che esulino dai videogiochi e dal calcio. Segno non solo che sta crescendo ma che sta anche ponendosi domande ed elaborando riflessioni personali.

Infine colgo l'occasione per ringraziare Viviana e Luposolitario per avermi dato l'idea di iscrivermi all'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia): un piccolo gesto di resistenza, oggi più che mai necessaria.

Ve l'ho detto: oggi sono positiva.

mercoledì 3 settembre 2008

Madamina, il catalogo è questo...

Qualche tempo fa ho promesso a Cristiana di riassumere in un post quelli che secondo me sono i danni che l'attuale governo sta facendo al nostro paese.
Siccome ritengo ogni promessa un debito, mi sono messa a cercare dati in rete, per cercare di documentare puntualmente quello che avrei scritto e per evitare di scrivere inesattezze. Mi sono accorta però che prima di tutto ciò mi avrebbe portato via molto tempo e poi soprattutto mi sarebbe costato pezzi di cuore, fegato ed altro. Non riesco infatti ad affrontare questo tema in modo, non dico pacato, ma nemmeno "leggermente allarmato".
Fondamentalmente ritengo che stiano smantellando giorno dopo giorno i principi su cui si basa (o si dovrebbe basare) la nostra Repubblica e che sono sanciti dalla Costituzione: libertà, giustizia, uguaglianza e solidarietà.
Spero mi perdonerete se quindi non vi snocciolerò i provvedimenti in modo asettico e documentato, ma in modo "emotivo":

Giustizia:
Art.3: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge"
Che bisogno c'era di precipitarsi ad approvare il Lodo Alfano se non per salvare il premier dai suoi processi? "Per lasciarlo lavorare meglio per il paese" dicono i suoi efficienti avvocati. Io vorrei che PRIMA rispondesse dei suoi reati e POI, semmai, lavorasse per il paese. Ma è il disegno complessivo ad essere ancor più preoccupante: quello di far sì che la giustizia non funzioni, o meglio, che sia veloce e implacabile per i poveracci ma che si guardi bene da indagare sui reati dei colletti bianchi. Inoltre si vuole che il cittadino non debba sapere (vedi "legge bavaglio" in arrivo). La separazione netta tra i tre poteri (legislativo, esecutivo e giuridico) è strumento di controllo sugli abusi e fondamento della democrazia.

Istruzione:
Art. 34: "La scuola è aperta a tutti.
L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi."
Dietro gli spot sul grembiule (di cui non ce ne importa nulla) o sul voto in condotta che dovrebbe scoraggiare i bulli (mi facciano sapere le amiche blogger insegnanti se ad un ragazzo che, per problemi familiari, sociali o psicologici, si comporta da cosiddetto bullo possa spaventare un cinque in condotta), dietro questi proclami su aspetti marginali, la scuola pubblica continua a subire pesanti tagli (art.654 DL 112/08), la stabilizzazione dei precari iniziata dal governo Prodi è stata fermata, dietro il nostalgico ritorno al maestro unico ci sta in realtà l'abolizione del tempo pieno che, oltre ad aiutare le famiglie, garantisce istruzione ai bambini che hanno minori opportunità educative al di fuori della scuola. La scuola pubblica avrebbe bisogno anzi di più risorse, da spendere bene certamente, non di tagli. Senza soldi (che potrebbero servire anche per premiare gli insegnanti più volenterosi visto che il ministro dice di voler premiare il merito) la scuola pubblica sarà sempre più scadente e destinata solo a chi non si può permettere una scuola privata vanificando ogni speranza di mobilità sociale auspicata dall'art.34 della costituzione.
Per quanto riguarda l'Università e la ricerca pubblica, con il precedente governo era iniziato un processo di stabilizzazione dei precari che è stato subito fermato con la manovra del 25.6.08. Posso assicurarvi che tira una brutta aria in questo settore in cui lavoro.

Fisco:
Art. 53: "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività."
Dopo il buon lavoro fatto dal precedente governo in tema di caccia agli evasori e di norme che favoriscono la tracciabilità dei pagamenti, l'attuale governo per tutta risposta ha trasferito i dirigenti dell'Agenzia delle Entrate che avevano lavorato con Visco e sospeso le norme sulla tracciabilità dei pagamenti (art.32 DL 112/08). (Torna il paradiso degli evasori)

Spesa pubblica:
E' giusto che venga controllata e che vengano combattuti gli sprechi, ma i pesanti tagli contenuti nella manovra del 25.6.2008 mette in crisi, oltre la scuola, il funzionamento di tanti servizi per la comunità, comprese le forze dell'ordine alla faccia della tanto sbandierata sicurezza (art.65 DL 112/08).


Pubblica Amministrazione:
Da un lato la scure di Tremonti che va a colpire i servizi per i cittadini, dall'altro gli spot anti-fannulloni di Brunetta dietro i quali non c'è nulla di concreto (la famosa diminuzione delle assenze per malattie è stata rilevata semplicemente tramite un questionario inviato ad alcuni enti pubblici). Tali spot inseguono un preciso scopo: affermare l'idea che il pubblico di per sé non possa funzionare, spianando così la strada per una maggiore privatizzazione di tutti i servizi, con grande gioia delle imprese, forse minore dei cittadini che pagheranno più care le prestazioni.

Precariato:
Art. 1: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro."
Ma sì, facciamo qualcosa per questi giovani che non hanno speranze di trovare un posto fisso! Per esempio, ripristiniamo la vergognosa pratica della firma delle "dimissioni in bianco" al momento dell'assunzione. Per esempio, con la scusa di sistemare una vertenza delle Poste, introduciamo il principio che chi vince una causa perché non ritiene giusto il mancato rinnovo del suo contratto sia al massimo risarcito ma non riassunto.

Immigrazione:
Art. 3: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale .... senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali."
I nostri padri costituenti non avevano previsto una norma specifica sull'accoglienza dei migranti semplicemente perché in quegl'anni i migranti eravamo noi (e troppi se lo dimenticano). Credo però che l'articolo 3 quando parla di "dignità sociale" non si riferisca solo a chi è formalmente "cittadino italiano" ma anche a quelli che vengono nel nostro paese per sfuggire alla miseria e sperando in una vita dignitosa. I provvedimenti dell'attuale governo in questo campo sono solo finalizzati solamente alla repressione e non sulla prevenzione dei problemi. Di accoglienza non se parla proprio.

Vi sono poi altri segnali non facilmente classificabili ma ugualmente inquietanti:

- Nel taglio degli enti inutili (sempre DL 112/08) è compreso anche il Museo storico della Liberazione di via Tasso in Roma, un importante luogo di memoria.

- Le norme previste dal precedente governo per quanto riguarda la class action (una class action, in realtà molto annacquata ma comunque definita ostile e rozza dagli industriali) sono rinviate (art.36 DL 112/08).

- Si progetta di tornare a costruire centrali nucleari: cioè grandi investimenti su centrali di terza generazione, quelle che nessun altro paese costruisce più perché non ne sono stati risolti i problemi di sicurezza, di reperibilità del combustibile e di smaltimento delle scorie (Ritorno al passato).

- Sono state elevate le imposte sugli interessi sui prestiti sociali alle cooperative (tipo i librettini COOP) dal 12,50% (che rimante però per BOT, CCT e obbligazioni per imprese private) al 20% (art.82 c. 27 DL 112/08). Così imparano i piccoli risparmiatori che si rivolgono alle maledette cooperative rosse!

Mi sto dimenticando qualcosa? Ah, sì. Cari Italiani, preparatevi a mettere da parte i soldi per pagare la multa che ci farà l'Europa perché Rete4 non è ancora su satellite e i debiti dell'Alitalia.

lunedì 1 settembre 2008

Farsi contagiare dalle passioni

Sono incapace di convincere gli altri di alcun chè. Non potrei mai fare un mestiere che avesse come compito quello di convincere le persone o a comprare qualcosa o ad associarsi, a fare un abbonamento, ecc. Hanno ragione coloro che affermano che la migliore opposizione all'attuale maggioranza politica è quella di convincere chi l'ha votata che ha fatto una sciocchezza. Sacrosanto, ma il rischio è che, conoscendomi, alla fine sarebbero loro a convincere me!
Questa mia "fragilità" ha il suo lato positivo: sono ricettiva all'entusiasmo altrui. E' facile coinvolgermi nelle passioni. Gli scettici e i cinici (in casa ne ho qualche esempio) non potranno mai capire come è bello farsi contagiare dalle passioni. E' un momento di empatia e di fratellanza quando riesci a condividere l'entusiasmo per qualcosa.

Prendiamo la mia passione per camminare in montagna, per esempio. Per me, bambina nata in periferia di una grande città, "montagna" voleva dire picnic a Monte Morello che i miei genitori e gli zii organizzavano per sfuggire all'afa delle estati fiorentine. Si arrivava con le macchine al bordo del bosco, si piazzavano i tavolini con le seggioline, si tirava fuori le vivande, talvolta si faceva la carne sulla brace, una bella mangiata, un pisolino o una partita a carte mentre noi bambini giocavamo nei pressi finché la temperatura ci permetteva di tornare in città. Questo era l'uso che conoscevo della montagna fino a trent'anni. E' stato mio marito ad insegnarmi che la montagna è un'altra cosa e si può vivere diversamente, si può camminare tra i suoi boschi e sulle sue cime, ascoltare il ruscello o il canto degli uccelli, respirare la sua aria fina, godersi il panorama conquistato con fatica, lontano da quelle scatolette di latta che infestano ovunque. Da quella prima settimana passata sulle Dolomiti con lui nel lontano 1991, la passione per la montagna non mi ha più abbandonata, anzi, si è fatta sempre più grande in me.

Di solito sono i genitori a trasmettere le passioni ai figli. Capita però talvolta anche il contrario. Sono grata a mio figlio piccolo per avermi trasmesso l'entusiasmo per gli animali. Da piccola anch'io volevo un cucciolo come tutti i bambini, ma il mio desiderio, come credo nella maggior parte dei casi, non era amore ma semplicemente voglia di un giocattolo vivo e caldo e niente di più. Invece da mio figlio ho appreso quanto è bello osservare gli animali liberi nel loro ambiente. Da lui ho imparato ad aguzzare la vista e l'udito quando cammino tra i boschi, ho capito che il più piccolo fruscio potrebbe essere la presenza timida e impaurita di un animale. E' lui che mi ha insegnato l'emozione di avvistare un rapace o di scorgere una salamandra o di distinguere nel fango le tracce di un daino da quelle di un cinghiale. Così mi accorgo di essere tra i pochi in ufficio a notare i batticoda che saltellano sul prato o a far caso quando fuori dalla finestra passano gli aironi bianchi e cinerini o alle gallinelle d'acqua che nuotano nel fosso accanto al parcheggio.