domenica 14 ottobre 2007

Ecological footprint


Bloggers Unite - Blog Action Day
"Ecological footprint" is a smart definition to calculate statistically the surface of the Earth that a person or a country consumes. By complicate calculations, we can have an idea of how much planet we use with our lifestyle (see: http://en.wikipedia.org/wiki/Ecological_footprint). For example, the average worldwide ecological footprint per person is 1.9 hectares, the one of an italian citizen is 4.2, in India it is 1.0 and in USA it is 9.6 hectares!
This calculation has some limits but it gives an immediate idea of the different impact on the Earth of the industrial countries and of the other ones.
If you want to calculate your own ecological footprint see: http://en.wikipedia.org/wiki/Ecological_Footprint#External_links.

Since I have begun to care enviromental and substainability lifestyle, I am trying to reduce my personal ecological footprint. Here are some little tips that I can suggest you:
- I go to work by bus instead of motorbike;
- in the free time I use my bike or I walk every time I can;
- I do not buy mineral water any more and I drink tap water;
- I put low-flow plumbing devices on every taps;
- I put everywhere low energy light bulbs;
- I don't use the standby mode of the electronic devices;
- I set the temperature of my home at 18.5 degrees C in winter;
- I separate reciclable wastes as much as I can;
- I buy clothes and shoes only when I need them and not simply when I would like to have a new look;
- I am almost complete vegetarian;
- I buy only season fruit and vegetables;
- between two similar products I prefer the one that comes nearer;
- I do not use oneuse dishes and glasses;
- in my office I do not switch the light on if I have sufficient light from the window;
- I keep the fan-coil of my office room off either in winter or in summer because the heat or the fresh air that comes from the corridor is enough for me;
- I switch my computer and printer off at the end of the work day;
- I print documents on both sides of the paper;
- I reuse the plastic glass of the coffee machine for several times.

I could surely do more, but I think that the most important thing is to know the direction to make lighter my passage on Earth.
Unfortunately, if I look around, very few people care that!

The above one is a translation of an old post of mine: Cos'è l'impronta ecologica?

For Italian speaking people, I wrote a lot of posts on enviromental themes:
Altri miei post sull'ambiente:

Che almeno la bottiglia sia degradabile
Oro blu
Mettiamola fuori legge!
Decrescita felice o infelicità della decrescita?
Un pianeta di cento abitanti
Aspirante vegetariana
A caccia di buone notizie
Eroi verdi

venerdì 12 ottobre 2007

BA Day, non V-day!


Mi sembra un'iniziativa carina. Il 15 ottobre i blogger che vorranno unirsi a questa iniziativa pubblicheranno un post sull'ambiente. Visto che il Nobel per la pace 2007 e' andato ad Al Gore e alla commissione clima dell'ONU, mi sembra che possiamo anche noi dire la nostra sull'argomento.
Non posso che aderire e invitare i miei amici blogger a fare altrettanto.
http://blogactionday.org/it
Ringrazio Erica di avermelo segnalato.
A lunedì!

mercoledì 10 ottobre 2007

La solitudine dei vent'anni

E' curioso ritrovare lo stesso tema che ho espresso nel mio primo post anche sul mio diario di quando avevo vent'anni. Ma forse ha ragione Giulia: la solitudine è la nostra malattia.

14/11/83
Il problema è stato messo a fuoco. Lo si può sintetizzare in una parola che, come tutte le parole è qualcosa di fittizio e di arbitrario ma più o meno si avvicina al concetto. La parola è: SOLITUDINE. Prima obiezione: non si era già scoperto più volte?
Verissimo, e ciò non fa che confermare la mia stoltezza nel credere (o estrema illusa!) di superare questo problema che, prima o poi, ritorna prepotentemente vero.
Il fatto è che la solitudine è un malessere esistenziale non uno stato d'animo temporaneo. E' una condizione che non dipende dagli avvenimenti esterni.
La sentivo ad agosto ed ero veramente sola. Ma la risento anche ora. Ora che esco spesso con i miei amici che ben conosco e a cui voglio bene, ora che ho quello che si può dire "un ragazzo", ora che vedo tanta gente, che lavoro, ho molto da fare ecc. Eppure non mi sono mai sentita più sola. Ciò significa che la solitudine non è in nessun altro posto che dentro la mia testa.
Secondo importante punto: la solitudine, essendo esistenziale, non si supera. Impossibile è essere capiti, impossibile è trovare la persona che vuoi al momento che vuoi.
Quindi la solitudine la si può solo:
1) dimenticare

2) affogare.

In ambedue i casi si tratta di qualcosa di temporaneo e di effimero che serve solo ad andare avanti.
1) la si dimentica quando ti sembra di aver trovato qualcuno che ti capisca, o qualcuno che condivida con te qualche tuo problema o anche semplicemente qualcuno che ti ha cercato. In quei momenti ti dimentichi della solitudine che c'è, c'è sempre, e (strana natura umana) ti illudi che essa non ci sia.

2) la solitudine si può affogare in mille modi più o meno validi. Quelli che riescono meglio a me sono:

a) nella musica

b) nell'alcool

c) nei cappuccini caldi.
a) E' forse il modo migliore (nel senso che riesce meglio) capace di resuscitarmi da situazioni di profondo spleen come quello di oggi. Non so spiegarmi bene il meccanismo, so solo che talvolta la musica diventa un bisogno vitale, quasi fisico.

b) Naturalmente non bisogna pensare che mi attacchi alla bottiglia del whisky e vada in giro col naso rosso a ballare in mezzo alla strada. Il mio affogare la solitudine nell'alcool si limita ad un paio di bicchieri di spumante talvolta cercati, spesso occasionali, che facendomi girare la testa, mi fanno vedere la realtà attorno in una dimensione nuova, strana, inafferrabile ma affascinante.

c) Ridicola definizione che è naturalmente simbolica e sta a indicare tutti quei piccoli piaceri che mi concedo quando mi vedo una piccola bambina indifesa e spaurita che vanno, appunto, dal cappuccino caldo, alla colazione a letto (servita da me stessa, naturalmente, e da chi se no?) all'abbracciare il cuscino, ecc.
I dolci no, non fanno parte di questo gruppo, ma di un tipo particolare di espediente che ha come scopo non l'affogare la solitudine ma la mancanza di affetto.
Concludendo devo dire che il quadro tracciato non è dei migliori ma il fatto che l'abbia tracciato significa che ho ritrovato l'ironia e il distacco da poter sorridere su questo mio malumore di oggi.

domenica 7 ottobre 2007

China Blue

Nell'ambito di un corso per attivisti della Campagna Abiti Puliti, che sto seguendo, un momento particolarmente coinvolgente è stata la visione del film-documentario "China blue". Un film che andrebbe fatto vedere in tutte le scuole.
Esso mostra la realtà di una fabbrica cinese di jeans dove lavorano soprattutto ragazze giovanissime (tra i quattordici e i sedici anni) venute dalle campagne e disposte a lavorare anche sedici ore al giorno pur di guadagnare il più possibile e mandare qualche soldo alle famiglie. Le ragazze vivono nel dormitorio annesso alla fabbrica e non sempre riescono a tornare a casa una volta l'anno nelle vacanze di capodanno per rivedere le famiglie perchè non sempre riescono a risparmiare i soldi necessari per il viaggio.
Gli ispettori mandati dalle multinazionali non trovano mai niente di grave perchè le ispezioni sono annunciate e i lavoratori sono istruiti a mentire (sulla loro età, sulle ore di lavoro, ecc.).
Le ragazze cuciono questi pantaloni destinati all'esportazione verso i paesi occidentali e si chiedono chi mai li indosserà visto che sono così lunghi e con la vita così larga. E così Jasmine, la protagonista, decide di mettere di nascosto una lettera nella tasca di un paio di jeans destinata a chi comprerà quel capo nella quale racconta la sua condizione di giovane operaia.

Il film, girato tra mille difficoltà a causa del controllo asfissiante delle autorità cinesi, non mi ha raccontato nulla di quanto già non sapessi ma è stato comunque scioccante dare dei volti ad una ingiustizia di cui noi, consumatori occidentali, siamo i complici, più o meno consapevoli.
China blue è prodotto da una casa indipendente e uscirà in Italia solo in DVD acquistabile online dal 20/11/07.

venerdì 5 ottobre 2007

La colonna sonora della mia vita

A tre anni adoravo ballare sulle note di "W la pappa col pomodoro" cantata da Rita Pavone.

A otto anni andavo matta per le canzoni dello Zecchino d'oro come "44 gatti".

A dodici anni sognavo sulle note di "Anima mia" dei Cugini di Campagna.

Dai quattordici ai diciott'anni sapevo a memoria tutte le canzoni di Vecchioni e molte di quelle di Guccini e di De Andrè.

A vent'anni ascoltavo con il mio fidanzato le opere di Verdi e conoscevo a memoria soprattutto La Traviata.

A quarant'anni Carmina Burana e le canzoni di Enya sono state le migliori colonne sonore delle mie escursioni in bicicletta sulle colline toscane.

In raltà, dopo la nascita dei figli, l'ascolto della musica è diventato purtroppo casuale e superficiale.

Una canzone però mi è rimasta nel cuore e ancora oggi mi vengono i brividi quando la canto insieme a mio figlio che mi accompagna con la chitarra:

Cat Stevens: Father and son
Father:
It's not time to make a change
Just relax, take it easy
You're still young, that's your fault
There's so much you have to know
Find a girl, settle down
If you want, you can marry
Look at me, I am old
But I'm happy

I was once like you are now
And I know that it's not easy
To be calm when you've found
Something going on
But take your time, think a lot
I think of everything you've got
For you will still be here tomorrow
But your dreams may not

Son:
How can I try to explain
When I do he turns away again
And it's always been the same
Same old story
From the moment I could talk
I was ordered to listen
Now there's a way and I know
That I have to go away
I know I have to go

Father:
It's not time to make a change
Just sit down and take it slowly
You're still young that's your fault
There's so much you have to go through
Find a girl, settle down
If you want, you can marry
Look at me, I am old
But I'm happy

Son:
All the times that I've cried
Keeping all the things I knew inside
And it's hard, but it's harder
To ignore it
If they were right I'd agree
But it's them they know, not me
Now there's a way and I know
That I have to go away
I know I have to go

http://www.youtube.com/watch?v=Jek6iP6AuAQ

mercoledì 3 ottobre 2007

Davide contro Golia

In primavera pubblicai la notizia di un'iniziativa di Altreconomia, a cui sono abbonata con la quale si auspicava una regolamentazione alla pubblicità delle acque minerali. Il tema della difesa dall'acqua dagli interessi del mercato è uno di quelli che mi stanno più a cuore. Soprattutto non mi va giù il fatto che le multinazionali delle acque minerali facciano tanti soldi vendendo un prodotto che, nella maggior parte dei casi, è peggiore di quello che scorre dal rubinetto ed per di più contribuendo in maniera notevole ad aumentare i rifiuti (altro tema a me caro). La pressione pubblicitaria è talmente forte che a chiedere in un ristorante una brocca d'acqua del rubinetto si è guardati come marziani se non peggio.
Ho appreso in questi giorni che la Ferrarelle (129 milioni di euro di fatturato e 834 milioni di litri imbottigliati nel 2006) ha diffidato Altreconomia a continuare la campagna perchè può "ledere la sua reputazione commerciale". Altreconomia, che è una piccola rivista mensile edita da un gruppo di associazioni no profit) ha deciso di continuare e ne spiega qui i motivi. Appunto Davide contro Golia.
Vi segnalo inoltre il sito dove trovate tutte le informazioni sulla campagna, compresa l'iniziativa "Imbrocchiamola", nata a Firenze, che promuove un censimento dei ristoratori che danno (o si rifiutano di dare) l'acqua del rubinetto. Vi consiglio di leggere le assurde motivazioni con le quali certi ristoratori si rifiutano di darla.

lunedì 1 ottobre 2007

Una traccia dietro di sè

Spesso mi chiedo che valore potrà avere un blog che lasciamo dietro di noi quando non ci saremo più (vedi La nera signora) ed ecco che purtroppo mi capita di verificarlo adesso.
E' venuta infatti a mancare Adele, una blogger che non frequentavo costantemente ma di cui però apprezzavo i commenti lasciati nei blogger che seguo. Che fosse una persona fuori dal comune lo si capisce fin dalla sua firma: Adele07 (Easy Rider). Che fosse una persona straboccante di vitalità lo si scorge anche solo leggendo il suo profilo.
Ecco che allora mi sono messa a leggere più approfonditamente il suo blog, soprattutto il capitolo Diario personale e l'ho trovato affascinante. Che brutta sensazione non poter commentare! Non poterle scrivere! Leggendo queste pagine la si immagina vivere, parlare, litigare, indignarsi, ridere, scherzare. E' veramente una parte di lei che sopravvive, una parte diversa dalle foto, dai documenti ufficiali o dai ricordi dei suoi cari. Per far sì che sopravviva un briciolino di più vi propongo uno dei suoi post:

SOLA NELLA NOTTE

Casa mia, 4 Sett. 2000 ore 1 di notte

Nessuno sa che all’una di notte

sono qui sveglia a ragionare da sola
paragonando gli avventurosi romanzi
e gl’inconcepibili fatti della mia vita
di bambina, ragazza, donna, madre e sposa.
Se fossi ospite in casa d’altri
non potrei osare ad accendere la luce,
aprir la TV per guardare l’astronomia,
vagare da una camera all’altra,
tirare l’acqua nel gabinetto in bagno
lasciare tutte le porte aperte,
parlare tra me ad alta voce
rallegrandomi della mia libertà,
d’alzare la persiana e sbirciare fuori
imprecando contro il tempaccio.
Essere ospite è come essere in prigione,
è una vita piena di soggezione,
di riguardi per i padroni di casa
anche se dicono di comportarmi
come fossi a casa mia....dove vorrebbero che fossi.
La libertà è una bellissima condizione
che si gode soltanto con la solitudine.
Il permesso di fare ciò che voglio
posso ottenerlo soltanto da me stessa.
Ho i vicini di casa, ma son lontana da tutti.
Mi posso considerare nella giungla
o in mezzo ad un vastissimo deserto,
sulla cima di un’alta montagna
o nell’ignota stanza di un albergo.
Aprire la porta ed entrare,
sentire soltanto il silenzio,
il ticchettìo della sveglia,il ronzare del frigorifero,
fermarsi con la valigia nell’ingresso
e assaporare la libertà completa.
Nessun saluto, ma anche nessun condizionamento.

Adele07 )Easy Rider(