lunedì 15 febbraio 2010

"Pronto? Sono in tram!"

Secondo me ha ragione il sindaco Renzi: non c'è niente da festeggiare. Anni di ritardi, di polemiche e di cantieri. 261 milioni di euro spesi ad oggi. Una sofferenza. Alla fine però non ho resistito alla tentazione, forse un po' infantile, di farmi un viaggio in tramvia nel giorno della sua inaugurazione con la scusa di andare a trovare i miei genitori che abitano vicino al capolinea. Naturalmente non è stata un'idea originale viste le orde di fiorentini che si sono riversate sul loro sudatissimo e sospiratissimo nuovo balocco.
Sarei bugiarda se dicessi che quando il mezzo si è mosso da Santa Maria Novella non ho provato un po' di emozione (saranno stati i Giapponesi che erano con me e che mandavano gridolini di gioia neanche si fosse a Gardaland).
Durante il viaggio mi sono affiorate alla mente le ridicole affermazioni dei sostenitori del referendum antitramvia (ricordate?):

non è un tram, è un treno grosso quanto un Eurostar;






le rotaie sono un ostacolo invalicabile per pedoni e mezzi;










il collaudo del nuovo ponte è stato fatto senza tener conto del peso dei passeggeri.

E via sciocchezza dicendo. Pensare che il tram, come leggo oggi su L'Unità, dal 1890 al 1958 è stato un oggetto familiare per i miei concittadini, tanto che si usa dire "vado a prendere il tram" anche per indicare l'autobus e la tipica espressione di "attaccati al tram" per dire "rassegnati" è sulla bocca di tutti. Eppure anche oggi un signore vicino a me ha pontificato per tutto il viaggio criticando la tramvia e dicendo quanto sarebbe stata preferibile la metropolitana. Ma si sa, ai fiorentini non va bene mai nulla.
Vuoi mettere però quando ha squillato il cellulare della signora accanto a me e lei ha risposto tra l'emozionato e l'incredulo: "Pronto? Sono in tram!"

Qui altre foto del viaggio.

sabato 13 febbraio 2010

Libri all'appello

E così sono approdata anch'io su aNobii. Per circa tre anni ho annotato e recensito i libri letti e gli audiolibri ascoltati sulla libreria di Google che come portale lascia molto a desiderare. Ultimamente vi hanno fatto delle "migliorie" che hanno peggiorato ulteriormente lo strumento. Così mi sono decisa a passare ad aNobii dove ho incontrato qualche amico di vecchia data (Luposolitario, Stefy e Unodicinque; c'è qualcun altro?). Il portale è carino e molto più completo di Google. Forse anche troppo per i miei gusti, nel senso che tutto il discorso della condivisione e dei commenti incrociati non mi interessa perché quello che cerco è solo un promemoria (cioè un aiuto alla mia memoria sempre più labile) di quello che leggo e dell'impressione che mi ha fatto.
Infatti con pazienza (non funzionando l'import) ci ha caricato la mia cinquantina libri con relativi giudizi (lo so sono un'inezia) di cui la metà audiolibri (che io rivendico come letture).
Visto che sono sull'argomento, giusto per amor di cronaca, riassumo qui come sono andate le letture che mi proponevo nel mio post di circa un anno fa dato che gentilmente qualcuno di voi mi aveva dato consigli in merito:
  • Danilo Dolci, Non esiste il silenzio, l'ho iniziato me l'ho abbandonato subito perché non era quello che pensavo.
  • Ettore Masina, Le nostre barche sono rotonde, regalo della carissima Angela, mi è piaciuto anche se non tutti i racconti sono ugualmente godibili.
  • Ottavia Niccoli, Rinascimento al femminile, un po' difficile ma interessante.
  • Anna Politokovskaja, Proibito parlare, interessante anche se un po' deprimente.
  • Federico Rampini, L'ombra di Mao, mi è piaciuto molto e ha confermato la mia passione per l'autore.
  • Roberto Scarpinato e Saverio Lodato, Il ritorno del Principe, bello, scritto bene anche se prevedibilmente amarissimo.
  • Furio Honsell, L'algoritmo del parcheggio e Hans Enzensberger, Il mago dei numeri, abbandonati al primo capitolo (la matematica non fa per me),
invece non ho ancora affrontato:
  • Mario Schettini, Italia, nascita di una nazione,
  • Gisela Bock, Le donne nella storia europea,
  • Italo Calvino, Ultimo viene il corvo,
  • Taibo Paco Ignacio, Senza perdere la tenerezza
  • David Grossman, Ci sono bambini a zig-zag
Nel frattempo altri libri sono approdati sul mio comodino:
  • Guido Crainz, Autobiografia di una repubblica,
  • Romain Gary, La vita davanti a sé, (fortemente caldeggiato da Marina e da Luposolitario),
  • Giordano Bruno Guerri, Povera santa povero assassino,
  • Mercé Rodoreda, La piazza del diamante (libro dell'anno a Fahrenheit),
  • Telmo Piovani, La teoria dell'evoluzione,
  • Telmo Piovani, Creazione senza Dio.
Spero che popoleranno presto la mia libreria su aNobii dove solo i libri letti (anche parzialmente) hanno diritto ad entrare.

mercoledì 10 febbraio 2010

L'Arma per l'arte

Sabato scorso sono andata a vedere con gli Amici dei Musei la mostra "L'Arma per l'arte" che consiglio caldamente. Ero un po' scettica prima di andarci ma mi sono dovuta ricredere ampiamente anche se grande merito al solito è della coinvolgente dottoressa Diletta Corsini (vedi post) che ci ha guidati.
La mostra, insieme a quelle analoghe di Napoli e Roma, celebra il quarantennale del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ed espone notevoli opere che erano state trafugate e che sono state ritrovate grazie a questa preziosa e particolare attività investigativa. Durante la visita è stata sottolineata la facilità con cui vengono rubati gli oggetti di arte sacra, anche quelli molto noti (come la Capsella della Sacra Cintola rubata in pieno giorno nel Museo dell'Opera del Duomo di Prato) o molti voluminosi (come il leggio di legno intarsiato trafugato nel duomo di Spilimbergo) e che passano difficilmente inosservati. Un colpo al cuore apprendere delle tecniche dei falsari per camuffare le opere e occultarne l'origine illecita. La Madonna con il bambino che fa da copertina della mostra che è stata decurtata nelle dimensioni, asportata dalla tavola alla tela e deturpata con abrasioni del manto pittorico. La dottoressa Corsini ci ha raccontato inoltre alcune storie particolari come quella di una scultura lignea del XVI secolo che è stata trafugata con lo scalpello durante le prove del coro polifonico la cui attività copriva i rumori. Ma anche storie a lieto fine come quella del polittico di Trequanda, piccolo borgo dove gli abitanti molto attenti al loro patrimonio comune, si erano insospettiti alla vista di alcuni estranei tanto che furono in grado di fornire subito ai carabinieri il numero di targa dell'auto e precisi identikit dei malfattori. Grazie a questi indizi i Carabinieri hanno potuto rintracciarli velocemente e recuperare anche altra refurtiva nascosta in un appartamento.
Il messaggio della mostra è quindi che niente è al sicuro ma è il senso di comunità che può aiutare a salvaguardare tesori che appartengono a noi tutti.


Altri miei post sugli Amici dei Musei:
Arte...misia
Soldi ben spesi /2
Donne che mi piacciono /2
Niente di nuovo sotto il sole

lunedì 8 febbraio 2010

Far tesoro degli insegnamenti del maestro


Dovete volgere la forza di gravità a vostro favore.

Dovete tornare a voi stesse e a i vostri interessi. Tutto il resto viene dopo.



PS il mio istruttore di ginnastica medica si riferisce alla cura della mia schiena ma perché non fare tesoro dei suoi insegnamenti anche in generale?

venerdì 5 febbraio 2010

Allons enfants

Quando ero ragazzina, con il mio carattere che tende ad catalogare tutto, mi ero immaginata che ogni periodo storico dovesse avere i suoi ideali per cui lottare. Nell'Ottocento era l'unità di Italia, nel Novecento la Resistenza. "Chissà quale sarà il fine ideale della nostra generazione. Forse l'unità dell'Europa?", mi chiedevo ingenuamente. La mia visione semplicistica e meccanicistica del progresso non teneva conto dei periodi di crisi morale e di decadenza. In effetti certi periodi storici, per quanto si possano ridimensionare o rivalutare, emanano sempre un certo fascino. Non se è il fascino di chi comunque sacrifica la vita per uno scopo che va al di là del proprio interesse personale oppure se è perché sappiamo che poi quel fine è stato raggiunto.
Uno di questi periodi è appunto il Risorgimento di cui tratta il libro "Bella e perduta" che lo storico Lucio Villari ha presentato anche a Fahrenheit Radio3.
Villari si dispiace che il Risorgimento oggi venga trattato come un oggetto di antiquariato e non come una materia viva che ci appartiene e con cui noi ci confrontiamo ogni giorno. Secondo lui, nel Risorgimento si sono fondati valori essenziali come quello della libertà, della democrazia, del rispetto delle tradizioni storiche nazionali in una visione creativa e costruttiva. Ha rappresentato una ventata di laicità, la prima prima esperienza del vivere civile degli Italiani che hanno imparato grazie ad essa che la libertà è inseparabile dalla giustizia.
Sulla condivisione generale di questi valori da parte degli Italiani io sarei un po' più pessimista. Mi ha fatto riflettere però il ricordare che il Risorgimento ha visto come protagonisti soprattutto i giovani: Mazzini fondò la Giovine Italia a ventisei anni, Mameli scrisse il suo inno a vent'anni, Garibaldi a venticinque era già stato condannato a morte in contumacia per aver partecipato ai moti del '33, ventenni anche i Fratelli Bandiera.
Figure straordinarie, dice il professore, perchè sentivano l'impulso si trasformare un'esigenza politica e di libertà in una grande energia morale di riscatto.
Il pensiero corre ai giovani di oggi e credo che abbia ragione Villari nel dire che la crisi morale è altrettanto grave della crisi economica e che rendere invisibili i giovani oggi è uno dei tradimenti dell'eredità risorgimentale. Si può vivere benissimo senza i valori del Risorgimento ma il vuoto che lasciano questi valori viene riempito da altre cose: la droga, il calcio, la televisione trash, ecc.
Forse "belli e perduti" sono i nostri ragazzi tenuti nella bambagia a patto che se ne stiano zitti e buoni.

Consiglio anche la presentazione di Bella e perduta a Le storie diario italiano.

mercoledì 3 febbraio 2010

Evviva le "vecchie zie"

E' diventato ormai per me un appuntamento settimanale atteso. Il lunedì mattina alle 9 e mezzo su Controradio trasmettono ormai da anni "Bene bene male male", una specie di dibattito sui fatti della settimana con Raffaele Palumbo, direttore della radio, Giorgio Van Straten, scrittore che ha ricoperto incarichi prestigiosi in ambito culturale ed è attualmente membro del Consiglio di Amministrazione della Rai e Giovanni Gozzini.
In realtà a quell'ora sono in ufficio e non posso ascoltare la radio così scarico Bene bene male male in podcast e generalmente lo sento il martedì pomeriggio andando e tornando dalla palestra in bicicletta.
Non lo so perché mi piace tanto. Lo stile è un po' da bar sport, frizzi, lazzi, battute tanto che un ascoltatore li ha chiamati "le vecchie zie". Mentre Palumbo tenta di fare il professionale e Van Straten di solito interviene con la sua consueta pacatezza, Gozzini spiazza tutti con le sue uscite provocatorie.
Sembra un po' un bischeraccio Giovanni Gozzini poi però ti esce fuori con affermazioni da uno che ha inquadrato il problema, di quelle che piacciono a me, da analisi ad ampio respiro, e mi fanno pensare: "Ecco, è proprio così! E' questo il punto!"
Infatti, Giovanni Gozzini non è affatto un bischeraccio: insegna Storia del Giornalismo all'Università di Siena, è direttore del Gabinetto Viesseux ed è stato assessore alla cultura al Comune di Firenze.
Per esempio un paio di puntate fa, commentando l'ultimo film di Virzì, Gozzini ha detto: "L'insegnamento principale di questo film è che la nostra salvezza sta nelle donne che possiedono in sé il segreto della vita. Quella vita che vuol dire anche dolore, sofferenza, perdizione, ma anche il senso di potenza che sta nel generarla e che è la nostra radice di futuro. Questa vita che abbiamo è la nostra unica speranza per il domani. Le donne la capiscono meglio di noi uomini e, da questo punto di vista, saranno il nostro futuro."
E ancora, sul tema del rispetto dell'ambiente e del pianeta:
"Nelle culture giudaico-cristiane c'è il concetto di dominio dell'uomo sulla natura, il "vai e nomina tutte le cose". Invece nelle culture orientali l'uomo si deve adattare alla natura che ha una sua armonia primigenia. Per tanto tempo la cultura occidentale eurocentrica ha pensato a questa cultura dell'armonia come ad un limite perché ritardava il progresso tecnologico, lo sfruttamento delle risorse della terra. Nelle lingue africane la parola sviluppo non esiste mentre domina il concetto di equilibrio tra risorse naturali e crescita del numero degli abitanti."
Sull'incontro del rabbino di Roma con il Papa:
"Molti non sanno che Pio XII era nunzio apostolico a Berlino e guidò le pratiche per la riconciliazione tra la Santa Sede e il governo nazista che lui vedeva come la salvezza contro il comunismo. Pio XI aveva ultimato prima di morire un'enciclica contro il nazismo che fu messa nel cassetto da Pio XII e ritrovata recentemente da due ricercatori francesi. Questo è molto più grave del silenzio."
Infine:
"Il tentativo della paura dell'uomo è fare delle società di tutti uguali perché non si è educati alla curiosità. Per essere curiosi bisogna essere molto sicuri di sé, non aver paura di viaggiare, di lasciare la proprie radici perché queste comunque si hanno dentro di noi. Ma questo è molto complicato."

Altri miei post su Controradio:
Cosa salverei della TV? Probabilmente la radio
Soldi ben spesi /3
Il fascino di un mondo diverso
Viaggio all'ecostazione
Ben scavato vecchia talpa
Non è ma il momento di astenersi




lunedì 1 febbraio 2010

Incontri mattutini

Quando si prende tutte le mattine lo stesso autobus finisce che ci conosciamo tutti almeno di vista e se qualcuno talvolta manca capita di chiederci che gli sarà successo. Così tutte le mattine la vedo salire, talvolta dopo aver fatto una bella corsa perché in ritardo. Avrà sui 14-15 anni. Con il suo look un po' antiquato, i capelli sottili un po' crespi, il fisico non troppo asciutto anzi un po' abbondante, gli occhiali, un po' di peluria sopra le labbra, lo zaino con l'orsacchiottino di peluche attaccato, l'ombrellino piegevole in mano se anche solo c'è qualche nuvola. Niente jeans né stivali ma pantaloni della tuta (o comunque un po' larghi) e scarpe da ginnastica. Chissà come la prendono in giro perché bruttina e un po' sfigatina. Chissà come soffre per non essere fashion come altre sue compagne. Scende un paio di fermate prima della mia. Non so quale scuola frequenti. Mi fa tanta tenerezza che mi verrebbe voglia di abbracciarla.
Una mattina il 57 ha saltato la corsa e la cosa non è indolore perché passa ogni 20-30 minuti. Infatti anch'io ero molto seccata. Così ho visto la mia compagna di viaggio con l'aria di chi sta sulle spine finché, giunti alla sua fermata, si è catapultata fuori e ha iniziato a correre a perdifiato con tutto il peso dei libri sulle spalle. Ho pensato ai miei figli i quali, anche quando sono in ritardo (e non certo per colpa dei mezzi pubblici perché sono fortunati e vanno a scuola a piedi in dieci minuti), non fanno una piega e continuano a camminare con lo stesso blando ritmo di quelli che hanno tutta la vita davanti. Ho immaginato invece l'ansia di questa ragazzina e il suo timore per il rimbrotto dei professori. Avrei voluto offrirmi di farle la giustificazione.