lunedì 30 giugno 2008

Cercando di capire


Dunque mi sforzo di non essere prevenuta. Cerco di guardare le cose più obiettivamente possibile. Cerco di non fermarmi alla superficie ma di andare a fondo. Come può un cittadino con una cultura media capire se le informazioni che riceve sono manipolate, false o tendenziose? "Andando alle fonti" giustamente qualcuno di voi mi ha scritto riguardo ad un post di qualche giorno fa.
Va bene. Allora il Decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica, il cosiddetto decreto-sicurezza contenente la cosiddetta norma blocca-processi, si trova sul sito del Senato della Repubblica. Devo dire che ci ho perso un bel po' di tempo per trovare la norma che blocca i processi ma non l'ho trovata sul testo (se qualcuno e' più bravo, me la segnali, per favore). L'ho trovata sul sito del Corriere della Sera che cita come fonte il Senato. Mi tocca a prenderla per buona.
Mi pare di capire che sono sospesi per un anno i processi per reati che prevedano una pena inferiore ai dieci anni, compiuti prima del 2002. L'idea sarebbe che i processi per reati di grave allarme sociale, e più recenti, potranno procedere con maggiore speditezza.
E fin qui la cosa potrebbe anche andare.
Mi metto nei panni di una vittima di un reato che prevede una pena inferiore ai dieci anni commesso prima del 2002 (cioè sono più di sei anni che aspetto) e mi chiedo se mi farebbe piacere questa sospensione di un anno. Nella mia ignoranza mi viene da chiedermi quali sono questi reati cosi poco gravi che possono aspettare un ulteriore anno e penso, che so, alla vendita di borse taroccate o a un furtarello in un supermercato. Per scoprire questi famosi reati minori dovrei consultare un codice penale (ma non ho questo tempo a disposizione) oppure andare da un avvocato (non mi sembra il caso).
Trovo questa lista sul sito di MicroMega a cura del senatore Francesco Pardi. Siccome sarà sicuramente un'informazione di parte e magari falsa, sarei grata se qualcuno più esperto di me (e magari anche del senatore Pardi) la smentisse, anche solo in parte.

Dunque i reati di cui sono sospesi i processi sarebbero:

Sequestro di persona art. 605 c.p.
Estorsione art.629 c.p.
Rapina art.628 c.p.
Furto in appartamento art. 624 bis
Furto con strappo
Associazione per delinquere art. 416 c.p.
Stupro e violenza sessuale art. 609 bis c.p.
Aborto clandestino
Bancarotta fraudolenta
Sfruttamento della prostituzione
Frodi fiscali
Usura
Violenza privata
Falsificazione di documenti pubblici
Detenzione di documenti falsi validi per l'espatrio
Corruzione
Corruzione in atti giudiziari
Abuso d'ufficio
Peculato
Rivelazione di segreto d'ufficio
Intercettazioni illecite
Reati informatici
Ricettazione
Vendita di prodotti con marchi contraffatti
Vendita di prodotti in violazione del diritto d'autore
Detenzione di materiale pedo-pornografico
Porto e detenzione abusiva di armi anche clandestine
Immigrazione clandestina ( art.12 c.1 l. 286\1998)
Calunnia ( 368 c.p.)
Omicidio colposo per colpa medica
Omicidio colposo con violazione delle norme sulla circolazione stradale
Truffa comunitaria
Maltrattamenti in famiglia
Incendio e incendio boschivo
Molestie
Traffico di rifiuti
Adulterazione di sostanze alimentari
Somministrazione di medicinali pericolosi
Circonvenzione di incapaci

Dimentichiamo per un attimo che di questo decreto ne beneficerà il Presidente del Consiglio (Corruzione in atti giudiziari), trascuriamo il fatto che le sospensioni e le riaperture, che devono essere notificate, comporteranno alti oneri, ammettiamo tranquillamente che il senatore Pardi abbia preso un granchio per qualcuno di questi reati o sia stato mal informato, siamo proprio sicuri che si sta tutelando la sicurezza dei cittadini? Le vittime di questi reati come la penseranno?

venerdì 27 giugno 2008

Voglio esserci anche stavolta

Dopo che, all'indomani delle elezioni tinsi di nero il mio blog, qualche amico blogger rimase un po' scioccato. Il nero l'ho tolto in parte solo perché capisco le difficoltà di lettura su sfondo scuro ma il lutto rimane, cari amici. L'Italiano medio non dà tanta importanza al funzionamento della giustizia, al rispetto delle norme, anzi. Basta che non gli aumentino la benzina e non gli tolgano il calcio.
Ed invece io sono convinta che la legalità sia importantissima per un paese. Il sapere che ci sono delle regole, il rispettarle e il vedere punito chi non le rispetta è la base per la convivenza civile. Altrimenti è la giungla e nella giungla, si sa, vige la legge del più forte.
E' inutile chiedere pene più severe per i delinquenti comuni se al sistema giustizia (che già è vicino al collasso) viene dato il colpo di grazia. E tutto perché? Per salvare qualcuno dai suoi guai giudiziari? Ma allora ha scritto bene il mio amico Luciano!
Io credo che bisogna subito mobilitarsi su questo. Credo che ogni attacco frontale o strisciante (come in questo caso) alla nostra Costituzione mina alla base la nostra democrazia. Chi ha paura delle intercettazioni? Non certo il cittadino comune che telefona alla moglie per dirle di buttare la pasta!
E penso anche non ci si può limitare a cominciare ora a parlare di grande manifestazione in autunno. Ma chissà quanti e quali danni potranno essere fatti di qui all'autunno!
Mio figlio di 15 anni mi dice: "Andare alle manifestazioni non serve a nulla!" Può darsi (saggezza della gioventù!) ma io non potrei mai perdonarmi di non aver fatto nulla se un domani vedessi polverizzato quel poco di legalità che ancora è rimasta.
Conservo ancora appesa nella bacheca del mio ufficio la fascetta arancione che comprai in Piazza San Giovanni il 14 settembre del 2002. Ci sta scritto sopra: Ci sono anch'io.
Ecco, io voglio esserci anche stavolta.


Roma, 8 luglio, manifestazione in piazza Navona. Passaparola!

(la manifestazione è stata spostata a P.za Navona per l’alto numero di adesioni)

Colombo, Pardi, Flores d’Arcais: tutti in piazza contro le leggi-canaglia

"Care concittadine e cari concittadini,
il governo Berlusconi sta facendo approvare una raffica di leggi-canaglia con cui distruggere il giornalismo, il diritto di cronaca e l’architrave della convivenza civile, la legge uguale per tutti.

Questo attacco senza precedenti ai principi della Costituzione impone a ogni democratico il dovere di scendere in piazza subito, prima che il vulnus alle istituzioni repubblicane diventi irreversibile.

Poiché il maggior partito di opposizione ancora non ha ottemperato al mandato degli elettori, tocca a noi cittadini auto-organizzarci. Contro le leggi-canaglia, in difesa del libero giornalismo e della legge eguale per tutti, ci diamo appuntamento a Roma l’8 luglio in piazza del Pantheon alle ore 18, per testimoniare con la nostra opposizione – morale, prima ancora che politica – la nostra fedeltà alla Costituzione repubblicana nata dai valori della Resistenza antifascista.

Vi chiediamo l’impegno a “farvi leader”, a mobilitare fin da oggi, con mail, telefonate, blog, tutti i democratici. La televisione di regime, ormai unificata e asservita, opererà la censura del silenzio.

I mass-media di questa manifestazione siete solo voi."


On Furio Colombo
Sen. Francesco Pardi
Paolo Flores d’Arcais

www.micromega.net

mercoledì 25 giugno 2008

Ma allora di chi fidarsi?

Ci sono delle persone che hanno ai miei occhi un fascino particolare, il fascino di chi la sa lunga. Il loro modo di porre le questioni mi dà l'idea che abbiano capito più degli altri come stanno le cose. Uno di questi è il giornalista freelance Paolo Barnard, autore di numerose inchieste scomode ed ex collaboratore di Report. Recentemente Barnard ha messo sotto accusa la Rai e in particolare Milena Gabanelli di averlo abbandonato di fronte ad una causa civile che sta affrontando come conseguenza diretta di un’inchiesta da lui realizzata per Report nel 2001 sui comportamenti delle case farmaceutiche. Non voglio entrare nel merito della questione che è complessa. Qui potete trovare la lettera di accusa di Barnard e qui la risposta della Gabanelli.
Mi ha colpito molto invece un articolo che ho trovato su Criticamente
"L'informazione è noi" (considerazioni analoghe trovate anche in questa intervista su Arcoiris TV) dove Barnard si scaglia con quelli che lui chiama "i paladini dell'Industria della Denuncia e della Indignazione" e ce n'ha per tutti: Beppe Grillo, Marco Travaglio, Piero Ricca, Gianantonio Stella, Lorenzo Fazio, Gianni Barbacetto, Gino Strada, Il Manifesto, i comitati No TAV, il centro sociale XM24 di Bologna, Michele Santoro, Aldo Grasso, Sabina Guzzanti.
Non so voi, ma io leggendo questo articolo dove si spara a zero sui più famosi (anche se non tutti dello stesso spessore) punti di riferimento dell'informazione alternativa , mi sono sentita come Verdone nel film "Borotalco" quando gli viene detto "Tu lo sai, ad esempio, che John Wayne era frocio?". "Nooo!!! Che notizia!"
Barnard parte affermando che: "Lo scadimento dell’informazione in questo Paese riflette ciò che noi siamo, in tv particolarmente." Scrive inoltre che è inutile scagliarsi contro la legge Gasparri perché: "c’è la Gasparri nei salotti di milioni di Italiani di varie età che ogni sera, pomeriggio o mattina scelgono col loro telecomando le peggiori fregnacce televisive?" E anche in edicola: "Lì l’informazione c’è, ma al chiosco dei giornali Sorrisi e Canzoni TV o CHI vendono cento volte Micromega o Limes." E conclude: "Silvio Berlusconi non ci ha rimbecilliti, ci ha semplicemente rispecchiati."
Fino a qui mi trova più che d'accordo, come anche concordo sul fatto che fare dei Beppe Grillo e dei Marco Travaglio dei guru della denuncia è dannoso perchè porta con sè "l’auto assoluzione di masse enormi di italiani, noi italiani come sempre entusiasti di incolpare qualcun altro, e mai noi stessi e la nostra becera inerzia, per ciò che ci accade."
Barnard dice che prima si dovrebbero educare "gli italiani a essere civici, cioè a partecipare, altrimenti è inutile denunciare compulsivamente."
Quando passa però a definirci un popolo "che si divide inesorabilmente in ‘parrocchie’ o ‘mafie’" qualcosa comincia a stonarmi. Per dimostrare questa sua tesi, Barnard racconta di come i personaggi e le associazioni che sopra ho elencato lo abbiano dapprima contattato per un'intervista o un intervento pubblico e poi si siano defilati in modo più o meno sincero. Secondo Barnard questa è la riprova che anche il "nel cortile antagonista che dovrebbe dovrebbe essere la fucina delle uniche speranze rimaste in Italia di ottenere un’informazione libera si replicano le meschinità del sistema-potere perchè anch’esso è divenuto ‘parrocchia’".
Ecco che le mie perplessità aumentano. Possibile che tutti ce l'abbiano con Barnard perché è l'unico veramente libero? Possibile che le resistenze ad invitarlo siano solo dettate dalla difesa della propria parrocchia? Possibile che Barnard sia il solo "libero battitore, capace di guardare e se necessario criticare a 360 gradi tutto e chiunque, e cioè gli sconosciuti e i distanti, ma anche i conosciuti e i compagni di strada"?
Siccome il giornalista giustamente scrive che bisogna "incoraggiare i cittadini a coltivare l’abitudine al dubbio, ovvero il dubbio che ciò che gli stessi divi dell'Antisistema scrivono o proclamano possa essere parziale, miope, sbagliato, addirittura manipolatorio", beh, allora io cittadina mi pongo lo stesso dubbio anche su quello che scrive Barnard che, pur con tutto il fascino di chi pare aver capito come stanno veramente le cose, è altrettanto categorico nel trinciare giudizi.
Al di là del suo caso personale, il tema vero di questo post e la domanda che vi pongo è questa: di chi ci possiamo fidare allora?

lunedì 23 giugno 2008

Viaggiatori frustrati

Vi è mai capitato di avere le valige pronte, l'aereo e l'albergo prenotati per una breve vacanza europea con tutta la famiglia, faticosamente e incredibilmente concorde, e non poter partire per motivi burocratici? Beh, a me è capitato giusto oggi. Tutto rimandato, con conseguente rimessa di quasi tutto il costo del volo e di una notte di albergo.
Uffa! Poi ci aggiungiamo la calura che mi butta giù la pressione e che mi causa notti insonni. Condiamo il tutto con le notizie di politica sempre più scoraggianti e voilà: ben servita direi!

Allora sapete che faccio? Mi sparo qualche buona notizia, qualche segnale più che buona notizia ma insomma tutto fa:

- La prima sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli conferma le 16 condanne. Carcere a vita per i boss Francesco Schiavone e Francesco Bidognetti. Come ha dichiarato Roberto Saviano "E' una della vittoria dello Stato, ma è solo il primo atto di una partita da vincere fino in fondo." (Repubblica.it)

- Berlusconi sta finalmente mostrando il suo volto più genuino e i suoi veri interessi (quello per le sue TV e per i suoi processi). Io dico che è una buona notizia perché finalmente i magistrati si stanno mobilitando, l'opposizione forse ha capito che bisogna smettere di far finta di dialogare e, chissà, magari qualche elettore potrebbe avere qualche ripensamento sul "grande statista" che ci ritroviamo.

- L'istanza di ricusazione non sospende il processo Mills nel quale è coinvolto il nostro capo del governo. Sono state bocciate le richieste fatte dai suoi avvocati difensori e quindi il processo andrà avanti. (Repubblica.it)

- Il TAR del Veneto ha accolto il ricorso di Codacons e Ecoistituto del Veneto e bloccato i lavori per la base militare americana di Vicenza (Aprileonline).

- A Campi Bisenzio (Firenze) è stata nominata la prima assessore cinese d'Italia, Hongyu Lin, 40 anni, con il compito di favorire "un'integrazione effettiva, costruttiva e pacifica" di una comunità numerosissima. (L'Unità, 21.6.2008)

Non sono un granche', lo so, segnali più che buone notizie, ma insomma.... accontentatevi!

venerdì 20 giugno 2008

Siamo tutti Tom Sawyer

"Le avventure di Tom Sawyer" di Mark Twain è un classico della letteratura per ragazzi di tutti i tempi che però non ho mai avuto l'occasione di leggere. Recentemente ne ho ascoltato la lettura del bravissimo Massimo Popolizio per il programma Ad Alta Voce di RAI3.
Tom Sawyer è un preadolescente vivace, discolo e irrequieto, che vive in un piccolo paese americano agli inizi dell'Ottocento. Mark Twain ci dice che la gran parte delle avventure narrate, così come i personaggi di Tom e del suo amico Huck Finn, sono prese dalla realtà anche se vissute da ragazzi diversi.
Tom e i suoi amici vivono quell'età in cui l'avventura ha un'attrattiva irresistibile, in cui la voglia di libertà, di essere padroni del proprio destino, di non sottostare alle assurde regole degli adulti vince su qualsiasi paura e prudenza.
Mi sono divertita a pensare alle affinità e alle differenze di questi protagonisti con i ragazzi di oggi.
Tenerissima la pagina del "fidanzamento" tra Tom e Becky, così ingenua in confronto alle nostre ragazzine che imparano sin da piccole la malizia e l'arte della seduzione tanto da avere presto l'aspetto di piccole donne.

"Senti, Becky, sei mai stata fidanzata?"
"Che hai detto?"
"Dicevo, fidanzata per sposarsi".
"No".
"Ti piacerebbe?"
"Penso di sì. Non lo so. Com'è?"
"Com'è? Beh, non è niente. Dici solo a un ragazzo che non avrai nessun altro all'infuori di lui, mai mai mai, e poi lo baci e è tutto qui. Tutti sono capaci di farlo".
"Lo baci? Perché bisogna baciarsi?"
"Beh, questo, sai, serve a... be', lo fanno sempre".
"Tutti?"
"Beh, sì, tutti quelli che sono innamorati tra di loro. Ti ricordi quello che ho scritto sulla lavagna?"
"S...sì".
"Che cos'era?"
"Non te lo dico".
"Te lo dico io?"
"Sì... sì... ma un'altra volta".
"No, adesso".
"No, adesso no... domani".
"Oh, no, adesso. Ti prego, Becky... lo dico piano, lo dico pianissimo".
Siccome Becky esitava, Tom prese il silenzio per assenso e le passò il braccio intorno alla vita e le sussurrò la frase piano piano, con la bocca vicina all'orecchio di lei. E poi aggiunse:
"Adesso sussurralo a me... come ho fatto io".
Ella resistette, per un poco, e poi disse:
"Tu giri la faccia da un'altra parte così non mi vedi, e io lo faccio. Ma tu non dovrai mai dirlo a nessuno... va bene, Tom? Va bene?"
"No, non lo dirò per davvero. Ecco, Becky".
Si girò da un'altra parte. Ella si sporse timidamente verso di lui finché il suo alito non smosse i suoi riccioli, e sussurrò: "Ti... a...mo!".
Poi scappò via correndo intorno ai banchi e alle panche, inseguita da Tom, e alfine si rifugiò in un angolo, col grembiulino bianco sulla faccia. Tom la cinse intorno al collo e supplicò:
"Ecco, Becky, è tutto fatto... ci manca solo il bacio. Non aver paura... non è niente. Ti prego, Becky".
E la tirò pel grembiule e per le mani.
Poco dopo ella cedette, e lasciò cadere le mani; il suo viso, acceso dalla lotta, si sollevò e si sottomise. Tom baciò le labbra rosse e disse:
"Adesso è tutto fatto, Becky. E da adesso in poi, lo sai, non devi amare nessun altro all'infuori me, e non devi sposare nessun altro all'infuori me, mai mai e poi mai. Va bene?"
"Sì, non amerò nessuno all'infuori di te, Tom, e non sposerò nessuno all'infuori di te... e nemmeno tu dovrai sposare nessun'altra all'infuori di me".
"Certo. Si capisce. Questo fa parte dei patti. E quando vieni a scuola o quando ritorni a casa, devi camminare con me, quando nessuno ci guarda... e alle feste tu scegli me e io scelgo te, perché è così che si fa quando si è fidanzati".
"Com'è bello! Non l'avevo mai sentito".
"Oh, è così divertente! Pensa, io e Amy Lawrence..."
Gli occhi spalancati svelarono a Tom la sua gaffe e e gli si fermò, confuso.
"Oh, Tom! Allora non sono la prima con cui sei stato fidanzato!"

Quanto agli oggetti da desiderare siamo ovviamente su un altro pianeta. Il nostro Tom, condannato per il suo comportamento da discolo a verniciare una siepe, riesce furbescamente a farsela verniciare dai ragazzi che passano di volta in volta, spacciando un lavoro faticoso e noioso come un privilegio e facendosi persino pagare in "natura". Eccovi il guadagno della sua trovata e provate a paragonarlo agli oggetti ipertecnologici che i nostri figli sono abituati a desiderare:
"dodici biglie, parte di uno scacciapensieri, un pezzo di vetro di una bottiglia blu per guardarci attraverso, un rocchetto, una chiave che non apriva niente, un frammento di gesso, il tappo di vetro di una caraffa, un soldatino di stagno, una coppia di girini, sei petardi, un gattino con un occhio solo, una maniglia in ottone per porta, un collare per cani - ma niente cane - il manico di un coltello, quattro pezzi di buccia d'arancia e un telaio per finestra sgangherato".
Trovo che il gattino con un occhio solo sia semplicemente fantastico!

L'irrequietezza di quell'età e l'insofferenza per le regole è descritta bene nelle lamentele, alla fine del libro, che Huck fa a Tom. Huck, orfano adottato dalla vedova Douglas, non riesce ad adattarsi alla vita da bravo ragazzo inquadrato che ora gli viene richiesta.

"Non dirmelo, Tom. Ci ho provato, e non funziona; non funziona, Tom. Non fa per me; non ci sono abituato. La vedova è buona con me, e mi vuol bene; ma quelle abitudini non le sopporto. Mi fa alzare tutte le mattine alla stessa ora; mi fa lavare, poi mi pettinano fino a darmi le pene dell'inferno; non mi fa dormire nella legnaia; devo portare quei maledetti vestiti che mi soffocano, Tom; mi pare come che fanno passare l'aria; e sono così maledettamente belli che non mi posso mettere a sedere, né sdraiarmi, né rotolarmi da nessuna parte; non mi ficco dentro a una cantina da... be', mi sembrano anni; devo andare in chiesa e sudare e sudare... quelle rabbiose prediche io le odio! Là dentro non posso acchiappare una mosca, non posso ciancicare. Devo portare le scarpe tutta la domenica. La vedova mangia a orario; va a letto a orario; si alza a orario... Tutto è così terribilmente regolare che uno non ce la fa".

"Be', fanno tutti così, Huck".

"Tom, non cambia niente. Io non sono tutti e io non lo sopporto. È terribile stare legati così. E da mangiare arriva troppo facile... a mangiare così non ci trovo gusto. Devo chiedere per andare a pesca; devo chiedere per andare a nuotare; mi tocca chiedere un cavolo di permesso per tutto. Ecco, dovevo parlare tanto per bene che poi stavo male; dovevo andare tutti i giorni su in soffitta a sfogarmi un po', per rifarmi la bocca, o sarei morto, Tom. La vedova non mi faceva fumare; non mi faceva strillare, non mi faceva sbadigliare, o stirare, o grattarmi davanti alla gente..." (Poi in una convulsione di speciale irritazione e offesa)... "E come se non bastasse, pregava tutto il tempo! Non ho mai visto una donna come quella! Ho dovuto scappare, Tom... ho proprio dovuto. E poi, la scuola aprirà, e avrei dovuto andarci... ecco, questo non lo sopporterei, Tom.

Ho paura che i ragazzi di oggi, che vivono una vita inquadrata sin da piccoli, iperprotetta e scandita da impegni programmati, in realtà provino ancora l'insofferenza di Huck anche se non ne hanno più la consapevolezza.

giovedì 19 giugno 2008

Vi ricordate il toto-negozio?

Vi ricordate i lavori dell'ex cartoleria di fronte a casa mia?

Ebbene tra tutti i vostri suggerimenti cosi belli e fantasiosi per indovinare che cosa ci avrebbero realizzato, ci ha azzeccato Rino: "Meglio nulla, forse ci sono troppi negozi in giro".

Hanno realizzato un piccolo appartamento dove si
è trasferita una giovane coppia con una bambina.

lunedì 16 giugno 2008

Emigranti exprèss


Era il 1980. Stazione di Lecce. Ore 21 e 07. Come tutti i giorni di ogni benedetto anno, a quell'ora parte il treno degli emigranti che raccoglie le braccia da lavoro della costa adriatica d'Italia, per "fiondarli" tutti insieme fino a Milano, incollati l'uno all'altro dallo "sputazzo" che è il treno stesso. Arrivati di slancio nella capitale meneghina, gli elastici di quella fionda si allentavano, e i pallini umani venivano "sparati" chi verso la Svizzera, chi verso il Belgio, la Germania, la Francia…
Nel 1980 su quel treno c'ero anch'io. E avevo solo dieci anni. E viaggiavo da solo! Una volta al mese. Ora mi hanno dato quindici puntate sulla radio per raccontartelo quel viaggio. Non so se bastano, ma ci provo…

Ho scoperto solo recentemente questa trasmissione radiofonica andata in onda su Radio 2 in 15 puntate tra il dicembre del 2006 e il gennaio 2007. E' praticamente un monologo del giovane attore leccese Mario Perrotta che racconta i viaggi in treno che faceva bambino negli anni ottanta, tra Lecce, dove viveva la madre, e Bergamo, dove viveva e lavorava il padre. Il racconto divertente e commovente riporta storie di emigranti che il bambino Mario ha realmente incontrato e conosciuto nel corso di questi viaggi.
Io ho trovato queste puntate bellissime e non mi meraviglia il successo che ha avuto questo programma che ha ricevuto premi, è stato rappresentato in diversi teatri e di cui recentemente è stato pubblicato anche un libro.
Perrotta è straordinario nel passare dal racconto grottesco e divertente dei riti del viaggio alle toccanti storie degli emigranti. Tra le parti più divertenti c'è l'orgia alimentare della cena sul treno o la visione della diciottenne Rosa, prosperoso simbolo di femminilità materna per il piccolo Mario, o le "minchiate a piede libero" che il bambino si diverte a raccontare, o la sistemazione assurda dei viaggiatori per la notte. Tra i momenti invece più commoventi ci sono la storia di Settimo, che sbatteva la testa nel muro perché a Natale non aveva soldi per tornare dalla sua famiglia; di Virgilio, l'uomo diventato blu lavorando nelle miniere di carbone (l'agghiacciante principio secondo il quale dove passa la lanterna passa anche il corpo del minatore); di Assunta e Rocco, i quali, in un'epoca dove non ci sono ancora i telefonini, si mancano all'incontro decisivo per la loro vita; di Ugo, il bambino di 8 anni che trascorre 5 anni chiuso in una stanza in Svizzera per non essere rimpatriato osservando le "stelle" nere sul soffitto che altro non sono che puntini di muffa.
Nell'ultima puntata Mario lancia una dichiarazione d'odio e d'amore alla sua terra e lascia la parola a Med, tunisino che vive da anni in Italia. Ecco che la prospettiva si ribalta.
Le puntate di Emigranti Expréss, di cui trovate il riassunto sul sito di Mario Perrotta, sono riascoltabili sul sito di Radio 2.
Ve le consiglio caldamente.